Pubblico questo commento di Alessandro sui mondiali, non senza però dire che trovo scandalosa la mancata partecipazione della squadra italiana. Siamo fuori da troppo tempo e direi anche di testa (non solo di gambe). Cosa ha distrutto il calcio nazionale? Troppe buone intenzioni e però troppa supponenza di chi si credeva un campione senza però esserlo? Perché un vero campione si riconosce subito. Per il coraggio l’abnegazione, il fair play, la costanza, l’intelligenza, la caparbietà e…la voglia di vincere. Oltre, ovviamente la bravura e il “genio” che un vero campione porta dentro di sé dalla nascita.
Non seguo se non di sfuggita, questi mondiali, ma la nostalgia delle “notti magiche” a tratti riaffiora e riporta alla mente tanti ricordi, alcuni belli, altri meno belli che si legano ad altri tempi, tempi nei quali la nazionale italiana era vista come uno squadrone di campioni e temuta da molti.
Ora cosa è diventata? Una squadretta di campioncini che pensano soprattutto a non rompersi le gambe e a risparmiare il fiato per altre occasioni e sembrano mettercela tutta, ma non basta mai, ultimamente siamo sempre fuori e ormai un mondiale dove giochi l’Italia si perde nella notte dei tempi…”magica” ormai solo per chi è abbastanza grande per ricordarsela.
A sproposito (se mi è consentito un off topic sui Mondiali), ma che senso ha il ripescaggio delle migliori terze? L’unico motivo è quello di agevolare alcune teste di serie, (naturalmente i Paesi ospitanti, Usa, Messico e Canada, ma anche Francia, Inghilterra, Germania e qualche altra squadra) che se le troveranno facili avversarie ai sedicesimi di finale, salvo qualche sorpresa, come l’eliminazione della Germania da parte del Paraguay: ma non tutte le ciambelle riescono col buco.
Olanda, Giappone e Brasile invece, relegate nei gironi “cattivi”, se la dovranno vedere prime contro seconde, e li le sorti sono meno prestabilite: così l’Olanda incappa in un Marocco sottovalutato che la elimina, e il Giappone, brillante secondo del sui girone, incappa contro il Brasile che lo elimina a stento.
Ma la notizie più importante è che il calcio è ormai appannaggio degli africani, che siano gli africani di Francia, Inghiltrra, Olanda, Belgio, Germania o quelli di Marocco, Senegal, Congo, Egitto, Algeria , Ghana (tutte passate ai sedicesimi) poco importa.
In questo panorama seguitano a brillare le stelle di un tempo, i più o meno quarantenni Ronaldo, Modric, Messi, quest’ultimo avviato a vincere, come minimo, la classifica dei marcatori
E l’Italia? Eliminati malamente i mister Cannavaro e Montella, resta in lizza Ancelotti il quale, a vederlo masticare, sembra mastichi amaro: forse pensa al prossimo incontro contro la Norvegia.
Alessandro Stramondo
Sto seguendo distrattamente questa manifestazione, cercando di capire che sport sia questa specie di soccer che si gioca su 4 tempi da 25 minuti, come nel football americano, tra il secondo e il terzo tempo si esibiscono Shakira e Lady Gaga, le sostituzioni si fanno a 3 a 3, come nell’Hockey su ghiaccio, e lo scopo del gioco è passare la palla indietro al portiere da più lontano possibile.
Le squadre africane ormai sono molto competitive. Finora peccavano di inesperienza e dopo gli inizi spumeggianti si perdevano.
Questa volta invece, a mio avviso, vincerà proprio una squadra africana: la Francia.
E già, Mariagrazia, notti magiche, con Totò Schillaci che ci faceva sognare, e la bella canzone di Nannini/Bennato come sigla di quel Mondiale 1991.
https://youtu.be/eifJJkSJwPs?si=crX0Kl6bQUCkQ2ii
Ma tornando ad oggi, trovo scandaloso, ma per altri motivi di quelli da te menzionati riguardo l’Italia, che al Mondiale non partecipi la Russia. Paradossale il criterio dell’aggressore-aggredito che mette a nudo un doppio standard vergognoso, secondo cui, l’aggressore Russia viene bandito, mentre il doppio aggressore USA (Venezuela e Iran) non solo non viene bandito, ma gli si concede il ruolo di organizzatore, e Trump viene addirittura premiato col premio FIFA per la pace dal presidente dell’associazione del calcio internazionale Gianni Infantino.
Ma non basta, Infantino ha pure aperto una sede proprio nella Trump Tower.
E la Cina? Be’, lì non è questione di aggressore-aggredito, lì sembra che il gioco del calcio non sia mai arrivato: troppo saggi questi cinesi per farsi coinvolgere dalle follie pedatorie..
A Cuba invece sono troppo impegnati a salvaguardarsi dagli appetiti americani per pensare a certi diversivi.
Be’, ma non dovevo parlare di calcio?
Alessandro osserva giustamente che “il calcio è ormai appannaggio degli africani”, con buona pace di quelli che sostengono che le razze non esistono.
Il tipico fisico degli africani, quando c’è da correre e saltare, non ha rivali.
R
se vuole fare il propagandista dei razzisti, si iscriva al club di Vannaci, qui certe affermazioni non sono gradite. Lo avrebbe detto questo se la frase di Alessandro fosse stata: Il calcio è appannaggio degli svizzeri? Avrebbe trovato che il “tipico fisico” degli svizzeri etc.etc.? no.
Lei ne fa una questione di “razza” e subdolamente da ragione a quel tipo. Lo voti pure Lenzini se le piace tanto, ma qui ripeto il “razzismo” non deve trovare spazi.
Lenzini, la razza è quella umana, unica per tutte le regioni del mondo. L’origine è quella africana, così come direi che l”origine di tanti americani, come Rodolfo Valentino e Fiorello La Guardia è italiana.
Alessandro, lei confonde “razza” con “specie”.
Non so se per ignoranza o se ci prova ….
La specie (vedi anche Wikipedia) è Homo sapiens; siamo scimmie della famiglia Hominidae, come gli scimpanzé, i gorilla e i bonobo, ed è uguale in tutto il mondo.
L’origine di tutte le razze del mondo è africana, e anche su questo non ci piove.
La diffusione della specie Homo sapiens nel mondo ha comportato vari adattamenti evolutivi dovuti in gran parte al clima.
Le popolazioni tropicali avevano la pelle scura per difendersi dal sole, mentre le popolazioni delle alte latitudini avevano la pelle chiara per permettere la sintesi della vitamina D col sole ed evitare il rachitismo.
Queste variazioni intraspecifiche, presenti anche in tante altre specie di animali, si definiscono a seconda dei casi, sottospecie, varianti, o “razze”.
Ogni razza, essendo il risultato di un adattamento ambientale, presenta caratteristiche fisiche diverse per rispondere al meglio alle esigenze.
E’ più chiaro così?
Le affermazioni sbagliate ma di grande effetto lasciamole ad Einstein, che se le poteva permettere ….
R
è lei che ci prova, esiste la specie Homo sapiens. La definizione che lei ha dato degli africani è razzista. Punto.
Lenzini, non giochi con la parole, il concetto è chiaro; le razze intese come variazione genetica non esistono, esiste un solo genere (che io l’abbia chiamato razza, non importa, non siamo agli esami di genetica, ma il concetto espresso è chiaro). È lei che seguita a chiamare razze, le diversità dovute ad ambiente e cultura diversi. Ci sono diversità anche tra individuo e individuo, che facciamo, assegnamo a ciascuno la sua razza?
Però cerchiamo di essere obiettivi: un pastore tedesco e un bassotto sono sempre cani ma appartengono a razze diverse. Belli tutti e due, ma nessuno si scandalizza nel distinguerli, anzi si parla di difesa della biodiversità.
Il razzismo invece è il pregiudizio basato sul colore della pelle e comporta la differenza di trattamento, non c’entra col notare le differenze somatiche e alcune caratteristiche peculiari, come ad esempio la maggior predisposizione atletica.
Per dire: “quelli che hanno gli occhi azzurri sono più sensibili ai raggi solari” non è una frase razzista.
R
Lo è dal momento che chi la scrive sottolinea : ” con buona pace di quelli che dicono che le razze non esistono”, il che significa una cosa sola, voler dare ragione a Vannacci che ha sottolineato che l’atleta di colore, italiana ma africana di origine, non aveva “tratti somatici italiani”. Da questa sua affermazione fatta per provocare, nasce tutta la sua politica e quello che ne sappiamo finora ha fondamenti razzisti e xenofobi.
https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/tgcom24/vannacci-le-parole-sui-tratti-somatici-di-paola-egonu-scatenano-la-polemica_FD00000000440301
Le “razze” che vengono esaltate solo per sottolineare che gli africani sono neri e non hanno “tratti somatici europei”,serve solo a propagandare le idee di questo personaggio molto controverso. Le doti fisiche possono essere caratteristiche di persone che provengono dall’Africa, ciò non toglie che dire che ci sono quelli che non riconoscono che esistono le razze, sia una provocazione inutile.
S’è ripetuta col Senegal la storia già vista con altre squadre emergenti: il Senegal passa. In vantaggio, raddoppia nel secondo tempo, poi sul 2-0 improvvisamente si smorza la spinta che aveva schiacciato gli avversari e nel giro di due minuti subisce due gol. Ai supplementari un rigore concesso con larghissima generosità premia il Belgio che passa miracolosamente il turno.
Questo schema, più o meno, si è ripetuto in altre partite, come Inghilterra-Congo, Norvegia-Costa d’Avorio, Brasile-Giappone, dove Congo, Costa d’Avorio, Giappone, dominano nella prima parte dell’incontro per poi cedere alla fine.
C’è una sorta di spinta psicologica che determina questo comportamento? Forse la premura di affermarsi con squadre più rinomate li porta ad aggredirle sin dai primi minuti. Ovviamente questo ritmo non può essere mantenuto per l’intera partita, e l’inevitabile calo li porta a subire la rimonta. Insomma, il loro mi pare un errore di gioventù, il giorno che diventeranno più saggi, dosando meglio le loro forze, potranno fare più strada piuttosto che fermarsi ai sedicesimi.
Parlare di razze fa sempre sobbalzare. Forse è più corretto parlare di etnie.
Ma nel calcio non credo basti essere atleticamente superiori come chi proviene dall’Africa. Se pensiamo a Maradona, Paolo Rossi o Del Piero, non abbiamo a che fare con degli adoni, ma a gente che sapeva come usare il pallone, e non erano nemmeno scuri di pelle. Messi sta segnando parecchio e lo chiamano “pulce”.
Da noi in Italia c’è qualcos’altro che non va e magari è proprio il fatto che si preferisce tesserare uno straniero pronto che far crescere un giovane italiano, bianco o nero che sia.
R
ottima osservazione Mauro.
E Roberto Baggio? Lui si che è pura “razza Piave”…
Razza Bacchiglione, è nato a Caldogno!
R
ah, certo.
Mauro, sono d’accordo con lei. Anche tra gli europei e perfino tra i giapponesi, razza negata per il calcio e per l’atletica, ci sono stati calciatori bravi.
E’ pur vero che chi nasce con un fisico snello e gambe da corridore si trova avvantaggiato, come osserva implicitamente Alessandro rilevando un dato di fatto.
Purtroppo è vero che il termine razza provoca reazioni scomposte e irrazionali, perché è stato usato in passato per sostenere teorie discriminatorie e aberranti; però non è colpa del termine, ma da chi lo ha usato male.
Etnie, in realtà, è un po’ diverso. L’etnia non discende dalla razza, o non solo da quella, ma dalla storia e dalla cultura comune di un popolo.
Noi italiani ci possiamo definire un’etnia, ma non una razza.
Il fatto che tutte le razze abbiano la stessa dignità e lo stesso valore non ci deve però impedire di usare il termine “razza” come insieme di caratteristiche fisiche, così come non è sconveniente dire che uno è biondo o bruno, alto o basso, se è così.
Purtroppo il linguaggio attuale (in USA, sembra sia ancora peggio) si è riempito di eufemismi ipocriti come “diversamente abile”, perché il suono delle parole ci fa paura; forse anche perché ne abbiamo perso il significato originale.
R
Lenzini, le sue arrampicate stridono. Cambi argomento per favore.
E’ vero che mi piace arrampicare (su percorsi facili).
Alla mia età ottanta voglia di fare ancora trekking.
Eh sì i negri corrono e saltano meglio dei bianchi, delle vere “scimmie”.
Mah, Giuan Brera sosteneva (con ragione) che l’arte pedatoria era la più difficile da eseguire perché il pallone si colpisce con i piedi che sono gli arti più lontani dal cervello e dunque penalizzati rispetto alle mani.
Il tema dell’insipienza calcistica che costringe gli italiani da 3 edizioni dei mondiali a guardare gli altri godere e tifare, è dettata dal marcio che gira intorno al calcio a livello mondiale, il Presidente della Fifa Infantino è un lacché degli emiri arabi e si è prostrato nei confronti di Trump che nemmeno Rutte (tutto dire).
Il calcio italiano professionistico è per metà in mano a fondi d’investimento e in toto nelle mani di avidi e troppo remunerati procuratori.
Report Calcio 2025, l’analisi annuale stilata dalla FIGC in collaborazione con AREL e PwC Italia ha certificato debiti totali nel settore nel solo 2023-2024 di 5,5 miliardi di euro e, dal 2007 a oggi, i club di calcio hanno accumulato una perdita di 9,3 miliardi di euro. Nel dettaglio poi le 6 sorelle hanno debiti monstre con i testa i “Gobbi” della Juve 740 milioni – Inter 660 milioni – Roma 611 milioni – Milan 391 milioni – Lazio 303 milioni – Napoli 300 milioni.
A questi, come agli altri, non interessa del mo-vi-mento Italia in quanto tale, che peraltro nelle giovanili si fa valere con ottimi risultati, conta solo il volano che il sistema produce e le possibili plusvalenze.
L’Italia post Roberto Mancini, fascinato dai petrodollari e abbandonata in maniera indecente (mi piange il cuore a dirlo per quanto l’ho ammirato da giocatore), è stata un coacervo di broccaggine e sfortuna, ma la totale mancanza di programmazione a livello federale e l’insensato menefreghismo di chi gestisce i club che poi elegge Presidenti come Gravina o peggio quelli c’erano prima, contribuiscono in maniera determinante allo sfascio della Nazionale.
Nel Como che quest’anno è andato in Champions League nemmeno un italiano in squadra, che si pretende poi di trovare un nuovo Baggio, un Totti o un Del Piero? Idem per i terzini che oggi si chiamano “braccetti” o altri ruoli ribattezzati “quarti” e “quinti”, il modismo imperversa e anche i più brocchi fanno le “ripartenze dal basso”.
Il Giappone che qualcuno cita sta da tempo operando per rendere la Nazionale nipponica di calcio una realtà stabile a livello internazionale:
https://www.lastampa.it/sport/speciali/mondiali-calcio-2026/2026/06/21/news/programma_nazionale_calcio_giappone-15666553/
Il top nello sport rimane il modello americano, ma lì è una filosofia completamente demandata al sistema scolastico dalle High School al College.
Sistema che ho toccato con mano mano per 4 anni, avendo una figlia che si è laureata e preso un master in una università a NY con una borsa di studio sportiva, sono venuti in diversi coach dall’America per arruolarla nei loro team, da loro vincere è una priorità e fa curriculum, un’atleta “All America” è un vincente è dunque buono anche nella professione futura, sanno formare la loro classe dirigente.
Qui invece è tutto demandato alla disponibilità economica genitoriale, la scuola e lo sport sono una barzelletta, il sistema scolastico mal sopporta gli agonisti.
Risorgeremo? Mah…lagò è un “vincente” se riesce a imporsi al marciume nel quale naviga da decenni forse forse…
Che dire a questo punto dei Mondiali? Dei 48 stati partecipanti, dalla minuscola isolette caraibica, Curacao, 444 kmq, 185 mila abitanti, fino allo Stato che occupa un intero continente, l’Australia (che tuttavia è superata come estensione, da Canada, Usa e Brasile), sono accedute ai sedicesimi le squadre europee (sette), in perfetto equilibrio con quelle americane(sette, quattro del sud America e tre delle ospitanti del nord America), mentre si sono ridotte fortemente le rappresenti africane, e sono scomparsi i Paesi del Medio Oriente, quelli arabi, quelli dell’Estremo Oriente, dell’Asia centrale e dell’Oceania.
Tre squadre mi hanno impressionato più di tutte tra quelle che ho viste, la prima è la Spagna per la tecnica raffinata dei giocatori e la perfetta esecuzione degli schemi, la seconda è il tenace Marocco che ha tenuto testa al Brasile e ha eliminato l’Olanda e ieri ha steso il Canada per 3-0, la terza è l’africana Capo Verde, seconda per piccolezza a Curacao, contando appena 527mia abitanti in una superficie di appena 4mila kmq, una vera sorpresa che ha dato filo da torcere all’Argentina di Messi, venendo eliminata di misura.
La Francia “coloniale”, che ha già collezionato cinque vittorie(l’ultima ieri, contro il modesto Paraguay), additata da tutti come probabile vincitrice del torneo gode, devo confessarlo, delle mie cordiali antipatie.
In quanto al gioco, la costruzione dal basso o la si sa eseguire o si rivela dannosa oltre che noiosa. Per fortuna, quando si entra nella parte arroventata delle partite salta la rigidità degli schemi e sono ancora i fuoriclasse a decidere, che si chiamino Messi, Mbappé, Kane, Haaland, Vinicius, Dembelé: non per nulla sono in fila nella classifica marcatori.
Altre caratteristiche di questi mondiali, l’uso ormai sdoganato delle braccia, per spinte, cinture, gomitate, corpi a corpo, specie nei calci d’angolo, e il lasciare correre quando un calciatore stramazza a terra come animale ferito, salvo rialzarsi incolume quando si accorge che nessuno se lo fila.
Dimenticavo Ronaldo, l’ultraquarantenne CR7 è ancora in lizza, forse solo per poco, (prossimo avversario la Spagna): contro la Croazia, annullato per fuorigioco micrometrico un gol fatto alla sua maniera(quando si dice che il Var è senza anima), realizzato poi un gol su rigore, il vecchio leone ha subito l’onta della sostituzione. Commovente l’abbraccio a fine partita con l’altro fuoriclasse croato Modric, anch’esso ultraquarantenne, mandato a casa proprio da lui.
R
https://www.youtube.com/shorts/CIOUp3Sx1ng
https://www.youtube.com/shorts/aNBHJMGUbsY
Suicidio del Brasile, si “mangia” un rigore battuto in maniera prevedibile, sbaglia occasioni d’oro, poi inspiegabilmente molla e lascia l’iniziativa alla Norvegia che lo punisce col colosso dalla faccia di bambino Haaland.
Un altro anziano Neymar, lascia, non senza aver punito, segnando un rigore fuori tempo massimo, l’atteggiamento da gradasso del portiere olandese.
Finite anche le speranze italiane di vincere il Mondiale con Ancelotti.
https://www.google.com/search?q=the+italian+viking+youtube+fjord+moonlight+youtube&sca_esv=30f47fff52a37c75&rlz=1C1CHBD_itIT972IT972&sxsrf=APpeQnuEJ-qj-DfeBJoEoIdnD4_sHg4uFQ%3A1782991823221&ei=z0tGaviCDcC1i-gPsrbz-AM&biw=1280&bih=863&oq=the+italian+vikimg+you+tube+fjord+moonlight&gs_lp=Egxnd3Mtd2l6LXNlcnAiK3RoZSBpdGFsaWFuIHZpa2ltZyB5b3UgdHViZSBmam9yZCBtb29ubGlnaHQqAggCMgcQIRgKGKABMgcQIRgKGKABMgcQIRgKGKABMgcQIRgKGKABSK2JAVCaCVjtcHACeACQAQCYAbMBoAGxFaoBBDAuMTe4AQHIAQD4AQGYAhOgAo8XwgIIEAAY7wUYsAPCAgYQIRgVGAqYAwDiAwUSATEgQIgGAZAGA5IHBDIuMTegB92AAbIHBDAuMTe4B_0WwgcIMC4xLjExLjfIB4IBgAgB&sclient=gws-wiz-serp#fpstate=ive&vld=cid:64cdaf3a,vid:_CirL-tOypQ,st:0
La federazione europea del calcio UEFA insorge (giustamente) contro la decisione della federazione internazionale FIFA di sospendere la squalifica del calciatore statunitense Balogun. Un favore reso agli Stati Uniti che stravolge l’equità della giustizia sportiva nel più importante torneo di calcio. Ma cosa ci si può aspettare da chi ha vietato la partecipazione al torneo mondiale alla Russia? E la stessa UEFA non è pienamente d’accordo con questa decisione?
Buonasera Mariagrazia, intervengo per due considerazioni personali su questi mondiali che, a dispetto di quanto mi fossi prefisso, sto seguendo con attenzione e una certa passione.
1. Se la Norvegia fosse stata una squadretta e al posto loro ci fossimo trovati noi, la Costa d’Avorio ci avrebbe fatto vedere i sorci verdi. Il calcio africano è cresciuto, come del resto è inevitabile. Non saremmo comunque andati lontano.
2. La Norvegia è uno squadrone e si trova dove è con pieno merito.
3. A questo giro però simpatizzavo per il Brasile, e non solo per Ancelotti. Il ridimensionamento gli ha tolto arroganza. Sono stati anche sfortunati, con molti giocatori importanti inforrunati. Anche così, con il Brasile non avremmo avuto chances, come del resto dall’ 82 ad oggi. Punto simpatia per la Selecao: a differenza di Paraguay e Uruguay, ed in parte anche dell’ Argentina, non è una squadra fallosa.
3. La mia povera Germania meritava qualcosina di più, la crisi tedesca calcisticamente non è profonda come quella italiana. Credo abbiano pagato anche il non fare turnover nell’ irrilevante partita contro l’Ecuador.
4. Anche se simpatizzo per l’Inghilterra, spiace per il Messico. Per di più lo stadio Azteca è di gran lunga l’impianto più affascinante per architettura, scenografia, passione e quei due anelli sottili che lo percorrono. E comunque questo Messico era davvero una bella squadra (e, come sempre, una bellissima maglia).
5. La più inguardabile rispetto alle attese, secondo me, e pur con tutta la simpatia per il paese, è stata l’Australia: sesta partecipazione di fila ad un mondiale, se non erro, ma ancora zero tecnica, fantasia, giocate… Che horror.
6. Vicenda Balogun: nemmeno Putin saprebbe essere così osceno come la coppia Trump/Infantino.
6a. Spero che stasera gli USA passino con il Belgio grazie ad una rete in fuorigioco di Balogun. In tal modo potrò goderne per due motivi: il resto del mondo li odierà ancora di più ed ai quarti si faranno umiliare proprio dalla Spagna, che a livello tecnico e tattico etdi un’ altra categoria.
7. Spagna e la splendida Francia uno/due gradini sopra le altre, sabato tra Inghilterra e Norvegia non saprò per chi tifare.
E lei, Mariagrazia, per chi simpatizza?
R
L’Italia è in pausa, lascia giocare gli altri, ma quando torniamo non ce ne sarà per nessuno.
Io simpatizzo per l’Inghilterra, la Norvegia, la Spagna e per tutti gli altri, ma si, compresi gli Usa che ci saranno anche quando Trump sarà (finalmente) passato.
PS: rettifico, gli Usa sono già fuori…che faccio? freno l’entusiasmo?
https://lavocedinewyork.com/news/2026/07/06/il-belgio-spegne-il-sogno-americano-gli-stati-uniti-fuori-dal-mondiale/
@Mariagrazia: È meglio frenare l’entusiasmo. Come si legge in un brillante commento apparso su Gazzetta “adesso Trump chiederà di ripetere la partita perché Balogun non doveva giocare”.
Buona giornata
R
si, buona, ma per lui tutto è possibile, potrebbe inventarsi qualsiasi cosa.
Grazie, altrettanto
E niente, gli USA nonostante lo scandaloso servilismo di Infantino, uno che a furia di leccare terga è arrivato ai vertici della FIFA, sono andati a casa.
Non si era mai visto reintegrare un giocatore dopo una sacrosanta squalifica, ma con Trump e la corte di “leccailsuoculo” di cui si circonda mai dare niente per scontato.
Gli americani hanno preso 4 pere dal Belgio, una superiorità imbarazzante.
Un difensore americano Ream con il numero 13 (che porta sfiga), che è l’antitesi del gioco del calcio e sembrava planato dalla partita “Scapoli -Ammogliati” di fantozziana memoria, responsabile in tutte e 4 le reti, doppietta di uno come De Ketelaere che in Campionato col Milan non tocca boccia di solito.
Il calcio negli USA è considerato uno sport “Pussy” per femminucce, laggiù sono solo 3 gli sport “ufficiali” Basket – Football americano – Baseball, il resto è contorno di cui non frega una mazza a nessuno.
Il Brasile dei brocchi, senza centravanti e senza palleggiatori è andato a casa.
La Germania idem con il modestissimo Paraguay, che ha giocato all’italiana anni ’70 catenaccio e poi ancora catenaccio e per finire catenaccio, i rigori si sa sono una lotteria e la palla pesa molto di più.
Olanda fuori, stessa sorte.
Parafrasando un simpatico film di Fabio de Luigi… per gli italiani e da ben 12 anni:
https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/S/pv-target-images/4faa4b7f6a9c160af0a40ace66ed318824fcacee9e46cc2d8a5e7b0bbd720056._RI_V_TTW_.jpg
Preconizzo la stessa finale di 4 anni fa, Francia – Argentina e spero sia altrettanto bella e spettacolare.
R
ah, gli Usa a casa? Me lo sono perso, mi ero distratta. Meglio così, Trump tieh, portassi anche un po’ di sfiga?
Faccia d’angelo Haaland con la sua doppietta al Brasile ha raggiunto Messi e Mbappè a quota 7 gol nella classifica marcatori. E’ un centravanti puro, partecipa poco alla manovra, aspetta sornione il lancio in rete, spesso da parte dello stesso portiere, e con la sua mole (1,95 cm) è impresa difficilissima fermarlo. Mi ricorda Gunnar Nordahl, il “bisonte” svedese che negli anni cinquanta del secolo scorso vinse per il Milan ben cinque volte la classifica marcatori del nostro campionato.
Tutto l’opposto Messi, piccolino, partecipa alla manovra, controllo di palla e precisione di tiro perfetti, velocissimo nell’insinuarsi in area di rigore palla al piede tra un nugolo di avversari e bruciarli tutti nello spazio stretto.
In questo torneo diventa interessante anche chi vincerà tra i campioni rimasti in gara(Messi, Haaland, Mbappé, Kane) la classifica marcatori.
Per quello che vale, considerando le partite di club e della nazionale maggiore, Messi e Haaland, “viaggiano” sul filo di 0,79 gol a partita, ma Messi mantiene questa media per 880 partite contro le 350 di Haaland.
Per curiosità Nordahl ha realizzato 0,88 gol a partita su 561 partite, e Puskas 0,96 gol a partita su 598 partite. Ma quelli erano altri tempi
Clamoroso…all’Atalanta Stadium, avrebbe detto Sandro Ciotti, fino a undici minuti dalla fine di Argentina-Egitto. Messi sbaglia un rigore (il secondo in questo torneo) e i campioni del mondo uscenti sembrano avviati verso una mesta eliminazione da parte dell’Egitto, in vantaggio di ben due gol: dunque, dopo Ronaldo, via anche Messi?
Ma l’Egitto subisce in quattordici minuti, l’ennesima rimonta cui sono state soggette le squadre africane in questo torneo: segnano per l’Argentina, uno dopo l’altro, Romero, Messi e Fernandez, è 3-2 e la qualifica agli ottavi.
Peccherò di presunzione, ma un consiglio a Messi lo voglio dare: non tiri più rigori, con la tecnologia a disposizione, tutti i portieri hanno memorizzato esattamente dove andare a parare.
Eddai Alessandro, ha vinto il marketing, un Mondiale senza Argentina e Messi a scapito di un Egitto del faraone Salah non avrebbe avuto senso.
La tecnologia non ha alcun senso, la palla a volte pesa 8 kg e non 800 gr, li hanno sbagliati tutti i rigori in carriera, ma proprio tutti, anche il D10 Maradona.
E Messi è uno che la palla la mette dove vuole non tira sempre dalla stessa parte, altrimenti in carriera non avrebbe segnato 116 rigori sbagliandone “solo” 34.
Le squadre africane sembrano relegate al loro continente e invece sono composte (le più forti) da giocatori che militano in Europa nei 5 migliori campionati: Premier, League1, Bundesliga, Liga e Serie A.
Su alcune eliminazioni poi ci sarebbe da dire e scrivere un bel po’, le demenziali regole sul fuorigioco che ti penalizzano se hai il 44 e non il numero 40 di piede hanno dell’assurdo, per non dire del cheap nel pallone, ma che è, calcio?
Tutte ‘ste manfrine e poi basta una “telefonata” al servo Infantino per togliere una sacrosanta squalifica a un giocatore.
E poi il mondiale allargato a una pletora di squadrette che faticherebbero nella nostra serie B ma grazie alla broccagine dei loro gironi di qualificazione approdano al mondiale non si può vedere, ci vorrebbero altri parametri.
Intendiamoci, non è una difesa in favore dell’Italia, l’ultima volta che ho partecipato convintamente è stato nell’ 82, il vero “Mundial”, quello del 2006 rubacchiato e vinto grazie a una testata data da Zidane a Materazzi per una provocazione su madri e sorelle nella quale l’esperto Zizù è cascato come un dilettante.
Se ti fai eliminare prima dalla Macedonia del Nord (manco tutta intera) e poi dalla Bosnia alle fasi finali di qualificazione puoi solo recitare il mea culpa.
Ma detto questo, la formula allargata che serve solo ad aumentare i diritti televisivi e le promo pubblicitarie ha poco a che fare con lo spettacolo, di partite belle se ne sono viste pochine e se per belle vengono definite quelle come il Belgio che ha goleado su una squadra americana che in difesa è a livello di quarta serie amatoriale , beh abbiamo un diverso concetto del calcio.
PS: Ma secondo te…. uno che ha vinto 8 volte il Pallone d’oro, che ha vinto il maggior numero di trofei (47), che nel 2012 ha segnato 91 gol, che detiene il record di marcature nella Liga con 79 gol, abbisogna di consigli? Chiedo per un amico.
Sono d’accordo, il consiglio dato a Messi di non calciare rigori, era solo una boutade, tanto più che Messi, se sbaglia un rigore, quasi sempre si riabilita segnando dopo, con una delle sue incursioni irrefrenabili.
Però… però… gli anni passano anche per i palloni d’oro, e la vittoria della nazionale albiceleste, contro l’Egitto, dicono, sia stato un furto, il doppiopesismo in voga anche ai Mondiali, ha giocato un brutto tiro a Salah e compagni.
PS Per “tecnologia” intendevo la mappatura dei tiri su rigore, che per Messi sarà arcinota, quella stessa mappatura che in occasione dei rigori decisivi contro la Slovenia, fu rubata a Donnarumma da un raccattapalle, e Gigione fu fatto fesso, infilzato cinque volte dagli Sloveni.
R
indicare con chi parla per favore, non è una chat.
@Alessandro, non erano bosniaci?
Comunque mancava solo che ai calciatori venisse sostituito l’unico elettrone mobile del cervello con una lista fornita dall’intelligenza artificiale. Ti fregano la lista e non sai più se buttarti a destra o a sinistra. Guai se però ti butti a destra!
Alla fine di tutto questo macello mondiale, con improbabili squadre di petroldollari, ai quarti ci sono 6 europee, una sudamericana e una africana.
Tutto perfetto e asettico, tranne i primi piani dei calciatori che vengono continuamente immortalati alla fine di ogni azione mentre sputacchiano in giro.
Si erano Bosniaci, avrei bisogno di una memoria artificiale.
Mariagrazia, ma è evidente che. rispondo al mio omonimo, ma parlo con tutti
R
Metti il nick o il nome. E’ evidente a te ma questo non è il blog dei due omonimi che chattano tra di loro.
Ti sembrerà strano ma le regole valgono anche per te.
Anche il derby Francia-Marocco si è risolto come si doveva risolvere. Questa volta le europee sono forti.
Che pena vedere bighellonare il decantato “faccia d’angelo” Haaland in mezzo al campo, quasi gli pesasse trascinare la sua proverbiale mole, distratto, disinteressato, trascurato persino dai suoi, mai un accenno di contrasto anche sull’avversario a un metro di distanza, nessuno scatto travolgente, avrà toccato si e no quattro o cinque palloni, giustamente sostituito nel secondo tempo supplementare. E’ mancato proprio lui alla Norvegia, passata in vantaggio e poi rimontata dell’Inghilterra.
Anche Messi, nell’altra partita, ha deluso, ridotto all’ordinaria amministrazione, un solo tiro degno del suo nome, parato dal portiere svizzero, qualche guizzo fallito e nient’altro. La Svizzera ha praticamente dominato per quasi tutta la partita, rimasta in dieci fin dalla metà del secondo tempo per l’espulsione di Embolo, ha ceduto ai supplementari grazie a un gol alla Messi realizzato però da Alvarez.
Nell’altro lato del tabellone, la Francia ha avuto ragione del Marocco, e la Spagna del Belgio. Credo che Francia-Spagna in semifinale sarà la vera finale del torneo.
In memoria di Peppino Di Capri
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R
un grande, immenso, una persona schiva e originale, un vero signore.Io lo ricordo con questa:
Quando ero ragazzino sentivo le sue rivisitazioni di famose canzoni napoletane come “Luna caprese” suonate in un locale lontano, ma che mi arrivavano in estate con la finestra aperta, e mi facevano sognare.
Ho calcolato per le quattro semifinaliste il punteggio ottenuto negli scontri diretti cui ho sommato il punteggio delle squadre battute(tenendo così conto anche del valore delle squadre sconfitte), ottenendo il seguente risultato:
1°Inghilterra p.45
2°Francia p.42
3°Argentina p.41
4°Spagna p.37
Se la matematica non è un’opinione, l’Inghilterra dovrebbe vincere la coppa battendo la Francia in finale. Con ciò sarebbe dimostrato anche che il pallone non è rotondo.
La matematica è un’opinione (almeno, se applicata al calcio), e il pallone è rotondo, non ci piove: la Spagna elimina la Francia col punteggio di 2-0 e va in finale. Confesso la mia cordiale antipatia per i “galletti” e la soddisfazione nel vedere Deschamps perdere l’aplomb che lo distingue.
La Spagna pratica il miglior tiki-taka del mondo: controllo perfetto del pallone, passaggi precisi nel piccolo spazio, continua circolazione delle palla. E poi c”è il diciannovenne Yamal (fosse in Italia chissà quanta anticamera avrebbe fatto), un giovane che punta deciso alla porta e lo butti a terra (alternativa preferita dai francesi) oppure ti punisce.
Mbappé va a casa e Messi può approfittarne per vincere a 39 anni, come minimo, la classifica dei marcatori. Per il titolo c’è da superare prima lo scoglio Inghilterra, e poi sarà un discorso tutto in lingua spagnola,
Caro omonimo, nel calcio i calcoli servono a zero, il pallone “è” rotondo e rotola dove gli pare, ieri dopo una prestazione maiuscola, è finito due volto in fondo al sacco dei presuntuosi francesi che non hanno praticamente toccato boccia.
Sarà come dice il “Keb-babbaro futuro-nazionaliota” che i tratti somatici poco francesi non hanno aiutato? Forse, ma ieri l’unico francese in campo con i lineamenti vagamente “maccaroniani” ha preso una giostra dal “negretto” spagnolo Yamal che se la ricorderà a vita e il bollito mugugnone Dechamps con lui.
Quindi la 4a dei tuoi calcoli scala la classifica e la 2a se ne torna mestamente in patria.
Punti 37 hanno annichilito punti 42, stasera vedremo se la prima della classe riuscirà a vendicare l’onta dell’86 oppure tornerà pure lei a mani vuote, probabile, la perfida Albione un Messi-a non ce l’ha.
Nel calcio la matematica “è” un’opinione, ieri sera ha vinto però quella più preparata, con doti di palleggio sopraffine e una condotta tattica che ha annullato le bocche di fuoco francesi, Olisè sostituito per manifesta inferiorità, Dembelè non l’ha mai vista e Mbappè, ha tentato qualche spunto personale ma senza esito, mica è Maradona che un mondiale lo ha vinto da solo, è un centometrista che calcia divinamente ma il genio è altra cosa e lui non ne ha .
Aggiungiamo che la sfida a centrocampo l’ha stravinta la Spagna con Rabiot che vagava per torelli facendo costantemente la figura dello scemo e il quadretto è completo.
Domani commenteremo anche l’ultima semifinale.
Buona giornata.
L’Argentina dei miracoli recupera lo svantaggio come già era successo contro l’Egitto e acciuffa la finale, quando ormai la perfida Albione assaporava la vittoria,.
Il primo tempo è solo una lotta “politica” infuocata, che l’arbitro non riesce a calmierare, un vero corpo a corpo tra uomini col dente avvelenato, causa la contesa tra le due Nazioni di piccolissime isole dell’oceano Atlantico, le isole Falkland, ultimo retaggio di colonialismo a cui sta aggrappata ancora l’Inghilterra, isole Maldine per gli argentini.
Nel secondo tempo, bando alla politica, si gioca. Gli inglesi, profittando di una tendenza al rischio degli argentini(che trattengono palla, anche vicino la loro porta, fino a che non glielo soffiano), conquistano la palla e con quattro passaggi veloci vanno in gol. Tripudio degli inglesi, in campo e negli spalti, ma non sanno che hanno segnato la loro condanna, perché da quel momento la partita cambia volto.
Ora gli argentini si sono svegliati, ritrovano il gioco e soprattutto Messi, manovrano a meraviglia, costringono gli inglesi nella propria area, è un vero assalto, impegnano il portiere inglese Pikford in alcune parate miracolose, colgono in pieno un palo.
Ma la porta inglese pare stregata, il gol non arriva, finché Leo Messi, finora sempre maltrattato dagli avversari, cambia idea, non prova più a infiltrarsi tra quel nugolo di gambe che si frappongono tra lui e la porta ma si produce in alcuni assist calibrati al centimetro, uno dei quali è sfruttato da Nico Gonzales col tiro più temuto dai portieri, una fucilata da fuori area: è il pareggio.
Gli albionici rimangono intontiti e da lì a poco l’altro miracolo di Messi: recupera un pallone respinto dal palo (è il secondo) e sebbene pressato, prima che lo buttino giù, pennella un assist per “l’interista” Lautaro Martinez, messo in campo in extremis, che insacca il gol della vittoria.
La partita finisce, giubilo e pianti, domenica il gran finale sarà tra due squadre di artisti del tiki-taka, l’Argentina col vecchio leone Messi quasi quarantenne, la Spagna col diciannovenne Yamal: sarà uno scontro generazionale?
R
una curiosità che certamente sarà nota a molti:
https://www.oggi.it/people/celebs/2024/07/10/lionel-messi-e-il-bagnetto-a-lamine-yamal-bebe-questa-storia-e-incredibile/
Finale tra le ultime della classifica del mio omonimo… Cvd – Come volevasi dimostrare – Nel calcio la matematica lasciamola perdere, ne so qualcosa io con gli algoritmi della nuova proprietà (indegna) della mia Samp.
Caro omonimo, avevo sbagliato algoritmo, occorreva premettere un segno “meno”, e tutto sarebbe tornato, le prime sarebbero state le ultime, le ultime sarebbero state le prime. Capita a chi non si è adattato ancora all’intelligenza artificiale. :=)
R
non vorrei entrare “a gamba tesa” in questa discussione, ma, secondo me era prevedibile fin dall’inizio: tutto è “rivoluzionato”, tutto anche il calcio non si basa più su algoritmi o certezze precostituite, ma sul caos e sul caso. Segno dei tempi.
Quanto menano gli argentini. Probabilmente il fatto di giocare nei campi del football americano li ha fatti immedesimare.
Mariagrazia, provavo stamani un inspiegabile dolore alla gamba sinistra(sono mancino), non so al mio omonimo quale gamba duole.
Tu però hai rimediato dall’arbitro un cartellino rosso: dici “era prevedibile”, ma poi concludi che niente è prevedibile (“tutto si basa sul caos e sul caso”).
R
proprio per questo era prevedibile. Fantasia ci vuole, anche per le gambe che dolgono.
L’omonimo non soffre di dolori articolari (ancora), devo dire però che ieri ho visto una partita bruttina anzichenò fino al gol casuale degli inglesi, poi una sola squadra in campo 2 gol, due pali, infinite occasioni e i leoni inglesi che sembravano gattini bagnati.
Messi, 2 assist, picchiato ben bene, ma è giusto così era la semifinale di un mondiale mica un’amichevole aziendale.
Mariagrazia vada a spiegare a quel branco di dementi che gestisce (male) la Sampdoria, spendono più per il programma software e il data base da consultare che per l’allenatore, sono 3 anni che partono con un esordiente senza esperienza e in 3 anni hanno cambiato 9 allenatori e movimentato 70 giocatori per ritrovarsi con una retrocessione in C sul campo, e un salvataggio al cardiopalma alla penultima giornata.
Quest’anno stessa storia allenatore che mai ha allenato un club e meno che mai in serie B ma possiede una società di “e-Sports”, da attaccante mediocre ad allenatore neofita, al peggio non c’è mai fine.
Caro omonimo, fortunato tu che esci illeso dall’entrata a gamba tesa di Mariagrazia.
A sentirti raccontare la storia dei blucerchiati sampdoriani, rinnovelli “dolor che in cor mi preme”, pensando alle difficoltà dei rosso azzurri etnei nel risalire la china: sono due anni che falliscono i play off per la promozione in B, e ogni anno si rivoluziona la squadra anziché rafforzarne i punti deboli.
Non so se segui il Futsal, alias Calcio a 5, detto anche Calcetto. Qui a Catania abbiamo una squadra, la Meta Catania, che ha scalato le più alte vette nazionali: ha vinto due volte lo Scudetto nazionale, la Coppa Italia, la Super Coppa e in campo internazionale la UEFA Futsal Champion League. Il bello è che vi militano alcuni giocatori locali, basta leggerne i nomi, Musumeci, Pulvirenti… anche se non mancano gli stranieri come il goleador brasiliano Louis Turmena e il portiere Pedro Henrique De Freitas Siqueira.
Insomma, se la testa funziona, i risultati arrivano
R
mentre il Venezia, cari omonimi, è tornato in serie A.
https://www.ilpost.it/2026/05/01/venezia-promozione-serie-a-2026/
Ma no caro Strale, ho i parastinchi d’acciaio e poi la BM è diventata un’amica e quindi sono insensibile alle entrate alla Burgnich.
Non seguo il Futsal, mi basta e avanza lo scempio blucerchiato e le torture settimanali che mi infliggo ogni campionato, ci vuole stomaco forte per seguire la maglia (oggettivamente pluripremiata a livello internazionale) del mondo.
E ti dirò me frega assai anche della nostra Nazionale, vedo che il vezzo tutto italico di chiamare gli amici e non i professionisti resiste e persiste.
Pirlo CT sarà un buco, ha qualche idea, ma è ossessionato dalle ripartenze dal basso, con dei difensori con i ferri da stiro al posto dei piedi che abbiamo, saranno brividi veri ogni volta che la palla dovrà uscire dalla metà campo.
L’ho visto all’opera per oltre un anno alla Samp, quando parla la produzione di latte dalle rotule è copiosa come quella di una frisona olandese. No buono.
Invidio il Venezia.
A proposito di Venezia…
par di ricordare che il duo Lola e Hauser fosse piaciuto alla BM:
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certo, questi due sono fantastici, la mia città poi…un vero prodigio.
Qui non c’entra, ma lo dico: finalmente si da notizia di una protesta a Kiev contro il dittatore Zelensky che sta continuando nella epurazione del suo governo.
Sono rimaste solo le teste d’uovo(uovo sta per… ) dei capi europei a sostenere questo despota che ha portato il suo Paese alla rovina. Quando si ravvederanno(ma non si ravvederanno, dovranno essere “defenestrati” a uno a uno) sarà troppo tardi.
R
Di defenestrare Putin non se ne parla vero? Li le proteste sono vietate, il dittatore fa quello che vuole, finestra e defenestra a volte anche con metodi poco regolari, ma non protesta mai nessuno o quasi e se protestano spesso finiscono in galera.
Qui ci sono proteste per questo Fedorov licenziato perché, pare, non andava d’accordo col capo delle Forze armate. Scelta incomprensibile da qui, me non credo che Zelensky agisca senza un valido motivo:
https://www.ilpost.it/2026/07/16/proteste-ministro-difesa-ucraino-mykhailo-fedorov/
Il “valido” motivo di Zelensky è un solo, sbarazzarsi di ogni oppositore, scaricare le sue colpe sugli altri, deviare l’attenzione dalla sua reggenza disastrosa, salvare se stesso a scapito del suo Paese.
Altra nota off topic:
perché il governo, anziché perdere tempo con richieste “improprie” di grazia, non si preoccupa dei lestofannti responsabili di quelle trappole mortali che sono le piscine costruite evidentemente senza nessun criterio di sicurezza? L’ennesima vittime dei bocchettoni aspiranti, una bambina di 13 anni si è spenta dopo giorni di agonia per questi sciagurati responsabili di impianti killer.
Un’altro quindicenne muore folgorato in un Luna Park.
Altro che sicurezza, messa all’ultimo posto perché costa e la vita umana non è poi così importante.
R
fai bene a citare questi casi orribili come fai bene a denunciare quei vigliacchi che non seguono tutte le norme di sicurezza previste. Ma se te la prendi col governo in carica come se queste cose prima non succedessero e succedano ora solo perché c’è la destra al governo, francamente, la tua protesta perde un minimo di credibilità.
Mariagrazia, me la prenderei con qualsiasi governo fosse in carica. Ora c’è la Meloni, me la prendo con lei, una che pretende anche di definire i limiti della legittima difesa. Bene ha fatto Matterella a riprendere l’imbarazzante ministro della Giustizia, colto in fallo per l’ennesima volta.
Più che colto in fallo Nordio è uno colto in “fallito”, la qualità di un capo si riconosce dalla competenza della gente di cui si circonda e da una col diplomino non è che si possa pretendere…
La chiamano “finalina” la finale per il terzo e quarto posto, ma non è così.
Prima di tutto perché sia Francia che Inghilterra avevano i numeri per accedere in finale, questione di inezie che avrebbero potuto favorire loro anziché le altre qualificate e nessuno avrebbe avuto motivo di recriminare.
Secondo, perché dopo un torneo così lungo e impegnativo, bisogna avere rispetto per chi cade all’ultimo atto e dare loro la giusta attenzione.
Terzo perché Francia e Inghilterra. sono due nazioni orgogliose e storicamente rivali, ed è sicuro che daranno a quest’ultimo scontro la massima importanza.
Purtroppo siamo in un momento in cui si irride agli sconfitti anche con l’esultanza eccessiva dei vincitori. Quella presentazione delle squadre in TV a inizio partita, con l’inquadratura animata dei singoli calciatori, è uno stucchevole campionario di come “mostrare i muscoli”, Ma parlo in genere, ho visto al Tour chi si spazzolava le spalle dopo averla spuntata per un solo centimetro, o nel tennis complimentarsi con se stessi per un colpo ben riuscito. La mano al padiglione auricolare per sentire meglio gli applausi è il non plus ultra dell’arroganza.
La partita di tennis nella finalina per il podio di bronzo è finita 6:4 per gli inglesi.
Una partita dalle difese Horror, nel primo tempo la figura dei somari spetta ai transalpini annichiliti da un 4 a 0 imbarazzante, soprattutto per gli spettatori.
Nella ripresa la remuntada dei galletti francesi arriva fin al 4:3 Mbappè e soci illudono, ma la riscossa è vanificata da un rigore demenziale per gli inglesi che sembrava aver chiuso i conti e invece… la partita da playstation ha riservato ancora due svarioni difensivi sino alla fine del set.
Questo non è calcio è la sagra paesana del gol, se il Presidente Fifa Infantino uno dei leccaterga personali di Trump, pensa che allargare a cani e porci la formula del mondiale sia sinonimo di spettacolo e lo spettacolo poi è una “Scapoli – Ammogliati” di lusso con star multimilionarie, beh, si dimettesse perché significa che di calcio ne capisce come Blatter.
Stasera si replica, tiferò Spagna, l’Argentina di Milei non merita che il suo Presidente, un deragliato mentale alla Trump, festeggi, preferisco decisamente Sanchez hombre che tiene uevos e lo ha dimostrato in più occasioni al mondo intero.
La Dea Eupalla (come la chiamava Brera) stasera ci dirà chi alzerà la coppa di un’edizione tra le più brutte e sciatte di sempre.
Il Caligola di Mar a Lago presenzierà e prevedo nella “sua” NYC un uragano di Buu e fischi al suo indirizzo all’apparire del suo corpaccione. Poi finalmente calerà il sipario.
Povero Deschamps, non poteva andare in pensione in modo peggiore: i suoi bleus lo hanno tradito, non pervenuti, tornati già alle loro case prima del tempo, delusi di aver perso l’accesso alla finale. Dopo appena tre minuti la Francia becca il primo gol e si vede subito che non è giornata. Alla fine del primo tempo si contano quattro gol al passivo, zero all’attivo. Partita chiusa.
Questa storia avrei raccontato se me ne fossi andato a dormire, vista l’ora tarda e il risultato ampiamente acquisito al primo tempo. Ma testardo io, sono rimasto attaccato al televisore, così, ripreso il gioco, non so se sono sveglio o sto sognando: i francesi diventano dei marziani, gli inglesi dei conigli in fuga, , cullati dal vantaggio ritenuto incolmabile. La Francia segna tre gol uno dopo.l’altro, due sono di Mbappè che sale a qoora 10, primo tra i marcatori, distanziando Messi. Sull 4-3 la rimonta sembra già cosa fatta, ma un rigore per la Francia la interrompe, solo momentaneamente: però: Dembelpè acciuffa il 5-4. Ora tutti si aspettano il 5-5 e i tempi supplementari. Ma il sogno finisce anche se.è tutto vero: arriva il gol di Bellingham, vincono gli inglesi col punteggio tennistico di 6-4, ma l’onore della Francia è salvo. Agli ingesi la medaglia di bronzo, ma Deschamps può andare in pensione a testa alta.
Stasera il gran finale tra due squadre che si somigliano. La Spagna vi giunge senza macchia, non ha avuto aiuti, non così l’Argentina sulla quale pesa la vittoria dubbia contro l’Egitto.
Anch’io tiferò per la Spagna, il suo gioco mi sembra superiore a quello dei sudamericani, anche se manca tra loro la stella che si distingue sugli altri, come Messi nell’Argentina. Yamal non mi sembra avere ancora questo titolo di merito,
la Spagna ha dalla sua la più giovane età, in media tre anni di meno degli argentini (26,68 anni contro 29,81), il che potrebbe pesare soprattutto se si andasse ai supplementari. Di contro l’Argentina potrà contare su una maggiore esperienza.
Ma la palla, non ci sono dubbi, è rotonda, gli arbitri sono tutt’altro che infallibili, il Var, tecnologia elettronica, è pur sempre soggetta al giudizio umano, e influenze politiche potrebbero avere il loro peso, Trump docet. Perciò inutile pronosticare, il verdetto, come da citazione del mio omonimo, sia lasciato alla dea Eupalla.
Che liberazione, che giustizia, Argentina a casa senza titolo. Ci sarebbe anche da discutere se l’albiceleste meritasse la finale, ma soprassediamo a questo oltre al trattamento di favore da parte delle FIFA per vicende extra-calcistiche. Restano due fatti: unica squadra nella storia delle finali mondiali a non aver fatto un tiro in porta (uno!) ed unica, a mia memoria, ad averla buttata in rissa al fischio finale mentre gli spagnoli festeggiavano – ed infatti Peredes è stato espulso. Altro che garra, ma quale D10S (ieri annullato, azzerato), gli argentini possono al massimo ambire al titolo di campioni del mondo di vittimismo. Se ieri Messi&co. avessero giocato contro la Russia, avrei tifato per la seconda.
Ora pensiamo all’estate. Buone vacanze.
120′, Messi tocca uno dei pochissimi palloni di tutta la partita e l’Argentina è lì sul punto di realizzare l’ennesima rimonta, ma Merino sventa proprio sulla linea di porta. Subito dopo Messi ci riprova, ma anche stavolta va male, Simeone, che non è Lautaro Martinez (stolidamente escluso dalla formazione argentina), calcia alto a porta spalancata.
Cala così il sipario sul mondiale con l’unico gol di Ferran Torres e la vittoria meritata della Spagna. Mai si era vista una finale giocata così a senso unico e con così sterile punteggio.
Messi alla premiazione non trattiene le lacrime, si conclude senza miracoli il ciclo di un grande campione.
Credo che Trump dietro la vetrata antiproiettile non ci abbia capito molto della partita, ma alla fine avrà masticato amaro per la vittoria della”cattiva” Spagna.
Finale 3/4 posto ridicola, finale pallosissima nel senso opposto.
Intermezzo musicale che c’entrava come un convegno sulla geopolitica alla sagra della birra, però Shakira invecchia bene, mentre Madonna non invecchia affatto.
Ma almeno ha vinto la squadra che ha giocato meglio.
Strano solo che, vista la presenza di Trump, non abbiano riammesso di diritto gli USA come finalista.