Uscire

In questi giorni nei quali siamo stati tutti occupati a difenderci in vario modo dal virus, nel mondo le guerre e non solo, hanno causato centinaia di migliaia di morti.

Solo per citare un  caso: la guerra in Siria ha provocato in dieci anni 384mila morti e 11 milioni di profughi. E se mettessimo insieme le vittime di altre guerre sparse per il mondo, altro esempio lo Yemen( dove tra i morti della guerra,  stimati 90mila fino allo scorso anno, non si contano anche quelli di un’epidemia di colera) , o le epidemie, o i morti per fame o carestie, raggiungeremmo cifre inimmaginabili.

Credo sia arrivato il momento di tirare anche le somme della pandemia di coronavirus e una volta fatto questo, mettere un punto fermo e cercare di ritornare a una vita, non dico normale, sarebbe chiedere troppo, ma, almeno, una vita che non dedica tutta la vita a pensare al virus, a descrivere il virus, a fare i conti delle vittime del virus, a dividerle per regioni, province paesi e città e cittadine… a progettare il dopo virus e a colpevolizzare chi nel pre virus non aveva visto cosa sarebbe successo, o chi era stato troppo morbido nei giudizi o chi era stato troppo duro…direi di fare un bel” Basta” e ricominciare da qui. Fermo restando il dovuto riconoscimento dei meriti, come dei demeriti (soprattutto della politica) di chi ne ha. Come, ad esempio, la ridicola richiesta di due deputati Pd di commissariare la sanità veneta. Chiaramente una polemica triste su una regione che si è dimostrata efficiente nell’affrontare il virus.

“Tristezza per favore va via”, cantava Ornella Vanoni qualche anno fa, bene ora dovremmo cantarla tutti i giorni e magari cambiare le parole in …pandemia, per favore vai via…o qualsiasi cosa che inciti a uscire, con calma per carità, con la mascherina e i guanti ma uscire, uscire, uscire, dalla tristezza e da casa che sta diventando troppo accogliente e sicura da farci desiderare di rinchiudercisi  dentro a vita.

Facciamo che ora la nostra casa diventi un bel parco pieno di alberi e di vita, di animaletti, di uccelli, di funghi di specie e sottospecie di qualsiasi cosa., almeno per un’oretta al giorno. E’ davvero chiedere troppo di riaprirli e di permetterci di nuovo di respirarne l’aria piena di profumi a pieni polmoni (mascherina permettendo, almeno ancora per un poco)?

O vogliamo ammalarci tutti di divanite acuta col rischio di avere paura anche di fare le scale e di incontrare un vicino senza maschera che può infettarci e attaccarci qualche malattia conosciuta o sconosciuta?

Restare ancorati al letto o al divano per la paura di mostri vaganti nell’aria che possano farci ammalare?

Tra poco le restrizioni governative dovrebbero allentare la morsa, almeno speriamo, naturalmente con l’avallo degli esperti che ci diranno ancora e ancora come comportarci per evitare il contagio.

Ma penso che dovremmo cominciare noi a pensare a come non essere contagiati dalla paura di essere contagiati.

Potrebbe diventare un virus altrettanto pericoloso di quello che speriamo di riuscire a debellare presto.

6 commenti su “Uscire”

  1. Hai ragione, ora ci si guarda tutti da lontano, in cagnesco, come se si fosse tutti untori, siamo attanagliati dalla Paura. Quel virus ti acchiappa a tradimento e non ti molla più. Comunque, se ne sono andati, tutti sui 60 anni, tre miei amici. Mi sento pesante nel cuore e con il pensiero intristito, li penso ogni giorno. Oggi volevo perlomeno uscire per la spesa, ma anche fuori ci sono solo vento gelido e pioggia insistente, come dentro di me. Sono morti anche l’amicizia è la vicinanza con il prossimo.

  2. Uscire sì, e magari volare come gli uccelli, non con l’aereo, dico sul serio, sarebbe veramente bello, scopriremmo un mondo più vasto, magnifici paesaggi, luoghi irraggiungibili, foreste e ghiacciai, godremmo dell’aria pura, potremmo scorrere il mare, raggiungere le nuvole, insomma avremmo un nuovo mondo a portata di mano, anzi di ali, dove i virus non possono volare.

    Ma poi bisogna pur restare coi piedi a terra, e dare uno sguardo anche alle statistiche, ai grafici, alle correlazioni, E’ vero, se ne parla un po’ troppo, ma questo ci dà pure la sicurezza che c’è qualcuno che ci studia. E’ con lo studio di questi parametri, che possiamo capire a che punto siamo, se i provvedimenti presi hanno dato frutto, se possiamo gradualmente allentare le restrizioni e tornare ad una vita normale. Poi c’è la ricerca specifica che studia gli agenti infettivi e i meccanismi di difesa, come contrastare gli uni e coadiuvare con gli altri. La scienza –statistica, medica, farmaceutica, etc.- è uno strumento potente in mano agli uomini, è questo il vantaggio che abbiamo sul virus, è con essa che lo sconfiggeremo.
    (a proposito 800 12 79 41 è il numero verde per sovvenzionarla, oppure le si può convogliare l’otto per mille del proprio reddito).
    Noi dobbiamo avere pazienza e fiducia che la spunteremo e torneremo a vivere come natura vuole, senza mascherine, senza paura d’infettarci, stingendoci la mano, baciandoci, frequentando i parchi, le piazze, le chiese, i bar, i ristoranti, i cinema, i teatri, gli stadi.
    O magari standocene a casa, ma per il piacere di starci, non per l’obbligo.

  3. Indubbiamente, l’emergenza finirà.
    Finì la “spagnola” del 1918, sono praticamente risolte la SARS e la MERS, pur non essendo stato prodotto il vaccino per nessuna delle 3.
    L’Ebola non fa più paura come all’inizio.
    La malaria fa ancora molti morti, ma la conosciamo bene e sappiamo come controllarla.
    Stiamo convivendo con l’HIV con qualche restrizione non drammatica nei rapporti sessuali.
    L’importante è avere un po’ di pazienza e di collaborazione per limitare i danni nel periodo più critico che è quello attuale.
    Se qualcosa cambierà nella nostra vita di tutti i giorni, ci abitueremo.
    Molti giapponesi e orientali in genere usano abitualmente le mascherine anche in assenza di epidemie.
    Se le metteremo anche noi sui mezzi pubblici e in qualche altra occasione a rischio, non sarà un’abitudine insopportabile.

    Risposta
    per lei, magari non lo sarà, ma mi spiega come faccio a mettermi il rossetto? O il fondotinta?
    Veramente quello che dice è ragionevole ma io comincio a sentirmi come una belva allo zoo…

  4. Generalmente le mascherine che usano nei paesi orientali, sono mascherine antismog, visto che in certe città l’aria è molto inquinata a causa delle polveri sottili prodotte dal’intenso traffico e dalle combustioni industriali. Non sono adatte per proteggersi da eventuali virus o evitare di contaminare il prossimo.
    Tuttavia, l’uso di mascherine anche adatte a contrastare i virus, in ambienti a molto affollati, ben venga per chi lo voglia. Purché non sia obbligatorio in tempi normali.
    Sono comunque dell’avviso che il male si dovrebbe combattere alla radice, prendendo tutti gli accorgimenti per non inquinare l’ambiente o “mettere in circolazione” virus letali.

    Risposta
    beh, se qualcuno lo ha messo in circolazione, non lo sapremo mai. Su questo possiamo stare certi.

  5. Ho virgolettata l’espressione “messo in circolazione” perché non intendevo che fosse fatto con volontà, ma in qualche maniera con comportamento imprudente e non consono ad un moderno concetto di alimentazione.

    Risposta
    io avevo pensato ti riferissi alla teoria che sarebbe stato un complotto ordito et.c etc. e che fosse “sfuggito” dai laboratori cinesi, etc. etc.ipotesi terrificante…

  6. “per lei, magari non lo sarà, ma mi spiega come faccio a mettermi il rossetto? O il fondotinta?”

    Immagino gli “invituperi” della femminista che è in lei se le dico che “lei è ancora una donna giovane e bella e non ha bisogno di truccarsi …….” (smile)

    Risposta

    beh, per questa volta passi

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