Voglio esprimere solidarietà alla ministra Rocella che ha visto scomparire il compagno della vita nelle acqua gelide del lago. Un tuffo rinfrescante che gli è costato la vita. E’ stato imprudente? Forse. Chissà quante volte vi si era tuffato e riemerso senza problemi. Sabato scorso non è andata così e il professor Cavallari e scomparso così senza che la moglie potesse fare nulla per salvarlo. Una cosa durissima da accettare e un dolore che immagino sarà difficile superare.
Una cosa inaspettata e forse però prevedibile. Ma, purtroppo è andata così.
Gli idioti che si sono accaniti contro di lei sull’web, fanno parte di quell’umanità triste, meschina, invidiosa e non meriterebbero neppure queste tre righe. La vergogna non sanno cosa sia dunque è inutile anche dirgli che si vergognino perché troverebbero “argomenti” per confermare la loro meschinità e nullità. Sono dei “nulla” e purtroppo di questo nulla si riempiono pagine che andrebbero fatte sparire, ma forse è meglio sapere che abbiamo a che fare anche con questa “umanità” che è una bestemmia personificata.
Internet è la classica dimostrazione che la frase “uno vale uno” è una gran Corazzata Potemkin. Non tutti sono in grado di esprimere idee liberamente come la libertà di pensiero dovrebbe permettere.
Una volta lo facevano quelli bravi a comunicare e lo facevano a nome di tutti, adesso tutti comunicano a nome di tutti, senza nemmeno il filtro della firma in calce.
Resto dell’idea che sia giusto non dover esporre le proprie generalità quando si scrive in rete: io stesso non esco con nome e cognome perché poi le cavolate che scrivo vengono cementate per sempre nei motori di ricerca e poi lette anche in ambiti sconvenienti. Ma tutti quelli che scrivono dovrebbero poter essere identificabili in caso di necessità e sculacciati a dovere.
Si dice che “la moneta cattiva scaccia la moneta buona” e questo vale purtroppo anche per le idee.