Mentre tra Iran Usa e Israele la guerra è ormai alla quarta settimana e procede senza che ci sia neppure uno spiraglio di trattativa che possa farne intravedere la fine, al contrario Trump insiste nel suo delirio di onnipotenza e Hetanyahu se ne approfitta per lanciare moniti e minacce incrudelendo sempre di più un conflitto che già vede migliaia di morti tra i civili compresi moltissimi bambini, la crisi portata dalla chiusura dallo stretto di Hormuz sta portando scompiglio nel mondo intero a causa del rialzo dei prezzi del petrolio. Un’arma questa in mano agli iraniani che Trump e il suo sodale non avevano messo in conto e che si sta dimostrando persino più insidiosa di qualsiasi missile a lunga gittata o arma tecnologica più avanzata. E si intensificano le preoccupazioni tra i leader europei sull’andamento di questa crisi innescata dall’incosciente in chief sobillato dal suo subdolo sodale.
E in Ucraina? Pare che i russi stiano guadagnando terreno, ma non troppo, decisamente ancora troppo poco per poter dichiarare vittoria da parte di Putin: gli ucraini resistono e se le inventano tutte per contrastare il nemico. Mi ha impressionato favorevolmente la peculiare strategia che sta prendendo piede e che sembra essere vincente: la posa di reti da pesca usate sopra le trade e tutti i percorsi che i soldati devono fare per contrastare l’esercito invasore. Mettere delle reti da pesca sopra la testa degli ucraini ha veramente del geniale: la necessità aguzza l’ingegno e in quanto ad ingegno abbiamo visto che gli ucraini ne hanno a sporte. Si, le reti da pesca diventano protezioni che impediscono ai droni russi di colpire in quanto ne rimangono impigliati come la mosca nella ragnatela e gli ucraini possono muoversi più sicuri.
Ivan Scalfarotto ha avviato una proposta di legge che prevede di inviare le reti da pesca usate che altrimenti andrebbero nelle discariche, in Ucraina e sembra che stia ottenendo un certo favore. Altri paesi ne mandano già a tonnellate ma l’Italia sarebbe la prima a mandarle per legge.
Mi piace l’dea, pensateci una rete da pesca usata per prendere pesci servirà a salvare vite umane, niente aggeggi tecnologici costosi, ma un utensile usato fin dalla notte dei tempi per pescare ora, messo sopra le strade o i campi o i boschi, che serve da scudo ad aggeggi tecnologici minacciosi che dal cielo seminano morte. Ha del miracoloso se ci pensate!
Mi piace l’idea di Scalfarotto e mi piace ache il nome che gli ucraini si sono inventati per definire i luoghi coperti dalle reti: “strade della vita”. Semplice ma geniale. La vita si difende in molti modi e la lotta per la sopravvivenza non cessa mai di evolvere e di trovare soluzioni come questa che a prima vista possono sembrare poco efficaci o addirittura assurde ma che se ci pensate rappresentano ancora di più la inflessibile e inesauribile volontà degli ucraini di resistere con ogni mezzo. Anche il più fantasioso.
Il bullo in chief dice che non attaccherà per almeno cinque giorni i siti iraniani, deve fare benzina e poi dice che con Teheran ha avuto discussioni costruttive e si dice fiducioso che i possa chiudere a breve…anche perché le borse crollano di lasciare i paesi del golfo all’asciutto ( e da quelle parti è asciutto forte) e lui si è già stancato di portare la democrazia in Iran a “sue” spese, ma si, ma che si arrangino un po’, che prendano esempio dagli ucraini…