Due bambine che non dimenticheranno mai quello che hanno vissuto. Hanno visto maltrattare, seviziare fino alla morte, una sorellina di appena due anni, ripetutamente anche sotto i loro occhi. Una vicenda spaventosa ed inspiegabile. La loro madre ora è in carcere con gravissime accuse e naturalmente spero che prenda il massimo della pena prevista. Ma non sarà mai abbastanza. Lo stesso vale per quel personaggio al quale si accompagnava e che ha causato la morte della piccola con percosse e torture di ogni genere. E dice di averle dato solo amore e cibo! Non avrà vita facile in galera dove è finito e finirà a scontare una pena mi auguro la più severa possibile. Non si possono definire esseri umani quei due. Sono due mostri. Lei ancora più di lui. Beatrice aveva solo due anni ma ha sofferto le pene dell’inferno nella sua brevissima vita ed ora è morta mentre le sue due sorelle sono finite in un istituto dove certamente vivranno meglio che a casa loro ma con quale peso sull’anima?
Ma la colpa non è solo di quei due degenerati squallidi individui, ma anche di chi non poteva non sapere, non vedere, non sentire. I nonni, ad esempio, Anche loro andrebbero indagati per omissione di soccorso. Sembra impossibile che accadano fatti del genere in una società dove, per paradosso, ci sono dei bambini che sono stati allontanati dai genitori che non li maltrattavano certo e che vivono da mesi in un istituto, parlo dei bambini della casa del bosco, mentre queste tre bambine erano alla mercé di due depravati che le hanno costrette a vivere una vita d’inferno.
Una società che vede sempre meno bambini nascere e che non riesce però a impedire che accadano casi come questo che sono una vergogna assoluta e che in un paese che si definisce civile, non dovrebbero mai accadere.
Non sono né uno psicologo, né un sociologo, né una studioso di fenomenologia criminale, ma credo che occorrerebbe indagare fino in fondo una società dove nascono e possono agire simili mostri, e trovare la giuste cure.
R
si, lo credo anch’io.
PS: ma io non ho mai detto che dovete tutti seguire l’esempio di Ungaretti…
Se è vero che ci sono mali maggiori al confronto dei quali tutto appare insignificante persino ridicolo, tuttavia anche le minuzie della vita quotidiana possono seriamente affliggere una persona. Per farla breve, e col permesso della paziente BM, vorrei chiedere se a qualcuno di voi è capitato di imbattersi nel mondo infernale delle telecomunicazioni di massa, telefonini, smartphone, tablet, PC e annessi e connessi, provider, browser, modem, router, assistenti virtuali, app di supporto, id, nome utente, codici, password, sms, siti web e il diavolo che se li porti. Per chi non ha l’età sotto i dieci anni, un Kilimangiaro da scalare. La domanda ovviamente è retorica, certamente a tutti è capitato il tormento di un distacco inspiegabile di rete, o la follia di cadere nelle trappole del migliore offerente di un servizio che poi si rivelerà una bidonata.
Insomma si sarà capito in quale ambasce (minori )mi dibatto perché un bel giorno, senza neppure l’incomodo di un preavviso, il mio provider mi lascia in asso, niente telefono fisso, niente internet, niente applicazioni speciali. Già reclamare è un’impresa avvilente, dopo la tiritera delle opzioni commerciali, tempi di attesa biblici. Ti dirottano su app difficilissime da gestire, oppure dicono che l’operatore risponderà entro nove minuti, ma ne passano venti e la musica non cambia (parlo non solo in senso metaforico, ma quel motivo di sottofondo che ti propinano diventa insopportabile). Dopo di che se sei fortunato ti risponde l’assistente virtuale, voce di donna, con la quale sei costretto a dialogare e forse se sei perspicace riesci a farti capire. Ma la risposta è peggio dell’attesa, una voce umana ti avvisa che causa la fusione del mio provider con un altro, i tempi di ripristino sono di circa un mese. A essere ottimisti. Però mi suggeriscono come ovviare all’inconveniente: cambiare provider, fisso e mobile, e ci casco. Dopo una settimana arriva il tecnico, è puntuale e anche bravo, ma alla fine quando il ripristino pare cosa fatta, zac! Manca il segnale, non sa quale problema c’è in qualche cabina remota. Mi lascia senza aver collaudato nulla e quando il segnale arriva, il telefono fisso non funzione, da internet non riesco a scaricare i file, SkyQ mi chiede di digitare nella App un codice che cambia ogni dieci minuti e che la App non riconosce. Per completare l’opera, “Gruppo Poste” mi comunica l’invio della nuova sim, dalle 9 alle 18 devo tenermi pronto con CI, CF e vecchia sim. Ancora aspetto, non viene nessuno, una giornata persa, non è la prima e non sarà l’Ultima. Forse farei perdere tempo a chi mi dovesse leggere, la BM mi scuserà(e anche Ungaretti), se mi cestina non potrò certo lamentarmi.
R
Ma figurati Alessandro. Anzi grazie di aver sollevato il problema, lo avrei fatto io ma mi sembrava troppo stressante dopo tutto lo stresss, raccontare una storia analoga alla tua che mi è capitata qualche mese fa. Uguale, tutto bloccato, fisso, internet e compagnia cantante e suonante, mi attacco al 187 (gironi infernali), con tutta la pazienza di cui riesco a dare fondo dopo una decina di telefonate e attese che snervanti e dire poco, finalmente riesco a comunicare con un essere pensante e da lì… la faccio breve tre mesi senza fisso e senza internet e tre mesi di solleciti e cambi di operatore vario che doveva ripetermi sempre la stessa pappardella: un grosso guasto vicino a casa sua…alla fine dopo mia insistenza (da finire al manicomio) sono riuscita a convincerli che era ora che si sbrigassero altrimenti cambiavo gestore…dopo due giorni arriva uno, mi suona e mi dice, signora mi apra il gabbiotto della luce, scendo e trova subito il guasto nella cabina della corrente elettrica del condominio…
Sai quanto ho avuto di risarcimento dopo che ho pagato le bollette senza avere il servizio? Circa 30 euro, un’elemosina…e questi sono i vantaggi della tecnologia…figuriamoci gli svantaggi…