Tulipani rossi che sporgono
dalla ringhiera di un giardino
mentre i miei piedi quarantuno
vanno dove ho voglia di andare
di nuovo finalmente.
A casa c’erano sempre tulipani
di tutti colori e mentre annuso
nell’aria un dolce profumo
di bollito misto con gli aromi
mi pare di vederli.
Accostati con le corolle orgogliose
a quei paletti di legno.
Ad aiuole ma anche sparsi
cosi come il vento che ci
gioca.
Vado con i miei capelli che
sento di nuovo sfiorati dalla
brezza lieve folti e di quel
colore che non è un colore
ma risplende quasi come
il glicine.
E il mondo mi riconosce ed io
riconosco il mondo che amo
che è mio e sicuro come
la terra che incontro
ad ogni passo.
E che mi sembra ancora più
mirabilmente incosciente
oggi che lo sento precario
e insperatamente nuovo
nei colori e nei profumi
e nel rapido guizzo
di luce che sfiora
i petali di tulipano.
Odori e colori di
Pasqua.
Di strana pasqua di
ansiosa Pasqua di
improvvisa Pasqua
che non so più se
è davvero o è sogno.
—–Sono per me, me li regalo
