Tutte le direzioni

Il ministro Roberto Speranza da ancora una volta i numeri.
Precisi, esatti, badate bene, però, dice che dobbiamo fare attenzione alle varianti.
Sembra il discorso in fotocopia dello scorso anno ma con una variante: che non si autoesalta troppo. Ci va coi piedi di gommapiuma e sorvola su molto del non detto e del non (ri)fatto.
Ad esempio: la furia devastante dell’incontenibile pazza folla che si da alla pazza gioia, che è pazza giusto perché non ragiona.
Ma allora, Speranza, vivaIddio, siamo fuori o siamo dentro? I vaccini proseguono e buon per noi, ma servono davvero contro le varianti?
Oppure…?
Perché leggo molti pareri degli esperti e vanno in tutte le direzioni.
Sapete come quei cartelli, quando arrivi in prossimità di una città, che dicono “Tutte le direzioni”?
E poi li prendi e ti ritrovi nel nulla e pensi:” ma non era questa la mia direzione ma tutt’altra”, ma intanto, i geni del traffico ti hanno fatto allontanare dal centro e poi …ciccia.
Diciamo che le varianti preoccupano il ministro e anche noi, ma in senso molto lato, perché io vedo poca preoccupazione in giro ma follia pura da day after.
Il virus muta, Speranza rimane sempre uguale a se stesso: prudente ma non troppo, aperturista ma non troppo, decisionista, ma non troppo…insomma Speranza, ministro, Manontroppo!
Inventore della manontroppologia.

3 commenti su “Tutte le direzioni”

  1. Mariagrazia, quel “tutte le direzioni” che ogni tanto si trova scritto nella segnaletica stradale è una sorta di indicazione rassicurante per il povero pilota al volante bersagliato, stordito e smarrito da segnali di ogni tipo, di ogni colore e anche scoloriti, messi di dritto e di traverso.
    Quel segnale è come il suono della campana in mezzo alla nebbia, ti dà coraggio, tu sai che
    dovunque vuoi andare, la direzione è quella giusta: devi andare a Roma? Be’ in quel caso, si sa, tutte le strade portano a Roma, non ce ne sarebbe bisogno; devi andare a Bitonto, a Poggibonsi o a Canicattì? Niente paura, la direzione è sempre quella, puoi mettere via navigatori satellitari o atlanti stradali, non servono più , hai inbroccato la direzione giusta, sei salvo.
    Così Speranza, quello che, tu dici che va “con i piedi di gommapiuma”: tutte le soluzioni da lui indicate vanno bene anche se in contraddizione tra loro, anche se nello stesso momento che le pronuncia sembra non crederci nemmenio lui. Più rassicurante di così? Non fosse per quel viso sempre triste, e un po’ iettatorio, si direbbe Speranza di nome, di fatto e di diritto. E anche di storto.

    Risposta
    be, in effetti, un pochino menagramo…ma no, via, non si deve mai dire di nessuno anche perché tanto non se ne va, li resta, ma prendesse un po’ tutte le direzioni…

  2. Cortese Mariagrazia,
    temo che il ministro Speranza possa essere omologato nel discretamente folto manipolo di quella curiosa ed enigmatica categoria di ” depistatori patologici “che pur sapendo di disseminare incertezze non riescono proprio a farne a meno.
    Con il trascorrere del tempo può oltretutto capitare che il “depistatore patologico” finisca per credere appassionatamente a quella sorta di sinergica vaghezza che indica una direzione necessariamente bisognosa di un ridirezionamento – che non sia né traumatico né smodatamente depistante- nel relativo rispetto del destinatario che non chiede di essere tratto in inganno , pur nella consapevolezza che il comunicatore adora camuffarsi, facendo velatamente intuire che il personaggio impersonato è racchiuso in una finzione auspicabilmente temporanea.
    E’ forse esagerato il sospetto di una dissimulazione ben articolata, dove il dissimulatore conserva, con una certa semi onestà intellettuale, la rassicurante convinzione che il semi ingannato conosce perfettamente la dimensione del dubbio senza volerla indagare compiutamente.
    Da ultimo, vorrei aggiungere che il ministro Speranza Manontroppo risulterebbe un discreto giocatore di poker face, rilanciando spesso comunicazioni e informazioni con un viso totalmente inespressivo : un navigato pokerista assimila la ineffabile capacità di non manifestare alcuna emozione per le carte che gli sono toccate.
    Un indizio fondamentale per innescare legittime perplessità può senza dubbio emergere davanti al cartello che indica ” Per tutte le direzioni ? ”
    Un punto interrogativo, a volte, riesce ad essere contemporaneamente manna e mannaia .
    Se vi ho annoiati, sono quasi certo di non averlo fatto apposta.

    Risposta
    anzi, molto lucida la sua analisi, direi. PIù che un giocatore di poker,Speranza mi pare un Joker, dissimula bene manontroppo e sta bene dappertutto.
    Potrebbe amministrare qualsiasi cosa e lo farebbe con la stessa compunta e puntuta caparbietà che piace tanto alle nonne (quelle di una volta, perché quelle di oggi lo sono manontroppo).

  3. Lo scrivo qui off topic:

    non posso fare a meno di dire quanto sia dispiaciuta per la morte di Raffaella Carrà. Mi sembrava una di famiglia e scopro che ci ha lasciato cosi, in tutta fretta, senza nessun segno premonitore.
    Lei cosi colma di vita, strabordante di vita eppure discreta, educata spiritosa e sensibile.
    Non l’ho conosciuta personalmente ma mi sembra di averla sempre conosciuta, più di un’amica.
    Una donna direi formidabile in tutto quello che faceva, non posso descrivere la sensazione che provo. Mi dispiace, questo si e molto.
    Davvero tanto. Questa lunga lista di personaggi famosi che se ne sono andati alla chetichella si allunga giorno dopo giorno.
    Ma di lei no, proprio non me l’aspettavo. Non so perché, ma mi ero fatta al’idea che fosse immortale. Ma forse ci ha solo voluto fare uno scherzo.

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