Guarda dove vai

Quanto possano essere pericolose le condotte dei ciclisti muniti di bici sempre più sofisticate e pesanti, lo dimostra l’incidente che ha visto protagonista un volto noto della TV: Paolo Belli, ciclista amatoriale, noto musicista e conduttore. Ha ucciso un uomo che andava per la propria strada, colpito in pieno è caduto e dopo un giorno di agonia è deceduto.

Ora Belli è accusato di omicidio colposo e si trova in stato di choc. Ci credo.

La cronaca dice che Belli non correva particolarmente forte ma non si è accorto di andare addosso a qualcuno e non ha fatto in tempo a frenare, segno che piano non andava. Poi, l’ipotesi che il povero Alessandro Magnani fosse stato colpito da malore prima di essere investtito…non mi convince molto.

Comunque Belli non si sarebbe accorto di stare investendo qualcuno e questo è il punto. Belli, probabilmente, come tanti appassionati ciclisti che si credono Coppi e Bartali insieme, vanno in giro tutti bardati che neppure vedono dove vanno, a testa china e magari con le cuffie con cui si sparano musica. Alienati dal mondo arrivano come meteoriti in centro cittadino dopo aver vagato per le campagne e se non ti sposti ti colpiscono come un birillo.

Proprio quello che è successo (pare) a questo povero e sfortunato allenatore di Volley che, caso ha voluto, si trovasse sulla traiettoria del cantante tutto preso dai pedali e dalle marce per accorgersi di un essere umano che non doveva essere proprio trasparente.

Sono sincera, provo più pena per la vittima, di certo e sicuro che per il cantante, anche se sotto choc e molto dispiaciuto. Guarda dove vai Belli.
Molti ciclisti sono come lui, sono dei veri e propri proiettili lanciati persino sui marciapiedi, incuranti di ogni regola ti mettono sotto anche sulle strisce. Si sentono i padroni del mondo perché sono sul sellino di una super ultra accessoriata bici di ultima generazione.

Io ho sempre amato la bici, ma ultimamente trovo che la maleducazione imperante si sia raffinata proprio in una nuova forma di “tiro al pedone” (obbligato a spostarsi) e ora non mi piace più. Riconosco che sia un mezzo eccezionale e che spesso anche i ciclisti sono vittime di incidenti. Ma più spesso ne causano e sono comunque sempre un pericolo latente e che, come in questo caso, può mandarti al creatore.

Maggiori regole e maggiore disciplina temo non servirebbero, la società è orientata al soddisfacimento ad ogni costo delle proprie velleità e ambizioni e poco ma molto poco alla difesa dei diritti della persona di poter camminare per strada senza rischiare la vita ad ogni passo.

2 commenti su “Guarda dove vai”

  1. Al momento sembra strano anche che si possa morire investiti da una bici, ma finché non verranno definite le cause del decesso del povero pedone è difficile dare un giudizio senza passare per leone da tastiera.
    Ci sono ciclisti che girano con le cuffiette, ma anche tanti pedoni che camminano curvi sul cellulare.
    Adesso si sta cercando di regolamentare – un po’ all’italiana – i nuvoli di monopattini elettrici che hanno avuto una diffusione esagerata anche perché erano nella terra di nessuno.
    La strada è un po’ una giungla dove ne vedi di ogni colore, salvo essere multato per aver varcato di 1 metro una ZTL apparsa all’improvviso (gli orari sono segnalati in caratteri miniaturistici), prima di fare manovra ed allontanarmi. Il pollo ero io a Padova.

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  2. Ciclisti… non li sopporto in generale, specialmente quelli bardati da piccoli Moser che in maniera arrogante e maleducata sbiciclano dappertutto in doppia e tripla fila incuranti dei disagi al traffico che procurano.
    L’incidente secondo me è ascrivibile alla distrazione, non c’è altra spiegazione possibile, l’esito infausto e spiacevole ma è una conseguenza della scarsa attenzione che poi è quella che provoca il 90% degli incidenti stradali.

    Ieri però sono state finalmente comminate le condanne (e diverse assoluzioni) ai criminali di Aspi e Autostrade, purtroppo nemmeno un Benetton, quando hai soldi in Italia la fai sempre franca e nel loro caso ci lucri sopra.
    Un minimo risarcimento morale ai parenti delle vittime, viaggiare per le autostrade liguri è un inferno, ogni giorno incidenti, morti e feriti, code chilometriche e disagi infiniti con cantieri e restrizioni di corsie che spuntano come funghi dopo la pioggia.
    Il Ministro dei Trasporti più somaro della Storia continua ad occuparsi di cose che non gli competono anche se, per uno così parlare di competenza equivale a una bestemmia in chiesa.
    Hanno pure condannato con sentenza definitiva un pistolero fai da te, facendo insorgere subito l’anima sanguinaria della destra identitaria, che vorrebbe l’ICE italiana nelle strade e sparatorie per le strade come in America.
    Nordio ha come al solito smarronato, facendosi tirare le orecchie asinine da Mattarella, un Ministro della Giustizia che non conosce la Costituzione non si era ancora visto.
    Concordo con la pena, uno che dopo aver ammazzato due ladri sparandogli in faccia e alla schiena, prende a calci in testa un ferito non merita alcuna compassione, figuriamoci la grazia, una bestia umana, per quello che ha fatto non c’è giustificazione che tenga e infatti è difeso dalla politica che lucra anche su quello.

    Questo paese fa sempre più schifo e si avvicina pericolosamente al modello trumpiano che tutto è fuorché un “modello”.

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