I due fintoni

Almeno li fa fresco, qui si muore di caldo. Bere tanta acqua, non uscire nelle ore più calde…ma il caldo passa, i buffoni restano. E ce ne sono sempre di più. In Alaska, ad Anchorage dove avevo previsto, lo show andrà in onda tra poco e forse o anche no, vedremo quei due, i massimi ballisti mondiali, scambiarsi carinerie, strette di mani, persino abbracci (o forse faranno tutto di nascosto?).

Non ce l’ho con te, Vlady, credi, ma mi tocca…e lui, Vlady resterà muto come il pesce in barile che imita spesso o anche surgelato, incantato e incartato. Ma quando parlerà dirà all’amico tutta la sua versione e l’amico si commuoverà, piangerà. si asciugherà le lacrime e poi gli dirà: ci penso io, ghe pensi mi, all’americana.

No, non succederà niente al vertice alaskano, si scambieranno complimenti reciproci, berranno alla loro reciproca salute e poi si ri stringeranno quelle mani (e senza guanti) e ognuno riprenderà la strada di casa.

E la guerra continua. Si, poi Donald dirà che ci ha provato a convincerlo ma che il “ragazzo” è un duro ma con lui non ci sono problemi, lo convincerà a fermarsi perché a lui, Trump, non piace la guerra, gli piace la pace, ma questa non è la sua guerra e con lui mai sarebbe iniziata, l’ha iniziata quel fessacchiotto di Biden, fosse per lui il mondo vivrebbe in pace e canterebbe e suonerebbe e ballerebbe tutti i giorni, grandi feste ( e qualche “festino”) e poco di più.

Oppure in Alaska ci vanno due controfigure, due attori che hanno imparato bene la parte e fingeranno di discutere della guerra ma poi, alla fine, decideranno di non decidere nulla e di lasciare tutto come e sta per dare a Putin la possibilità di dire che lui la buona volontà c’è l’ha messa. Un incontro al vertice di due pupazzi teleguidati mentre gli originali se ne stanno appartati a ridersela.

E’ un’ipotesi bislacca, lo riconosco, ma la buffonata ci sarà anche con gli originali e rimarrà alla storia come la più ben orchestrata buffonata del secolo e per i tanti (o pochi) che ci crederanno sarà una prova di buona volontà di pace dei due fintoni.

E passata la festa, il santo resterà come sempre gabbato.

Insomma, se non fosse chiaro:

non succederà nulla: Vlady vai tranquillo e ci va tranquillo, è tanto se Trump non gli ritorna l’Alaska o almeno ci prova. E tanto se Trump non si mette a piangere al racconto pietoso di Vlady di quei nazisti ucraini che lo perseguitano…insomma sarà una gran buffonata come sempre quando ci sono di mezzo quei due. Un nulla di fatto con molte pretese e in grande pompa, soprattutto quella di prendere per i fondelli il mondo che è il primo obiettivo di quei due ciarloni. I due fintoni si scambieranno bugie e si strizzeranno l’occhio e anche l’orecchio, non visti e non ripresi. E la guerra continua…

1 commento su “I due fintoni”

  1. Ad Anchorage, dove tra poco i due fintoni si troveranno faccia a faccia (e che facce!) a discutere del destino dell’Ucraina (senza gli ucraini) la gente pare essere un po’ in ansia, qualcuno ha detto che da Trump si aspetta “qualcosa di orribile”.
    Nei giorni scorsi ci sono state manifestazioni pro Ucraina e qualcuno ha anche esposto cartelli con scritte: “Giù le mani, non vogliamo i russi qui di nuovo”, oppure “non rivendeteci”.
    Quello che colpisce di questo vertice Usa Russia, non è la sfrontatezza di entrambi alla quale siamo abituati, ma la facilità con la quale Trump ha colto l’occasione per riabilitare l’amico portandolo al centro della scena come un “vincitore” e umiliando il presidente ucraino e gli ucraini i quali devono attendere le decisioni prese tra l’aggressore e il suo amico americano.
    Una circostanza abbastanza singolare che si inviti con tutti gli onori uno che ha sfidato tutti i trattati e continua da oltre tre anni a uccidere e a tenere sotto scacco una popolazione stremata ma non vinta.
    Gli ucraini non vogliono tornare sotto i russi, hanno nel loro DNA il ricordo indelebile di quello che significa stare sotto i russi. Anche loro, più che mai vorrebbero la pace, ma se pace significa cedere i loro territori confinanti con la Russia e permettere a chi li ha trucidati, torturati, deportati e gli impedisce di vivere una vita normale da oltre tre anni, di prendersi il loro territorio e comandare ancora su di loro, allora preferiscono morire ma liberi.
    Non fosse così già da tempo il loro leader sarebbe stato fatto “dimettere” con le buone o con le “cattive”. Invece è ancora li dopo tutto questo tempo a chiedere al resto del mondo di aiutare gli ucraini a rimanere liberi ed indipendenti dai russi.
    Chiedono troppo? No, chiedono il giusto.
    https://www.theguardian.com/us-news/2025/aug/14/anchorage-alaska-trump-putin-summit

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