Sicumera

Avrei una domanda per il premier Conte: “ma è sicuro, signor Presidente di stare davvero facendo quello che il suo ruolo le impone, cioè l’interesse della Nazione”?

Lo sa che impressione mi fa quando la vedo, in questi giorni, ripreso in televisione?

Mi ricorda Al Pacino nel film “Profumo di donna” mentre guida una Ferrari per le vie di New York”.

E, come lei saprà, il personaggio interpretato dal celeberrimo attore è cieco.

Lei mi da la stessa sensazione, di voler guidare una macchina potente senza essere davvero in grado di farlo.

E lei sa benissimo quanto sia difficile il momento, forse uno dei più difficili della storia dell’Italia dal dopoguerra ad oggi.

Lei ha la fiducia di buona parte degli italiani, è vero. Ma questo secondo me, non significa nulla. Gli italiani fanno presto a darla come a toglierla, la fiducia. Il momento è di quelli da far tremare le vene dei polsi a chiunque, ma lei, ha nella sua espressione e nei suoi modi, una qualche nota che, secondo me, rasenta l’incoscienza.

Mi rendo perfettamente conto di dire una cosa grave, ma questa è l’impressione che lei mi da ogni volta che la vedo.

I suoi due maggiori oppositori, Salvini e Meloni, l’accusano di aver esautorato il Parlamento e di aver preso drastiche e gravi decisioni in splendida solitudine. E cosi sembra sia stato, non può negarlo.

Se da un lato lei dimostra coraggio ed iniziativa, non vorrei che queste due doti sicuramente positive ne nascondessero una negativa: la sicumera.

E nei suoi atteggiamenti io la rilevo. Specialmente quando accusa in diretta TV i suddetti “nemici” di dire falsità, accusa gravissima che può essere anche giustificata ma ne deve fornire prove schiaccianti.

Perché non è il momento questo di fare mera politica.

E’ il momento di agire veramente concertando ogni azione con tutti “gli orchestrali”, altrimenti la musica che ne esce è stonata e lei sembra un direttore d’orchestra che non ha il polso dei suoi musicisti.

E l’Italia ha bisogno di un Arthur Rubinstein,  in questo momenti più che mai.

Lei pensa di avere in mano la “bacchetta” di un simile portento?

MI piacerebbe che mi rispondesse che non si sente affatto cosi e che ha paura ma ora che è in ballo continua a ballare.

L’apprezzerei e forse mi fiderei di più.

4 commenti su “Sicumera”

  1. Mariagrazia, l’emergenza corona virus, almeno nel momento di massimo impatto, dà una traccia obbligata quella, che suggeriscono lo staff di esperti virolighi, medici, primari, manager di ospedali, e di chi segue l’evolversi del fenonemo
    Cosa potrebbe dire d’altro il Parlamento?

    Diverso è il caso della gestione della fase di ripresa e di sostegno dell’economia, quella che sta inoziando. Ma anche in tale caso sono le opposizioni che dovrebbero abbandonare ogni mira di opportunismo politico e collaborare al massimo col governo.
    Conte si trova a governare, come hai detto tu, in uno dei momenti più difficili della Repubblica, dovremmo tutti sostenerlo visto che cambiarlo, ora, non e possibile. Te l’immagini in questo momento l’iter laboriosissimo e il vuoto di potere che compoerterebbe il cambio di governo? Non parlaiamo poi se si dovesse andare a nuove elezioni.
    Solo dopo si faranno i conti e si tireranno le somme, ora tutti uniti.
    Risposta
    dopo? Ma quando mia? I conti non si fanno mai e a pagare sono sempre i cittadini.
    Se per te collaborare significa stare zitti e lasciare che decida l’uomo (quasi )solo al comando…vorrei proprio vederti a parti invertite…come all’inizio no si sono prese le misure appropriate sottovalutando il grosso problema, non vorrei che ora, per fini politici (e sarebbe un disastro) si sottovalutassero le nostre capacità negoziali.
    Non dico di cambiare il governo in corsa, ma di fare lavorare di più il Parlamento che è l’unico che può fornire indicazioni guida per affrontare il difficilissimo momento.
    Conte, secondo te lo sta facendo? O lo sta tenendo fuori? Rispondi a questa domanda e capiremo se la democrazia è ancora una cosa a cui gli italiani tengono (se ci hanno mai tenuto) o se vale solo quando non c’è la nostra parte politica al governo.

  2. Giuseppi Conte esce vincitor ancora una volta del meeting di ieri che doveva essere decisivo ed infatti ha deciso di non decidere.
    Questa è la strategia vincente dell’ineffabile nostro Premier, rinviare sempre tutto a data destinata a destinarsi…
    Il recovery fund, geniale invenzione di qualche suo sin doctor (andrà premiato) ha trovato buona accoglienza tra i partners, tutti contenti, è un bel nome…ma quanto si potrà monetizzare e come è ancora tutto da vedere ma resta comunque un “grande successo” della coppia più bella d’Europa: Conte-Gualtieri (chi era costui?).
    Come si muovono bene nello scacchiere europeo, con che classe, dignità, charme…ma i soldi quando arriveranno? E come arriveranno?
    Tanti benedetti e subito oppure….pochi maledetti (da chi ce li da) e alle calende greche? Per carità, la Grecia non c’entra con questa faccenda, da noi la Troika non avrà mai l’ardire di entrare…siamo troppo grandi e potenti e indispensabili agli equilibri instabili dell UE…dunque?
    Ancora, tutto va ben madama la marchesa…dice Messere il Conte. Ma ancora per quanto?

    Ps: ah, dimenticavo che avevo promesso di non parlare di politica per due giorni…ma non avevo pensato a quanto sono lunghi due giorni…

  3. Conte era stato d’accordo fino dall’inizio con i DEM sul prendere tutto quello che ci danno subito e in qualunque forma. Doveva solo fare un po’ di manfrina per non deludere la base.

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