Non ce la fa a sistemare le cose in Ucraina, se ne lava le mani, per i piedi aspetta la prossima finta conferenza di guerra. Ci tiene a curarsi i piedi, sono il pallino di Donald, ha i piedi più belli del mondo, dice, peccato che non si vedano. Usa (guarda caso) tutti i prodotti di una nota casa farmaceutica tedesca di un certo Dr…li uso anch’io, modestamente e forse gli faccio concorrenza, a Trump, intendo.
Coi piedi lui fa quasi tutto, sbuccia persino le cipolle che gli piacciono tanto e ne mangia tante. Le fa arrivare direttamente dall’Italia, da una fattoria che le produce apposta per lui. Non posso fare pubblicità. Sarà l’unico fornitore a non pagare dazio, perché sulle cipolle non scherza, sono il suo elisir di lunga vita. Le sgranocchia nella sala ovale mentre prende a pesci in faccia gli ospiti d’onore e non gliene offre. Solo a Giorgia ne ha offerta una, ma lei ha gentilmente rifiutato perché, ha detto, se deve dargli il bacio di commiato preferisce non avere un gusto troppe speziato in bocca (che senso, me lo dico da sola…). Lui ci è rimasto un po’ male ma è corso a mangiarsi una ventina di caramelle alla menta. Quelle pure arrivano dall’Italia, non dico la marca ma è molto famosa e lui le trangugia a chili dopo essersi spolpato le cipolle.
Poi, volendo, la sera, Melania gli prepara la frittata con le sue preferite, quelle di Tropea e anche quelle ovviamente arrivano via aerea direttamente dall’Italia a Mar a Lago. Dopo la frittata si scola mezzo litro di vino dei colli veneti (deve rimanere sobrio), non dico il nome e neppure il cognome, ma un certo governatore ne produce apposta solo per l’americano. Ma non lo svela a nessuno, solo a me e io però non so stare zitta. Lo dico qui e lo nego contemporaneamente, non posso svelare tutti i segreti dell’export italiano diretto con quel personaggio.
Ora che però ha promesso di daziare al 50 per cento le merci provenienti dalla brutta stregaccia UE (Meloni non c’entra, lei è italiana, vuoi mettere?) che gli fa sempre la cresta agli americani e gli manda l’olio extra vergine che (secondo Trump) è solo vergine, quasi come lui, come farà a farsi mandare le pizze direttamente per Jet supersonico da Napoli? Se le fa entrare free qualcuno potrebbe protestare… Ebbene che protestino pervinci e anche pervacco (non conosce ancora bene la nostra lingua, Meloni gli deve dare lezioni ma ha già detto che deve aspettare che abbia dei tempi morti e per ora sono solo vivissimi.
Non si può dire che non sia un grande negoziatore Trump: fa crollare le borse ma poi basta che parli coi piedi e risalgono, magari ci guadagna qualcosina con le speculazioni, di questi tempi non si butta niente.
Neppure le bucce delle cipolle che ricicla per farsi dei pediluvi rinfrescanti. Coi piedi ci ragiona, li deve tenere sempre efficienti e per questo li cura molto e i risultati sono sotto…i tacchi di tutti.
Ho fatto un po’ di facile ironia, con questo qui non è difficile. Ha ritirato fuori i dazi per fare un polverone che copra i suoi bluff, ormai è chiaro da che parte sta (a me non serviva certo nessuna conferma) e come stia gestendo la pace che doveva portare in H24. Non fosse per la tenacia del suo leader nel chiedere sistemi di difesa integrata (che ora gli ucraini producono anche da soli), per la abnegazione della popolazione e il coraggio e la resistenza dei suoi soldati, l’Ucraina sarebbe ridotta peggio di Gaza. E invece l’attacco massiccio dei russi anche oggi ha, fortunatamente prodotto pochi effetti e però, le promesse di pace del satrapo americano si sono rivelate quel bluff che lui rappresenta in pieno. E la situazione disastrosa a Gaza, la crisi umanitaria indecente è anche “merito” della sua tracotante proposta insensata di fare “sloggiare” i palestinesi dall’area per costruirci un resort. E la boria criminale di Netanyahu deriva anche da questo e dalla sostanziale indifferenza, se non appoggio totale alla sua ormai sproporzionata e disumana offensiva. Così gli ostaggi israeliani avranno poche speranze di rivedere la luce in fondo a quel tunnel senza uscita nel quale i terroristi li hanno messi.
Chissà se, a parte qualche decerebrato Maga fanatico, gli americani potessero rivotare, lo voterebbero ancora.
Il caos che sta portando in America e nel mondo il satrapo è sotto gli occhi anche dei più convinti assertori della “debolezza” dell’ex presidente che si era candidato nonostante forse sapesse di essere malato, perché aveva visto quali avrebbero potuto essere le conseguenze di una vittoria del pregiudicato e non si sbagliava.
Harris (tanto vituperata qui sopra da molti commentatori ora spariti dai radar) avrebbe combinato i disastri che sta combinando questo ridicolo mercante in fregola?
Ma neppure se ci si metteva d’impegno.
Trump dichiara più di quello che poi fa.
Biden faceva sotto sotto più di quello che dichiarava.
Due personaggi opposti, ma entrambi deleteri per l’Europa.
R
la sua è solo malevolenza contro un ex presidente ora molto malato, che ha fatto molto di più e meglio sia per gli Usa che per l’Europa di questo ambiguo e rancoroso e indecente oltre che pluripregiudicato, personaggio. Lei è uno dei tanti che qui sopra negli anni ha denigrato Biden anche a causa della storiella ridicola della “guerra per procura”, una balla colossale messa in giro dai putiniani. Ed ora non può che insistere nella sua versione. Sarebbe molto più “onesto” dire che si era sbagliato su di lui su tutta la linea. Sa, Lenzini, tutti sbagliamo, persino lei.
E Trump fa molto di più di quello che dichiara e quello che fa è un danno per gli Usa e il mondo intero. Trump fa danni solo con quello che dice e fa danni grossi quanto la sua arroganza e protervia e ancora più grossi di quelli che fa agendo.
Signora Gazzato, mi posso sbagliare, ma le disgrazie attuali dell’Italia sono capitate nel periodo di Biden.
Soprattutto la guerra in Ucraina, che, se non provocata, quanto meno non è stata scoraggiata e fermata da Biden, con le conseguenze che hanno prodotto l’attuale crisi economica.
La chiusura dei gasdotti e oleodotti dalla Russia ha provocato l’aumento dei costi dell’energia e l’inflazione.
Le sanzioni hanno rovinato molte aziende italiane che lavoravano con la Russia provocando perdita di posti di lavoro e di investimenti. E la crescita si è azzerata.
Mi pare che gli americani fossero gelosi della forza economica e industriale dell’Europa, specialmente se poteva contare sulle materie prime russe, e ci hanno voluto indebolire.
La guerra in Ucraina non è stata tanto una guerra contro la Russia quanto una guerra contro l’Europa.
Biden ha iniziato il lavoro sporco e Trump lo sta continuando alla sua maniera.
Di fatto Trump non ha ancora avuto il tempo di fare i danni che ha fatto Biden in tre anni.
Non escludo che ne faccia di peggiori, ma li dobbiamo ancora vedere.
Oggi è il 24 maggio…Il Piave mormorò, non passa lo straniero…
https://www.sololibri.net/Canzone-Piave-mormorava-24-maggio-4-novembre-testo-origine-significato.html
Beh, mi pareva che meritasse una citazione in questi tempi bui.
Signora Gazzato, lei ha ricordato una grossolana menzogna della nostra storia.
Il 24 maggio non c’era nessuno straniero da non far passare. Si fa confusione con la ritirata di Caporetto, che avvenne in altra data.
Il 24 maggio è la data in cui iniziò l’attacco dell’Italia contro l’impero austroungarico con l’attraversamento del Piave che segnava il confine.
Per usare un’espressione abusata negli ultimi anni, l’Italia era l’aggressore e l’impero austroungarico era l’aggredito.
Certo, oltre il Piave c’erano popolazioni che parlavano più italiano che tedesco; una situazione simile a quella del Donbass in Ucraina, e gli italiani sostenevano che li stavano andando a liberare.
In realtà i friulani non erano mai stati così bene economicamente come quando facevano parte dell’impero austroungarico, e i bei palazzi di Trieste, la grandiosa piazza, il porto e tutto quanto ammiriamo oggi fu fatto in quel periodo.
Viceversa, con l’annessione al Regno d’Italia Trieste perse importanza ed ora è una città in profonda crisi. Le industrie emblematiche, come la “Grandi Motori Marini” stanno chiudendo.
La storia delle guerre è fatta di bugie, da sempre.
R
soprattutto di quelli che pensano che espandersi e occupare territori altrui sia un diritto.
La canzone di E.A.Mario è solamente un tributo a quei soldati (tantissimi) che hanno dovuto obbedire al comando di chi li aveva mandati a morire per una causa che ancora oggi fa discutere gli “italiani”, ma il senso era rendere soprattutto onore a loro. Se lei non lo capisce e vuole fare polemica su tutto, sono problemi suoi.
Ma solo i veneti e i friulani che hanno vissuto quei tempi potrebbero dire come si stava bene sotto gli austriaci, in famiglia ce ne sono stati alcuni (che ora non ci sono più, sia veneti che friulani)) e le assicuro che non ne parlavano in termini entusiastici.
Signora Gazzato, le ripeto che quella canzone fa un minestrone tra gli eventi del 24 maggio 1915 (aggressione italiana contro l’Austria, per usare i termini che si usano oggi), e gli eventi del 24 ottobre 2017 (ritirata di Caporetto).
I versi di quella canzone, purtroppo, li so. Fanno parte dell’enfatica propaganda bellicista del regno d’Italia, proseguita poi e amplificata dal regime fascista, che si ritrova anche nei versi dell’inno di Mameli, che parla di vittoria e di romanità, e mai di pace.
Il 24 maggio 1915 si raccontò ai poveri soldati male organizzati che varcarono il Piave che si trattava di un’azione difensiva, ma basta una breve visita a wikipedia per smontare la bugia.
Questa volta non sono mie opinioni. E’ storia.
R
chiuda qui, per favore.
Io avrei chiuso, ma le volevo dire che ho apprezzato la riscrittura delle sue repliche, in forma molto più realistica.
Io non ho parenti di quelle parti; solo un amico che lavora a Trieste, e non so come si stava sotto gli austriaci, ma quel che ni risulta è che si stava meglio economicamente.
Comunque non le sfuggirà la stretta corrispondenza tra le popolazioni di lingua italiana sotto l’amministrazione austriaca e le popolazioni di lingua russa sotto l’amministrazione ucraina.
R
non c’è nessuna corrispondenza é tutta un’altra storia.
Ieri ho assistito ad uno spettacolo indecoroso su ”Accordi e Disaccordi”, autore Italo Bocchino che ha contestato Rula Jebreal per aver pubblicato un libro su ciò che sta succedendo a Gaza dal titolo molto esplicito “Genocidio”. Secondo Bocchino si tratterebbe –udite udite- non di genocidio, ma di “atto di guerra sbagliato”, e poiché la brava giornalista che ha raccolto un gran numero di testimonianze di ciò che sta succedendo (e non solo da oggi)a Gaza, ha insistito nell’usare uel termine, il suddetto Bocchino ha tacciato Rula Abreal di antisemitismo. Immediata la reazione della giornalista: “Lei è pazzo o ubriaco, vergogna!”.
Bocchino ha mostrato la sua vera natura, incapace di chiamare col giusto nome la strage continuativa di quella popolazione inerme, ottenuta scientemente non solo con bombardamenti a tappeto di scuole, ospedali, campi profughi, uccidendo bambini, donne, vecchi, malati, ma anche con l’infame ricatto del blocco degli aiuti umanitari, provocando la morte per fame per sete e per mancanza di medicine.
E che dire dell’Europa? Ci sono voluto sessantamila morti per abbozzare una timida revisione degli accordi commerciali ancora tutta da venire e rigettata dall’ Italia e e dalla Germania. Vergogna!
https://www.dire.it/25-05-2025/1153081-duro-scontro-sul-nove-tra-italo-bocchino-e-rula-jebreal-lui-la-accusa-di-antisemitismo-la-giornalista-e-ubriaco-o-pazzo/
R
non è litigando in Tv che si risolvono i problemi.