Un flebile spiraglio

La folla che si è radunata alle esequie del papa ha risposto ad un bisogno di spiritualità che manca molto in questi anni così difficili e critici per molti aspetti. Ma quella gente ha testimoniato con la presenza che la voglia di credere in qualcosa che vada oltre la grigia quotidianità è una spinta fortissima ad aggregarsi. Chiesa significa proprio aggregazione e mai come in questi giorni la Chiesa di Roma è stata presente nel mondo.

Non solo la devozione per un uomo che è diventato Vicario di Cristo ed ha portato il suo messaggio nel mondo, ma la voglia di incontrare qualcosa che trascende la sua figura, che vada oltre la sua umanità e la superi. In mezzo a quella moltitudine però tanti ipocriti che hanno solo colto l’occasione per mostrarsi alle telecamere o cercare di “esserci” come ad un evento rock. I politici soprattutto, i “grandi” del mondo che grandi non sono affatto, ma spesso sono uomini piccoli e miseri e la loro miseria si è vista tutta per quanto l’abbiano voluta nascondere dietro la faccia compunta. Ma anche tra le persone normali c’era questa voglia di esibizione di sé e di partecipazione ad un evento imperdibile. E tra questi anche molti che hanno spettacolarizzato se stessi e usato in qualche modo questo evento per farsi pubblicità.

Ma c’era anche chi ha partecipato con animo leale, con la voglia di rendere omaggio ad un uomo che portava quella veste bianca come un camice più che come un’insegna. Ed è soprattutto all’uomo ed alla sua popolarità acquisita in anni di stretta vicinanza col popolo, ricercata e perseguita sempre con la determinazione di un “pastore” che si mescola al suo gregge, che quel popolo ha voluto rendere omaggio.

Francesco era però anche un raffinato politico, sapeva parlare al cuore delle persone ma sapeva anche come parlare alla politica, quella che determina le scelte che incidono sulla vita delle persone. Da politico ha condannato e spesso anche pesantemente la politica che si fa nei palazzi. Lui la faceva da religioso ma la sua politica era spesso sferzante e incisiva.

La sua figura di “umile” prete di campagna non deve perciò trarre in inganno, sapeva come attrarre su di sé l’attenzione e sapeva come fare politica nel modo più diretto e “popolare”.

Un papa spesso controverso, che ha lanciato invettive anche forti contro i politici, che ha pregato e predicato per la pace e che però non è riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Non certo perché non si sia impegnato, ma perché la pace è una costruzione che richiede molto tempo e molte energie e dipende dalla buona volontà di uomini che non ne possiedono ma che vedono nel potere non un servizio al popolo che governano ma una autoaffermazione personale e avida sempre di più potere.

E molti di questi uomini di potere si sono ritrovati al cospetto di quella bara e si sono rivelati per quello che sono: un bluff, una promessa mancata, una vergognosa finzione. E chissà che non si siano sentiti piccoli e meschini anche solo per un momento.

Solo quella immagine di un leader grosso e arrogante, messo vicino ad un altro leader, molto diverso, quasi agli antipodi, che cerca di fargli comprendere le ragioni della propria tenacia nel voler difendere la propria gente, si staglia come uno squarcio in un quadro perfetto e mostra nella sua impressionante drammatica verità, forse, un flebile spiraglio di speranza.

4 commenti su “Un flebile spiraglio”

  1. Che la rivista “Rolling stones” gli abbia dedicato una copertina (N.3 marzo 2017) come se fosse una rockstar ne conferma l’ascendente che ha al di fuori della teocrazia vaticana.

    Che usasse in modo politico il suo ruolo religioso è figlio di una mentalità che affonda le sue radici nella storia controversa del cattolicesimo.

    Bergoglio era anche il capo di uno Stato che partecipa all’ONU in qualità di osservatore permanente e pertanto era prevedibile una partecipazione diplomatica di cortesia al funerale al quale il suo collega “spirituale” russo non risulta aver partecipato.

    Magari il patriarca di Mosca non voleva fare la “figura” che hanno fatto i presenti a prendersi il disturbo di andare fin là.

    Qualche “amico di Bergoglio” qui si è speso per la “libertà di culto” ed ha condannato la censura a cui l’ortodossia russa è stata soggetta nel paese vittima della “guerra santa” proclamata dal patriarca di Mosca.

    https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2024/08/25/papa-in-ucraina-non-sia-abolita-nessuna-chiesa-cristiana_ed9bd522-2f32-4d81-a324-f7e0821187a6.html

    Trump ci ha tenuto a dire che San Pietro è “l’ufficio più bello” che ha avuto e che Zelensky “accetterà” la cessione della Crimea. Magari di questioni religiose con il capo spirituale dell’ortodossia russa può parlarci lui visto che “l’ufficio” adatto l’ha avuto. Magari lo converte al cattolicesimo prima che il Consiglio dei Primati delle Chiese Antiche Orientali lo condanni per eresia.

    https://www.famigliacristiana.it/articolo/kirill-l-eretico-il-documento-firmato-da-oltre-300-intellettuali-soprattutto-teologi-ortodossi-russi.aspx
    https://www.lastampa.it/economia/2022/06/12/news/kirill_nell_angolo_sanzioni_ue_e_condanna_per_eresia_dell_alta_corte_ortodossa_la_doppia_scure_che_incombe_sul_patriarca_o-5386277/

    https://www.rainews.it/articoli/2025/04/ucraina-trump-san-pietro-ufficio-piu-bello-che-abbia-mai-visto-zelensky-vuole-un-accordo-lincontro-a-roma-9358a188-81f8-4a31-a349-ce0578d4b6a8.html
    https://www.rainews.it/maratona/2025/04/zelensky-ottimo-incontro-con-trump-presidente-usa-putin-forse-non-vuole-fine-guerra-e7cee8f1-e923-4a99-86ef-c5943ff1baf5.html
    R
    ho come la sensazione che la Crimea a Putin non basti, chissà perché…

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  2. Trumpf prepara la grancassa per i suoi primi 100 giorni in the office, ma l’indice di approvazione non è mai stato così basso da 100 anni, il 55% degli elettori non lo vuole…beh è un record anche questo, se ne farà un vanto di sicuro.

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  3. Mah, sarà, in quella folla una discreta massa di decerebrati non ha resistito alla tentazione di fotografarsi o farsi fotografare per poi rilanciare sui social il fatidico:
    “Io c’ero”.
    A questo imbarazzante teatrino non si sono sottratti nemmeno i potenti del mondo, ai quali di omaggiare Papa Bergoglio fregava meno di zero.
    Questi sepolcri imbiancati si fingono cristiani e poi mettono in pratica politiche che prendono spunto più dal “Mein Kampf” che dal Vangelo.
    Razzisti, suprematisti che fomentano odio e violenza come i capi di Stato Europei (nessuno escluso) e quei due pagliacci seduti a favore di telecamera in San Pietro.
    Al peggio non c’è mai fine.

    Francesco è stato fortemente criticato (anche qui), perché voleva la pace, i “cristiani” si sono risentiti, come se il “pastore che deve puzzare di pecora” (parole di Francesco), dovesse difendere i lupi e non le pecore.
    I lupi, quelli che Dio è dalla nostra parte, il “Got mit Uns” che ha portato solo disastri.

    Francesco era dalla parte degli ultimi, non di quelli che vogliono il suprematismo di una razza su altre, ……………………..
    , di quelli che subiscono le ingerenze folli di chi bombarda invece di parlare e rifiutano il “negossiato” perché è in gioco nientemeno che la “democrazia”, quindi morte e bombe, bombe e morte fino alla fine dei giorni.

    Ricordo a me stesso che la Costituzione
    Parte I: Diritti e doveri dei cittadini
    Titolo I: Rapporti civili
    Stabilisce delle regole che l’attuale esecutivo ha disatteso ………………..
    Non mi stupisce che il tema del contendere sia sempre e solo Trump ultimamente, giusto martellare questo personaggio, ma se le stesse cose che fa questo pagliaccio le copia e ricalca il nostro “democratico” esecutivo….
    R
    A59
    modera i toni e i termini o mi costringi a usare cancellino, non ti lamentare poi.
    Il diritto di criticare è una cosa, ma est modus in rebus.

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