Mentre scrivo non so ancora cosa risponderanno Carney e Macron alle accuse di Netanyhau contro di loro e di Starmer di appoggiare i terroristi (sic), ma questo è quanto ha già risposto oggi il ministro della difesa inglese:
“On Friday, the armed forces minister, Luke Pollard, defended the UK’s condemnation of Israel’s actions in Gaza and said he did not agree with Netanyahu’s claim that the UK, France and Canada were siding with mass murderers”.
“Il ministro della difesa inglese Pollard, ha difeso la condanna degli UK per le azioni di Israele a Gaza dicendo che non è d’accordo con le parole di Netanyahu che affermano che Il Regno Unito, Francia e Canada starebbero al fianco dei terroristi”, e continua dicendo che gli UK condannano l’assassinio di due diplomatici a Washington e l’antisemitismo e che Londra sostiene da sempre il diritto di auto difesa di Israele, ma che è preoccupata e molto per la situazione umanitaria a Gaza che deve vedere subito il cessate il fuoco per permettere di aiutare quelle popolazioni ormai allo stremo e che però allo stesso tempo Hamas deve liberare gli ostaggi.
Meglio non avrebbe potuto rispondere Londra a quel delirante messaggio del leader israeliano che sembra un invasato ormai ai limiti dell’uso della ragione. Ieri aveva accusato i tre leader di stare dalla parte sbagliata della storia. Ma la storia lo condannerà per la sua crudeltà e la sua spropositata risposta a quel terribile massacro che i terroristi hanno inferto al suo popolo il 7 ottobre del 2023. Perché ormai è evidente che la sua sta diventando persecuzione contro quel popolo inerme e ormai alla fame. La peggior forma di crudeltà che qualcuno possa infliggere a degli esseri umani: la morte per fame.
E tutta la solidarietà e la comprensione nei confronti di Israele dopo quel terribile attentato, potrebbe tramutarsi in odio verso chi, per difendersi, sta sterminando una intera popolazione di innocenti. Si, perché i palestinesi sono vittime due volte: della paura di Israele nei riguardi di chi da anni ne attenta l’esistenza e delle misure atte a prevenirne gli attacchi che si riverberano sui palestinesi tutti e dell’ odio e desiderio di vendetta che alimenta da decenni un movimento terrorista che dopo questa immane carneficina provocata dalla reazione di Israele non potrà che crescere mostruosamente e mettere ancora di più a repentaglio la sopravvivenza di Israele e degli ebrei ovunque nel mondo e alimentare questa guerra infinita anche a scapito dei palestinesi che vorrebbero solo vivere la propria vita in pace.
Una prova? l’ assassinio a freddo di due giovani appartenenti allo staff dell’ambasciata israeliana a Washington, ieri. Temo, purtroppo non l’ultima ma solo una prima avvisaglia di come l’odio verso Israele vada crescendo ovunque in maniera esponenziale.
Netanyahu, con questo messaggio ai tre leader che gli hanno chiesto di fermare le bombe e permettere gli aiuti umanitari per Gaza, si conferma un dittatore senza scrupoli, insensibile alle proteste degli stessi israeliani, che non capisce quanto sarebbe importante invece dare un segno della volontà di creare delle condizioni per arrivare ad un cessate il fuoco che duri e ad una seria conferenza di pace che permetta di attribuire ai palestinesi quello che gli spetta di diritto e cioè la possibilità di vivere in pace e liberi nella loro terra, liberati anche dal terrorismo che si è incistato tra loro e che costringe Israele a difendersi continuamente e anche ad andare oltre la difesa e, come in questo caso, abusare della forza oltre ogni limite di tollerabilità arrivando a calpestare i primari diritti umani riconosciuti da tutte le convenzioni internazionali.
Temo che il cammino verso la pace in quelle terre devastate, sia lungo e difficile e se chi ha in mano le redini di Israele non darà segnali chiari di consapevolezza di quanto la sua pervicace offensiva nei confronti di una popolazione inerme sia controproducente, il mondo intero dovrà sollevarsi e costringerlo a venire a più miti consigli altrimenti la sua “difesa di Israele” alimenterà un crescendo di odio verso gli ebrei che potrebbe avere conseguenze inimmaginabili.
La speranza è che i moniti che arrivano da più parti, servano a farlo ragionare e a impedirgli di fare dell’odio un’arma a doppio taglio e un boomerang che potrebbe abbattersi ancora su quello stesso popolo che dice di voler difendere.