Obbedisci!

Altro che referendum, dimissioni, lettere della “Santa” alla (ex) amica Giorgia…altro che stretto di Hormuz, varie ed eventuali sulle rivelazioni che Trump avrebbe fatto circolare video classificati nel 2022…(sai che novità), altro che Cuba, presa di Cuba e viaggio a Cuba della ultra extra europarlamentare Ilaria Salis che è andata a portare conforto nell’isola (senza mattarello, questa volta), la notizia è che l’Italia stasera si gioca tutto ai playoff . Dodici anni che non vediamo un mondiale.

Ringhio rischia grosso, si gioca una onorevole carriera tutta questa sera. Non può perdere. Chiaro? Non può perdere. Non sempre si può vincere e bisogna saper perdere…de che? Niente da fare, Rino Gattuso deve portare l’Italia ai mondiali, costi quel che costi e costa tanto.

Si gioca la partita della vita la nazionale italiana, questa sera contro l’Irlanda altro che letterine velenose della Santanchè alla premier: ” me ne vado perché me lo chiedi tu, io manco me lo sognavo ed ho la fedina immacolata, che ti credi? Obbedisco ai tuoi ordini e lascio solo per fedeltà al partito”…seee, fedeltà al partito. Intanto vediamo come va questa partita, in quanto alle fedeltà della ormai ex ministra, non ci metterei il dito mignolo sul fuoco. Temo che Giorgia dovrà vedersela col nuovo partito che Daniela ha già in mente e si chiamerà…Coltelli d’Italia, no troppo cruento, diciamo fratellastri d’Italia? Si, magari.

Ma Gattuso no, Gattuso ha un solo partito: vincere la partita della sua vita e portare l’Italia ai mondiali. Ne abbiamo più che mai bisogno. siamo stremati, troppo stress la vita ci ha imposto in questi anni di governi instabili e stabili, di guerre mondiali e strapaesane, di troppo Trump sui manifesti e di litigi da social, femminicidi e famiglie del bosco…abbiamo bisogno di rilassarci davanti alla TV e esultare per i gol dei nostri beniamini…ma chi sono? Boh, vedremo. Stasera ne memorizzeremo qualcuno e vedremo se hanno “il dente avvelenato” o se la fifa gli bloccherà i muscoli delle cosce d’oro.

Ringhio hai una sola possibilità: vincere e non ti puoi dimettere devi solo andare avanti e vincere. Io però…non ti guardo. Non contare sul mio tifo. Leggo piuttosto Simenon e poi dormo…domani è un altro giorno. Ma tu…obbedisci e vinci, (perdi…nci).

Eccolo, con gli anni è diventato persino quasi “bello”…

30 commenti su “Obbedisci!”

  1. Credo che da quella foto Ringhio abbia preso almeno 20 Kg. Meno male che non deve correre lui.
    La squadra che affrontiamo è scarsa, ma siamo abituati a dare il meglio con le squadre forti e fare figuracce con le piccole. Non a caso all’ultimo mondiale cui partecipammo secoli fa fummo sbattuti fuori dalla Costarica.
    Però, ben che vada oggi, poi bisogna battere in trasferta o il Galles o la Bosnia che a casa loro rendono lo stadio simile al Colosseo ai tempi dei gladiatori. Leoni compresi.

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    • Che si vada a disputare i “mondiali” sarebbe cosa buona e giusta.
      Vediamo che cosa combineranno i nostri in…Bosnia:
      le amare sorprese possono sempre esserci…
      Non c’e’ due senza tre!!!
      Comunque, a mio avviso, pur riuscendo a pervenire in U.S.A., credo proprio che la nostra Nazionale….non andra’ oltre il girone iniziale, quello con Canada, Qatar e Svizzera…
      Superato (forse) quello si procedera’ al buio….
      La fine del tunnel con la prospettiva di vedere la luce di una finale o di un piazzamento la vedo molto, ma molto remota.

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  2. Si ma poi quando avremo spezzato le reni all’ Irlanda (che essendo quella del Nord, avrà il tifo di tutti i leghisti) e mortificato con risultati tennistici vuoi i Gallesi od i Bosniaci, cosa faremo ?

    Se il nostro calcio professionale pur imbottito di talenti d’ importazione, beh quasi sempre di seconda scelta, non riesce a superare i quarti della Champions League: cosa pensiamo di fare con una squadretta oltretutto con i migliori imbolsiti come ronzinanti di Cervantes ?

    Già come dice Mauro speriamo di dover incontrare subito le big così ci esaltiamo e qualche risultato lo portiamo a casa.

    Mi ghe credi no !

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    • Il calcio, in Italia, s’e’ addormentato parecchio.
      Sono gia’ due le edizioni, pure consecutive, di “mondiali” dalle quali siamo stati estromessi;
      speriamo di non mancare anche alla terza, che’ sarebbe un “triplete” eccezionale!!!
      In Champions League sono da parecchi anni che una compagine italiana non alza piu’ la “Coppa dalle grandi orecchie”.
      Ci si chiede come facciano invece i vari Real Madrid, Bayern, P.S.G….a competere, ogni anno, per la vittoria finale o, perlomeno, a piazzarsi fra i primi.
      Il tragicomico del calcio nostrano e’ dato dall’esagerato, quanto immeritato “pompaggio” che la stampa fornisce ai club di serie A di…
      questa nostra nazione.
      Inter, Juventus, Milan, Napoli…
      tutte additate come dive perche’ vincono contro…Lecce, Verona, Cremonese…
      Sembrano, le nostrane formazioni vips, come in un film con Aldo, Giovanni e Giacomo laddove, passando essi accanto a dei ragazzini che in strada giocavano a palla, Giovanni, non potendo resistere alla tentazione, si intromise fra quelli cominciando a dribblarli con facilita’ e a segnare gol a iosa fra lo sconcerto e il disappunto di quei minori che vedevano lui, adulto, esultare ad ogni rete che…realizzava.
      Cosi’ accade da noi, quando le “star” delle compagini succitate: Inter, Juve, ecc. vanno in delirio allorquando segnano alle ….modeste “provinciali”.
      Bello sforzo!!!
      La musica stranamente, e chissa’ perche’, cambia repentinamente allorquando i “mostri sacri” del nostro campionato (al 99% stranieri) affrontano formazioni europee in Champions League.
      In quel contesto tutto viene ridimensiinato e i calciatori interisti, juventini e quant’altri, da Gulliver che erano dinanzi ai lillipuziani genoani, veronesi, cremonesi… diventano sempre Gulliver ma…nel Paese dei giganti!!!
      E” gia’ sufficiente una squadra nemmeno tanto blasonata per mettere in difficolta’ i nostri superman…
      Ovviamente si moltiplicano le giustificazioni per…giustificare le batoste che si rimediano:
      era assente Tizio;
      Caio, reduce da un infortunio, non era al meglio;
      l’arbitro ci ha negato un rigore grosso come una casa;
      faceva troppo freddo e necessitava non far giocare la partita….
      E via di questo passo!!
      Un serio, obiettivo esame di coscienza ed amnettere che il calcio italiano e’ da….riformare
      (ma non solo quello)
      non se lo fa nessuno.
      Cosi’, come sempre accade, tutto resta uguale:
      la stampa e i media continuano a pompare dei brocchi, i tifosi seguitano a delirare per i loro beniamini supereroi, la Nazionale e’ la mejo perche’ ha vinto con …l’Irlanda del Nord…
      Vedrete contro la Francia, l’Inghilterra, l’Argentina…che sorci verdi faremo a loro vedere!!!
      R
      ci leggo tra le righe una puntina di ironia.

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  3. Curiosamente abbiamo saltato i mondiali disputati in Russia e Qatar, Paesi che non brillano per diritti civili.
    Saltassimo anche quelli negli Stati Uniti di Trump avremmo chiuso un cerchio!

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    • Da vero Paese democratico: ripudiamo i totalitarismi !

      Vabbè è solo calcio ! (Ed è andata bene, nel primo tempo non sembrava così facile)

      Io penso che al di fuori della politica, nello sport, cinema, canto, arti varie, non debbano esserci preclusioni, trovo indegno non ospitare eccellenti maestri sinfonici, cantanti, sportivi di una nazione (QUALSIASI, vuoi che siano Russi o Israeliani) perché ci sono guerre o beghe politiche in corso.

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    • Non si preoccupi, Sig. Mauro che la nostra Nazionale o non ci va in U.S.A., perche’ eliminata dalla Bosnia, oppure…fa una toccata e fuga con buonanotte ai…calciatori.

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    • Purtroppo si è avverato il mio presagio. Diciamo che lo abbiamo fatto per protesta: niente Sigonella e niente Nazionale per Trump!

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  4. Un magnifico assist di un avversario per Tonali ha tolto Ringhio dai guai, poi il palo ha avuto il buon cuore di indirizzare in rete un tiro di Kean per il 2-0 dell’Italia. Un miracolo, vista l’improvvisazione nella preparazione e la penuria di calciatori italiani nel nostro campionato, nonché una squadra le cui punte di diamante sono il trio dei piccoletti, Barella. Di Marco e Politano, e l’estremo difensore si chiama Donnarumma sempre sul punto di commettere una papera quando riceve palla tra i piedi.
    Comunque, un passettino verso il torneo mondiale che fu nostro appannaggio per ben quattro volte in tempi ormai lontanissimi. Bosnia Erzgovina permettendo.

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  5. Siamo ai supplementari in dieci contro undici. Ci giochiamo tutto nei prossimi minuti. Nei panni di Ringhio capisco come deve essere dura anche per uno come lui che ha passato la vita a tirare calci alla palla e ora sente di stare tirando calci alla fortuna che in questo momento gli servirebbe tanto ma tanto.
    Beh, non so, non faccio previsioni me le tengo per me e controllo alla fine se ho visto giusto. Ma sarò onesta, dopo vi dico cosa ho pensato, solo dopo.

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  6. Ottanta minuti in dieci contro undici, battuti ai rigori: è mancata la fortuna, non il valore.
    Siamo fuori per la terza volta consecutiva, ma stavolta non c’è umiliazione. Col cuore abbiamo sopperito a tante manchevolezze non solo tecniche, ma il cuore non basta.
    La Nazionake maggiore perde, la Nazionale under 21 vince per 4-0 in Svezia, poi questi giovani vittoriosi si perdono nei meandri del calcio professionistico. Questo è il problema.

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  7. I rigori no, sono la maledizione della nazionale italiana Non meritavamo di perdere ma anche questa volta è andata così. Gattuso era distrutto, ha davvero dato il massimo come tutta la squadra. Forse quel cartellino rosso a Bastoni ci ha bastonato e poi il giallo al bosniaco, la mazzata finale. Tutti sono stati bravi, veramente questa volta non mi sento di rimproverarli, devono andare a testa alta. Hanno giocato non bene, benissimo e hanno perso ai maledetti rigori. Eppure ci avevo creduto questa volta, che delusione.
    Bene, mi consola che i bosniaci abbiano gioito, ora tocca a loro dimostrare di essersi davvero guadagnati questa finale e magari vincere il mondiale. Perché no? Glielo auguro. Noi usciamo sconfitti ma non battuti, mi sento di ringraziarli lo stesso i nostri giocatori, un pizzico di sfortuna e la roulette russa dei rigori.
    E anche Ringhio ce l’ha messa davvero tutta, ha “obbedito” ma non è bastato. Nessuno ha colpe questa volta, solo il destino e si sa che può essere davvero cinico e soprattutto baro.

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  8. Toh che sorpresa la Mariagrazia (penso che non si offenda, ma l’ articolo davanti al nome e segno di amicizia da ste parti) che discetta sulla palla di lardo (definizione coniata dal mai dimenticato Gianni Mura) e purtroppo anche su questo abbiamo qualche minima divergenza:

    bravi a far che ?

    Gattuso, poverino è stato quello meno svelto (fra gli altri papabili alla panchina) a tirarsi indietro e l’ onta è toccata a lui, ma forse non sempre, anche questa volta, ha azzeccato la formazione, ed i giocatori ? Certo a guardare i loro 730 varrebbero da 10 a 100 volte più dei colleghi, ma in campo forse l’ opposto.

    E poi questi spareggi arrivano con un campionato ancora in corso ed ancora da decidere e il blocco della mia “amata” è purtroppo spompato (anche quest’anno lo scudetto lo vinciamo l’ anno prossimo).

    Meglio così la Pasqua è dietro l’ angolo l’ amarezza l’ affondiamo in tonnellate di cioccolato (beh chi ancora se lo può permettere) “el dì di ciapp” (così da noi si chiama la Pasqua a sottolineare l’ abbondanza di uova sode ingurgitate, almeno quelle ce le possiamo ancora permettere), e, se la gastrite ci lascia indenni, “le déjeuner sur l’ herbe” (quest’anno fa ancora freschino si raccomanda alle signore di coprirsi) nel giorno dedicato all’ Angelo.

    E poi cara Mariagrazia chi è uso alla consulta dell’ Impiccato dovrebbe saper che non c’ è il due senza il tre.

    Meglio così:

    abbiamo qualche scusa il turpe monsiuer Turpin, che già ci aveva dato qualche dolore, non si è smentito, il campo andava troppo stretto a “campioni” abituati alle grandi arene, etc etc etc (non nel testo ma io terribilmente raffreddato).

    Meglio così, a Giugno ci goderemo in santa pace le partite, magari tifando affinché i Bosniaci travolgano (attenzioni lì si vince nei novanta minuti) i postelegrafonici di Lugano, o i coltivatori di aceri di Vancouver, i Quatarioti no, quelli, forse, li avremmo battuti anche noi, senza dover soffrire, e poi una volta qualificati venir pure esclusi in un girone facile facile …. almeno sulla carta perché in campo avremmo avuto problemi anche con Svizzerotti e Canadesi.

    Meglio così !

    Buona Pasqua a Mariagrazia, agli Alessandri, a Cosimo e pure a tutti gli altri cordiali interlocutori di questo blog.
    R
    Grazie, buona Pasqua anche a te.

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  9. Forse le squadre importanti italiane, invece di spendere cifre esorbitanti per reclutare calciatori stranieri, dovrebbero investire di più per sviluppare i talenti nostrani.
    R
    i calciatori “stranieri” ci sono in tutte le squadre e poi quelli che giocano in nazionale sono italiani Lenzini. Lei legge troppo Vannacci.

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    • @Mariagrazia: no stavolta devo spezzare una lancia (proprio io!), non credo proprio c’entri Vannacci. Credo che @Lenzini non abbia tutti i torti se intende esprimere che evidentemente qualcosa non funziona nel fare crescere e valorizzare i nostri calciatori delle giovanili. Se ciò avvenga per mancanza di fiducia da parte dei club, mancanza forse proprio di “materia prima” valida (personalmente propendo per questa ipotesi) o altro, non saprei.
      Se però si intende creare una corsia preferenziale per gli atleti italiani, non credo sia una buona idea. Sarebbe una forma di protezionismo che non porta necessariamente a migliorare il movimento calcistico, anzi.

      Secondo me la domanda è: ma ai giovan(issim)i italiani interessa ancora il calcio? Perché qui, e non solo qui, siamo tutti dispiaciuti (io, sinceramente … No, affatto), ma siamo tutte persone di una certa età.

      Un caro saluto
      R
      Francesco,
      non saprei se il calcio attiri ancora tanti giovani ma mi pare che la nazionale giovani (under 21) stia facendo bene e che li ci siano delle promesse per la nazionale maggiore. In quanto agli “stranieri”, no io non la vedo così. Le squadre di club ne hanno molti tra le loro fila ed non ci vedo nulla di male, per la nazionale i talenti al momento sembrano essere pochi, ma se fra questi ci sono giocatori con la cittadinanza italiana anche se nati all’estero o di seconda generazione, a me sembra normale.
      Potrebbe esserci una lontana possibilità di rientrare ( se l’Iran da forfait), ma è lontana e però chissà…
      Ricambio.

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    • Signora Gazzato,
      Ovviamente i giocatori che giocano in nazionale sono italiani. Lapalissiano.
      Io mi riferivo agli altri: a quelli che fanno vincere il campionato alle grandi squadre, ma poi non sono utilizzabili nella nazionale perché hanno la nazionalità straniera.
      Se le grandi squadre puntassero a sviluppare talenti italiani, poi quei giocatori arricchirebbero anche la nazionale.
      Oggi, invece, abbiamo squadre di club che si fanno onore nei tornei internazionali, mentre la nazionale arranca.

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      • Che le nostre squadre di club si facciano onore nel tornei internazionali…, europei, non direi proprio.

        E’ da un decennio e piu’, difatti, che una compagine italiana non vince una Champions League (ex Coppa dei Campioni) o altre “similari”.

        Real Madrid, Bayern Monaco, Paris Saint Germain…e poche altre ancora, invece, ogni anno, ad ogni nuova edizione, son sempre la’ a lottare per il titolo o per i primi posti.

        Le formazioni italiche:
        Inter, Juventus, Milan, Napoli…, invece, tanto brave a battere la Cremonese, il Lecce, il Verona…nel provinciale campionato nostrano, nelle gare a livello internazionale floppano sistematicamente limitando quasi sempre la loro partecipazione a quelle competizioni con semplici comparsate o brevi camei!!!

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  10. Con i se e i ma non si fa la storia, però…. se Kean non avesse sparato una inutile cannonata quando bastava appena un pallonetto? E se Di Marco non avesse mandato alle stelle quel rigore in movimento? E se Palestra non fosse stato brutalizzato al limite dell’area e il bosniaco fosse stato giustamente espulso? E se il gol dei bosniaci fosse stato annullato perché viziato di un tocco di braccio?
    Forse sarebbe cambiato il destino della Nazionale e non staremmo qui oggi a recriminare, ma tutti avrebbero magnificato la prestazione degli azzurri.
    Però, dopo i se, ci sono pure i però….
    Però se Donnarumma non avesse rinviato teso e basso permettendo una ribattuta come un freccia… però se Bastoni non avesse creduto di giocare per l’Inter cui tutto si perdona… però, far tirare il primo rigore (il più emotivamente difficile) a un novellino che tremava di paura al solo pensiero, e il terzo rigore a un subentrato che doveva ancora carburare… Fra tanti se e altrettanti però, resta il fatto da dodici anni non tocchiamo più palla ai Mondiali. Ora sembra che il ministro dello sport Abodi voglia rifondare i vertici della FIGC. Fosse vero, sarebbe l’unica notizia buona

    PS Ho rispolverato una vecchia raccolta di lettere, curata da me, scritte sul Mondiale del 2014 che si disputarono in Brasile, l’ultimo a cui l’Italia partecipò, lettere pubblicate nel blog di Stefania Rossini sull’Espresso on line. Credo sia l’ultima testimonianza di quello specialissimo blog, poi improvvisamente chiuso. Una copia dal titolo “Mondiali 2014” la mandai alla stessa direttrice, l’idea di poterlo rendere disponibile a tanti dei partecipanti naufragò di fronte le difficolta tecniche che ciò comportava.
    Quel mondiale fu vinto dalla Germania, che batté in finale l’Argentina. Grandi sconfitti furono il Brasile e l’Olanda. L’Italia, dopo l’esordio vittorioso contro l’Inghilterra (2-1 con reti di Marchisio e Balotelli, per cui entusiasta scrivevo: “Pecorelle smarrite nelle amichevoli, leoni nelle partite che contano”) fu eliminata ai gironi, battuta da Costarica e Uruguay.
    Ecco alcune frasi dei followers di quel blog colte da più ampi commenti:
    A59, scriveva: “Al netto di Oscar e Neymar sicuramente i migliori, il Brasile ha dimostrato di avere un centrocampo ridicolo, che non filtra, se aggrediti sono vulnerabilissimi” (infatti il Brasile ne avrebbe preso sette in semifinale contro la Germania)
    Nadia R, scriveva: “La notte televisiva ha perso ogni fascino, eppure il calcio mannaro rimane un rito nel rito”
    Piccolamacchia, scriveva: “L’uomo di Motta Visconti dopo aver accoltellato la sua famiglia, si fa una doccia, si cambia e si reca al Bar dello Sport a godere lo spettacolo dei Mondiali”
    Maurizio scriveva: “Paghiamo sempre il vezzo di tutti gli allenatori, nessuno escluso, di provare con alchimie tattiche senza senso”(avevamo perso contro il Costarica)
    Salva Tores scriveva: “Un’Italia a brandelli che torna a casa con le dimissioni di Prandelli”(avevamo perso contro l’Uruguay)
    Fabio Sicari, scriveva: “La presunzione è la rovina di ogni cosa. Tutte le volte che la nazionale italiana gigioneggia con gli avversari, si prende per tradizione le immancabili scoppole”(idem)
    Bric 44 scriveva: “Essì, questo renzismo è un male inguaribile che trasforma persone serissime in un branco di cialtroni” (si riferiva a Prandelli))
    Gabriele scriveva: “Inizio col botto il mio post: secondo me Messi non vale Maradona”
    Franco Bifani scriveva: “Strale, Ella si dimentica, mentre dovrebbe mentovarlo, che li tedeschi jocatori duramente et ostinatamente allenati furo da Monna Merkel”
    Pasquale di Totò, scriveva: “Questi peana ai tedeschi vincitori di pedata mal si accordano con il mischiare il piede alla politica merkellesca!”
    Fab 1963, scriveva: “Come l’originale S.B nel 2010, così anche l’imitazione M.R. non avrà l’onore di sollevare a Palazzo Chigi la coppa del mondo FIFA, onore che toccò per ultimo a Romano Prodi nel 2006
    Stefania Udda, scriveva: “Uno psicodramma. Datevi un andi, Popolo. I brasiliano già sono delle cantilene di loro, ma questo mondiale li ha portati al parossismo.”
    AbeLincoln, scriveva: “le prime due stelle sopra lo stemma tricolore che compare sulla maglia ufficiale della Nazionale italiana di calcio, al di là di ogni ipocrisia o velata reticenza, risalgono appunto a quell’epoca (quella fascista in cui l’Italia vinse due mondiali)
    Strale, scriveva: “Cara Rossini, il mondiale è finito e non mi resta che ringraziarla per spazio fiduciosamente concesso. Spero che una piccola breccia si sia aperta nel suo cuore a favore di questo sport che non conosce mezze misure, o passione o odio”
    Stefania Rossini, rispondeva: “Per il calcio non provo né passione né odio, ma nei momenti apicali ritrovo il forte interesse che avevo da ragazzina. Ho tifato con convinzione per l’Italia, per il Brasile e poi per l’Argentina. Ho sempre perso.”
    Strale, concludeva: “Vincere non conta, importante è partecipare (…) L’era in cui viviamo è quella dei robot, dei computer, della tecnologia, delle sordide lotte di potere, della manipolazione delle menti, delle bombe stupide, dei droni, dei missili intelligenti, dei morti nell’anonimato dei deserti, dei mari, delle città… Vogliamo mettere quel grido liberatorio –GOOOL ! – che prorompe non già dalla gola, ma dal più profondo del cuore?”
    La BM di questo blog non aveva ancora fatto capolino, ma non tarderà a partecipare anch’essa a quel “consesso di dotti” cha a volte però evocavano l’Asilo Mariuccia,

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    • “Essì, questo renzismo è un male inguaribile che trasforma persone serissime in un branco di cialtroni” (si riferiva a Prandelli))”

      Ho paragonato Prandelli a Strale ? Non ricordo, oggi me ne pentirei, i soliti erroridi gioventù, ciao, salutami Strale.

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      • Caro Franco, non avevi gradito di Prandelli (pur avedolo definito “persona serissima”) che alle dimissioni avesse fatto seguire delle dichiarazioni inopportune (“iio non rubo i soldi agli italiani”).
        E concludevi: “Non ci sono più i dimissionari di una volta, quelli che spedivano una lettera di poche righe, facevano i bagagli, staccava o il telefono e si rendevano irreperibili.
        Ciao.

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  11. Eh sì vedo che il tema della Nazionale pedatoria appassiona, è dal mondiale del 1982 che la nostra nazionale non mi esalta, l’ultima romantica e genuina Italia allenata da un uomo vero, competente e visionario (Pablito fu la sua scommessa e la vinse).
    Il calcio da allora è cambiato radicalmente fino ad arrivare allo sconcio attuale.
    Dalle scuole calcio dove insegnano dei somari (è un business, stop), alla serie A attuale, dove i fondi di investimento esteri considerano le società alla stregua di assett finanziari, si è fatto di tutto per depauperare il movimento, il Como calcio, tanto per dirne una, non ha nemmeno un calciatore italiano titolare in squadra, incluso l’allenatore.
    Ieri ho letto un bell’articolo di uno che sapeva giocare a pallone per davvero e che ho avuto la fortuna di veder giocare dal vivo, superstite del bel calcio che fu e che oggi nonostante la scienza infusa nei piedi non potrebbe giocare perché sotto standard per fisico e corsa e sopranominato per questo dal genio di Giuan Brera “l’Abatino”:

    https://infosannio.com/2026/04/01/il-talento-non-si-compra/

    La Bosnia, poco più grande di San Marino, ci ha sovrastato in ogni zona del campo, ha preso a pallonate Gigione Donnarumma, ci ha sovrastato fisicamente, il gol dell’Italia è stato un cortese omaggio degli scrausi pedatori bosniaci, capitanati da un centravanti bolso quarantenne e che vive dei fasti che furono, Dzeko.

    Il disastro non è figlio di questa partita che per la terza volta consecutiva ci sbatte fuori dal mondiale, ma dalla formula che consente a nazioni irrilevanti calcisticamente di partecipare mentre noi staremo a guardare come succede dal 2014.
    Si sono qualificate nazioni come Cuaraçao, Iran, Arabia Saudita, Giordania, Panama, Capo Verde, perché ovviamente giocano in gironi di qualificazione ridicoli.
    Qui non si tratta di corsie preferenziali, ma rifondare totalmente il settore partendo dalle basi, come è avvenuto e avviene per molti altri sport, io conosco e molto bene quello della scherma, dove se sei bravo/a a 15 anni vai a fare le gare di Coppa del Mondo e incroci le lame con i migliori del pianeta, non esiste “la trafila” delle giovanili conta solo il talento e il merito, i più bravi vengono convocati non quelli che hanno il procuratore più ammanicato e non c’è differenza di preparazione tra un olimpionico e un’agonista quindicenne, tanto è che l’Italia è la nazione più medagliata del mondo a livello Olimpico, Mondiale ed Europeo.

    La Germania dopo il disastroso Europeo del 2000, rifondò dalla base tutto il movimento, nel giro di una quindicina d’anni (quelli da cui l’Italia è fuori dai mondiali) arrivò a rifilare 7 pappine al mondiale di Rio al Brasile, lo fece “anche” con lo “Ius soli” che la destra osteggia da sempre, le squadre hanno una formazione A e una squadra B dove far crescere i talenti, i ragazzini fino a 14 anni imparano la tecnica, da noi i pulcini devono fare la “ripartenza dal basso” e giocano con i moduli 3-4-2-1 o 4-2-3-1, surreale.
    Al “bauscia” interista dico che è grazie ai suoi beniamini se la partita è andata male, Bastoni e Pio Esposito hanno fatto la frittata, ma è stato il giusto epilogo per una nazionale figlia di vertici federali incompetenti e imbarazzanti, ricordo che Gravina… l’ineffabile Gravina, ha un’indagine in corso per autoriciclaggio ed è riuscito a fare incazzare tutto lo sport italiano (quello che vince), affibbiandogli una sprezzante patente di “dilettantismo”, un somaro a tutto tondo che va defenestrato prima possibile con la poltrona a cui si è imbullonato, sarebbe la prima volta che approvo una decisione di questo esecutivo.

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    • “Bastoni e Pio Esposito hanno fatto la frittata, …” e gli altri due sono i fantasmi dei Barella e Dimarco di qualche mese fa.

      Caro Alessandro già confessato, anche se ormai ho poche speranze ed il calcio mi entusiasma solo quando vedo i ragazzini (ne conosco un paio abbastanza bravi, e quando posso li seguo), è con dolore dover mettere in preventivo che anche quest’ anno il campionato lo vincerà qualcun atro: penso quelli del mai amato Andonio, già Lunedì sera avremo le idee più chiare.

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  12. Bel post del mio omonimo, nostalgico ed evocatore di bei ricordi epistolari tra amici di tastiera.
    Mi ero limitato a un commento “tennico-tattico” (credo) allora, abbinare la politica allo sport del campo mi pare sacrilegio e non ricordavo le implicazioni politiche di altri forumnauti.
    In questa ridda di CT che compongono il variegato popolo pallonaro di cui Alessandro ci ha dato testimonianza, si aggiungono le minchiate dei “fratelli de Rege” Vannacci e Bocchino che ho letto da poco e mi pare incredibile che ci sia pure chi le diffonde.
    Il nostalgico della X Mas:
    “l’immigrazione ha distrutto il calcio italiano”
    Bisognerebbe pure dirgli che se Kean, nero come il carbone, non avesse segnato 6 gol nelle partite di qualificazione incluso quello di martedì sera, allo spareggio non ci saremmo nemmeno arrivati.
    Italo “linguetta” Bocchino:
    “E’ stata la sinistra che ha indebolito l’orgoglio nazionale cosicché oggi i calciatori sognano la Ferrari anziché la maglia dell’Italia.”
    Due scemenze che ben rappresentano la povertà neuronale dei due soggetti.

    A Lenzini ricordo che la legge Bosman ha cambiato il volto del calcio europeo, è vecchia di 30 anni e ha abolito limiti ai giocatori comunitari nelle squadre, a questo si aggiungono gli extracomunitari in quota parte e il fatto che in molti campionati il fair-play finanziario una barzelletta, le squadre di serie A nel bilancio 2025 sono gravate da quasi 5 miliardi di euro di debiti:

    https://www.calcioefinanza.it/2026/02/03/classifica-debiti-serie-a-2025-inter-juventus-milan-napoli/?refresh_ce

    Se, se, se … si può discutere all’infinito, il calcio come si dice fa parlare e tacere, ma una cosa è indubbia, la Nazionale per le società è un impiccio e non è un caso che la Lega (i Presidenti) abbiano impedito al modesto “Ringhio” di preparare con un collegiale di qualche giorno la partita più importante di tutte.

    PS per MG: Bella la lettera su Conte, forse dovevo specificare che mi riferivo a “quello” con i cromosomi XX, vabbè sarà per la prossima volta, alla Conte nata negli anni 90 piace l’uomo maturo in età pensionabile, 30 anni di differenza cosa vuoi mai che siano…
    R
    Per A59: psss, ma guarda un po’ che mi fai il moralista. Ho dato un’occhiata a questa nuova love story ministeriale, ma francamente non la trovo così interessante, che si sia messo con una trentenne sono fatti suoi e di sua moglie. francamente di quello che combina il ministro nella sua vita privata ( se non viola la legge) non me ne può importare di meno. Ma Giorgia lo ha preso in disparte e gli ha detto: se sei così fregnone da metterti con una che va a dire a un giornalista che nun po’ negà che c’ha na storia co te…e qui io sto H24 sotto tiro dei cecchini nun te meravijà se ti arriva l’avviso de sfratto, mò vediamo ma ti attenziono e ci aggiorniamo, Mattè vedi come te movi…

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    • @A59: scusi se replico con una banalità ma… ma vale la pena commentare ogni c…a di Vannacci? Gli si dà solo visibilità. D’accordo, magari non in questo spazio frequentato da quattro gatti. Ma in generale. Saluti.
      R
      si, Francesco, in “generale”, e quattro gatti più una gatta (me) che fanno cinque però sono “letti” da molti “gatti” stranieri e si va dagli Usa a Hong Kong e Singapore passando per una sfilza di paesi che ora non dico e non so se sono tutti robots ma mi diverte un mondo vedere le bandiere e certi giorni gli ingressi dagli Usa superano (in alcuni momenti) quelli italiani, Non chiedetemi come mai, io non lo so. Ma non vorrei che mi arrivasse un invito a cena da quel tale..come si chiama, ah si San Polli…
      Ma lo dico solo per amore di statistica…e perché trovo giusto che lo sappiate.

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  13. Per fortuna il Calcio è una questione che non mi appassiona.
    Nel campo dello sport preferisco le olimpiadi e l’atletica.
    Ormai da decenni i calciatori si comprano e si vendono, e, ultimamente, perfino le squadre si comprano e si vendono, e molti compratori non hanno niente a che vedere con la rispettiva città e le comprano come investimento.
    E, mentre in una squadra di “club” prima o poi si raggiunge un valido affiatamento, nella nazionale si mette insieme un minestrone vario di giocatori abituati a giocare un gioco diverso con allenatori diversi.
    Secondo me è il modello stesso che è andato in crisi. Se una Nazionale perde contro la squadra di una nazione 20 volte più piccola e con mezzi proporzionalmente più modesti, vuol dire che le partite sono diventate dei Gratta e Vinci.
    E approfitto per fare un parallelo con l’Unione Europea.
    Anche in quel caso i singoli Paesi si fanno più onore da soli che come unione, proprio per gli stessi problemi di cui soffre la nazionale calcistica.
    Mettere insieme pezzetti di tessuto diverso per fare un costume da Arlecchino non dà risultati brillanti.
    Arlecchino è una della maschere peggio vestite che siano mai state inventate.
    R
    Arlecchino è l’apoteosi dell’eleganza, della creatività e della imprevedibilità, intelligenza e sensibilità.

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  14. Ma la impallinassero prima o poi (metaforicamente) ‘sti cecchini alla Ben Turpin (che non è l’arbitro di Italia – Bosnia), certo che se li sceglie proprio bene gli uomini da mettersi a fianco, ce ne fosse uno decente (a partire dal chiomato ex).
    Cosa vuoi ho due figlie dell’età della Conte in si-gonnella (più o meno) e se mi presentassero un mio coetaneo come loro compagno (o amante), stai pur certa che ne avrei da dire a entrambe e i rispettivi partner li butterei giù dalle scale, in queste cose sono all’antica, moralista? Può darsi a me quelli della mia età che si accompagnano con le trentenni non fanno invidia, ma pena.

    Te li ricordi Cochi e Renato quando cantavano: “E lo sputtanamento cos’è” beh in questo esecutivo direi che di casino (letterale) ce n’è in abbondanza, la povera Merlin si ribalta nella tomba e pensare che hanno giurato sulla Costituzione di servire la nazione con “disciplina e onore”, ma si sono dimenticati di dire “e con i pantaloni abbassati”.
    R
    sono d’accordo con te, mandarlo a casa subito, uno con la responsabilità di un paese quasi in guerra non si può permettere di fare il “sentimentale” con una che lo sfrutta e poi lo “sputtana” perché ci fa la figura del fesso e Meloni dovrebbe cacciarlo ieri. Hai ragione, anch’io li butterei dalle scale. Queste tipe poi sono la negazione di tutte le conquiste delle donne fin qui ottenute.

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  15. Ma prego Francesco, le rispondo volentieri con un inequivocabile “SI”.
    Vale la pena di riportare (non commentare), ogni minchiata di questa destra così ben rappresentata dal Vannacci e dal Bocchino pensiero.
    Il primo ha un seguito di milioni di °°° stando ai sondaggi, ha fondato un partito che nonostante non abbia preso un voto che uno, è rappresentato in Parlamento con 3 opportunisti eletti con altri simboli e confluiti nella sua nuova falange politica.
    Ne parlo qui, dove sembriamo i 4 amici al bar del poeta genovese, “loro” hanno a disposizione talk, social, convegni, giornali che li propagandano.
    “SI” c’è bisogna di ribadire la povertà di pensiero di questi guitti della politica militante, perché è da quella traggono foraggio per diffondere il loro messaggio inquinante e malato.
    Mi stia bene.

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  16. Senza offesa per alcuno ma sembra che, in fondo in fondo, da diverso tempo, la Nazionale non interessi piu’ di tanto.

    Sono, piuttosto, i club ad attirare i fan:
    cosi’ qualche esperto della Federcalcio ha sentenziato dopo la disfatta con la Bosnia.

    Benissimo…, ma…, anche i club non e’ che stiano messi poi cosi’ bene…
    O e’ una mia immaginazione?

    Sono da decenni, difatti, che una compagine italiana “di club” non conquista una coppa in Champions League…ma anche in Europa League…ecc..

    Ogni anno, piuttosto, il presigioso trofeo “dalle grandi orecchie” e’ quasi sempre conteso fra squadre spagnole, inglesi, tedesche e, ultimamente, anche da un sorprendente Paris Saint Germain che s’e’ unito al gruppo!!!

    Le nostre tanto esaltate Inter, Juventus, Milan, Napoli e vip varie, invece, nonostante le strepitose vittorie ottenute contro Cremonese, Lecce, Verona, Udinese…, nel provinciale campionato italiano di serie A, nonostante siano stipate di “campioni” stranieri al 99%, non riescono che a recitare, in Champions League o in altri tornei continentali, che camei o a fare semplici comparsate:
    toccata e fuga, per usare un termine musicale.
    Buona Pasqua a tutti.
    E fortuna che i club sono piu’ amati e seguiti…dai tifosi e dai loro staff interni.
    R
    Buona Pasqua a lei

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  17. Romolo, negli ultimi anni diversi club “italiani” hanno raggiunto la finale dei principali tornei europei, anche se poi hanno perso.
    Il punto non è che ci sono pochi italiani nelle squadre italiane, ma che non ci sono più calciatori italiani di massimo livello. I pochi buoni vengono presi dalle squadre europee (quando va bene) a suon di soldoni, ma questo va anche bene perché possono acquisire esperienza internazionale.
    Sopra ho messo italiani fra virgolette perché ormai i club sono proprietà di fondi di investimento di fantomatiche fondazioni estere.
    Ai tycoon stranieri proprietari di Inter, Milan e combriccola, non conviene più investire nei vivai e tirare su giocatori da zero, ma conviene comprare a metà soldi dei giocatori già pronti, presi da qualsiasi parte del mondo che dei colori della squadra frega meno che zero. Una volta invece i Totti, Maldini o Bergomi erano cresciuti nelle loro squadre e i colori della maglia ce li avevano tatuati sulla pelle.
    Avevo letto della differenza di costi tra formare un giovane, col rischio che rimanga uno scarpone, o comprare un giocatore decente già pronto. Conviene il secondo con buona pace dei vivai e della Nazionale.

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