Mai contenti…

Per me la Repubblica è…é…

Ehm, devo fare il tema? Si? quanto tempo ho?

La Repubblica è. Intanto già questo. E’! Prima non era. Sono passati ottanta anni da quel due di giugno del 1946. Sembrano tanti? Relativamente, ma in realtà sono pochi, pochissimi in confronto all’eternità. Ma ne abbiamo viste tante e tante avremmo preferito non vederle.

La parata, la sfilata, la festa, si, va bene, poi domani tutto torna come prima: l’un contro l’altro armati (oltre i denti) e non solo tra i politici. Abbiamo altri e troppi problemi e anche le Frecce tricolori passeranno veloci, faranno alzare gli sguardi e finiranno per lasciare una scia tricolore che evapora presto.
Ma dobbiamo festeggiare, obbligatorio festeggiare e festeggiamola la Repubblica italiana. Intorno, tutto o tanto intorno si spara, qui oggi si sparano solo mortaretti e speriamo che non si spari niente altro per il futuro. Domani si ritorna alla realtà della politica che si sforza di farci credere di stare lavorando per noi, per il bene della Nazione, per il bene del Paese, per il bene insomma. E oggi vogliamo non crederci? Proprio oggi vogliamo dubitarne?

Eppure abbiamo altri problemi. Ma non li abbiamo sempre avuti? Non siamo forse diventati pessimisti irragionevoli? No, siamo più realisti della Re… pubblica, siamo italiani. E ne abbiamo ben donde , si, ben donde di essere preoccupati. Ma ora siamo in festa e il ponte ci ha portato al mare, ai laghi, ai monti e chi vuol esser lieto…e abbiamo tante risorse nascoste, noi italiani…

Festeggiamo pure ma con un occhio alle tragedie che avvengono intorno a noi e da noi. Una o più di una ogni giorno. Cerchiamo di non sbandare, ma la realtà ci può portare a farlo. E’ una realtà che fa paura.

Ma in fondo che cosa chiediamo? Di vivere in pace, liberi e di non avere paura. Chiediamo troppo? Io non credo. Chiediamoci cosa possiamo fare noi per il bene del paese perché dalla politica c’è davvero poco da sperare, con tutta la buona volontà che ci mette riesce sempre a deluderci eppure si sforza…, davvero non siamo mai contenti. La nostra Repubblica compie ottanta anni ma noi italiani siamo ancora adolescenti e pieni di contraddizioni, speranze e ambizioni tradite. La libertà è un bene prezioso, salvaguardiamola da chi pensasse di togliercela, da chi pensasse di farci credere che ci vuole “l’uomo forte”. Ne abbiamo già fatto esperienza, abbiamo già dato e molto, soprattutto chi per la libertà ha dato la vita e dobbiamo essergli riconoscenti. Cresceremo?

PS: Questa filastrocca (del signor Maicontento) me la raccontava la nonna da bambina per farmi addormentare:

Questa xe ‘a storia de sior Intento
che dura tanto tempo
che mai no se destriga.
Ti vol che tea conta
o ti vol che tea diga?

Buon compleanno Repubblica.

10 commenti su “Mai contenti…”

  1. E già che ci sono dico la mia su De Gregori e la sua dichiarazione sugli artisti schierati.
    Ma chi è più schierato di chi non si schiera? Non si tratta di schierarsi ma se un artista sente di dire come la pensa su una situazione, un qualsiasi situazione, lo deve fare. Non si tratta di schierarsi ma di partecipare e l’arte è la prima e la più eccelsa forma di partecipazione.
    Ti sbagli Francesco, non hai le idea confuse, sei solo pigro e sostanzialmente furbo.
    Dicci la tua e fallo senza remore, non hai bisogno di dimostrare niente e niente devi dimostrare, ma non sei neppure tenuto a criticare chi si impegna in prima persona da artista che sa di avere un pubblico molto vasto, rischia e si compromette.

    Tutti gli artisti che si impegnano a denunciare sono testimoni del loro tempo e parlano attraverso la loro arte ma non solo, hanno una grande possibilità: raggiungere molte persone e l’arte è una grande opportunità per cercare di mostrare la realtà per quello che è e non per quella che vorrebbero farci vedere.

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  2. Ogni artista ha il diritto di esprimersi o di non esprimersi come vuole. De Gregori può tranquillamente non esprimersi, ma eviti di criticare chi lo fa. D’altra parte chi lo fa eviti di criticare De Gregori che non vuole esprimersi.
    Il problema è che ci si può esprimere solo in un senso.
    Poi c’è Ilaria Salis che vuole abolire la parata del 2 giugno. Chissà perché ogni volta che sento questo nome mi echeggia nella testa un raglio di somaro, un po’ come il nitrito dei cavalli al nome di Frau Blücher in Frankenstein Junior.
    R
    E’ vero Mauro, ha ragione, Enrico Ruggeri si è espresso sul Covid ed è stato punito. In generale si tende ad approvare chi si esprime nel senso “giusto” e gli altri finiscono per avere problemi. Ma una personalità del calibro di Francesco De Gregori non può esimersi dall’esprimere una posizione, una qualunque. Secondo me un artista ha più di altri una missione: quella di liberare le idee per cercare di distinguere quelle vere da quelle manipolate.
    Ilaria Salis cerca tutte le occasioni per parlare quando dovrebbe votarsi al silenzio, ci guadagnerebbe. Guadagna fin troppo per sparare caxxate.

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  3. Ma direi che Ilaria Salis ha ragioni da vendere, perché mai la “Festa della Repubblica” deve essere celebrata con una sfilata militare, missili, droni, carrarmati e truppe varie?
    Ma cos’è la Corea del Nord? La Russia di Putin? Che c’entra la Repubblica con questa esibizione tutta muscoli e niente cervello?
    Temo che il raglio che si ode non sia quello del cervello di Ilaria Salis, ma di tutti quelli che sbavano di fronte a strumenti di morte che, per inciso non servono alla classica mazza di fronte a potenze nucleari.
    E se guadagna fin troppo la Salis, pensa “quella” che è in politica da quando le mocciolava il naso, nelle fila della peggior destra (quella del fascista Almirante), che le caxxate le rifila agli italiani un giorno sì e l’altro pure e ha il consenso di quelli che le ragliano: “Bravaaa” come loggionisti ubriachi, per aver portato il Paese al disastro economico sociale.
    R
    https://www.brocardi.it/costituzione/parte-i/titolo-iv/art52.htmli

    Se ha ragioni da vendere ha trovato chi se le compra in chi difende una che con una fedina penale macchiata ha ottenuto un incarico pubblico tra i più prestigiosi, ha due condanne definitive eppure gode di immunità parlamentare grazie a chi l’ha eletta a rappresentante del popolo. Bell’esempio davvero, una che dice di non volere la parata militare ma che gira per l’Europa con un manganello retrattile in borsa (arma a tutti gli effetti ed è proibito portarla in giro) e viene arrestata in Ungheria con l’accusa di aver preso a martellate in testa qualcuno che se ne andava per la propria strada (non importa cosa ci faceva in quella strada). E’ stata arrestata in compagnia di individui facenti parte di una organizzazione tedesca definita “La banda del martello”, e due dei suoi esponenti sono stati processati e condannati.
    Le condanne che ha avuto in Italia sono occupazione abusiva e resistenza a pubblico ufficiale. Per essere una “pacifista” sembra essere piuttosto “aggressiva”.
    La difesa dell’Italia è in costituzione, il ripudio della guerra non implica che non possa avere un esercito per la propria difesa e la parata militare non è ” esibizione muscolare”, ma la dimostrazione che l’Italia ottempera alle regole dettate dalla propria Costituzione.
    Qualsiasi cosa dica quella che ha “ragioni da vendere” va contro il suo stesso mandato. Non solo non fa niente per guadagnarsi lo stipendio, ma parla e sentenzia a vanvera contro le stesse ragioni del suo essere parlamentare europea.
    Ed è sostanzialmente una macchietta ridicola.

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  4. Ma di che parli cara Mariagrazia, nel governo più longevo di sempre che a quanto leggo ti esalta, la fedina penale lercia fa curriculum, quelli che occupano case senza pagare l’affitto e per questo condannati, fanno i ministri e presenziano alle inutili parati militari come caporioni in conflitto di interessi.
    Begli esempi davvero i tuoi beniamini, la Salis la galera l’ha fatta (e senza uno straccio di prova), in uno Stato fascista dove vige la democrazia illiberale e dove si onorano i nazisti ogni anno con una marcia.
    La tua ricostruzione è figlia di una propaganda che nemmeno si è peritata di verificare i fatti e che tu rilanci more solito quando qualcuno ti sta sugli zebedei.

    Le parate militari sono un esecranda dimostrazione di strumenti di morte, sfilano in fila per tre col resto di di due potenziali assassini e ordigni progettati per uccidere, non importa chi o come, vergognoso secondo me, puoi dargli tutte le connotazioni retoriche che ti paiono ma quello sono.

    Le tue opinioni legittime sulla Salis sono acqua fresca e profumata rispetto a quello che penso di questo governo sgangherato e della sua “capa”, la Salis opera a tua insaputa per quelli più sfortunati, la ghenga sgovernativa per i ricchi, gli evasori e i peggiori soggetti a livello planetario, per me c’è una bella (anzi brutta) differenza.
    Quella che non farebbe un beata (secondo te), è…
    Membro:
    Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
    Delegazione all’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo
    Membro sostituto:
    Commissione per gli affari esteri
    Sottocommissione per i diritti dell’uomo
    Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea
    Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l’Unione del Maghreb arabo, comprese le commissioni parlamentari miste UE-Marocco, UE-Tunisia e UE-Algeria
    Delegazione all’Assemblea parlamentare paritetica OSACP-UE
    Delegazione all’Assemblea parlamentare Africa-UE

    A me non pare una che si gira i pollici, ma se lo affermi tu sarà senz’altro oracolo.
    Buona giornata.
    R
    Grazie A59, buona giornata anche a te. MI piacerebbe che tu ci indicassi chi occupa case tra i ministri in carica, fai i nomi e falli anche di quelli con la “fedina penale lercia” attualmente in carica. Faresti cosa meritevole perché è giusto che gli italiani sappiano con chi hanno a che fare, ma vai nel dettaglio e porta anche le prove. Prove circostanziate, ovvio altrimenti rischi che la tua sia diffamazione.
    Gli ungheresi “onorano” i nazisti perché in un frangente particolarmente difficile della loro difficile storia, li hanno aiutati a difendersi dai comunisti dell’Armata Rossa, la stessa, che massacra gli ucraini da quattro anni.
    Mi fa piacere che la Salis lavori per noi così alacremente, i risultati arriveranno immagino, per ora sembra essere solo una pedina in un ruolo che non avrebbe mai ottenuto se non fosse stata “eletta” per elevare il consenso di un partito che languiva, ma non sia mai che non diventi un’eroina e che a breve non la eleggano a presidente della commissione o a qualche altra carica di alto dirigente. In fondo se lo merita con tutto quello che fa di avere dei riconoscimenti maggiori, Li è davvero sprecata. Potrebbe prendere il posto di Pina Picerno, per esempio, ora che ha lasciato il PD per entrare nei democratici europei, non si sa bene il futuro cosa le possa riservare, potrebbe avere delle sorprese. Ilaria Salis ha dunque un futuro aperto in qualche carica molto importante, sono contenta per lei. Magari potrebbe essere candidata alla presidenza del consiglio alle prossime elezioni. Magari come ministri potrebbe scegliere di chiamare qualche membro della Hammerbande tedesca, magari all’Interno dove ci vuole “polso”.
    Però la retorica nelle parate militari è sempre meglio della retorica del pacifismo che vorrebbe che mettessimo fiori nei cannoni e lasciassimo che qualsiasi barbaro che si sveglia la mattina, ci invada, senza opporre resistenza. Quella si eroica di chi è morto comprese tante donne, le famose staffette partigiane, per assicurarci un futuro libero. La Resistenza è stata fatta anche con le armi, senza le armi ora non staremmo qui a scrivere quello che ci pare perché la libertà d’espressione sarebbe un miraggio.
    Le armi sono strumenti di morte certo e io le aborro, ma sono anche uno strumento di sopravvivenza nel malaugurato caso ti debba difendere da chi le usa contro di te. Sperando (non sparando) che ciò non avvenga mai.

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  5. “Pronti” (slogan che dovrebbe piacerti) cara Mariagrazia, tu chiedi e io assolvo;

    https://www.editorialedomani.it/inchieste/il-ministro-che-non-pagava-gli-affitti-la-nostra-inchiesta-sui-debiti-di-crosetto-e326pp3o

    L’elenco degli inquisiti, indagati e condannati a destra è troppo lungo e imbarazzante.

    Ah ecco, gli ungheresi durante la II Guerra Mondiale avrebbero aiutato i nazisti (che li hanno invasi) a difendersi dai russi invasi pure loro da Hitler.
    Devo dire che come spieghi la storia tu…

    «Il nuovo Stato ucraino lavorerà a stretto contatto con la Grande Germania nazionalsocialista, sotto la guida del suo leader Adolf Hitler che sta formando un nuovo ordine in Europa e nel mondo e sta aiutando il popolo ucraino a liberarsi dall’occupazione moscovita.»
    (Atto di restaurazione dello Stato ucraino)
    Quello che l’ha scritto era un ucraino più antisemita di Heichmann.

    Ma io i cannoni non li voglio proprio, per i fiori usiamo i vasi, ce ne sono di bellissimi e nelle isolette del circondario veneziano ne fanno un’arte (carissimi).
    Le donne delle staffette partigiane mi stanno bene, la donna che rimpiange chi le massacrava di botte nelle galere fasciste meno, mi sembri un po’ ondivaga.
    Ma chi ti/ci invade, chi? MI piacerebbe che tu ci indicassi chi, fai i nomi.
    Mi risulta però che Ghandi abbia ottenuto dei gran bei risultati e senza sparare nemmeno un colpo, semmai lo ha preso lui, da chi faceva certi discorsi, la famosa deterrenza..enza… nza…. za….
    Che la pace sia con te, come dice il mio maestro d’asilo.
    R
    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/12/19/casa-gratis-crosetto-macche-favoritismo-non-pago-solo-perche-ci-sono-lavori-in-corso/7387505/
    Poi dal tuo link risulta che ha sempre pagato dopo le sentenze mentre Ilaria Salis non ha alcun contratto d’affitto ma è stata abusiva e occupante nelle case dell’Aler. E i 94 mila euro di affitto che ha accumulato non li ha mai pagati.
    Comunque grazie per la sollecitudine ma non hai trovato proprio tanto e c’è da considerare che certi padroni di casa sono degli squali che pretendono caparre altissime e poi magari le case non sono come le descrivono. Su questo si potrebbe aprire un dibattito. L’elenco te lo condono. Per il resto, lasciamo perdere, la storia la conosci benissimo ma ti piace buttarla in caciara, inutile insistere.
    Ondivaga? Beh stanotte ho sognato che ero al mare e mi cullavo tra le onde mentre all’orizzonte c’era lo skyline di città famose compresa Venezia: una meraviglia. Credo sia un bel sogno, almeno così mi piace pensare.
    E con il tuo spirito…

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  6. Ma certo cara Mariagrazia, è normale che se tu affitti casa a un milionario, quello ti paga solo dopo le sentenze di condanna, a casa mi si chiama delinquenza, vorrei vedere se fossi la padrona di casa.
    Il conto che citi per la Salis (ed è agli atti) è totalmente presunto e non accertato e non si parla di un appartamento di lusso ma di una casa Aler fatiscente e non assegnata come ce ne sono migliaia a Milano.
    Caparra o meno nessuno ti punta la pistola alla tempia, se la locazione non ti soddisfa lo dici prima e magari cerchi altro, ma te pensa se adesso pure il “lobbysta della morte deve essere difeso quando sbaglia. Ha ragione Vannacci è il mondo al contrario.
    Qui c’è poco da cullare, c’è un mare da far paura e come sempre hanno dovuto usare gli elicotteri per tirare fuori i soliti bauscia sprezzanti del pericolo e totalmente incoscienti.
    La messa è finita…
    R
    dei debiti di Crosetto (pagati) coi suoi padroni di casa non potrebbe…etc. ma lui non ha condanne penali mentre Salis ne ha ben due. Quindi la “fedina lercia” ce l’ha lei non il ministro e se ti attacchi a questi “argomenti” …
    Beh Travaglio dovrà risarcire Cipriani e Minetti per le cavolate che ha scritto su di loro e non saranno bruscolini, tu al massimo potresti subire la censura del blog ma, come vedi ti permetto di spararle grosse, tanto poi lo so che finisce tutto in Gloria…ora pro nobis.

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  7. Come é giusto che sia, per gli amichetti bisogna aspettare l’ultimo grado di giustizia mentre gli altri sono criminali a prescindere.
    É sempre più giusto così, i colletti bianchi e i loro compari, ne hai mai visto in galera?
    Marco Travaglio, “per avere scritto cavolate”, già condannato a prescindere, appunto, com’è giusto che sia.
    Il “Potere” se ne strafotte delle regole da egli stesso imposte, vedi ad esempio l’ultimissima: “lucido o no, ti tolgo la patente e non la rivedi più”.

    Caro “A59” tutte le precisazioni, prove benché documentate qua sopra sono semplicemente fatti da deridere e le balle raccontate molte volte sono quelle che valgono.
    Il pensiero truffaldino dei ricchi ha attecchito sulla mente del popolo e questo è la nuova religione: mica vorrai combattere la religione adesso….c

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  8. Cara Mariagrazia, adesso tifi per un sodale di Epstein e una maitresse bonazza e arrampicatrice, che non si capisce per quale motivo sia stata graziata? De gustibus.
    Meglio la “fedina penale lercia” della Salis che la “coscienza ultra lercia” di uno che di mestiere fa il lobbysta di strumenti di morte, la penso così che ci vuoi fare, finché c’è guerra c’è speranza, peccato che a crepare ci vanno sempre i poveracci, non ce li vedo proprio i figli di La Russa o Crosetto al fronte.
    Non è scritto da nessuna parte che Travaglio dovrà risarcire, cala Trinchetta.
    Buona domenica.
    R
    tu tifi per pseudo giornali che diffondono falsità con lo scopo di aumentare la tiratura (scarsa) e forse, più probabile, creare ad arte casi che non esistono per infamare le istituzioni. Il Fatto dovrà rispondere delle menzogne che ha scritto. Che si tratti di Minetti, di Cipriani o di Pinco Pallino, quando si scrivono falsità sulle persone che, come in questo caso, servono a screditare le istituzioni democratiche si deve rispondere. La Grazia a Minetti non è stata sospesa, Mattarella l’ha confermata, Nordio non c’entrava nulla, Il Fatto ha solo fatto casino. Come succede spesso in nome e per conto del partito politico al quale fa riferimento.
    Lo vedremo se risarcirà o meno. Travaglio ha una collezione di cause per diffamazione e molte le ha perse.

    https://www.open.online/2026/06/07/massaggiatrice-minetti-ritratta-falsi-festini-escort/

    ecco qui, divertiti:
    Procedimenti con condanna penale definitiva
    Nel gennaio 2010 la Corte d’Appello penale di Roma lo ha condannato a 1 000 euro di multa per il reato di diffamazione aggravato dall’uso del mezzo della stampa, ai danni di Cesare Previti[114]. Il reato, secondo il giudice monocratico, era stato commesso mediante l’articolo Patto scellerato tra mafia e Forza Italia pubblicato su L’Espresso il 3 ottobre 2002[115]. La sentenza d’appello riforma la condanna dell’ottobre 2008 in primo grado inflitta al giornalista a 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa[116]. In sede civile, a causa del predetto reato, Travaglio era stato condannato in primo grado, in solido con l’allora direttrice della rivista Daniela Hamaui, al pagamento di 20 000 euro a titolo di risarcimento del danno in favore della vittima del reato, Cesare Previti[117]. Il 23 febbraio 2011 la condanna per diffamazione confermata in appello per il processo Previti sarebbe caduta in prescrizione[118], che tuttavia non scatterà in ragione dell’inammissibilità del ricorso in Cassazione presentato da Travaglio[119]. Ritenendo che fosse stata lesa la sua libertà di parola, Travaglio ha presentato ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che, nel 2017, stabilì che l’articolo Patto scellerato tra mafia e Forza Italia era effettivamente diffamatorio, essendo l’intercettazione riportata “essenzialmente fuorviante e confutata dal resto della dichiarazione non inclusa dal ricorrente nell’articolo”.[120]
    Procedimenti penali in corso
    Il 15 febbraio 2017 il giornale Il Fatto Quotidiano, diretto da Marco Travaglio, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Roma per diffamazione nei confronti di Giuliano Amato. La sentenza afferma che negli articoli del Fatto, a firma di Marco Travaglio: “non può non riconoscersi la sussistenza del reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa, sussistendone gli elementi oggettivo e soggettivo, che, come noto, il giudice civile può accertare in via incidentale”.[121]
    In data 6 giugno 2022 è stata resa nota la sentenza del Tribunale di Padova, in base alla quale sono stati ritenuti colpevoli del reato di diffamazione nei confronti della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati i giornalisti de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, Ilaria Proietti e Carlo Tecce. Il tribunale di Padova ha infatti accertato la responsabilità dei tre giornalisti “per il carattere diffamatorio, nei limiti e per le ragioni esposte in parte motiva, degli articoli del 17-11-2019 a firma Carlo Tecce, del 20-6-2020 a firma Ilaria Proietti, del 10-12-2019 a firma Marco Travaglio, nonché degli articoli dell’11-12-2019 e del 12-12-2019”. La società editrice e i tre giornalisti dovranno pagare all’esponente di Forza Italia 25mila euro a titolo di risarcimento danni. Poi c’è la riparazione pecuniaria: condannati al versamento di 2mila euro ciascuno Travaglio e Proietti e di mille euro Tecce. Inoltre il rimborso delle spese legali: 940,90 euro più 7mila e 254 euro di onorari, oltre a Iva, Cpa e 15% di rimborso spese generali. Infine è prevista la pubblicazione della sentenza sul Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Il Gazzettino e Il Mattino, a cura e spese dei condannati[122][123].
    Il 16 novembre 2018, in un procedimento (relativo alle parole pronunciate nel corso di un’ospitata nella trasmissione Otto e mezzo), Travaglio è stato condannato dal Tribunale di Firenze al pagamento di 50 000 euro per diffamazione nei confronti di Tiziano Renzi[124]. Travaglio disse che “Il padre del capo del governo si mette in affari o s’interessa di affari che riguardano aziende controllate dal governo”. Travaglio dichiara nel suo editoriale su Il Fatto Quotidiano del 17 novembre 2018 che “Tiziano Renzi era ed è indagato dalla Procura di Roma per traffico d’influenze illecite con la Consip, società controllata dal governo, ai tempi in cui il premier era il figlio Matteo” e che “Tiziano Renzi si era messo in affari con un’altra società partecipata dal governo, Poste Italiane, ottenendo per la sua “Eventi 6” un lucroso appalto per distribuire le Pagine Gialle nel 2016”. Dichiara inoltre di non avere avuto notizia alcuna del processo in corso contro di lui, e di non essere stato quindi in grado di difendersi[125]. A febbraio 2024 la cassazione annulla la sentenza di condanna e rimanda tutto alla Corte d’Appello di Firenze[126][127].
    Sentenze di condanna in sede civile
    Nel 2000 è stato condannato in sede civile[128][129], dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo in cui Travaglio aveva definito Previti «futur[o] client[e] di procure e tribunali» su L’Indipendente, Previti era effettivamente indagato ma a causa dell’impossibilità da parte dell’avvocato del giornale di presentare le prove in difesa di Travaglio in quanto il legale non era retribuito, il giornalista fu obbligato al risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.[130][131]
    Il 4 giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un totale di 85 000 euro (più 31 000 euro di spese processuali) per un errore contenuto nel libro La Repubblica delle banane scritto assieme a Peter Gomez e pubblicato nel 2001; in esso, a pagina 537, si attribuiva erroneamente all’allora neo-parlamentare di Forza Italia, Giuseppe Fallica, una condanna per false fatture che aveva invece colpito un omonimo funzionario di Publitalia. L’errore era poi stato trasposto anche su L’Espresso, il Venerdì di Repubblica e La Rinascita della Sinistra, per cui la condanna in solido, oltreché alla Editori Riuniti, è stata estesa anche al gruppo Editoriale L’Espresso. Nel 2009, dopo il ricorso in appello, la pena è stata ridotta a 15 000 euro.[132]
    Il 5 aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme all’allora direttore de l’Unità, Furio Colombo, al pagamento di 12 000 euro più 4 000 di spese processuali a Fedele Confalonieri (Mediaset) dopo averne associato il nome ad alcune indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era risultato inquisito[96]. Travaglio in un articolo dichiarerà che aveva scritto che “era coimputato con Berlusconi, ma usando un’espressione giudicata insufficiente a far capire che lo era per un reato diverso da quello contestato al Cavaliere”.[133]
    Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset con 26 000 euro, a causa di una critica ritenuta «eccessiva» nell’articolo Piazzale Loreto? Magari pubblicato nella rubrica Uliwood Party su l’Unità il 16 luglio 2006.[134]
    Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile, sentenza 22190) al risarcimento di 5 000 euro nei confronti del giudice Filippo Verde che era stato definito «più volte inquisito e condannato» nel libro Il manuale del perfetto inquisito, affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite «in maniera incompleta e sostanzialmente alterata» visto il «mancato riferimento alla sentenza di prescrizione o, comunque, la mancata puntualizzazione del carattere non definitivo della sentenza di condanna, suscitando nel lettore l’idea che la condanna fosse definitiva (se non addirittura l’idea di una pluralità di condanne)»[135]. Travaglio scriverà che “avevo scritto “più volte condannato” nel senso del primo e del secondo grado, mentre il giudice ha inteso due volte condannato in via definitiva”.[133]
    Il 18 giugno 2010 è stato condannato[136] dal Tribunale di Torino – VII sezione civile – a risarcire 16 000 euro al Presidente del Senato Renato Schifani (che aveva chiesto un risarcimento di 1 750 000 euro) per diffamazione avendo evocato la metafora del lombrico e della muffa a Che tempo che fa su Rai 3 il 10 maggio 2008. Il Tribunale ha invece ritenuto che le richieste di chiarimenti, da parte di Travaglio, circa i rapporti di Schifani con esponenti della mafia siciliana rientrino nel diritto di cronaca, nel diritto di critica e nel diritto di satira.[137]
    L’11 ottobre 2010 Travaglio è stato condannato in sede civile per diffamazione dal Tribunale di Marsala, per aver dato del “figlioccio di un boss” all’assessore regionale siciliano David Costa, arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e poi assolto in appello. Travaglio è stato condannato a pagare 15 000 euro[138]. Dopo l’assoluzione in primo e secondo grado, nel 2013 Costa verrà condannato a 3 anni e 8 mesi di carcere dalla Corte di Appello di Palermo per concorso in associazione mafiosa.[139]
    Il 23 gennaio 2018 è stato condannato per diffamazione dal Tribunale di Roma in merito ad un editoriale su Il Fatto Quotidiano contro tre magistrati siciliani, riguardo alla latitanza di Bernardo Provenzano; la provvisionale disposta ammonta a 150 000 euro[140]. Il 15 ottobre 2013 in un articolo intitolato “La cluster-sentenza”, Travaglio scrisse: “…nelle prime 845 (pagine) non parlano del reato contestato ai loro imputati: cioè la mancata cattura di Provenzano” e aggiunge: “Si avventurano invece nella storia delle stragi e delle trattative del 1992-’93, oggetto degli altri due processi”; la sentenza “non si limita a incenerire le accuse del processo in cui è stata emessa ma, già che c’è, si porta avanti, e fulmina anche altri processi, possibilmente scomodi per il potere”.[141]
    Il 22 luglio 2018 il Tribunale di Roma ha condannato Travaglio per diffamazione a 30mila euro di risarcimento nei confronti della giornalista del TG1 Grazia Graziadei, per il contenuto di un articolo del 4 luglio 2010 nel quale accusava la Graziadei di avere, in un servizio andato in onda al TG1 il 3 luglio 2010, “sparato cifre a casaccio spacciandole per dati ufficiali del Ministero della Giustizia”;[142] nel medesimo procedimento è stato invece assolto dalla stessa accusa nei confronti dell’ex direttore del TG1 Augusto Minzolini.[143] La Corte d’Appello di Roma ha successivamente assolto Travaglio nel 2020[144], ma nel 2022 tale assoluzione è stata annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione; il 1º marzo 2024 la Corte d’Appello di Roma ha nuovamente condannato Travaglio per diffamazione nei confronti della Graziadei a 20mila euro di risarcimento.[145]
    Travaglio è stato citato in giudizio per diffamazione nei confronti di Tiziano Renzi (il padre di Matteo Renzi), per due editoriali su Il Fatto Quotidiano riguardanti un processo penale per bancarotta che ha visto lo stesso imputato assolto con formula piena[146]. Nel primo articolo, parlando dell’indagine in corso a Genova sulla azienda controllata dalla famiglia di Tiziano Renzi Chil Post, Travaglio aveva usato il termine “fa bancarotta”; nel secondo articolo Tiziano Renzi era stato accostato per “affarucci” a Valentino Mureddu, iscritto, secondo le cronache, alla P3. Il 22 ottobre 2018, il tribunale civile di Firenze lo ha condannato (in solido con la giornalista Gaia Scacciavillani e con la Società Editoriale Il Fatto) al pagamento di una somma di 95 000 euro a titolo di risarcimento per diffamazione[147][148].
    Il 5 giugno 2022 è condannato in primo grado per diffamazione ai danni di Maria Elisabetta Alberti Casellati.[149][150]
    Il 6 ottobre 2023 il tribunale di Firenze ha accolto la “domanda risarcitoria e, per l’effetto, condanna i convenuti Marco Travaglio e la Società editoriale il Fatto S.p.A. in solido tra loro, al pagamento in favore di Matteo Renzi della complessiva somma di 80.000,00″ ed ha accolto la domanda di pubblicazione della sentenza e per l’effetto “condanna i convenuti Marco Travaglio e la Società editoriale il Fatto S.p.A, in solido ed a loro cura e spese, alla pubblicazione del dispositivo della presente sentenza, per una sola volta, su Il Corriere della Sera, La Repubblica e La Stampa, a caratteri doppi rispetto a quelli normali, e, per una sola volta ma per almeno tre giorni, sul periodico cartaceo “Il Fatto Quotidiano” e sul periodico digitale “Il Fatto Quotidiano.it”, entro il termine di 60 giorni dalla pubblicazione della presente sentenza”.[151]
    Il 2 maggio 2025, Travaglio e Selvaggia Lucarelli sono stati condannati dal Tribunale Civile di Torino al pagamento di 65.000 Euro (più 15.000 per la sola Lucarelli), per aver diffamato lo psicologo Claudio Foti, assolto in via definitiva per il cosiddetto caso Bibbiano, una presunta creazione di un sistema illecito per allontanare dei minori dalle famiglie[152].

    Da Wikypedia
    Tante denunce tanto onore…

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  9. Cara Mariagrazia, ma invece di fare i copia e incolla di quello che vai cercando per sostenere tesi e illusioni come fossi “Gianna”, leggi bene quello che mi alleghi…

    La Cassazione ha annullato e rinviato in Corte d’appello la sentenza che aveva dato ragione a Tiziano Renzi nella causa intentata contro Marco Travaglio per alcune affermazioni fatte nel corso di una puntata di Otto e mezzo nel marzo del 2017 e in particolare sul caso Consip. (2024)
    Oppure:
    https://www.open.online/2026/01/22/renzi-bullo-causa-fatto-quotidiano/

    Ma ancora:
    Previti condannato per corruzione, radiato dall’ordine degli avvocati, revocato il vitalizio parlamentare, interdetto a vita dai pubblici uffici, prescritto (che non vuol dire innocente) per il processo SME, condannato per il processo IMI-SIR, condannato per il lodo Mondadori ha persino perso una causa contro Wikipedia e tu me lo porti ad esempio? Mah.
    Quando fai la “Perry Mason” della destra peggiore sei simpatica, non a caso hai parafrasato M. (Quello pelato, non quella botoxata), se non ti conoscessi…
    R
    “parafrasato M.” ma che fai gli indovinelli? La lista è lunga sei andato a cercare proprio quel pelino che ti serve per sguainare la durlindana a difesa del “grande” giornalista che ha una sfilza di denunce che neppure Wiky riesce a stargli dietro…

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  10. Cara Mariagrazia invece denunce Previti e soci “diffamati” non ne hanno preso nemmeno mezza, tutte ottime persone al di sopra di ogni sospetto.
    Ad esempio nel caso di “specie Renzi”, le condanne poi ribaltate in cassazione erano per la seguente frase:
    “Il padre del capo del governo si mette in affari o s’interessa di affari che riguardano aziende controllate dal governo”. Terribile e soprattutto falso!
    A me pare di ricordare (pare eh) che sul blog della Rossini ci andassi bella dura sulle questioni di famiglia “renziane”, sbaglio?
    Non credo, ricordo simpatici siparietti tra te e Maurizio, oppure Nadia, paladini del PD in servizio permanente effettivo.
    Ma quale Durlindana, ma ti rendi conto su cosa e soprattutto “chi” denuncia? Mah.
    Ma quale indovinelli, tu hai scritto: Tante denunce Tanto onore… puntini di sospensione, mutuando alla bisogna il motto fascista per eccellenza insieme a “Me ne frego”. Sbaglio?
    Non serve rispondere.
    “Eia eia trallalà”
    R
    emenomale… ah, cinque milioni di risarcimento danni hanno chiesto i due, Travaglio se perde la causa si deve vendere anche i calzini e nel caso se li fosse già venduti gli rimangono sempre le mutande…ammesso e non concesso che non abbia già impegnato pure quelle.

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