Essere empatici significa provare quel sentimento che ci fa sentire umani. Condividere il disagio degli altri in situazioni di ogni genere, dalla malattia alla solidarietà che si può provare per degli sconosciuti che condividono con noi un attesa qualunque. In questi giorni ho sperimentato varie e diverse forme di empatia, che differisce dalla simpatia che è spontanea e generata di impulsi nervosi che hanno più a che fare con la scienza che con la coscienza.
Non si spiegherebbe perché si provi quel sentimento per qualcuno e per altri no. Mentre l’empatia è un atteggiamento di comprensione degli altri e delle loro vicende, dei loro problemi, delle loro aspirazioni, umana ed innata.
Trovo che di questi tempi l’empatia sia quasi sconosciuta: sepolta sotto marchingegni elettronici, non ha più la funzione di unire delle persone tra loro sconosciute ed è quasi inesistente. Ma ci sono eccezioni. Io in questi giorni ne ho sperimentate diverse, alcune veramente sorprendenti. Si, ho avuto a che fare con gli ospedali, capita a tutti e quando ci capita capiamo di più quanto siamo interdipendenti. Quanto abbiamo bisogno degli altri, quanto anche solo un sorriso di uno sconosciuto possa arrivare al cuore. Mi dicono che la sanità italiana sia a pezzi: non l’ho riscontrato ma ho sperimentato alcune cose che mi hanno fatto riflettere. Per esempio; il personale straniero, soprattutto albanese e moldavo o bulgaro. Si, niente da dire sull’efficienza e sulla preparazione, quella ci sarà come un dato scontato. Ma l’empatia è assente, almeno nel due o tre casi in cui ho sperimentato di recente personalmente quanto sia una dote indispensabile per chi fa questo delicato mestiere. Non che non ci siano casi di indisposizione alla professione anche negli italiani, no, ma in alcuni stranieri (specie donne) ho riscontrato una durezza odiosa e ingiustificata. Ma vale anche per gli italiani, ma, forse negli italiani c’è uno spirito diverso e soprattutto non c’è quella sottile manifestazione di rivalsa nel trattare con gli altri italiani che hanno bisogno delle loro cure ritenendoli dei privilegiati come invece, forse inconsapevolmente fanno alcuni stranieri. Credo che si dovrebbe indagare bene sull’operato di alcuni di questi operatori della sanità. Dico: alcuni perché di sicuro ce ne saranno molti che, al contrario, sanno come si porta avanti una professione così difficile.
Mentre sarò sempre grata a quei medici ed infermieri che oltre alla professionalità hanno dimostrato empatia che significa semplicemente: mi metto nei tuoi panni e cerco di aiutarti come posso. Grazie a questi uomini e donne che lavorano dentro i nostri ospedali spesso in condizioni precarie o sottopagati e spesso sottoposti a superlavoro.
E grazie anche a impiegati e guardiani che sono spesso poco considerati e invece possono dimostrarsi di una gentilezza inarrivabile anche nelle piccole cose, come, ad esempio, indicarti dove timbrare un biglietto del parcheggio o anche aiutarti a capire le istruzioni o evitarti di lambiccarti estraendo quel pezzetto di cartone che ti permette di uscire dall’incubo di labirinti senza capo né coda e soprattutto inquietanti complicazioni della vita che si potrebbero evitare con maggiore accortezza.
Grazie anche ad una signora che si chiama come me e con la quale ho condiviso un’attesa snervante e con la quale ho subito solidarizzato come se fossimo amiche da tempo. Ecco, perché certi luoghi e certe situazioni ci mettono su un piano diverso rispetto alla vita normale e ci pongono di fronte alla fragilità umana che si svela anche nella improvvisa commozione provocata solo dal fatto di condividere un nome. Grazie (altra) Mariagrazia.
Fatta salva tutta la solidarietà possibile condita da empatia per le vicissitudini di Mariagrazia a cui auguro ogni bene, ieri è uscito il “Rapporto della Fondazione Gimbe” sullo stato della sanità italiana, causata non da eventi astrali e contrari o da Putin, ma dall’inettitudine del governo più longevo e scalcagnato di sempre che si appresta ad autocelebrarsi come dice De Andre: in un tripudio di tromboni (e le mani sui coglioni).
Siamo ultimi tra i paesi del G7 per spesa sanitaria, ultimi.
La distanza tra l’Italia e i Paesi dell’Ue, in termini di spesa pro capite a parità di potere d’acquisto, è stimata in oltre 36 miliardi di euro.
Per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil, il nostro Paese si piazza dietro a ben 14 Paesi europei dell’area Ocse e sconta un distacco di quasi 5 punti percentuali dalla Germania (11% del Pil) e di circa 3 punti da Francia, Svezia e Regno Unito. L’Italia è indietro anche nella spesa sanitaria pubblica pro capite.
Del resto ci ricordiamo la “Capa” di questo sfacelo armeggiare inutilmente con la calcolatrice del suo i-Phone nel lecchinaio di Porta a Porta, mentre balbettava di numeri e percentuali, per la poverina l’economia è terra sconosciuta, un HSL (Hic Sunt Leones), un pozzo nero senza fine dove le competenze, anche minime, scompaiono.
Dunque, uno dei pilastri della nostra Costituzione è costantemente minato alla base dalle scelte scellerate a favore della sanità privata, grazie anche a un senatore leghista, re dell’editoria di destra con i pennivendoli al suo servizio che reclamano soldi per le sue cliniche private.
Il SSN è sotto attacco, organici ridotti all’osso, turni massacranti , stipendi bassi, la sicurezza fisica personale spesso minacciata e oltraggiata da scalmanati che esasperati da una situazione al collasso, danno in escandescenze quotidianamente.
In tutto questo mancano empatia, sorrisi, solidarietà, leggo di durezza odiosa e ingiustificata, dovuta alla etnia? Non credo ma tutto è possibile, noi siamo latini, espansivi, gioviali, “italiani”, un’ infermiera moldava o bulgara cosa possono mai avere in comune caratterialmente? Niente, sono lì per lavorare e portare a casa uno stipendio (da fame), fanno il loro senza “collateral”.
Encomiabile che ci sia chi ancora e nonostante le condizioni da trincea sanitaria abbia voglia di fornire il di più.
Il pesce puzza sempre dalla testa ma chissà perché non si vuole mai mettere i recettori olfattivi nella giusta direzione eppure non è difficile.
Rinnovo la mia vicinanza, ma invito a cercare i colpevoli nelle loro sedi istituzionali e non tra le ultime ruote del carro.
Tanto per dirne mezza, a capo delle emergenze pandemiche questi “geni” ha appena nominato un dentista, fedelissimo di “quella là”, c’è da stupirsi se poi la sanità italiana va a rotoli? Non penso, anche perché se nomini un ginecologo alla Corte dei Conti, fare disastri contabili anche senza la calcolatrice dello smartphone è “matematico”.
Risposta
ecco perché non hai allegato il rapporto della fondazione Gimbe a riprova di quanto scrivi, la “pezza” dice anche questo:
”
Sino al 2011 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia era sostanzialmente allineata alla media dei Paesi europei. Da allora, tuttavia, il divario si è progressivamente ampliato per effetto di tagli e definanziamenti, raggiungendo $ 424 pro-capite nel 2019. È cresciuto ulteriormente negli anni della pandemia, quando gli altri Paesi hanno investito molto più dell’Italia; poi nel 2023-2024, quando l’incremento italiano è stato inferiore a quello medio europeo; e ancora nel 2025, quando la spesa sanitaria pubblica italiana è rimasta sostanzialmente stabile (figura 3). Nel 2025 il divario rispetto alla media dei Paesi europei dell’area OCSE raggiunge i $ 1.013 per abitante a prezzi correnti e a parità di potere d’acquisto (PPP), corrispondenti – sulla base dei parametri OCSE – a € 612,4 pro-capite. «Rapportato ai quasi 59 milioni di residenti rilevati dall’ISTAT al 1° gennaio 2026 – commenta Cartabellotta – il gap complessivo sfiora € 36,1 miliardi. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore, che ha lasciato il SSN sempre più a corto di ossigeno rispetto al resto d’Europa, soprattutto dopo la pandemia».”
Non poteva piacerti perché confligge con la tua narrazione a senso unico Sono 15 anni che la spesa sanitaria scende ma tu la intesti a Meloni, non che m’importi di Meloni o di Chicche e Sia, ma solo perché tanti altri governanti hanno fatto tirare la cinghia alla sanità e in questo momento storico Meloni doveva riempirla di quattrini come le riserve di Zio Paperone?
Quindi non è solo la “poverina” che non sa come usare la calcolatrice, ma ben altri meno “poverini di lei (con il debito che le hanno lasciato) non sapevano usarla o se lo sapevano l’hanno usata male e dentro c’è anche quel fenomeno paranormale che risponde al nome di Giuseppe Conte, il quale ha “governato” solo perché di supporto ha avuto prima la destra leghista che tanto disprezzi, poi la sinistra piddina che tanto altrettanto disprezzi (tranne quel sant’uomo blabbaro bel Bonaccione) e da ultimo il governo del Superman Banchiere al quale solo Meloni ha fatto opposizione…sei comico non matematico. Sei tu che devi posizionare meglio i tuoi “recettori olfattivi” il pesce che puzza sta li da quel po’ po’ (oltre 15 anni) ed è marcio, la pesciolina Meloni solo da quasi 4 ( governo più longevo della storia) e se lo deve annusare per forza di cose dati i precedenti e “supposti” e la “supposta” l’ha presa lei…
Per il resto, ringrazio per la vicinanza, ma la rudezza degli infermieri “stranieri” non è dovuta a Meloni o allo stipendio che nel loro paese si sognerebbero, ma alla loro individualità che non sempre si esplica nella “compassione” che dovrebbe essere insita in quella professione e non è una anomalia solo degli “stranieri” certo, solo che ultimamente anche a seguito del caos creato proprio dal Covid, molti infermieri non italiani sono entrati nei nostri ospedali e non si tratta di fare delle differenza di etnia (che mai ho fatto e farò) ma su una trentina di persone (o forse più) tre si sono comportate decisamente male (una in particolare ) ed erano tutti e tre stranieri.
Ma io li perdono e mi fanno pena perché non vivono nel loro paese e sono dovuti emigrare per sopravvivere. E li ringrazio comunque di esserci stati.
PS: magari le nomine dei dirigenti che citi non saranno proprio mirate, ma ti ricordo che a ministro della salute durante la pandemia c’era uno con una laurea in Scienza politiche, quanto di più lontano dalla Scienza di Ippocrate…ma già quando si tratta della tua “banda” perdi la memoria e recettori olfattivi e sensoriali in genere si spostano in una unica direzione….
Ho sempre considerato gli ospedali, luoghi di sofferenza e dolore, dove anche l’inefficienza viene compensata da espressioni di vera umanità. Per questo non si dovrebbe badare a spese per evitare quelle attese estenuanti che a primo impatto, possono renderli inospitali.
Comunque sia, ti auguro sinceramente di non averne più bisogno.
Risposta
Grazie Alessandro
Spero tutto bene a livello personale.
Credo che un sorriso di un medico/infermiere non costi nulla, indipendentemente dallo stipendio e dalla Meloni, che sembra si debba accollare lo sfacelo sanitario italiano che parte da molto più lontano di lei. Lo sanno anche i suoi detrattori.
Risposta
grazie anche a lei Mauro
Signora Gazzato, casualmente ho sperimentato anche io giorni fa il sistema sanitario. Dopo giorni che mi faceva male una gamba sono andato al Pronto Soccorso di Olbia, dove mi hanno fatto un ecodoppler diagnosticando una tromboflebite superficiale.
A parte il casino iniziale nella sala di attesa, poi l’infermiera mi ha registrato e mi ha dato un suggerimento curioso: chiedere l’ecodoppler tramite guardia medica (ingresso adiacente) perché i tempi di attesa erano più brevi. Curioso perché il servizio ecodoppler è unico sia per accesso da PS che da Guardia Medica, e quando sono andato non c’era nessuna fila. Comunque, tutto bene quel che finisce bene. Quando il medico ha tirato le fila e mi ha dato la cura abbiamo perfino scherzato con lui e con la simpaticissima infermiera. Hanno notato la mia pronuncia toscana e ho scherzato sull’espressione “un trombo”. Mi hanno dato la cura, la prima iniezione fatta da loro, e via, completamente soddisfatto.
Un fatto sgradevole si era verificato durante l’attesa. Una signora anziana sosteneva che un immigrato, registrato alcune ore prima, non era stato ancora visitato. Le ho fatto notare che gli avevano dato il codice giallo, e forse c’erano casi più urgenti. Il ragazzo sembrava stare benissimo, a parte un fastidio allo stomaco. Questa signora ha continuato a sbraitare accusando il sistema di razzismo, fino a che non ha persino chiamato i carabinieri (che naturalmente non sono venuti).
Questo per far capire quanto può essere autolesionista e anti italiana certa gente.
Diamo il servizio a tutti, turisti e immigrati, anche irregolari. Un servizio così in altre nazioni se lo sognano.
A59, Il declino della Sanità è cominciato alla fine degli anni ’80 quando è passato alle regioni.
Da allora le spese per mantenere l’elefantiaco sistema burocratico articolato su 20 regioni e innumerevoli ASL, con un numero impressionante di impiegati di ufficio che fanno in 20 le cose che poteva fare uno per tutta l’ìItalia sono diventate una quota parte importante del tutale.
Per risparmiare – perché a queste aziende virtuali si chiedeva anche di ridurre i costi, sono stati chiusi gli ospedali minori e non si sono assunti medici e infermieri in numero sufficiente.
Da aggiungere che in Italia si cura chiunque gratis, e questo è un incentino per l’immigrazione. Nelle sale d’attesa trovo sempre un buon 10 – 20% di non italiani, turisti e immigrati, che usano il servizio senza aver parato un euro di tasse, loro e i loro antenati.
Se proprio vogliamo mantenere di competenza regionale la sanità (se gli togliamo quella, a che è servito istituire le retioni?), per lo meno, imponiamo regole comuni e servizi di acquisti unici a livello nazionale.
Curiamo gente arrivata ieri, ma, in compenso, un Piano Terapeutico (necessario per avere gratis medicine costose, come gli anticoagulanti) vale solo per la propria regione.
Mauro, non facciamo di ogni erba un fascio, basta osservare i numeri
Spesa pubblica pro capite in Italia in percentuale del Pil:
2019, governo Conte1: 6,6%
2020, governo Conte2: 7,9%
2022, governo Draghi: 6,8%
Dal 2023 al 2026. governo Meloni: 6,3%-6,7%-6,2%-6,4%
Da quando governava Conte sostenuto da Pd-5Stelle ad oggi la differena è-1,5% del Pil, sembra una piccole differenza, in realtà sono miliardi in meno.
Risposta
in tempo di pace e prosperità come questo, con tutta l’abbondanza lasciata dagli “altri”…veramente non si capisce come fai Meloni a ridurre la spesa pubblica? C’è davvero da chiederselo.
Cara Mariagrazia, mi sembri la “Fata Smemorina” del famoso trio Disney, sembra pure che tu non abbia mai letto quello che scrivevo di Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e Draghi.
Che tu non abbia memoria di quel che scrivevo e ho scritto recentemente sul “Banchiere” e sulla sua letterina scritta a 4 mani con Trichet ormai dimissionario e per cui tutta farina del suo sacco.
Ci sta, hai altro a cui pensare.
Fatto sta che la spesa sanitaria in percentuale rispetto al PIl sotto i Governi Conte è stata la più alta (complice il covid che tu avresti lasciato fare, ognuno per sè e Dio per tutti).
Che dici, “L’Osservatorio per i Conti Pubblici” (OCP) è sufficientemente autorevole per te?
Penso che tu sia in grado di interpretare un grafico (a differenza di “quella là”):
https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-666_fig1.png
Così è se ti pare.
Risposta
ho letto ho letto, qui e altrove mi “costringi” da quel dì a leggere le tue inte e merate e visto che tu leggi da lungi le mie, mi pare il minimo…anche per i vicini di casa….(ma a me non pare…mai quello che pare a te, chissà perché?).
Lenzini, il SSN è stato delegato alle regioni con il titolo V°, anno di grazia 2001, altro che fine anni 80.
Vero che i tagli arrivano da lontano, ma guarda caso è stata la solita regalia alla prenditoria privata ha presente il “Kolosso” privatistico “KOS” della “famigghia” dei De Benedetti?
https://www.anaao.it/public/aaa_4453224_fatto_anaao_studio_ag.pdf
L’articolo è stato redatto attraverso il centro studi Nebo, non proprio gli ultimi arrivati:
https://nebo.it/
Tralascio le corbellerie sul fatto che in Italia ci si curi gratis, lei è fuori dalla realtà, io pago da 40 anni l’Irap per permettere a lei e a quelli come lei di presentarsi nell’ospedale di Olbia e relativo PS trovando personale affabile e spiritoso.
E pago regolarmente oltre all’Irap i Ticket per ogni visita specialistica, per gli esami clinici, oltre a due assicurazioni private.
Se ne usufruisce lei non vedo perché non possano farlo quelli che sicuramente fanno lavori degradanti e magari sottopagati che gli Italiani non vogliono più fare.
Poi, mi meraviglia che uno “attento” come lei, non si premunisca dei farmaci necessari prima di un tour, io lo faccio sempre anche quando vado all’estro, per cui la sua doglianza sembra più frutto di pigrizia o dimenticanze.
Mi stia sempre bene.
Risposta
non voglio togliere a Lenzini la soddisfazione di incavolarsi, ma solo far presente ad A59 che sembra vivere su Papalla, che non è il solo a pagare i ticket e che non è il solo a pagare le tasse e che i tempi di attesa sono stati di molto allungati con l’arrivo degli immigrati che affollano gli ospedali spesso in maniera maleducata arrogante e invadente.
E che può capitare di avere bisogno dell’ospedale più vicino anche se si è forniti di farmaci. Auguri Lenzini per la sua gamba.
Grazie, signora Gazzato, e ricambio gli auguri per la sua indispozizione. la mia gamba sta migliorando rapidamente, tanto che oggi sono stato alle valli di Capo Testa, un posto meraviglioso, con rocce incredibili, e sentieri rocciosi non facilissimi.
Come al solito, A59, nella sia foga precipitosa per attaccarmi in qualche modo, capisce fischi per fiaschi.
Io pago come lei, e da più anni, irpef e IMU, e non sono certo io quello che si cura gratis. Ho pure un’assicurazione integrativa.
Quelli che si curano gratis sono quelli che vengono da fuori, e non mi riferisco solo agli immigrati, ma anche ai turisti.
Nella sala d’attesa di Olbia c’erano due africani e pure due famiglie di turisti del nord.
Chi non ha pagato niente alla nostra Agenzia delle Entrate, né lui, né i suoi genitori, si sta curando gratis.
Ultima puntualizzazione: avevo con me una confezione di eparina, ma mi sono accorto che era scaduta. Comunquem chi mi ha visitato ha detto che ho fatto bene a farmi l’ecodoppler invece del “fai da te”.
Poteva essere qualcosa di più serio e avrei rischiato l’embolia polmonare.
Risposta
grazie e buona passeggiata.
No caro Lenzini, lei non paga di più e cosa c’entri l’IMU (Imposta Comunale sugli Immobili) con la Sanità fatico a comprenderlo.
Tanto per dire, io pago l’Irpef come lei ma pure l’Irap che finanzia la Sanità regionale e in misura corposa, quello che lei paga una volta sola io lo pago 2 volte, come persona fisica e come imprenditore delle mie società.
Lei come ho esaurientemente allegato nel link, ha dei diritti dovuti all’età e alle patologie croniche (se ne ha).
E come sempre mi tocca precisare non nella foga di attaccarla, ma perché scrive delle inesattezze che sono dovute solo ed esclusivamente alla sua poca informazione sui temi che vuol dibattere.
La cura senza pagamento di Ticket in un PS vale per i vari codici colorati, dal rosso al verde, per il codice bianco chiunque deve pagare il ticket anche i turisti e gli africani (sigh).
Alcune categorie di pazienti sono esenti dal pagamento del ticket anche in caso di codice bianco. Tra queste:
Bambini sotto i 14 anni;
Anziani sopra i 65 anni;
A naso lei dovrebbe rientrare almeno nella seconda categoria.
Cittadini appartenenti a categorie già esenti per altre prestazioni sanitarie (in base a normative regionali o nazionali).
Quindi di che parliamo? Della sua puntualizzazione che non puntualizza una beata?
Poi mi associo agli auguri di Mariagrazia, ma se prima di scrivere desse un occhiatina a internet forse (e dico forse), non mi costringerebbe a doverla smentire quasi ogni volta, io prendo fiaschi e fischi per quello che sono.
Mi stia sempre bene.
PS: “In Italia, la sanità è gratuita per i cittadini italiani e residenti regolari dell’Unione Europea.
Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) garantisce accesso gratuito a prestazioni essenziali, ma ci sono esenzioni basate su reddito e patologie.
Il sistema è stato istituito nel 1978 e ha evoluto nel tempo, introducendo il ticket per alcune prestazioni, che rappresenta una forma di compartecipazione.”
Mi pare che non ci capiamo.
Io non trovo niente di male nel fatto di pagare il ticket. Anzi, approverei anche il pagamento della prestazione intera quando qualcuno va al P.S. senza che ci siano motivi di uegenza.
Sarei favorevole anche a far pagare un ticket sui ricoveri. Non vedo perché, oltre a curarmi, mi debbano dare anche da mangiare gratis.
Non so come vengono finalizzate le tasse, e mi pare una sciocchezza che lo siano. Per me le tasse dovrebbero confluire in un’unica cassa. Ma non è questo il punto.
Comunque io e lei siamo contribuenti e italiani da generazioni. Il senso era questo.
Lei scrive: PS: “In Italia, la sanità è gratuita per i cittadini italiani e residenti regolari dell’Unione Europea.”
Mi vuole far credere che quei due africani che stavano con me al P.S. hanno pagato il ticket? Ne dubito.
R
a chi parla? Nominatevi quando parlate tra di voi.
Mi correggo.
Dire che la sanità è gratuita per le categorie che A59 ha citato sopra non vuol dire che gli altri pagano il ticket. Vuol dire che gli altri pagano la prestazione intera. Il ticket è il contributo previsto per gli aventi diritto alla sanità gratuita.
Quindi, un immigrato che non ha la residenza, oppure un turista inglese, dovrebbero pagare l’intero.
R
se parlate tra di voi nominatevi
Signora Gazzato, non intendevo portare avanti una discussione tra me e A59, e pensavo che potesse interessare a tutti. Comunque si trattava effettivamente di una serie di botte e risposte tra noi due.
R
Lenzini, i blog sono così , si interagisce e ogni parola scritta è condivisa col mondo, ma chi legge non può sapere a chi lei risponde e quindi è bene indicarlo. Eppure lei è vecchio del mestiere…
Lenzini, lei non dibatte ma come un “Futurista” (nazionale) esprime solo “Parole in libertà”.
Quello che auspica è in netto contrasto con la Costituzione che dice di conoscere meglio di me, può essere, ma se così fosse non si smentirebbe ogni volta che lancia una proposta o esprime una convinzione chiaramente anticostituzionale.
Se la studi un po’ meglio e poi riveda quello che ha scritto.
Se non sa (e non sa) eviti di dirci quello che dovrebbe essere per “lei”, non funziona così, Luigi Lenzini non fa giurisprudenza e nemmeno le normative del SSN.
Io non so se i due africani con lei al PS fossero o meno in codice bianco, l’unico colore per cui “chiunque” paga il ticket, ma la sua illazione è chiaramente razzista e inopportuna, chi è lei per giudicare? Conosceva la loro storia? Il loro reddito? Sa se fossero lavoratori? Residenti? Con il permesso o meno di soggiorno?
Ma poi, in particolare, la legge n. 189 del 2002 stabilisce che gli stranieri extracomunitari residenti in Italia hanno diritto all’assistenza sanitaria pubblica, pur non essendo in possesso di regolare permesso di soggiorno.
I due africani le hanno mostrato il certificato di residenza?
https://www.leggioggi.it/assistenza-sanitaria-diritto-stranieri-irregolari/
Il “suo” senso dei discorsi non ha quasi mai senso, lei scrive e spaccia costantemente disinformazione, questo è un blog e non un bar di Trastevere o Testaccio, se lei vuole confutare portando casi personali va bene, ma pretendere di avere ragione senza nemmeno sapere come funziona il SSN e le Sanità regionali mi pare un po’ troppo anche perché la ragione non è certo dalla sua.
Auguri per le sue passeggiate.