Un caffè?

Non ho simpatia per Fedez, ma neppure antipatia. Diciamo che mi è indifferente. Ma non capisco bene tutta questa storia della sua partecipazione al Concertone del Primo Maggio finita su tutti i giornali.

Voleva fare un comizio e la Rai voleva censurarlo? pare di si, da quello che afferma. Poi, non solo lo afferma, ma dopo la smentita un po’ debole della Rai, Fedez ha messo su Istagram la telefonata con la Rai che aveva preventivamente registrato, a favore di telecamera, nel caso, non si sa mai.

Dunque? Ha detto quello che voleva dire alla fine. Ha fatto un vero comizio.  Non voglio entrare nel merito di quanto dice, non mi interessa qui parlare delle sue parole. Però mi disturba un pochino che la sinistra debba essere rappresentata da un miliardario che ha una moglie miliardaria, che vende qualsiasi cosa. L’ultima, un paggetto o salopette per neonati a circa la modica cifra di 200 euro e forse passa. Euro più euro meno. Però parlare di diritti civili dal palco del Primo Maggio fa tanto influencer.

Vuoi mettere?

La Rai mi pare si difende dicendo che ha comprato un prodotto preconfezionato ma che suggeriva al cantante di moderare i toni del suo intervento perché non era il giusto contesto….più o meno e che però Rai 3 è sempre stata e sempre sarà per la l ibertà di espressione.

Certamente, però essendo un ente pubblico deve anche badare che sia garantito il pluralismo. Un po’ difficile da conciliare e però Fedez ha replicato che lui si assume la responsabilità di quello che dice e che può dire quello che c…gli pare.

Lo ha detto, quel c…che gli è parso e piaciuto (a chi non piacerebbe?), anche con una certa arroganza: Uhe, giovani, io sono Fedez, il marito di Chiara, quotata in borsa, nella media borghesia italiana occupo una società…(cit.).

Impegnato civilmente e politicamente, il cantante ha fatto il suo show. Ora protesta, ancora, non si sa bene perché visto che ha detto quel c… che ha voluto e che Salvini lo ha pure invitato a prendere un caffè.

Pare che Fedez non abbia accettato, ma solo perché ha paura di doverlo pagare lui.

15 commenti su “Un caffè?”

  1. Be’ ascoltiamolo Fedez:
    https://www.seguonews.it/video/primo-maggio-fedez-attacca-la-lega-e-salvini-sul-ddl-zan

    E ascoltiamo pure Salvini:
    https://youtu.be/6Sh9xVQKGI4

    Ho l’impressione che la montatura abbia un secondo fine: potrebbe essere quello di far convergere l’attenzione sulla legge contro la omotransfobia (DDL De Zan) arenata al Senato dopo che Lega, FI e Fratello d’Italia l’hanno definita non prioritaria.

    Risposta
    ma certo che ha quel fine, ma non ti sembra che la versione uomo politico di Fedez sia leggermente sopra le righe? E che questa storia sia stata architettata per fare sensazione comumque non mi piace, perché cosi potrebbe influire addirittura sulle scelte del governo, abbiamo un Parlamento per quello. Un cantante miliardario con la moglie ultra miliardaria…non credi che si siano montati la testa quei due? E che la sinistra o il PD si servano di questi mezzucci, non mi sembra del tutto degno di una democrazia.

  2. Il rapper tatuato ha approfittato del palcoscenico Rai per fare un comizio pro sé stesso. Ha scelto astutamente l’evento più mediatico della settimana e si è procurato qualche altro migliaio di seguaci. A lui piacciono le battaglie facili che strappano la ola, infatti non è andato a dare visibilità agli operai della Whirpool o agli abitanti di Taranto, a pedalare assieme ai riders o in qualche campo di pomodori, ma a difendere il politicamente corretto che va tanto di moda adesso. Se Fedez avesse sostenuto la sua idea sulla legge Zan, senza sparare a zero su Salvini, sarebbe forse stato più onesto, ma avrebbe perso qualche click e per lui è inaccettabile.
    Nota per inciso: a me risulta che il suo ultimo acquisto siano un paio di scarpe della stessa marca del cappellino, la cui suola contiene (si dice) sangue umano. Propongo di conferirgli il Cavalierato della Repubblica.
    Credo che la Rai, più che censurarlo, volesse ripararsi da eventuali guai giudiziari, visto che nel monologo venivano citati per nome e cognome una serie di personaggi politici. Un po’ come la nostra BM che deve controllare quello che pubblica.

    Risposta

    Il riferimento al “sangue umano”, penso sia mirato al (presunto) sfruttamento dei lavoratori che il marchio in questione (di cui non faccio il nome) utilizza per la propria produzione. Certo, l’immagine è terribile ma rende l’idea.
    In quanto al Cavalierato…ma come non sono entrambi (moglie e marito) già a cavallo?

  3. Magari fosse così arguto: “Le ho prese perché fanno coppia fissa con le altre che hanno l’acqua santa dentro. Queste invece dovrebbero avere del sangue…Sembra più acqua colorata”.
    https://lookdavip.tgcom24.it/fedez-mostra-le-sue-satan-shoes-con-sangue-umano-allinterno/

    Risposta
    pessimo gusto e peggio mi sento. Orribile!
    A proposito, si è sciolto il sangue di San Gennaro, per i napoletani è un respiro di sollievo, io lo prendo come un buon auspicio, finalmente.

  4. Sono d’accordo, le leggi si discutono in Parlamento, questa è una modalità mediatica che tende a suggestionare.

    Detto ciò, mi auguro che la legge De Zan, venga discussa e portata avanti al Senato come è già stato fatto alla Camera, e venga infine promulgata.

    Risposta
    si, bene, ma che poi venga anche attuata e in questa legge si sono troppi distinguo da quello che capisco che fanno si che i vari partiti non trovino un accordo. Non è cosi semplice come la fa il cantante. In Italia abbiamo troppe leggi che poi rimangono lettera morta. Anzi, molte leggi per paradosso, inaspriscono i reati ad essa collegati. Non dico non si debbano fare, ma bisognerebbe anche, nel contempo, prevedere un iter educativo collegato.

  5. Si, infatti il mio augurio è che “venga discussa e portata avanti al Senato”. Una proposta di legge va discussa ed eventualmente emendata, il dibattito parlamentare serve a questo.

  6. Io quei due non li sopporto, tutta la sceneggiata sulla censura è ridicola, adesso sta a vedere che è diventato parlamentare a sua insaputa. E lei che gli da la sua solidarietà…ma per favore!
    Ma quale cavalierato! quello al massimo con quella bocca può fare il cavallo.

    Risposta
    si, vabbè, sperando che il buon Fedez non legga o sia una persona di spirito.

  7. Andiamo per ordine: ciò che Fedez ha pubblicato sui social è stato da lui …censurato pubblicando solo stralci a lui favorevoli.
    Fa sorridere, e non poco, il fatto che Fedez si sia scagliato contro la Rai parlando di “censura”. Ilaria Capitani, vicedirettore di Rai3, ha cercato di spiegare – nella telefonata registrata (illecitamente?) da Fedez e pubblicata su Instagram – che nella giornata in cui si celebrano i lavoratori parlare di altro sarebbe risultato fuori contesto e che era stato chiamato a cantare non a fare il maitre-a-penser!
    Inoltre per correttezza non poteva fare i nomi senza un minimo di contradditorio!!
    A questo si aggiunge il fatto che colui che parla di censura è lo stesso che sostiene il ddl Zan che limiterebbe profondamente la libertà d’espressione di ciascuno di noi.
    Lo stesso Fedez, se la legge Zan fosse già stata in vigore in passato, non avrebbe potuto scrivere determinate testi delle sue canzoni su Tiziano Ferro o la canzone “Ti porto con me” nel cui testo troviamo questo verso «Non fare l’emo fro*io con lo smalto sulle dita»? Proprio lui che ha lanciato una linea di smalto per unghie da uomo…
    Nel suo comizio, Fedez ha parlato più di diritti dei gay che di diritto al lavoro. Non ci sarebbe stato nulla di male se non fosse che il primo maggio è la festa dei lavoratori, non dei gay.
    Cosa sarebbe successo se Giuseppe Povia, cantautore milanese noto per canzoni come “I bambini fanno ooh” e “Luca era gay”, avesse dichiarato apertamente di essere contro il ddl Zan?
    La telefonata tra Fedez e i vertici Rai tra l’altro rappresenta il classico litigio molto acceso tra amici. Infatti Ilaria Capitani, vicedirettore di Rai3 che ha redarguito il rapper durante la chiamata, è stata portavoce nel 2006 dell’allora sindaco di Roma Walter Veltroni (Pd).
    Insomma riassumendo: un polverone mediatico sollevato ad arte da chi sui social si muove da padrone.

    Risposta
    si e credo che la storia delle telefonata presenti anche risvolti legali che se non si trattasse di lui forse verrebbero approfonditi. Un personaggio (anzi due, lui e la moglie) che sta avendo una risonanza mediatica eccessiva. A mio parere è inquietante il potere di influenzare le masse di questi due.

  8. Da una parte si invocano seri provvedimenti dopo la denuncia del rapper/influencer Fedez per un ipotetico tentativo di censura per parlare del ddl Zan da parte dei vertici della RAI (censura smentita subito dall’azienda pubblica) , dall’altra si invoca invece la mancata censura ai danni del duo comico pugliese “Pio e Amedeo” che attaccavano l’ipocrisia del politically correct nel linguaggio comune.
    In entrambi i casi si è parlato di «sfogo coraggioso e libertà di pensiero» ma sul patibolo è finito solo il duo comico e chi, come Antonella Clerici, si è complimentato su Instagram con loro.
    La nuova censura a intermittenza come le luci dell’alberello di Natale?

    Risposta
    mi sa…e non è un bel segnale.
    Però mi sono informata sullo show dei due (che non avevo visto). Non guardo la Tv e soprattutto non guardo programmi come Felicissima sera, mi fanno una grande tristezza. Ne avevo visto una rapidissima scena e mi ero chiesta chi fossero quei due che mi parevano invasati, poi ho spento.
    Mi sono informata sull’accaduto e mi sembra di aver capito questo: i due hanno fatto uno sketch provocatorio: sono agli esordi, probabilmente pensano che sia cosi difficile far ridere da doversi andare a infilare in argomenti che attirino l’attenzione mettendoci dentro di tutto anche cose sulle quali, forse, bisognerebbere riflettere meglio prima di sparare battute.
    La comicità è una cosa strana, difficile, o ce l’hai nel sangue oppure è meglio desistere. E trovare l’equilibro tra la satira, l’ironia, l’umorismo, senza cadere nella volgarità è difficilissimo, solo i grandi lo sanno fare. Loro, probabilmente devono crescere.
    Non li giudico e neppure li critico, avrei girato e basta, sono sicura che non mi avrebbero divertito né fatto ridere, per nulla. Capisco che far ridere di questi tempi sia un’impresa impossibile e mi fanno pena. Ma guarderei oltre.
    Fedez è tutta un’altra faccenda.

  9. In sostanza, poi, alla fine, del primo maggio di quest’anno, resterà l’immagine del rapper e le sue polemiche con la rai (delle quali potevamo fare a meno), le sue invettive contro i leghisti ( e sai che novità?) e tutte le polemiche di contorno.
    Di lavoro neppure la flebile traccia. Mentre il lavoro dei due, la coppia ben nota, procede alla grande, tra battaglie sociopolitiche, beneficienza, ambrogini e molti molti affari d’oro conclusi ogni nanosecondo persino mentre sbadigliano e che li fanno diventare sempre più ricchi sfondati.
    Bene le iniziative benefiche, lodevoli e ammirevoli, ma ci sono altrettante iniziative lodevoli e benefiche che non hanno “ritorno d’immagine” e che passano sotto silenzio, non sollevano polveroni e non si fanno pubblicità gratuita.
    Il lavoro rimane “il problema” degli ultimi decenni in Italia e non lo si risolve certamente salendo su un palco a parlare di tutt’altro.
    Perché non dare spazio alle storie, anonime di tanti giovani e no che ogni giorno combattono per rimanere in vita nonostante gli sia negata la dignità di una occupazione che si possa definire tale e che gli permetta di vivere senza alzarsi ogni mattina sempre più depressi e sfiduciati?
    Che ricette hanno i due pluripremiati per questo immenso problema?

  10. A me disturba anche che la sinistra pensi soprattutto ai gay e agli immigrati clandestini anziché a tutti i problemi che ha la gente col lavoro. E poi sembra che pensino che la maggioranza degli italiani sia omosessuale…

    Risposta
    breve ma significativo. Ma non parliamo di “immigrati clandestini” per favore. Certo sono un problema enorme, ma si tratta di persone con i loro problemi e che ora con la pandemia hanno visto crescere a dismisura. Ma è vero la sinistra avrebbe molte cose a cui pensare e soffermarsi troppo su una può dare la sensazione di fastidio che lei lamenta.

  11. Mariagrazia oggi è il 4 maggio, settantadue anni fa, la squadra del Torino periva nel disastro di Superga: quando ci penso, mi si inumidiscono gli occhi.
    Molti anni fa raccontai minuziosamente come si svolse quella giornata, i nomi, il tempo meteorologico, la quota, la velocità di crociera di un aereo noleggiato, non fra i più attrezzati, la discesa nella nebbia verso l’aeroporto di Caselle, l’impatto contro il terrapieno della basilica di Superga.

    Ecco come fu:
    4 maggio 1949
    Partito da Lisbona
    L’I-Elce volava…
    Rombava il trimotore
    nel cielo sereno
    ancora senza nubi.
    Trentuno i viaggiatori,
    diciotto i calciatori del Torino,
    a casa li aspettava
    lo Scudetto di Campioni.
    Scherzavano, ridevano,
    parlavano dell’ultima partita,
    del commiato di Ferreira,
    capitano glorioso del Benfica.

    Partito da Lisbona
    L’I-Elce volava…
    C’era Bacigalupo a bordo,
    c’era Maroso,
    c’era Mazzola, il biondo capitano
    c’erano Menti, Loik e Gabetto,
    i fratelli Ballarin,
    Marteilli, Rigamonti e Castigliano,
    l’ala Ossola e tutte le riserve
    il vecchio Grezar, il giovane Fadini,
    Operto, Grava, Schubert, Bongiorni,
    i dirigenti, il Ct, l’allenatore,
    non c’era l’hostess,
    ceduto aveva il posto
    al massaggiatore.
    Tre illustri giornalisti,
    Cavallero, Casalbore, Tosatti,
    quattro membri d’equipaggio,
    piloti e marconisti, uomini valenti
    esperti d’atterraggio.

    Partito da Lisbona
    L’I-Elce volava…
    Uno scalo breve a Barcellona
    E subito il decollo
    Tra la nuvolaglia,
    che tetra s’ispessiva,
    viaggiava a trecento all’ora
    a quota duemila.
    Col radiofaro di Novi
    corresse l’angolo di volo
    sulla rotta di Torino:
    c’era Superga sul suo cammino,
    e una tempesta cane che infuriava
    e la nebbia, e il vento che soffiava,
    e la voglia di tornare che incalzava.

    Partito da Lisbona
    L’I-Elce volava…
    Erano le cinque e tre del pomeriggio
    del quattro maggio
    di un giorno grigio.
    -Torre di controllo, I-Elce ok-
    disse il marconista.
    -Però che nebbia spessa-
    pensò il Capitano
    -solo quaranta metri
    La profondità di vista!
    Devo bucarla, l’infame,
    per l’atterraggi a vista-

    Partito da Lisbona
    L’I-Elce volava…
    Bucò la nebbia,
    ma non trovò la pista.
    Tutto durò un istante:
    la mole scura
    si parò davanti
    così vicina da far paura.
    Il pilota capì,
    virò a sinistra,
    l’ala cozzò contro il terrapieno
    del luogo santo:
    s’avvitò l’aereo, senza più il timone,
    la fusoliera s’impennò…
    poi fu lo schianto!
    Erano le cinque e cinque delle sera
    del quattro maggio
    in piena primavera.
    Seguì un silenzio strano,
    poi alcune voci
    -Lassù, lassù… c’è fuoco… un aeroplano!-
    Giunsero i soccorritori alla spianata:
    tra il fumo, tra i rottami e il sangue
    spiccò una maglia di color granata.

  12. DiMare difende la Rai, dice che la cosa è stata architettata tutta dal cantante, insomma un ssceneggiata della quale dovrà rispondere.
    Lo era sembrata anche a me fin dall’inizio e però ora lui si difende dicendo che è tutto vero e anche che tanto a lui non fanno paura le denunce visto il patrimonio che ha e gli avvocati pronti difenderlo e eventualmente anche a chiedere eventuali danni d’immagine.
    Un manfrinaro che non si limita no a fare il rapper padre di numerosa famiglia incontestato marito di tanto genio del commercio, influencer di grido capace di attirare a sé milioni di creduloni pronti a credere a qualsiasi cosa, no, vuole entrare nella politica attiva, assurgere al ruolo di leader politico sui generis dal consenso illimitato.
    Fra poco nascerà la Piattaforma Fedez dove gli iscritti potranno cianciare a piacimento su tutto quello che il cantante proporrà e chiederà alla politica e al paese di disporre.
    Siamo all’avvento di un novello Bonafedez?

  13. E’ l’ultimo stadio delle politica-spettacolo, che dai salotti tv si sta trasferendo a scenari più ampi, piazze, stadi… e aule giudiziarie.
    Bonafedez o Malafedez?

    Risposta
    O Bonapartez o Malapartez…

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