Qui si disfa l’Italia o si muore. Lo slogan dei governatori leghisti, in primis Fedriga che vuole l’autonomia delle regioni anche per il terzo mandato. Vuole essere mandato ancora alla governatura del Friuli Venezia Giulia. Ci sta da sette anni su quella poltrona, non gli basta, vuole ricandidarsi e starci per sempre. Se gli pare. E’ una questione di principio, dice. Lo stesso vale per Zaia, eterno governatore, amatissimo a suo dire da tutti i veneti che piangono tutto il giorno all’idea di lasciarlo andare.
Stiamo assistendo ad uno strumentale psicodramma oppure c’è davvero la necessità per le regioni a statuto speciale di mantenere le poltrone ai loro beniamini? Il Veneto è ordinario e Zaia dovrebbe rassegnarsi a cambiare lavoro, al massimo farà il sindaco, ma non è il massimo per un governatore retrocedere sulla panchina di primo cittadino, gli sembrerebbe di fare carriera all’incontrario. Ci vogliono regole chiare…dice.
Ma non sarà che Salvini sta soffiando sotto per minare il governo? Lui non è d’accordo su nulla in politica estera, vuole Trump re del mondo, Musk come vicino di casa e Putin come confratello della buona morte e botte agli ucraini che non capiscono che ne va della loro vita se si ribellano al grande dittatore.
Salvini non è nuovo a queste cose, dopo un po’ di stufa di fare il gregario e vuole correre davanti a tutti. Giorgia gli fa ombra. E’ ora che te levi, deve aver pensato.
E “Salvini premier” nei suoi sogni da anni potrebbe diventare realtà, magari alleandosi all’altro fureghino ex grillino, uno che sta per passare col bulldozer sopra il baluardo della rivoluzione grillina e mettere fine alla regola dei due mandati, potrebbe essere di bel nuovo suo partner. Hanno visioni comuni sulla Ucraina e su Putin, potrebbero mandarsi da soli al terzo mandato come premier per Conte e al primo per Salvini che freme e ormai è abbastanza maturo per quel ruolo, persino stagionato e pure litigarselo, se occorre.
In fondo i due hanno già governato assieme, nulla osta che sotto sotto stiano mettendo le basi per una nuova ed eterna alleanza: in fondo Lega e Movimento hanno molto in comune: la capacità straordinaria di creare casini (inteso naturalmente come fare e disfare è sempre lavorare…) I due partiti, magari con l’aiuto esterno interno di Elly rivoluzionaria con lo stemma di famiglia, insofferente al proprio partito e poco sofferta persino dallo stesso…
Fantapolitica? Può darsi, intanto Meloni accampa febbri da cavallo per non entrare nei meriti di questa contesa tutta italiana e decisamente indecente.
E, con tutti i problemi che ha, magari le è venuta davvero per lo stress a 60.
Eccolo, uno che sa come speculare sulle tragedie:(Ne sappiamo qualcosa…)
https://www.youtube.com/watch?v=MKsnxeN9e24
uno sconcio, come se gli altri che siedono intorno ai grillini non fossero a conoscenza della situazione.
Ma quanto appelli ha fatto Conte a Putin perché smetta di massacrare gli ucraini? Ipocrita, fanfarone, perdigiorno!
Nessun cenno mai alle stragi fatte dai russi a Mariupol a Bucha o altrove, mai un cenno, non ha fatto che criticare Zelensly per il fatto che non si cala le braghe davanti al potente Putin.
Invece qui ha gioco facile e sfrutta visibilmente dal suo scranno di politico entrato in parlamento usando uno stratagemma, infiltrandosi in un governo da perfetto sconosciuto, un personaggio che quando era al governo non ha fatto che disastri, decretazioni d’urgenza e si è solo vantato di aver gestito bene la pandemia quando invece l’Italia era al collasso anche a causa della sua inettitudine e quella del suo ministro che di sanità ne capiva meno del mio idraulico e che ha finito di devastare la sanità pubblica con le sue belle trovate. Ha assoldato uno stuolo di esperti che hanno guadagnato molto dagli sproloqui che facevano giornalmente davanti agli italiani atterriti e a domiciliari. Norme senza senso che hanno solo prodotto più vittime di quelle che ci sarebbero state senza i suoi “interventi”.
Ha scippato il partito al suo fondatore, con una mossa da prestigiatore quale è, un personaggio che ha sfruttato la sua esperienza di avvocato per togliersi sempre dalle responsabilità, con quella dialettica legalese che ne fa uno sempre dalla parte della ragione: la sua.
Un individuo che non si vergogna di sfruttare una tragedia per prendere consensi e che farà carte false (ancora) per tornare al governo “democraticamente”.
Uno che parla di povertà e gira in Jaguar con la fidanzata bilionaria che spera di far fessi gli italiani che se ci cascano (ancora) e si meritano di essere fatti fessi da un tipo come questo mellifluo individuo:
Signora Gazzato, nel suo incipit ha dimenticato De Luca.
Io ci vedo una questione seria che merita un approfondimento.
Nelle amministrazioni locali può essere importante l’esperienza maturata in un territorio, e la possibilità di portare a compimento le iniziative avviate.
Gli avvicendamenti comportano sempre un rallentamento dell’attività.
Del resto, in democrazia dovrebbero essere i cittadini a decidere. Se a loro piacciono tanto De Luca, Fedriga e Zaia, perché impedirgli di farsi governare da loro?
Le regole, se appaiono inadeguate, si cambiano.
R
noto che legge con attenzione, me ne compiaccio…non l’ho dimenticato, proprio non lo sopporto, non l’ho citato apposta.
Ma a chi piacciono tanto? ai pochi che vanno a votare e che tengono per la Lega? E se vincessero questo non significa che tutti siano d’accordo ma solo una maggioranza della minoranza di quelli che sono andati a votare. Chi le dice che vincerebbero? e poi in democrazia una cosa fondamentale è l’alternanza. Le regole si rispettano non si cambiano ad ogni stormir di fronda per fare i propri comodi. Si cambiano le persone quando si sentono troppo comode nelle poltrone che occupano da averle quasi sfondate.
Zaia in realtà è già in carica da 3 mandati visto che il limite a 2 è stato messo quando era già stato rieletto. Purtroppo se le regole sono queste – e tutto sommato possono anche essere giuste – si dovrà adeguare anche lui ed, al limite, far crescere qualche suo fidato. Dubito che Zaia farà il sindaco: lo vedo più facilmente al ben più remunerativo e rilassante Parlamento Europeo. Vista la sua preparazione nel campo agrario, potrebbe essere un arma per evitare che vengano bocciate le nostre vongole perché troppo piccole o troppo grandi o le zucchine troppo storte.
Ho scritto purtroppo perché effettivamente Zaia e Fedriga non hanno governato male e potrebbero continuare col favore degli elettori, mentre per il terzo governatore riluttante a congedarsi, De Luca, non so come farò senza le sue uscite comiche che sono addirittura superiori alle imitazioni di Crozza.
R
le dirò, a Zaia (anche se non l’ho votato) mi sono affezionata anch’io è una brava persona e il suo ruolo lo ha decisamente portato avanti bene (dopo la devastante esperienza di Galan), ma in democrazia una persona non dovrebbe, a mio parere, stare troppo in una posizione di potere perché ne mimerebbe il fondamento che si basa sull’alternanza del potere non sulla sua fissità.
In Europa Zaia ce lo vedrei anch’io ma penso abbia ben altre ambizioni.
Signora Gazzato, a me non risulta che l’alternanza del potere sia uno dei fondamenti della democrazia. Se uno è corrotto gli bastano due mandati per fare danni; se è una persona valida non sarà il terzo mandato a corromperlo.
A me piace invece il detto “Squadra che vince non si cambia!”
Nel caso di Zaia, forse Salvini è favorevole al terzo mandato perché non se lo vuole trovare come concorrente per la segreteria.
Quanto al fatto della rappresentatività delle maggioranze, in democrazia chi non vota si affida alle scelte di chi vota. E’ una prassi che si applica anche alle assemblee condominiali e delle associazioni. Anche nelle società per azioni, chi decide è un numero ristretto di azionisti e gli altri sono semplici investitori.
In democrazia la maggioranza è la maggioranza dei votanti.