Conditioner

Scusate, ma mi è caduto l’occhio su un articolo del “Corriere”, riportato da Hufftington Post (dove si parla di questo “miracolo” della natura un giorno si e l’altro pure), dove la signora Chiara Ferragni , per chi ancora non lo sapesse, moglie del cantante Fedez ma anche molto, molto altro, spiega che vorrebbe entrare in Borsa, come e perché.

Buon per lei e la ditta. Siamo tutti contenti. Ma avrei una domandina forse un po’ maliziosa: ma perché i giornali danno cosi tanto spazio alla signora in questione? E , bisogna dire, molto, ma molto poco alle donne in generale?

Perché tanti premi, dichiarazioni di condivisione dei suoi post su FB e Istagram, riportati ancora e ancora dai giornali come se stessimo parlando della Regina Madre (o figlia) o entrambe? Cosa c’è sotto che non ci raccontano?

D’accordo, è carina, simpatica, brava imprenditrice (soprattutto di se stessa), ma poi?

Per quanto ancora dovremo vedere articoli a tutta pagina sui giornaloni che magnificano e beatificano le doti di questa stupenda “influencer”, termine terribile che mi fa venire la tosse al solo vederlo?

Ma perché “Influencer”? Perché una persona dovrebbe avere cosi tanto potere su altre persone? Ognuno dovrebbe pensare con la propria testa e non passare il tempo a mettere “likes” su post dei quali il più delle volte manco capisce cosa significano. Eppure, pare, che questa signora sia costantemente letta e approvata da migliaia di followers. (Anche questo un termine ridicolo che in italiano farebbe ridere o che potrebbe diventare “seguaci” e allora farebbe piangere e fa piangere). Più che influencer…conditioner.

Quante donne svolgono tutti i giorni opere meritorie o di più e non hanno, il più delle volte tranne rare eccezioni da segnare sul calendario ( e quando arriva pensano persino che sia una presa in giro)  neppure uno striminzito ” grazie”, non dico dalla “società” ma neppure da quelli che accudiscono o da quelli per cui lavorano o da quelli per cui si danno una cifra da fare, in molti campi? Eppure non costerebbe molta fatica ringraziare ogni tanto.

E, anzi, il più delle volte il “grazie” è piuttosto una sfilza di rimbrotti e critiche che finirebbero per far desistere anche i santi dal continuare a insistere a voler sopravvivere in questo mondo di ingrati.

La gratitudine non è di questo mondo, ma di quello delle chiareferragni quotate in Borsa (griffata), “Sono nata con il digitale, ora divento grande con la Borsa”, ha graziosamente sentenziato.., alle altre non rimane che quella della spesa… riciclabile, però.

6 commenti su “Conditioner”

  1. Secondo me, il fenomemo Ferragni è il combinato disposto tra talento e bellezza femminile, un’accoppiata formidabile.
    Se riuscirà a tenere lontano tentazioni di supremazia assoluta, sempre e comunque, che trovino poi il loro sbocco naturale nei clamori delle “cronache nere” finanziarie o nel classico avviso di garanzia, auguri di ogni bene e prosperità.

    Risposta
    non capisco, che significa? Che perché sei bella e moglie di uno strafamoso devi passare per una eroina dei nostri tempi e farci sopra una barca di quattrini? Talento e bellezza femminile? Si? E cos’altro? Davvero un bel “combinato”…
    E comunque la domanda rimane: come mai tutta questa frenesia dei media italiani, di darle tutta questa visibilità? Perché bella e talentuosa?
    Caspita, sapessi quante ne conosco…

  2. All’assemblea generale dell’ONU la prima donna parlerà dopo 50 uomini, il consiglio più machista della storia dove i primi quattro sono:
    “Il leader del Brasile Jair Bolsonaro, il presidente Usa Donald Trump, il turco Recep Tayyip Erdoğan e il leader cinese Xi Jinping. Sempre nella prima sessione scorreranno i video-messaggi del presidente russo Vladimir Putin, del filippino Rodrigo Roa….”, 4 cai suea giusta, come direbbe Goldoni.
    Perché non ci mandiamo la nostra Chiara dei Miracoli? Magari a vendere l’ultima linea di intimo maschile e femminile e neutro?
    Sono sicura che spacca…

  3. Sia chiaro: non nutro nessuna animosità nei confronti di Chiara, fino a qualche giorno fa sapevo che esisteva ma niente altro.
    Non mi interesso di social, non sono su FB e la moda mi interessa solo per quel tanto che basta per non andare in giro vestita in modo ridicolo.
    Ma in questi giorni la sfilza di benemerenze e pubbliche lodi e sperticate allusioni a quanto la fashion bloggher sia bella brava intelligente e quanto abbia a cuore l’impegno civile…mi ha sorpreso e mi sono chiesta come mai.
    Avrà certamente dei meriti, nessuno lo nega.
    Ma vogliamo dire che a 33 anni e con una simile carriera davanti e dietro alle spalle suona perlomeno “strana” in un paese dove le donne, di qualsiasi età, non vengono considerate di pezza?
    Lei è speciale? Ok, ma allora spiegatemi perché e poi se lo troverò convincente, lo riconoscerò.
    PS: le ragazze della sua età se lavorano e quando lavorano, guadagnano 300 euro al mese se è tanto a stare dietro un banco con la mascherina. E sempre con la paura di essere cacciate da un momento all’altro.

  4. “perché sei bella e moglie di uno strafamoso devi passare per una eroina dei nostri tempi e farci sopra una barca di quattrini? ”

    Questi sono i tempi, premiano la capacità di apparire belli e intelligenti -non voglio entrare in altre “qualità” che non conosco-
    ed essere moglie di uno strafamoso non è reato.

    Ognuno deve essere libero di cercare il successo come vuole, purché onestamente, e non faccia male a nessuno.

    Risposta
    certo, in una società che premia soprattutto l’apparenza e crea “modelli” di carta patinata, inarrivabili. Non può fare tanto bene.

  5. D’accordo, la Ferragni non può essere indicata come modello da seguire, perché non fondato su valori duraturi, illusorio e pieno di trabocchetti, a dispetto delle facilità apparente del raggiungimento del successo.
    Per fortuna l’archetipo (ossia, lei), rappresenta un fenomeno marginale della società: di Ferragni ce n’è poche. Più nutrita la schiera di giovani che tratti in inganno possono rimanerne scottati nell’intento di poterne seguire l’esempio.
    I media ormai trattano tutti gli argomenti dei più seri ai più frivoli, non ci deve stupire lo spazio dedicatole
    Risposta
    a me non solo stupisce ma mi indigna. Se tu guardi tutti, ma dico proprio tutti i talk che parlano delle elezioni ( ma anche prima) non c’è una donna a pagarla (o a non pagarla, più verosimile). Per esempio, dalla RUtelli (unica donna) c’è una compagnia di giro di maschi che parlano tra loro e pontificano tra loro e sanno e non sanno e sono tutti massimi esperti del nulla che gira intorno a tanta politica politicante che nulla ha a che vedere coi problemi della gente.C’è Mugghini che guarda sempre in alto, chiede ispirazione al soffitto, legge le rune immaginarie, poi Paragone ex Lego ora ex cinquestelle schifato , poi c’è un pezzo da 190 Pierferdi Casini, che è sempre all’erta che non si schioderà mai dalla sedia ma con lui andiamo sul sicuro: ogni parola che dice è una perla di saggezza, io lo “bevo letteralmente come acqua fresca, poi c’è Zurlo, Testa…e poi? Basta.
    Donne zero via Zero, non sanno niente di politica. Eppure ci sono ma non rientrano nel modello Ferragni e dunque non servono all’audience.
    Rutelli (moglie) fa solo domande ma certo non ha risposte.
    Scommetto che da Gruber è uguale.

    Ah no, a Fuori dal coro c’è Orietta Berti, ma ora giro, anzi spengo,di cori ne ho abbastanza.

  6. In questo momento su Rai3 ci sono Bianca Berlinguer e Lucia Annunziata che stanno mettendo sotto torchio Salvini.
    Be’ qualche presenza femminile c’è.
    A parte questa circostanza, in genere, è come hai descritto tu, in politica e in tanti altri campi le donne bisogna cercarle col lanternino.
    Peccato, perché sarebbero una grande risorsa che invece viene a mancare.
    In tanti altri campi meno visibili però è una grande fortuna che ci sono.
    Grazie, donne!

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