Una corsa cieca

Ne sono morti tanti bambini in questi mesi di guerra, questi due aspettavano che fosse riempita una tanica d’acqua di 20 litri. Il bambino era andato per primo e la sorella gli era andata incontro per aiutarlo perché la tanica pesava troppo per lui. La madre li aspettava nel rifugio improvvisato dopo che la loro casa era stata distrutta.

Questi due bambini sono il simbolo della stupidità e crudeltà umana che non cessa di colpire innocenti. Loro due come tutti gli altri e loro due come quelli che sono andati a morire dentro le camere a gas nei Lager nazisti, raccontano di una umanità che ha perso la capacità di provare vergogna di se stessa. Entrambi come Anna Frank che credeva nella bontà degli uomini, non hanno esitato a rischiare la vita per portare a casa quell’acqua così preziosa che quella maledetta guerra ormai gli concedeva col contagocce.

I palestinesi che vivono questa orribile guerra fanno pena tutti ma questi due bambini strappano letteralmente il cuore. A guardarli in questa foto.

https://www.theguardian.com/world/2025/jul/19/killing-of-young-siblings-at-gaza-water-point-shows-seeking-lifes-essentials-now-a-deadly-peril

I soldati che hanno bombardato quel posto di distribuzione di aiuti, dicono di aver commesso un errore. Si molto ma molto grave. Un errore che purtroppo non potrà che fomentare altro desiderio di vendetta in chi lo ha vissuto sulla propria pelle e lo vivrà, se vivrà per sempre come il più devastante degli incubi.

Le scene che vediamo ogni giorno sono inaccettabili e nessuno può pensare che non siano un orrore per tutti. Come è stato un orrore l’assalto dei terroristi il 7 ottobre, questo orrore che continua da mesi dovrebbe indurre le due parti a trovare la via per un negoziato che porti alla fine delle ostilità. Cessino gli scambi di accuse e si trovino le due parti per concordare una pace duratura. Vengano finalmente liberati gli ostaggi israeliani che vivono la tortura della loro reclusione ogni minuto e che ormai devono essere rassegnati a viverla per sempre.

Non avrei mai pensato di vedere certe scene orribili, qui come in Ucraina dove la vita continua solo grazie alla resistenza di chi da tre anni e mezzo respinge gli attacchi dei russi che altrimenti li sterminerebbero.

E non è vero che il mondo guarda “indifferente”, il mondo guarda impotente perché chi regge le sorti del mondo, chi detiene il potere, non è in grado di fermare questa follia e l’impotenza è maggiore quando si sente che non c’è nessuno, al momento, in grado di mettere la parola fine a queste due guerre insensate come tutte le guerre e che il destino dell’umanità dipende molto da come procedono o come si fermano ed è una corsa cieca che non prevede la cosa che rende davvero umano l’uomo: la pietà.

52 commenti su “Una corsa cieca”

  1. AAA Umanità cercasi…In questo tempo folle dove il potere della finanza sembra comandare su tutto e tutti e dove la politica ,quella con la P maiuscola sembra consapevolmente essere rinchiusa in un castello delle favole mi ritrovo con fatica a pensare che chi detiene il potere sia affetto da impotenza almeno non per tutti ma che al contrario esiste una volontà ,e qui tutta umana,di sfruttamento delle guerre per scopi economici e di potere…come dire i buoni sentimenti non portano ricchezza. Gino Strada diceva che la guerra e la più grande idiozia umana e forse il problema è che siamo guidati da questo.
    R
    mi sa che hai ragione.

    Rispondi
  2. Off topic obviously

    ma la “corsa” c’entra, quest’uomo ha iniziato a fare la sua prima maratona a 89 anni dopo aver lavorato nei campi fino a 80 a e non aver mai partecipato prima ad una gara.
    Negli anni è diventato un “veterano” della maratona per la sua età e ha vissuto questa esperienza con l’entusiasmo di un bambino…qualche giorno fa una macchina lo ha travolto ed è morto a causa delle ferite riportate, aveva 114 anni.
    https://www.theguardian.com/society/2025/jul/19/fauja-singh-marathon-running
    Quando si dice “non è mai troppo tardi”…

    Rispondi
  3. Qui ha firmato mezzo mondo tra cui anche l’Italia perché la guerra cessi immediatamente: “la guerra cessi ora!” Questa la richiesta imperativa di una lunga lista di paesi tra i quali la UE e ovviamente noi siamo nella lista: forte e chiaro: deve finire ora! E naturalmente gli ostaggi devono essere liberati subito.
    Un messaggio chiaro per Hamas, Netanyahu e Trump, vedremo come lo accoglieranno.
    https://www.open.online/2025/07/21/guerra-gaza-deve-finire-ora-appello-27-paesi-occidentali-contro-blocco-aiuti-violenze-civili-anche-italia-tra-firmatari/

    Ora aspettiamo quello per gli ucraini, ma mi sa che è più complicato.

    Rispondi
    • @Mariagrazia: avrei voluto scrivere su questo appello, mi ha anticipato. Ha notato che nella lista dei paesi firmatari manca la Germania? Non ci sarà di cui stupirsi, ma amaramente.
      Ho letto recentemente un libro che a mia volta consiglio “Il mondo dopo Gaza” di P. Mishra. Per carità, alcuni passi sono opinabili, ma è interessante la ricostruzione dell’approccio occidentale alla memoria dell’olocausto e, da qui, alla politica di Israele. Per riassumere, la tesi è che fino a che non si è parlato di Europa unita l’olocausto non era un tema sentito. Sarebbe entrato nelle aule parlamentari, nelle commemorazioni, nei testi di scuola, per dare una identità all’idea di Europa, ma soprattutto di Germania, che si andava formando. E’ una tesi opinabile e a mio parere un po’ “svilente” per la nostra coscienza collettiva. Ma almeno è documentata. La Germania del dopoguerra non ne esce bene, in riferimento ai rapporti con lo Stato di Israele, beninteso, non certo perché abbia voluto elaborare l’olocausto. In effetti non c’è alcun cancelliere che non si sia espresso pro-Israele, sempre e comunque. Alcuni si sono spinti ad affermare (cito a memoria, mi perdoni se non sono preciso) che il senso stesso dell’esistenza della Germania sia… sostenere Israele. Un fine “senso di colpa2 mai, insomma, anche a costo di dover stare dalla parte sbagliata. Qui deludente è anche il cancelliere Merz (che avrei votato e che nonostante tutto forse voterei) il quale da una parte cerca di far dare al paese una Weltpolitik propria, dall’altra sul teatro più caldo del pianeta (più caldo della stessa Ucraina, per certi aspetti) si sfila. Eppure non credo che se avesse voluto aderire all’appello avrebbe trovato la contrarietà degli alleati SPD. La Germania manca ancora di coraggio.
      Cordiali saluti
      R
      Non saprei se la Germania manchi di coraggio, la situazione è veramente complessa, il cancelliere Merz ha condannato personalmente anche parlando con Netanyahu gli attacchi contro i civili a Gaza ed ha ripetutamente detto che la situazione a Gaza è inaccettabile e lo ha pressato perché sia permesso al più presto agli aiuti umanitari di raggiungere tutta la popolazione sofferente (lo riporta anche il primo link di una agenzia di stampa tedesca che le allego). Non so dire perché non abbia controfirmato l’appello, ma è difficile mettersi nei panni di chi guida una nazione che è stata responsabile di una immane tragedia. A scanso di equivoci (qui sempre possibili) io sono d’accordo con la petizione e magari prima, ma non mi sento di giudicare Merz, lo conosco ancora troppo poco e però, come dice anche lei, il senso di colpa della Germania potrebbe certamente avere un ruolo importante nella decisione di astenersi.
      Grazie del consiglio sul libro che cercherò di leggere.
      Ricambio i saluti.
      https://www.br.de/nachrichten/deutschland-welt/krieg-in-israel-und-gaza-im-news-ticker-vom-21-bis-27-juli,UrZV3j0
      https://www.milanofinanza.it/news/medio-oriente-la-lettera-di-25-paesi-per-il-cessate-il-fuoco-a-gaza-c-e-anche-l-italia-202507212047106949
      https://www.milanofinanza.it/news/medio-oriente-la-lettera-di-25-paesi-per-il-cessate-il-fuoco-a-gaza-c-e-anche-l-italia-202507212047106949

      Rispondi
    • Non sono molto propenso ai sensi di colpa ad oltranza. I tedeschi di oggi non c’entrano nulla con l’olocausto, mentre gli israeliani di oggi stanno facendo un’inutile mattanza. Quindi è bene che anche la Germania si scrolli di dosso il secolo scorso così come Israele non lo debba rievocare continuamente gridando all’antisemitismo ogni volta che qualcuno muove loro una critica.
      Oltretutto la politica criminale di Netanyahu, oltre che perdente per non aver cavato ancora il ragno dal buco, è dannosa per gli stessi israeliani, perché l’odio nei loro confronti in futuro si moltiplicherà.
      E questo ad un “amico” che sbaglia lo si dovrebbe far capire.

      Rispondi
      • @Mauro: appunto questo, secondo me, è il grosso problema: se la memoria diventa una gabbia, oltre a prendere le decisioni sbagliate in sé, si rischia di dare sponda e argomenti a chi vuole demolire la gabbia. E infatti l’AfD gioca anche su questo. C’è molto da preoccuparsi.

        Rispondi
  4. Tajani: “Bisogna convincere Netanyahu a concludere questa guerra”.
    Caspita che coraggio da leone! Ma perché non tace? Farebbe una figura meno barbina. Dopo 60 mila civili trucidati e una carestia provocata, Tajani. dimentico di essere un politico, parla di “convincimento”, come fosse l’uomo anonimo della strada che non può far nulla contro gli eventi se non “convincere” chi non sente ragione a farsi paladino di pace e far cessare la guerra.
    Non c’è nessuna guerra a Gaza, c’è uno Stato terrorista, frutto dell’ultima campagna di colonizzazione occidentale, armato fino ai denti e sostenuto dal nostro alleato storico statunitense, che spara intenzionslmente sul popolo inerme per seminare terrore e cacciarlo via definitivamente dai luoghi che gli appartengono per nascita.
    Tajani è al sommo grado dell’ipocrisia quando finge di indignarsi e non ha il coraggio di chiamare GENOCIDIO ciò che sta eseguendo lo stragista israeliano, non osando neppure di proporre una sola sanzione seria contro Israele, Questa è la classe politica che ci (s)governa.

    Rispondi
  5. Una donna di 73 anni, israeliana, malata terminale ha deciso di uccidere Netanyahu con un lancia razzi, è stata arrestata ed ora è sotto processo, ha detto che quando ha saputo la diagnosi e che non le restava molto da vivere ha pensato di liberare Israele da Netanyhau per porre fine alle sofferenze dei palestinesi:

    “A terminally ill 73-year-old Israeli woman has been charged with plotting to assassinate prime minister Benjamin Netanyahu with a rocket launcher, prosecutors said on Thursday.

    According to the indictment, the woman, an anti-government activist from Tel Aviv whose identity has not been released, decided to kill Netanyahu after she learned of her diagnosis.

    She consequently decided to “sacrifice” her life in order to “save” the state of Israel from the current government, the prosecutor quoted her saying.

    She reportedly shared her plan with another activist and asked him to help her purchase a rocket-propelled grenade to carry out the assassination”.
    The Guardian

    Rispondi
  6. https://infosannio.com/2025/07/24/gaza-francesca-albanese-onu-la-fame-e-voluta-e-pianificata-da-israele/
    R
    La Francia riconoscerà lo stato della Palestina
    https://europa.today.it/attualita/francia-riconosce-stato-palestina.html
    mossa che ha suscitato grande indignazione un po’ovunque tranne che negli UK dove Starmer pare abbia detto che seguirà l’esempio del francese. Qualcosa comunque si sta muovendo ma ancora decisamente troppo poco. L’incontro in Sardegna per il cessate il fuoco ha dato ennesimo esito negativo e la popolazione continua a morire di fame e non solo, muoiono di fame persino i medici e i soccorritori.
    Trump non fa niente seduto sul suo trono pensa solo a parare i colpi che gli arriveranno dal caso Epstein, un pedofilo morto in carcere ancora non si è capito bene come e ha molto da fare a distrarre gli americani dal fatto che lui stava dentro quella lista di amici di quel tale terrific guy…”l’unto dal Signore” scampato per miracolo ad un attentato di cui ancora non si sa nulla di preciso…
    Biden mandava gli aerei a sganciare aiuti umanitari sulla spiaggia a Gaza e non avrebbe permesso questo osceno obbrobrio. Il “rimbambito” era molto più “umano” di questo che pensa a come liberare i territori per farci un resort per ricchi…ma gli americani lo hanno votato…si si se ne accorgerà che bel voto sul sedere che prende alle Midterm.

    Rispondi
  7. Una domanda ingenua.
    Qualcuno ha in mente quale potrebbe essere una soluzione realistica per la crisi di Gaza? La soluzione salomonica di due popoli in due stati in questo momento mi pare impraticabile. Comunque ricomincerebbero subito a farsi la guerra.
    Bloccare tutto com’è, con gli israeliani che si ritirano lasciando gli ostaggi in mano di Hamas e i tunnel e le installazioni di Hamas in funzione? Una carneficina che non sarebbe servita a niente?
    Convincere l’Egitto a prendersi il territorio di Gaza? Quando si sogna, tanto vale sognare a colori.
    Convincere i palestinesi di Gaza a trasferirsi altrove?
    Convincere gli israeliani a trasferirsi altrove lasciando l’attuale territorio di Israele ai palestinesi?
    Altre ipotesi?
    R
    beh, intanto fornire cibo a acqua e medicinali a quella popolazione subito, poi cessare di colpirli a morte, sarebbe già un passo avanti.
    Mandare a casa Netanyahu subito, altra soluzione. Rilasciare subito tutti gli ostaggi da parte di Hamas. Israele deve ritirarsi dai territori occupati, instaurare un tavolo di trattative e un cessate il fuoco permanente da ambo le parti. Poi si discute.

    Rispondi
    • ” …. Israele deve ritirarsi dai territori occupati, instaurare un tavolo di trattative e un cessate il fuoco permanente da ambo le parti. Poi si discute….”

      Quindi anche dalla Cisgiordania, che ricordo è per il 90% occupata dai coloni, di fatto la peggior destra israeliana, cioè coloro che sostengono Netanyahu ?

      Large programme madame
      R
      certo, sono un po’ esondata, ma se non si pensa in grande e si mira alto in certe situazioni si finisce che nessuno ti ascolta.
      Ma, tu forse non sei d’accordo?

      Rispondi
  8. https://infosannio.com/2025/07/25/lo-sbarco-alleato-a-gaza/
    R
    molti (giornalisti o pseudo tali) non osano dirlo ma starebbero con Hamas tutta la vita…e anche dicendo molte cose giuste finiscono per dimostrarlo. Senza volere, ovvio. Mestiere difficile quasi quanto quello del magistrato che non deve avere idee politiche o non dovrebbe averle (quando lavora) ma le ha e spesso le dimostra alla grande, sempre senza volere, ovvio. Siamo uomini, non caporali.

    Rispondi
  9. Ecco cosa dice Meloni sulla questione sollevata da Macron: (riportato dal Guardian)
    “Italy’s prime minister Giorgia Meloni said on Saturday that recognising the State of Palestine before it is established could be counterproductive. “I am very much in favour of the State of Palestine but I am not in favour of recognising it prior to establishing it,” Meloni told Italian daily La Repubblica. “If something that doesn’t exist is recognised on paper, the problem could appear to be solved when it isn’t,” Meloni added.

    “Sono a favore dello stato palestinese, ma riconoscere lo stato prima che sia costituito potrebbe essere controproducente, perché riconoscere sulla carta qualche cosa che non esiste non porterebbe alla soluzione dei problemi”.

    Macron ha chiamato a raccolta i leader europei per cercare di coinvolgere l’autorità palestinese nel tentativo di arrivare ad un cessate il fuoco.
    Ma la situazione è complessa a causa certo della intollerabile crudeltà di Netanyahu ma anche a causa della stessa inerzia di chi vuoi tra autorità palestinesi o i paesi amici vicini, non da nessun segnale di voler aiutare la popolazione concretamente.

    Rispondi
    • Ma io non sono d’accordo con Giorgia Meloni. Riconoscere lo stato palestinese sarebbe un grosso passo avanti verso una nuova percezione da parte delle autorità palestinesi di quanto essere stato riconosciuto a livello internazionale comporterebbe molte responsabilità. In primis quella di proteggere i propri cittadini cercando alleanze con gli altri stati arabi per sconfiggere il terrorismo incistato nella società palestinese e dare più credibilità alle politiche che eventualmente venissero messe in atto.
      Uno stato palestinese riconosciuto farebbe la differenza eccome, non solo una massa indistinta di popolo che si mischia ai terroristi ma un popolo con la propria dignità che ha al suo interno un cancro da estirpare. Un vero stato riconosciuto e che riconosce le regole internazionali e vi entra a pieno titolo costituirebbe una garanzia anche per lo stato di Israele che potrebbe allora contare sull’appoggio ancora maggiore in caso di attacchi da parte dei palestinesi o di chi per essi.
      Anche sulla carta avrebbe un senso perché metterebbe subito dei paletti e riconoscerebbe uno status a quella gente che ora viene massacrata e lasciata morire di fame, uno stato con delle autorità competenti ed elezioni democratiche che offrissero alla popolazione la possibilità di scegliere da chi farsi governare. Secondo me la mossa di Macron ha un senso e spero che altri presto si uniscano E anche la proposta di mandare aiuti via aerea non è da scartare, almeno fino a che non si vedrà uno spiraglio di trattative andate a buon fine e non sarà possibile far passare i mezzi umanitari via terra.

      Rispondi
  10. Meloni, come suo costume, dà un colpo al cerchio e uno alla botte, così cade sempre in piedi. Ipocrisia all’ennesima potenza.
    Riconoscere lo Stato palestinese, è un dovere, è un segnale forte perché Israele -nato dai colonizzatori dell’ultima ora- abbandoni per sempre l’idea di sopprimerlo. La Palestina, per diritto naturale, non può essere soppressa, deve potere costituirsi a Stato libero e indipendente.
    Non è “l’intolleravile crudeltà di Netanyahu” la causa di quanto finora successo, dietro Neranyahu c’è una maggioranza che lo sostiene, e storicamente, ogni qualvolta s’è profilato un accordo, tra i due popoli Israele ha fatto di tutto per romperlo, vedi assassinio del premio nobel per la pace Rabin, da parte di un’estremista di destra.
    Ma finché Israele è di fatto il cinquantunesimo Stato degli Stati Uniti, seguiteremo ad appoggiarlo nel suo tentativo di usurpare l’intera Palestina.

    Rispondi
  11. Alessandro, però certe perplessità mi sembrano fondate.
    Cosa intendiamo per Palestina? Gaza + Cisgiordania con Israele in mezzo? Solo Gaza? E riconoscere una nazione non implica anche riconoscere il suo governo? Hamas?
    Mi pare che prima di riconoscere la Palestina la dovremmo descrivere.

    Rispondi
  12. Lenzini, come debba essere costituita la Palestina è affare dei palestinesi.
    Dove? Nelle aree accupate con la violenza da Israele. Israele ha leso via via il diritto naturale di costituirsi a Stato del popolo nativo di quei luoghi, non riconoscendolo; il diritto internazionale, occupando illegalmente la Cisgiordania; il diritto umano, angariando e sottomettendo la popplazione palestinese in Cisgiordania, riducendo Gaza a prigione a cielo aperto, nonché sterminando 60 mila persone innocenti, e provocando una situazione di carestia.
    Non si era mai vista una nazione, nata artificiosamente a danno di chi già viveva in quei luoghi, che abusasse a tal punto della protezione colpevole degli Stati Uniti e dell’Occidente per perseguire una volontà nazionalista e fideista.
    R
    Questo commento esposto con assertività che non lascia adito a discussioni è, a mio parere, un esempio da non seguire. Non per quello che espone quale legittima opinione, ma per come espone in poche righe una situazione di fronte alla quale si dovrebbe, sempre a mio parere, ragionare con pacatezza.
    E’ innegabile che il commento affermi dei dati di fatto sotto gli occhi di tutti, ma non sempre quello che risulta evidente rappresenta una situazione chiara e inopinabile ma le conseguenze di diverse situazioni con rivolti drammatici che implicano molti attori e con connotazione storiche tragiche che andrebbero sempre considerate prima di pronunciarsi con tale convinzione.
    Io, da gestore e conduttore del blog ho la responsabilità della conduzione e se mi permetto di fare questa osservazione non è per polemizzare con Alessandro, ma per favorire una migliore atmosfera che concili l’interesse del blog a non diventare una palestra per allenare i muscoli e dimostrare chi sia il più “forte”, ma un luogo dove si discute anche animatamente senza prevaricare chi la pensa diversamente e senza pretendere che gli altri ci diano ragione.
    Anche perché questo atteggiamento sconforta chiunque volesse replicare perché andrebbe incontro ad un infinito rimpallo di botta e risposta dove “discutere” diventa “litigare”.
    E sul mio blog non intendo più pubblicare “litigi”, al contrario intendo riportarlo alla sua connotazione originaria di un luogo aperto a chi vuole “ragionare”, non imporre le proprie idee.

    Rispondi
    • Ho espresso la mia idea a fronte di una osservazione. Che c’entrano “la palestra per allenare i muscoli” e i “litigi”? Ho per caso sferrato un pugno a Lenzini?
      E dove sarebbe la “prevaricazione”? Se sono convinto delle mie idee, le espongo con convinzione, e questo sarebbe “imporre le proprie idee”? Mah!
      R
      secondo me si. Il tuo modo di “argomentare è questo: imposizione delle tue idee. Tu pontifichi, affermi, giudichi, stigmatizzi, emetti sentenze inappellabili…senza entrare nel merito della questione, lo fai in tutti i tuoi commenti, almeno da quando i russi hanno invaso l’Ucraina e non c’è nessuna argomentazione che si possa contrapporre alle tue narrazioni che sono sempre ferree e indiscutibili e questo tuo ultimo commento ne è la prova.
      E’ legittimo ma io non voglio che il mio blog sia questo. Non vorrei che si potesse entrare e uscire da qui come dentro un saloon, scaricare il fucile e poi andarsene soffiando sulla canna. E magari restare “spettatore” in un silenzio rancoroso e improduttivo.
      Tu sei stato tra i primi a frequentare questo blog che si appresta a compiere otto anni. Qui è passata molta gente e sempre qui ci sono “occhi” che leggono da tutto il mondo (non è un’esagerazione).
      Ultimamente è un posto dove non si discute ma si litiga su quasi tutto tranne le solite eccezioni. La tua risposta non è tale ma una affermazione sintetica e che non lascia spazio a nessuna possibilità di discussione: è così e basta. Ripeto e spero di farmi capire, non entro nel merito di questa questione ha radici profonde e richiederebbe trattazioni bibliche, semplicemente mi piacerebbe che chi commenta lo facesse prendendo un ampio respiro, ricordandosi che qui c’è una che deve leggere e pubblicare e che ha le proprie idee e la propria sensibilità, che non è una passacarte stipendiata e quel che passa ingrassa… ma una che vorrebbe anche poter dialogare con costrutto e senza doversi difendere (e infatti non mi difendo) da allusioni del tipo di quella fatta da Lenzini di recente, che qui pubblico solo “opinioni a senso unico”. Cosa che ritengo estremamente offensiva particolarmente se detta da uno che scrive qui sopra da anni tutto quello che gli pare e non sono quasi mai d’accordo con lui.
      E’ inaccettabile.
      Sono considerazioni generali che faccio su un tuo post perché tu me ne dai il destro visto che continui a commentare mentre altri si sono ritirati sdegnati e forse “impauriti” dal confronto o forse semplicemente perché hanno trovato di meglio da fare. Resta il fatto che ancora tanti leggono e se leggono credo che un motivo ci sia e però questo spazio lo gestisco io è mia la responsabilità di come va e me la prendo tutta ma mi prendo la libertà anche di esprimere le mie perplessità sperando che ci sia una possibilità su un milione che chi legge capisca che questo tipo di atteggiamento non costruisce nulla. Ma se è finalizzato a portare questo blog a chiudere, l’intento di chi ” entra nel saloon” e poi sparisce (non tuo) temo che resteranno delusi perché io ho tutta l’intenzione di promuoverlo non di bocciarlo. Grazie per l’attenzione.

      Rispondi
  13. Che la creazione dello Stato di Israele a suo tempo sia stato un errore o, quanto meno, un azzardo, e che la sua nascita sia stata gestita male sono dati di fatto.
    Però, ormai sta lì da 80 anni, ed è diventato una realtà con cui anche i palestinesi devono fare i conti.
    Anche i pellerossa avrebbero tutto il diritto di cacciare gli europei dai loro territori, ma ormai è troppo tardi.
    Sono d’accordo, invece, nel condannare l’allargamento illegale dei confini ad opera dei cosiddetti “coloni”, anche perché non ne capisco bene il motivo. Da òì. prima o poi, se ne dovranno andare.
    Quanto al riconoscimento della Palestina, che sappia io, si riconoscono gli Stati e i governi, non i territori indipendentemente da chi li governa. Per cui, ripeto, Macron dovrebbe riconoscere il governo di Hamas. Se poi un territorio non ha confini ufficiali stabiliti a livello internazionale, peggio ancora. Bisogna prima lavorarci sopra un bel po’.
    R
    Le faccio solo osservare che Hamas è un’organizzazione terroristica non un “governo”. Eventualmente gli accordi vanno presi con l’ANP (autorità nazionale palestinese), ma anche li c’è da capire bene fino a che punto si possa “negoziare” e che cosa.
    Anche la Lega Araba si è fatta avanti con un comunicato che le consiglio di leggere, forse temeva di essere lasciata fuori dalla trattative e ha messo le mani avanti:
    https://www.linkiesta.it/2025/07/lega-araba-contro-hamas/
    L’importante è che qualcosa finalmente si sta muovendo e Israele non potrà non prenderne atto.

    Rispondi
  14. Insomma Mariagrazia, un “processo”, non alle mie idee, ossia al contenuto di quanto scrivo, ma al mio stile, ossia al modo come mi esprimo . Come guardare un quadro e soffermarsi alla tecnica criticando il pennelllo o la spartola adoperati.
    Prima riconosci che
    “E’ innegabile che il (mio) commento affermi dei dati di fatto sotto gli occhi di tutti”, poi correggi
    “che pontifico, affermo, giudico, stigmatizzo, emetto sentenze inappellabili…senza entrare nel merito della questione”. Per coerenza, delle due, una.

    Ma, lasciamo perdere le prime cinque qualifiche del mio modo di dialogare -ognuno ha le proprie idee (la mia per esempio è che nel parlare sono franco, cerco di documentarmi ed entro sempre nel merito) e lascio agli altri giudicare se è come mi descrivi tu- ma non lascio perdere l’ultima, dove sentenzi che “non entrerei nel merito” delle questioni, e ciò addirittura in “tutti i miei interventi”. Insomma, una malattia.
    Allora, quando scrivo, per esempio, che
    “Israele ha leso via via il diritto naturale di costituirsi a Stato del popolo nativo di quei luoghi, non riconoscendolo; il diritto internazionale, occupando illegalmente la Cisgiordania; il diritto umano, angariando e sottomettendo la popplazione palestinese in Cisgiordania, riducendo Gaza a prigione a cielo aperto, nonché sterminando 60 mila persone innocenti, e provocando una situazione di carestia”,
    non starei entrando nel merito? Sto parlando di chimere fantasiose?Potresti per favore smentire quanto sostengo?
    R
    Hai capito male, eppure lo ribadisco (“Ripeto e spero di farmi capire, non entro nel merito di questa questione ha radici profonde e richiederebbe trattazioni bibliche”…) che sono io a non entrare nel merito non tu. E te ne spiego anche i motivi e non correggo proprio nulla ma descrivo quello che a mio parere è il tuo modo di esporre le tue opinioni e lo faccio rispondendo alla tua domanda.
    Cioè rispondo a te che mi poni una domanda precisa e (ci aggiungi anche un “Mah”, come dire che sei “incompreso”) sinceramente e francamente come mio costume, se la risposta non ti piace me ne faccio una ragione.
    E, visto che la metti su questo piano…” E’ come guardare un quadro…”, d’ora in avanti considererò i tuoi commenti delle opere d’arte da prendere con le pinze e però se troverò che “la spatola” lascia degli sbaffi di colore spero mi concederai il privilegio di fartelo notare.
    Avevo anche detto che non intendevo polemizzare con te e non lo farò, rispondo dietro tue precise sollecitazioni.
    Se mi posso permettere suggerirei di leggere meglio il testo del mio intervento che contesti (tanto per cambiare) e vedrai che è come dico.

    Rispondi
  15. I terroristi rubano il cibo, vero in un contesto infernale come quello di Gaza, la legge della violenza è l’unica possibile.
    Però il “Gurdian” poco tempo fa ha pubblicato un’inchiesta sulla “matematica della fame” studiata a tavolino dai barbari sionisti del governo “Nazinyahu” un articolo che ha ripreso l’inchiesta:

    https://www.assopacepalestina.org/2025/07/25/la-matematica-della-fame-perche-gli-aiuti-non-possono-risolvere-la-mortale-carenza-di-cibo-a-gaza/

    L’articolo spiega bene come gli aiuti necessitino di un bene primario come l’acqua per essere cucinati e assunti, senz’acqua che te ne fai di farina e pasta?
    Pure l’acqua è razionata, centellinata, negata.
    Ed ecco smascherata l’ennesima bugia vomitata sulla pelle di quella popolazione martoriata dai nazisti ebrei ortodossi e dai loro infami coloni che predano, stuprano e ammazzano impuniti i palestinesi in Cisgiordania.
    Il prossimo passo è prendersi Gaza:

    https://www.today.it/mondo/gaza-israele-tour-coloni-insediamenti.html

    La fame è utilizzata come arma di guerra, i Paesi UE come le comari del paesino di S.Ilario si limitano (non tutte) all’invettiva, incapaci di un sussulto di dignità e umanità.
    La più ignava di tutti è “vostro” premier, che nemmeno si indigna-
    R
    i terroristi o i criminali non rubano solo il cibo che serve per sfamare una popolazione allo stremo, non solo i medicinali che servono a salvare vite ma fanno pure questo e questo è relativo proprio all’acqua:
    https://www.today.it/mondo/hamas-razzi-tubi-acqua.html
    Questo però non significa che non condanni la crudeltà di Israele e la situazione intollerabile a Gaza,( ma condanno altresì la crudeltà di Hamas nei confronti persino della propria gente) e lo faccio in più articoli e commenti scritti ripetutamente qui sopra, questo articolo ne è una prova e inizia proprio parlando della carenza d’acqua e di due bambini morti per portarne un poca a casa. Chi commenta dovrebbe anche sapere che cosa commenta e leggere gli articoli fino i fondo, possibilmente, prima di farlo.

    Qui c’è anche chi denuncia “insensibilità” e non sa dove postare i suoi commenti su Gaza, segno che non si prende neppure la briga di aprire i post, ma poi si mette in cattedra a lanciare accuse.
    Non ho alcun interesse a sostenere una parte più di un’altra: mi piacciono la Verità e la Giustizia ed ho un’idea chiara a cosa corrispondono che mi sono formata nel corso degli anni e le perseguirò fin che avrò vita.

    https://tg24.sky.it/mondo/2025/07/30/guerra-israele-palestina-gaza-30-luglio-diretta
    Giorgia Meloni, primo ministro della Repubblica Italiana è attualmente la premier di tutti gli italiani, di chi l’ha votata di chi non l’ha votata e di chi ha deciso di astenersi dal votare. Né nostro, né vostro, né loro, né di essi, ma di tutti i cittadini italiani che non hanno rinunciato alla cittadinanza.

    Rispondi
  16. I razzi con i tubi dell’acquedotto… chissà che precisione avranno questi ordigni progettati dai Von Brown integralisti, vuoi mettere con le bombe dei caccia israeliani a marchio di fabbrica europeo (italiano e americano).
    Io sono della stessa idea di Dibba che definisce il “vostro” Premier un ipocrita, mi dissocio da chi come te Mariagrazia si sente “orgogliosamente” rappresentata da questo modello di democrazia malata.
    Dopo quasi 2 anni quest’anima pia addirittura scopre che la situazione a Gaza è drammatica e “non condivide”, ma si vergognasse lei e quella banda di improvvisati che si è portata dietro.
    Il nostro Ministro degli Esteri che dichiara che “Nazinyahu”, condannato dalla CPI per crimini contro l’umanità sarà sempre il benvenuto in Italia.
    Del resto da chi libera torturatori assassini stupratori di bambini riaccompagnandoli con l’aereo di Stato non è che si possa pretendere.
    Nel link che hai postato e fa il paio con quello precedente , non c’è una sola parola di pietà nei confronti del martoriato popolo palestinese, nemmeno una, solo pelose e ributtanti giustificazioni intrise di un vittimismo disgustoso.
    Quella allucinante narrazione parla degli ospedali, delle scuole delle tende dei campi profughi come di: ” obiettivi militari legittimi”. Vergognoso.
    E’ obiettivo militare legittimo lasciare i neonati nelle incubatrici senza energia elettrica a morire, o sparare in testa a dei bambini?
    Lo sapevi che gran parte dei combattenti IDF sono “coloni” delle terre espropriate con la violenza ai loro legittimi proprietari palestinesi?
    Quale obbiettivo militare legittimo potrà mai essere un cumulo di tende e baracche dove sopravvivono a stento civili inermi?
    Il mare dove lavarsi è da considerarsi obiettivo militare legittimo? Perché per chi si bagna è prevista la pena capitale.
    Sparare sulla gente in fila per acqua e cibo (brodaglia marcia come quella dei campi di concentramento nazisti) è da considerarsi obbiettivo militare?
    Sarebbe questa la Verità e la Giustizia (in maiuscolo) che porteresti in dote al dibattito? Sono abbastanza sconcertato.
    La Meloni che si “sfragna” per i poveri palestinesi mentre continua a fornire gli strumenti a Nazinyahu , per massacrarli, sarebbe il “mio” Premier? Ma per carità, quella ogni volta che apre la boccuccia vomita menzogne, che si tratti di Gaza, di migranti, di economia, di dati sul lavoro e che solo dei babbucchioni disinformati si possono bere, che poi sono quelli che l’hanno votata.

    Buona domenica.
    R
    mi dissocio IO da ogni virgola di questo commento. Un altro così non passerà.

    Rispondi
    • Signor A 59: Leggo costantemente ed avidamente i suoi post, apprezzandone sia i contenuti sia i calambour di cui Lei li dissemina. Li trovo esilaranti, soprattutto quello sul Premier Israeliano. Ho notato che , in uno di questi , lei, parlando di tubi di lancio, fa riferimento a Von Brown. Poiché immagino che, dato il tema, Lei facesse riferimento a Werner Von Braun, Le sarei grato Lei mi spiegasse la gag dietro allo stravolgimento del cognome. Deve esserci per forza un calambour, dato che non é concepibile un errore da parte sua, considerando la sua cultura ecumenica e la sua mostruosa competenza in quasi tutte le attività umane. La ringrazio aticipatamente.

      Rispondi
  17. Bentornato egregio Bianchi, abbia pazienza ma preferisco non risponderle che poi mi si incazza e abbandona di nuovo il blog.
    Noto però che la tigna sui probabili refusi è sempre quella, potrei imbastire una decina di spiegazioni sul calembour che si potrebbe fare con la parola Brown, ma non vorrei sminuire la sua cronica pedanteria alla “Furio”.
    Sa, in fondo lei mi ricorda uno dei 3 carabinieri della barzelletta: Vanno sempre in 3 in auto perché uno sa leggere, uno sa scrivere e il terzo controlla i due “intellettuali”. Indovini lei chi mi ricorda dei 3.
    E con questa ho chiuso.

    Rispondi
  18. A59, qualche puntualizzazione.
    Vendere armi non rende complici, a meno che non si faccia violando sanzioni o divieti internazionali. Se gli israeliani ammazzano gente con le bombe, che siano italiane o americane non fa differenza, a parte per le nostre aziende.
    Nonostante ne abbiamo discusso tante volte, molti non vogliono capire che Israele non ha ancora il controllo del territorio di Gaza perché l’esercito di Hamas è agguerrito e finora gli ha tenuto testa.
    E’ una guerra tra Israele e Hamas , e i civili che ci vanno di mezzo sono uguali ai civili italiani che morivano sotto le bombe degli alleati che combattevano contro i tedeschi e contro l’Italia fascista.
    Se Hamas cessasse di combattere e consegnasse le sue installazioni militari agli israeliani finirebbe tutto in pochi giorni. Non capisco perché non vogliamo prendere in considerazione questa possibilità.
    Se il re d’Italia non si fosse arreso agli alleati, Roma e Milano avrebbero fatto la fine di Dresda. Il re, arrendendosi, salvò centinaia di migliaia di vite.
    Le guerre, se non siamo in grado di vincerle, bisogna saperle perdere, e bisogna farlo al momento opportuno.

    Rispondi
  19. Caro Luigi, ovviamente non condivido una virgola di quello che ha scritto ne sul piano ideologico e meno che mai su quello storico.
    Intanto toglierei il “se” ai bombardamenti israeliani su Gaza, poi avrei da opinare sull’agguerrito “esercito” di Hamas, il fatto che qualche centinaio di deliranti terroristi si mascherino da militari non significa che poi combattano sul terreno, io di combattimenti tra loro e gli altri assassini dell’IDF non ne ho visto nemmeno uno, come non li ha visti lei e nessun altro.
    Questa non è una guerra come in Ucraina ma un massacro di gente inerme.
    Il paragone che dovrebbe fare su Roma e Milano è il seguente.
    E’ come se per colpire le BR delle colonne romane e Milanesi negli anni 70, il governo italiano avesse deciso di radere al suolo bombardandole le due città, chiuso dentro i suoi abitanti impedendo loro di curarsi, sfamarsi, lavarsi e dissetarsi, sparando dal raccordo anulare razzi sulla gente in fila davanti al Policlinico Gemelli o al Niguarda.
    Così rende l’idea.

    Re “Sciaboletta” non si è arreso, è scappato con la corte da quel gran vigliacco che è sempre stato, consentendo l’avvento del fascismo, le leggi razziali e l’entrata in una guerra devastante, con il servilismo che contraddistingue gli italiani, sempre pronti a salire sul carro del vincitore.

    In attesa che la BM si dissoci anche stavolta dalla verità, le allego una riflessione di Elena Basile, che descrive con acume, competenza e pure con delicata fermezza, la situazione a Gaza, ribadendo come il doppio standard sia una costante di coloro che non riescono a capire che quello che succede di inumano laggiù, sia stato pianificato a tavolino e sia la risultante di un odio razziale profondo e radicato in gran parte del sionismo internazionale, che nulla ha da invidiare al nazismo del secolo scorso che anche oggi fa proseliti.
    Lo legga e poi mi scriva che ne pensa, sempre che questa mia non la costringa ad abbandonare il blog per paura di confrontarsi.

    https://infosannio.com/2025/08/05/genocidio-e-doppi-standard-una-riflessione-sulle-parole-di-liliana-segre/

    Mi stia bene.
    R
    mi pareva di avere chiesto di non insistere sul tema della Segre, ma è passato come lettera morta ma va bene così. Non commento l’articolo postato da A59, come non commento il giudizio che ne da. La Verità ha una dignità che va sempre rispettata e io mi dissocio sempre da chi pretende di rappresentarla ma ne da semplicemente una interpretazione soggettiva. Mi riferisco in questo caso all’autrice dell’articolo che esprime delle opinioni personali e come tutte le opinioni possono contenere alcune verità ma non costituire la Verità. Contribuire alla Verità ma non rappresentarla. La Verità si rappresenta da sola senza bisogno di propagandisti. Affermare di trovarla pienamente nelle parole di qualcuno è corrispondente a smentirla.

    Rispondi
    • @A59 per una volta che sono d’accordo per un buon 50 % (in verità ben di più) con quello che scrive, ci tengo a farglielo sapere, persino ringraziarla. Se poi volesse passare a questo stile di confronto abbandonando calembours e altri sarcasmi, la ringrazierei davvero. Dia retta a cretino: così è molto più facile seguirla. Buona giornata.

      Rispondi
    • A59, sono sostanzialmente d’accordo nella parte della criminalità dell’intervento israeliano e delle intenzioni di far sparire la striscia. La parte che non mi convince è il paragone con le BR, che forse avevano l’Unione Sovietica alle spalle, ma non il potenziale bellico di Hamas nel numero di combattenti (rispetto alla popolazione), né nel tipo di armi, questa volta sovvenzionate da vari stati islamici.
      Fatto sta che i prigionieri non sono stati ancora trovati, forse perché non li hanno cercati, forse perché non si riesce ad entrare a cercarli, forse perché i combattenti e i civili facilmente si possono mescolare e qualcuno copre chi li nasconde.
      La comica che ho sentito ultimamente era Netanyahu che lamentava la scarsa nutrizione degli ostaggi. Chiaro che se lasci tutti senza viveri non puoi pretendere che l’ostaggio venga pasciuto più dei carcerieri.
      Anche su chi spara alla folla in fila per il cibo ho qualche riserva. Non credo che ci siano soldati israeliani con gli scarponi sul terreno. Temo più siano i combattenti che vogliono accaparrarsi il cibo per resistere.
      R
      Mauro
      mi permetto di opinare sulla “comica”, d’accordo che Netanyahu sta distruggendo non solo Gaza ma anche il suo stesso paese e dovrebbe fermarsi ieri, ma gli ostaggi sono scheletrici ( e forse i carcerieri no) e le foto che Hamas ha mandato in giro come trofei sono allucinanti tanto quanto quelle dei palestinesi. E’ una situazione orrenda e quelle foto degli ostaggi ridotti a scheletri e costretti a scavarsi la fossa sono indegne allo stesso modo di quelle dei palestinesi alla fame, allo stesso modo.
      Gli ostaggi sono ostaggi, appunto e se sopravvivono alla detenzione e quanto altro che non oso immaginare, andrebbero almeno rispettati nella loro dignità umana e l’orrore di quelle foto mostrate deliberatamente per motivi propagandistici parla di un umanità indegna di questo nome.

      Rispondi
  20. Rispondo più che volentieri a Mauro e Francesco accomunando in questo post le loro opinioni.
    Francesco,
    Una vita fa, al mio primo lavoro presso lo studio di un archistar come si direbbe oggi, ho avuto la fortuna di incontrare un collega anziano che mi ha fatto da mentore, un disegnatore e modellista che mi ha insegnato un mare di cose e quando dal basso della mia incompetenza di fronte a un banale errore esclamavo: “Che pirla che sono!” (mi ero milanesizzato) rispondeva pacato senza nemmeno alzare la testa dal tecnigrafo: “Mai vantarsi”.
    Quindi grazie del consiglio ma non penso cambierò abitudini, anche perché molti dei calembour sono in realtà “dedicati” alla nostra BM, che come me ama i neologismi e le citazioni, spesso riprese da commedia all’Italiana che ha fatto grande il cinema di questo Paese.
    Il sarcasmo è dote peculiare della genovesità, il cui motto è uno solo:
    “Pessimismo e fastidio”.
    Questo per spiegare il modo ruvido che caratterizza il mio scrivere di solito.
    Sono io che ringrazio lei anzi voi che dovete sopportare un vicino tanto ingombrante e a quanto pare respingente.

    Venendo al tema della mie metafora dedicate a Luigi, passo a Mauro dicendo che la mia era un’iperbole, certo.
    Le BR hanno hanno ammazzato a Genova il padre di un comune amico, freddato sulle scale di casa, faceva il magistrato e la lotta armata di quegli anni era “mirata” a figure dello Stato, del sindacato, del giornalismo, della cultura universitaria, quadri intermedi facilmente aggredibili, il vero salto di qualità è avvenuto con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, sacrificato sull’altare dell’ipocrisia dalla DC, responsabile attraverso i servizi deviati di stragismo di Stato al pari delle BR, non è mia opinione ma storia ed è stato l’inizio della fine della lotta armata.
    Certamente non era mia intenzione paragonare la situazione bellica tra un gruppo armato clandestino (avrei potuto citare i NAR) e Hamas che ha avuto riconoscimento politico ed elettorale per quanto assurdo.
    La risultante che mi premeva mettere in evidenza era l’abnormità della soluzione adottata, spero che nessuno pensi sia frutto del 7 ottobre, è un disegno preciso che ha avuto in quella orribile mattanza come complice lo stesso governo israeliano è stato l’alibi per metterla finalmente in pratica.
    Le indagini della Civilian Commission of Inquiry into October 7, una task force indipendente guidata dal giudice Varda Alsheikh hanno costretto Natanyahu a scusarsi pubblicamente, scoperchiando il verminaio da lui orchestrato.

    Sulle capacità militari di Hamas a parte le tragiche sceneggiate a favore di telecamera con uniformi e passi marziali, avrei da ridire e un bel po’.
    Avevo postato oltre un anno fa un link di True Numbers sul numero di vittime causate da quel conflitto economico-religioso prima del 7 ottobre, così ben spiegato da Francesca Albanese nel suo report che mi è stato chissà perché censurato con ragioni che non reputo tali, vabbè cosa fatta capo ha.
    Lo riallego giusto per far capire quanto siano risibili le “prove” di trasformare tubi dei ferro per un acquedotto in razzi balistici con cui Hamas colpirebbe Israele, la propaganda si attacca a tutto, la scarsa competenza specifica fa il resto:

    https://www.truenumbers.it/conflitto-israele-palestina/

    Ma se questo non bastasse a spiegare l’abnormità della “risposta” e la tragica barzelletta del diritto di Israele a difendersi, allego i dati relativi ai bombardamenti missilistici in quelle aree martoriate e sono dati incompleti:

    https://www.truenumbers.it/missili-israele-conflitto-iran/

    Non vi saranno sfuggite le recenti dichiarazioni del capo di Israele e della sua accozzaglia di governo, ora gli ostaggi sono “sacrificabili” per il raggiungimento del suo obiettivo che non è quello di liberarli, ma di spianare Gaza e farne un resort insieme all’amico Trump, valanghe di soldi sulla pelle della povera gente segregata e sterminata senza soluzione di continuità.
    Persino i suoi più truci generali come Zamir ne hanno a sufficienza di questa bestialità.
    Gli unici che ancora non sono sazi sono i sionisti e gli ultraortodossi, i coloni, che continuano a insediarsi illegalmente, ad ammazzare, stuprare, distruggere le proprietà palestinesi in Cisgiordania nel silenzio tombale.
    Ci è toccato pure ascoltare un capo di stato europeo (Merz e risparmio il calembour a Francesco), “ringraziare Israele perché sta facendo il lavoro sporco per noi”.
    Ma noi chi? Per lui e tutti quelli come lui forse, che lo sterminio e le guerre ce l’hanno nell’acido desossiribonucleico avariato che compone il loro cerebro.

    In tutto questo si distingue per ignavia il governo italiano, che per bocca dei suoi rappresentate come nella canzone di De André “Don Rafaé” si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità.
    Ora io di dignità nelle parole di chi ha orchestrato una vergogna come quella di Al Masri mentendo al Parlamento, ai cittadini e alle istituzioni, non ne vedo nemmeno un grammo, tanto è che si impegna (quello sì) a fornire a Israele le bombe con cui continua a sterminare gente inerme:

    https://www.fanpage.it/esteri/ce-anche-unazienda-italiana-dietro-il-rifornimento-di-bombe-che-israele-sta-usando-nel-massacro-a-gaza/

    L’articolo è di Fan page ma l’inchiesta è dell’amato Guardian.
    Allego pure le foto delle bombe inviate a Israele e ditemi voi se è possibile fare il paragone con i tubi di ferro portati in dote dalla UE e trasformati in pericolosi ordigni che di solito esplodono in volo per la rozzezza della tecnologia impiegata:

    https://zbiam.pl/wp-content/uploads/2024/12/7754521-1.jpg

    Concludo, esortandovi a scrivere di più che poi mi tocca passare per il “desertificatore” e sembrare uno dei tanti eroi al negativo della Marvel.
    E scusate il “pippone” ma sono cose su cui vale la pena spendersi.
    Statemi bene.

    Rispondi
  21. Caro A59, lei afferma, secondo la vulgata comune, che i militanti di Hamas sono pochi e male armati, e gli israeliani stanno facendo una guerra contro dei civili con l’obiettivo di una pulizia etnica, ma i conti non tornano.
    L’obiettivo del genocidio sarebbe largamente fallito, se sono fermi al 2-3% (50.000 su 2 milioni). Nei genocidi veri (ebrei e armeni) ne hanno ammazzati la maggioranza.
    Se fosse come dice lei, mi spiega perché l’esercito israeliano, dopo due anni, non ha ancora raggiunto i suoi obiettivi, che erano lo smantellamento delle basi militari di Hamas, la distruzione dei tunnel e dei magazzini di armi sotterranei, la restituzione degli ostaggi e la presa di controllo totale su Gaza?
    Oggi Hamas continua a lanciare razzi contro Israele e rifiuta di trattare sugli ostaggi.
    E ovvio che, se in due anni, gli israeliani non hanno raggiunto i loro obiettivi è perché qualcuno glielo ha impedito; in altre parole, Hamas ha evidentemente un potenziale militare rilevante capace di impedire agli israeliani di occupare totalmente Gaza.
    Non mi dirà che gli israeliani hanno volutamente rinunciato ad occupare Gaza, o che glielo hanno impedito i civili.
    Questa è logica aritmetica. Se lei ha una spiegazione migliore per questa impasse, ce la dica.

    Rispondi
  22. Aggiungo all’intervento di Luigi che anche il modo di distribuire gli aiuti, lanciandoli dal cielo, lascia pensare che non sia sicuro mettere piede dentro Gaza. Sarebbe più semplice distribuire viveri sul posto, ma probabilmente se li accaparrerebbero gli Hamas armati sparando anche sui volontari. Così finisce che buttano le casse dagli aerei schiacciando la povera gente che corre per prendere qualcosa.
    Povera gente che è prigioniera sia di Hamas che di Israele.
    R
    si, ha ragione, la distribuzione di aiuti tramite gli aerei è davvero l’ultima spiaggia, ma corrono in centinaia per prendere i pacchi che contengono di tutto e possono salvare da morte certa bambini allo stremo, misure eccezioni per una situazione intricata e difficile da dipanare. Gli aiuti però, secondo me, da qualsiasi parte arrivano, sono sempre una “manna dal cielo”.

    Rispondi
  23. “Meanwhile we are getting big news from Germany, as the chancellor, Friedrich Merz, has just announced that the German government will not approve any exports to Israel of military equipment that could be used in the Gaza Strip until further notice.” The Guardian

    La Germania ha stoppato l’invio di armi o equipaggiamenti militari ad Israele dopo l’annuncio di Netanyahu di voler invadere Gaza.
    Uno comincia, gli altri dovrebbero seguire l’esempio. Compreso Trump che fa la voce grossa per finta.
    https://www.theguardian.com/world/live/2025/aug/08/israel-gaza-city-take-over-netanyahu-plan-approved-live-updates-latest-news

    Rispondi
  24. Caro Luigi, a parte il fatto che i morti accertati (poi ci sono quelli sotto le macerie), sono ad oggi oltre 60.000, la invito ad informarsi sui trattati internazionali cosa sia considerato “genocidio”, che non dipende solamente dal numero di morti come lei erroneamente crede.
    Nel 1948 le Nazioni Unite approvarono la “Convenzione per la Prevenzione e la Repressione del Crimine di Genocidio”.
    Art.2:
    Per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:
    a) uccisione di membri del gruppo;
    b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
    c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
    d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;
    e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.

    Ora e con il rispetto dovuto, le sue bizzarre opinioni non fanno giurisprudenza, lei discute (come altri), come fosse al bar, sulla scorta delle sue personali convinzioni di solito errate o fuori contesto.
    L’obbiettivo dei sionisti non è quello che lei afferma, ma è proprio quello di perseguitare un intero popolo, cacciarlo, sterminarlo, perché il popolo eletto da Dio (una minchiata ma vabbè), deve prevalere su tutti gli altri.
    E’ ovvio che lei i link che allego e che certificano come risibili ragioni che adduce manco li apre, basta a se stesso.
    La sua è una logica aberrante e non aritmetica, come si possa discutere con tale cinismo io non me lo spiego, ma del resto fa lo stesso che si tratti di palestinesi, ucraini, o poveracci-

    Non c’è un esercito in campo che combatte, solo gente inerme che muore, di bombe, di malattie, di fame, di sete, se ci fosse un esercito sul campo potrei forse convenire, ma laggiù è strage quotidiana e impunita, quella non è guerra è sterminio.
    Il rabbino israeliano Ronen Shaulov ha detto questo:

    “Tutti i bambini di Gaza devono morire di fame. È una vergogna e un disonore che nel nostro Paese si parli ancora dei bambini affamati di Gaza. È una vergogna e un disonore che la gente in pochi mesi abbia dimenticato quello che abbiamo passato il 7 ottobre.
    Tutti gli abitanti di Gaza e tutti i bambini di Gaza dovrebbero morire di fame per quello che i cittadini di Gaza stanno facendo ora agli ostaggi.
    Li stanno facendo morire di fame e li stanno maltrattando, e non dimenticate che quelli che sono a Gaza, quelli che soffocano e affamano gli ostaggi, una volta erano bambini.”

    Può trovare il suo disgustoso intervento video in internet, tradotto.

    Il senatore repubblicano Lindsey Graham della Carolina del Sud ha dichiarato alla NBC (c’è il video):
    “Israele raderà al suolo la Striscia come gli Alleati hanno fatto a Tokyo e Berlino”
    Graham propone che Israele conquisti Gaza “alla Tokyo/Berlino” e ha invocato anche l’uso nucleare.

    Ha detto una dirigente dei coloni, Daniella Weiss, sul Canale 13 israeliano:
    “Apro la mia finestra e non vedo nessuno Stato palestinese”.

    La sua improntitudine, le impedisce di percepire quello che avviene a Gaza, dove non ci sono combattimenti, solo massacri, non ci sono basi militari, ma campi profughi, ecco perché è così difficile trovare il nemico, che di certo non va in giro ostentando elmetti e uniformi se non quando deve fare le sue pagliacciate propagandistiche.
    E come le testimonia Mariagrazia, Israele e il suo indegno governo hanno deciso di occupare interamente Gaza, ma lei legge on line qualcosa? Lo guarda qualche telegiornale ogni tanto?
    La vulgata è solo sua che ovviamente non ha idea di come funzioni il sistema di difesa israeliano, ho provato a cercare qualche articolo su “Formiche” (chissà magari il titolo della testata la spingerebbe a verificare), ma non l’ho trovato.
    Si accontenti di “Oxfam” e provi a uscire da quel guscio di cinica disinformazione in cui si crogiola:

    https://www.oxfamitalia.org/armamenti-israele-effetti-sul-conflitto-e-responsabilita-internazionali/

    Non so se la mia sia una spiegazione migliore, ma certamente non lo è la sua.
    Mi stia sempre bene.

    R

    si, ma quando si parla di Ucraina le colpe del conflitto secondo te vanno divise tra Biden e l’Europa e Zelensky mentre l’intento di Putin (ormai dichiarato ma tu fai finta di nulla come altri e a me chiarissimo fin dal primo momento) è quello di non riconoscere l’Ucraina come stato indipendente e distruggerla e questo sta facendo da quasi 4 anni altro che Donbass, ma qui si continua a parlare di abbaiare della Nato e altre facezie e anon voler riconoscere quello che la Russia sta davvero facendo da quelle parti e anche li si muore tutti i giorni. Mentre tu e non solo, anche altri, non fate altro che parlare di auto difesa della povera Russia assediata…

    Rispondi
    • In questi giorni è apparsa sui giornali una notizia che è passata sotto traccia : la Lega Araba ha chiesto il disarmo di Hamas, il che vuol dire che provveda qualcuno giacché Hamas, volontariamente, non lo farà mai. La notizia , pur essendo di portata storica,è stata minimizzata perché smaschera l’ipocrisia e l’ignoranza dei pro pal, anti israele, filo terrostisti e tutto il circo Barnum dei “ bbambini di Gaza” .
      Per la prima volta, la Lega Araba, invece di riempire le piazze di invasati e fanatici , chiede che i terroristi siano disarmati. Per chi ha vissuto da vicino la storia dei paesi mediorientali , per chi ha conosciuto le cose con gli scarponi nel fango e non attraverso i TG o Novella 2000 o le veline delle Albanese & Boldrini, è lo sviluppo logico della Storia : gli arabi, dopo aver gridato ai quattro venti che Israele “ delenda est”, dopo aver aggredito Israele con ben quattro guerre ( tutte perse con perdite immani e scorno supremo), dopo aver virato sul terrorismo senza arrivare a nessun risultato concreto se non sterminare i Palestinesi, usati dai terroristi come vibratori (cioè strumenti che gli davano piacere ogni volta che moriva uno di loro) e dopo le sacrosante reazioni israeliane , hanno finalmente cominciato a ragionare.
      I paesi più ricchi e più intrecciati con il mondo occidentale come Saudi Arabia ed Emirati, hanno cominciato a chiedersi se ne valeva la pena . Sarebbero venute le star del calcio a giocare nei nostri stadi se supportiamo il terrorismo?
      Con il passo indietro degli arabi ricconi e frequentatori dei circoli occidentali, gli arabi poveri e straccioni che con il loro fanatismo si guadagnavano le mance dei ricconi, si sono afflosciati. Ve le ricordate le piazze del Cairo o di Damasco urlanti e con bandiere americane in fiamme? Tutto finito. Contrordine compagni. Israele deve vivere. Conviviamoci. E basta con questa storia orrenda del massacro dei Palestinesi. Tutto qui. Ci voleva tanto? Ma la dichiarazione della Lega Araba , tra le righe, ma non tanto, dice due cose importanti :
      1. Israele, sei tu a dover fare il lavoro sporco e grazie perché lo fai.
      2. Israele, negli ultimi 200 anni è stato il paese al mondo più bombardato da artiglieria nemica, più della Germania nella seconda guerra mondiale. E’ il paese dove quando un bambino saluta per andare a scuola i genitori non sanno se un bus volontariamente lo ucciderà alla fermata, un paese che, malgrado gli aiuti, ha dovuto investire capitali enormi nella difesa. Se vuoi che un singolo razzo sparato sulla Galilea venga intercettato , deve crearti una rete protettiva che costa miliardi. E’ il paese a cui il mondo intero ha giurato “ Mai più Auschwitz “ ed ora vede i suoi ostaggi ridotti come le larve di quel campo. Può un paese aspirare a vivere senza il timore , ogni istante, di essere ucciso? Ora Netanyahu ha detto basta. E le vergini del minareto lo accusano di genocidio quando la mattanza di Gaza è l’ultima disperata mossa che fanno dei terroristi sentendo la fine vicina. Come i topi delle SS nel ’45 si apriranno una via di fuga e come allora sarà una strada piena di sangue. I Palestinesi si meritano ben altro. Si meritano che il paese sia liberato dai serpenti a sonagli. Gaza, con la loro intraprendenza ed imprenditorialità, potrebbe diventare una Singapore del Mediterraneo. Ricordate Beirut anti Hezbollah ? Bè, io sì..
      3.

      Rispondi
      • Caro Bianchi, condivido e mi chiedo come abbia potuto la striscia di Gaza diventare quel che è diventata in soli 17 anni, cioè da quando Hamas ha preso il potere con la forza estromettendo Fatah.
        Dal 1994 al 2006 Gaza faceva parte dello Stato Palestinese ed aveva rapporti relativamente normali con Israele e con l’Egitto.
        Si stava procedendo faticosamente sulla strada dei “Due popoli in due Stati” , quando Fatah ha deciso di interrompere questo processo e trasformare Gaza in una base militare anti Israele.
        Hanno anche distrutto progressivamente l’economia della striscia trasformando i suoi abitanti in destinatari di aiuti umanitari.
        Hanno intercettato gli aiuti umanitari internazionali destinati alla popolazione per creare tunnel e fortificazioni destinati alla guerra contro Israele.
        Per qualche strana reazione Gaza è diventata anche una bomba demografica, dove le famiglie fanno 10 figli pur sapendo di non avere le risorse per mantenerli.
        La popolazione di Gaza è la prima vittima di Hamas, e lo era già prima dell’attacco israeliano.
        Spesso qua ci scagliamo contro le dittature e la repressione dei popoli, ma pochi mettono sotto accusa il regime di Hamas, al confronto del quale i Talebani sono dei liberali.
        Gaza, come ricorda lei, Bianchi, avrebbe tutte le carte in regola per essere la Beirut dei tempi di Riva, o la Singapore di oggi, perché lo è già stata in passato, già 2000 anni fa, e chi lo impedisce e lo continuerà a impedire è la dittatura criminale di Hamas.
        Lo vogliamo dire?
        R
        lo ha detto.
        “Scagliarsi contro le dittature” è cosa giusta e anche Israele con la guida di Netanyahu é su quella strada.

        Rispondi
        • Signora Gazzato, Israele è invece la dimostrazione che, riguardo alla guerra, le dittature e le democrazie si comportano allo stesso modo.
          E teniamo presente che la democrazia israeliana non è di tipo presidenziale come quella francese o americana, ma è una democrazia come quella italiana o tedesca, dove per far cadere un governo basta veramente poco.
          Inutile prendersela con i “dittatori” e gli autocrati. Quando una nazione decide di fare la guerra, la fa.

          Rispondi
    • A59, lei insiste nella vulgata, ma non mi ha spiegato perché. secondo lei, gli israeliani non sono ancora riusciti ad occupare Gaza e a liberare gli ostaggi. Glielo hanno impedito i civili?
      Faccia meno chiacchiere e risponda!
      R
      beh, Lenzini, gli ordini lei li può dare a casa sua se le riesce, qui deve usare un tono meno arrogante, per questa volta passa ma non più.

      Rispondi
      • T@Lenzini: lei sa sicuramente, perché lo hanno riportato tutti i giornali, che i vertici militari israeliani sono contrari ad occupare Gaza. Lo erano due anni fa, lo sono tutt’ora. Perché ingaggiare una guerriglia urbana (Ricorda Baghdad dopo il 2003?) contro i seppur modesti mezzi rimasti a Hamas è pur sempre troppo pericoloso sia per i soldati che per gli ostaggi. Iniziasse una manovra di occupazione della striscia, questi ultimi verrebbero molto probabilmente eliminati prima di essere raggiunti dai soldati dell’IDF. Apparentemente paradossale, ma non raro, che i militari sappiano essere più pragmatici e umani dei capi politici da cui prendono ordini.

        Rispondi
        • Caro Francesco, lei una risposta l’ha data, ma riconosce che l’esercito di Hamas esiste ed è forte, almeno quanto basta per scoraggiare Israele dall’ingaggiare una guerriglia urbana. E non è poco.
          Quanto agli ostaggi, credo che ormai li abbiano dati per persi. Ultimamente molti li hanno restituiti morti.

          Rispondi
  25. “qui si continua a parlare di abbaiare della Nato e altre facezie”(Mariagrazia)

    Altro che “abbaiare della Nato”! Quello della Nato è stato ed è tutt’ora un vero e proprio assedio della Russia, dopo la promessa solenne che in cambio del ritiro delle forze russe dalla Germania dell’est, la Nato non si sarebbe espansa di un pollice nei Paesi ex Unione Sovietica.
    Da allora la Nato ha raddoppiato la sua presenza ai confini della Russia, fino a volerne chiudere l’accerchiamento inglobando lo Stato “più russo” di tutti, per storia, lingua e presenze russe nel territorio. Qualunque altra potenza, avrebbe reagito come la Russia.
    Se ci si ostina a non riconoscere la storia, e si ha la leggerezza di chiamare “facezie” quello che è stato un piano di lunghissima durata perseguito dagli Stati Uniti,
    si seguita a pestare acqua nel mortaio e costruirsi una realtà fantasiosa a uso e consumo degli autori di questo irresponsabile tentativo di voler soffocare, prima l’Unione Sovietica, fin dalla fine della seconda guerra mondiale, e dopo la Russia, fin dalla caduta del muro di Berlino.
    La favola di Putin che vorrebbe annettersi l’Ucraina per mire imperialistiche non regge, Putin non ha bisogno dell’Ucraina, ha già l’impero più vasto del mondo, ma non permette che l’Ucraina si allei con chi pretenderebbe di ridurre la Russia a mero Stato vassallo, come è successo per l’intera Europa.
    R
    già, già. e chi sarebbe lui per non “permettere ad uno stato indipendente di allearsi con chi gli pare? Un tiranno che non si accontenta di tiranneggiare chiunque abbia l’ardire di fiatare e opporsi a lui, ma che oltre i suoi confini vuole comandare attraverso le armi, le bombe i massacri dei civili e ci sono bambini anche qui, ma tu, come altri, sembri non averne nessuna percezione. Solo i bambini di Gaza hanno diritto di sopravvivere ai massacri i bambini ucraini possono essere sacrificati ( stante la totale mancanza di empatia e nessuna citazione da parte tua se non che la colpa è di tutti meno che del russo) sull’altare della difesa dei confini (ma chi li offende?) dello strapontente zar di tutte le Russie anche dove non è più Russia da decenni e aggredendo paesi sovrani tradendo tutte le convenzioni internazionali sottoscritte da lui e poi la “favolista” sarei io. La tua tesi che imperterrito continui a proporre qui fa acqua da tutte le parti ed è incoerente con quanto affermi nei riguardi della Palestina, due pesi e due misure che strabordano.
    Se la Nato si allarga la colpa è di chi vuole prendersi ciò che non è suo e quelli che non lo vogliono lo temono e si difendono. Loro da lui e non viceversa.
    IN quattro anni quasi, niente è riuscito a scalfire le tue convinzioni e nulla lo farà è del tutto inutile risponderti ma lo faccio ugualmente perché a leggere certe cose mi ribolle il sangue.

    Rispondi
  26. “Se la Nato si allarga la colpa è di chi vuole prendersi ciò che non è suo e quelli che non lo vogliono lo temono e si difendono. Loro da lui e non viceversa(”Mariagrazia).

    Non è così, è la Nato che sceglie chi deve fare parte di essa, secondo criteri ben precisi di convenienza strategica. Fin dal 1994, la Casa Bianca aveva deciso, secondo un progetto di lungo periodo approvato da Clinton, l’inglobamento non solo dell’Ucraina ma anche dei paesi baltici, nella Nato, progetto perseguito da tutte le amministrazioni successive.
    Già nel 1997, Madeleine Albright, segretaria di Stato americano aveva messo in progetto l’assorbimento da parte della Nato di Polonia, Repubblica Ceca e Romania. Era il periodo nero della Russia, nessuna di quelle nazioni era minacciata da essa, eppure l’ingresso nelle Nato avvenne nel 1999. Quello stesso anno la Nato varò “The Alliance’s New Strategy Concept” in cui non si poneva più limiti di intervento ma si autolegittimava ad intervenire in tutte le parti del mondo.
    Nel 2004 la Nato inglobò l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Romania, la Slovacchia, la Bulgaria e la Slovenia, neppure allora la Russia aveva minacciato quelle nazioni, Lo stesso dicasi per le espansioni successive della Nato. La Nato semplicemente sceglie i sui obiettivi strategici.
    E’ tutto documentato, ma tu sei allergica ai documenti storici, non gradisci link in cui vengono citati studiosi come Luciano Canfora, Luciano Caracciolo, John Mearsheimer. Non parliamo poi di Alessandro Orsini, gradito da te come il pepe negli occhi.
    R
    Non è vero che sono allergica ai link, io stessa ne faccio uso anche se non mi piace che se faccia un uso eccessivo, sono contraria ai propagandisti del Cremlino più o meno consapevoli e quelli che menzioni (sempre loro) lo sono, ripeto: più o meno consapevoli, non sta a me dirlo.
    Per quello che riguarda la tua insinuazione che troverai di sicuro tra i propagandisti cui ti abbeveri costantemente, la smentisco con questo link, ne avrei trovato molti altri ma questo è conciso e chiaro e dice l’essenziale.
    Tu, probabilmente non lo aprirai, se lo aprirai lo leggerai cercando dei punti con i quali puoi contrastare quanto dice, si affiancherà a te l’omonimo per deprecare l’uso di link a suo dire “farlocchi” e via così, ne allegherai altri…non vado oltre neppure io, non c’è peggior sordo…
    https://www.liberioltreleillusioni.it/articoli/articolo/la-nato-e-unalleanza-difensiva-perche
    da cui estraggo:
    “Come riportato dalla stessa NATO (NATO, 2022c), i confini di terra della Russia si estendono per più di 20.000 chilometri, di cui solo 1.215, ovvero meno di un sedicesimo del totale, sono a contatto con paesi NATO. Le uniche basi NATO al di fuori del territorio degli alleati si trovano in Kosovo, tramite la missione KFOR, approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di cui la Russia è membro permanente, e in Iraq, il cui governo ha richiesto l’intervento della NATO per combattere il terrorismo (NATO, 2022c). Al contrario, la presenza militare all’estero della Russia di Putin è frutto di numerose violazioni del diritto internazionale che hanno deturpato la sovranità e l’integrità territoriale di diversi paesi indipendenti. In ordine cronologico, all’inizio degli anni novanta, Mosca occupò la regione orientale della Moldavia conosciuta come Transnistria, la quale è tuttora sotto il controllo di militari russi. Nel 2008, le forze armate russe hanno poi invaso la Georgia e sei anni dopo, nel 2014, è stato il turno della Crimea e della regione del Donbass. Oggi, dopo otto anni di ulteriori vessazioni militari, l’Ucraina è di nuovo vittima della violenza imperialista russa, che questa volta ha aggredito l’intero paese. I fatti quindi parlano chiaro, c’è un solo aggressore che non riconosce il diritto alla libertà altrui: la Russia di Putin.”

    Rispondi
  27. Marigrazia, il mio pensiero sul perché in Ucraina sia andata e stia andando in questo modo è chiarissimo da tempo e non coincide affatto con le tue polaroid, limitate a date e circostanze che non tengono mai, mai conto del pregresso.
    Fosse stato per me la guerra sarebbe finita 2 mesi dell’invasione, si sarebbero risparmiati morti e devastazioni e regimi dittatoriali come quello di Zelen, la soubrette.
    L’Europa non si dibatterebbe in una crisi senza fine, non sarebbe ostaggio di un coglione umorale e perennemente in confusione, probabilmente anche il massacro di Gaza avrebbe avuto una svolta meno devastante.
    Invece grazie a quelli che la pensano come te (o tu che la pensi come loro), stiamo andando verso un medioevo sociale, dove a parte pochi signorotti i servi della gleba devono sopravvivere aspettando che carestie e guerre vengano a mangiarsi il poco benessere che hanno.
    La tua è una visione veramente lucida e lungimirante. Mi complimento.
    Io ho spiegato il perché la Russia anzi Putin, fanno quello che fanno ma tu, le interpretazioni che non sono mie, ma esplicitate da molti altri analisti e dallo stesso Putin in quel documentario di Oliver Stone che ti ho allegato, le rifiuti perché sei immersa nella propaganda di parte, del resto se ci hai messo oltre un anno prima di prendere coscienza di quello che sta avvenendo a Gaza, una ragione c’è.
    Buona domenica.
    R
    io ho sempre condannato le uccisioni dei civili, a differenza tua che vedi morti solo a Gaza mentre quelli ucraini sono da mettere in conto al mondo intero, tranne a chi li fa. Una contraddizione evidente.
    Secondo, la tua autorevole opinione su come la guerra in Ucraina dovrebbe finire,( fosse per te la guerra si sarebbe conclusa in due mesi…non spieghi come ma immagino con la resa totale e la calata di braghe di Zelensky davanti all’invasore o peggio la sua resa totale con relativo tradimento degli ucraini sperando che Putin lo lasciasse vivo…speranza vana) pare smentita dai fatti. pare.
    Nonostante le tue autorevoli previsioni, i fatti si dimostrano ben diversi: l’aggressione continua da tre anni e mezzo, gli ucraini resistono e Zelensky le braghe le tiene abbottonate ben bene. E fa bene.
    Mi complimento io con la tua di visione che lungimirante non mi pare proprio io direi piuttosto corto mirante, ma mi dai meriti che non ho perché di come la penso io o di come la pensi tu (e scusa per l’ardire) agli ucraini non potrebbe importare di meno. Loro sanno quello che vogliono a prescindere da me e da te.
    Quello immerso oltre le orecchie nella propaganda del Cremlino sei tu ma quando l’acqua arriva a quel punto è difficile rendersi conto che si sta annegando perché “l’acqua” non permette le connessioni tra le sinapsi.

    Rispondi
  28. I reporter di guerra sanno che rischiano la vita ogni minuto, questo era un affermato giornalista di Al Jazeera, ucciso dalla IDF assieme ad altri colleghi. Ai funerali in migliaia a dargli un ultimo saluto. La verità è mal vista da chi vuole mantenere il potere a tutti i costi anche quello di fare del male al proprio stesso popolo, è questo è il caso del leader israeliano:
    https://www.theguardian.com/world/2025/aug/11/funeral-held-for-anas-al-sharif-and-other-journalists-killed-in-israeli-strike

    Rispondi
  29. Cara Mariagrazia, è da prima dell’invasione che scrivo che spingere sull’acceleratore della follia (come piace al partito della guerra), avrebbe portato solo morte e distruzione.
    Non comprenderò mai per quale motivo gli americani dovrebbero essere meglio dei russi (parlo ovviamente dei vertici), da un rincoglionito a un coglione è stato un susseguirsi di aggressioni unilaterali, bombardamenti in mezzo mondo, con costi sociali ed economici altissimi, per fa che? Non si sa.
    In Siria c’è al potere uno che faceva il tagliagole.
    in Afghanistan ci sono i pecorai in ciabatte che cianciano su “Quellolah”
    La Libia è un coacervo di turpitudini che ci vede complici paganti
    L’Iraq è una polveriera divisa in varie fazioni
    In Iran comandano sempre quelli col turbante
    E questo sarebbe il “migliorismo occidentale”? Occidentalis Karma, verrebbe da dire.

    L’Ucraina avrebbe tenuto i suoi territori se avesse concesso autonomia e rispettato i trattati, ora Zelen la UE assistono impotenti ai voleri dell’imperatore di Mar-a-lago che sta imponendo ai pusillanimi le sue sgangherate regole, lui e Putin si vedono a Ferragosto, gli altri fuori della porta a origliare come di solito fanno i maggiordomi e le cameriere.

    L’Ucraina è la torta da spartirsi e Trump se ne è già preso una bella fetta per farsene che non si sa, dubito che Putin abbia mandato a morire mezzo milione e più dei suoi per dire “vabbè abbiamo scherzato”.
    I russi al netto delle balle occidentali continuano lentamente ma inesorabilmente ad avanzare, ogni mese sempre più terreno e questa non è propaganda è realtà.
    Gli ucraini paiono averne abbastanza degli arruolamenti forzati, iniziano a ribellarsi e a menare i costrittori, o assaltare i luoghi dove tengono la futura carne da macello di Zelen e questa non è propaganda è realtà.
    Resistono e muoiono, muoiono ma resistono e sai che bella prospettiva.
    E’ come se l’Austria invadesse l’Italia per annettersi il Trentino Alto Adige, sai come si sfragnerebbero i meridionali o i liguri, o i lumbard, per coloro che l’Italia l’hanno sempre mal digerita? Morire per un crucco bolzanino che non ha un cognome nemmeno per sbaglio? Vai avanti tu che sei patriota vera (di quelle che votano l’autonomia differenziata), a me scappa da ridere.

    Ma quale propaganda del Cremlino, ma chi è il Cremlino?
    Ma secondo te passo le mie giornate a sfrucugliare la Tass o la Pravda con Google traduttore? Mah.
    Io spero solo che finisca e se l’Ucraina perderà i territori (russofoni) pazienza, doveva pensarci prima e non fidarsi di quell’accozzaglia senza senso e costrutto che è la UE, gli USA poi te li raccomando, come fidarsi di Wanna Marchi.
    Ma prendere atto della situazione mai?

    Rispondi
    • Prendo atto che la pensi come Berlusconi:
      “Nel febbraio 2023 Berlusconi è intervenuto dicendo che Volodymyr Zelensky fosse il vero colpevole della guerra, perché il presidente ucraino «avrebbe dovuto solo fermare gli attacchi contro le due repubbliche autonome del Donbas e questo (l’invasione su larga scala) non sarebbe successo».” E Berlusconi era amico di Putin, ricordo per chi l’avesse dimenticato che gli ha regalato il famoso “lettone”, (da non leggersi Lettòne).
      Non serve leggere la Pravda in Italia abbiamo (non ci facciamo mancare nulla) molti “traduttori”.
      E non è una novità che su Putin la Lega la pensi come Conte.
      Altro che campo largo, alle prossime elezioni politiche la Lega potrebbe fare squadra coi cinquestelle, ma non andranno comunque lontano a meno che…

      Rispondi
      • Rif Sig. Francesco 11.8 Corsa cieca .
        Lo spunto del Signor Francesco mi porta a fare alcune considerazioni .
        Non ricordo nessun caso nella storia in cui un Governo abbia dischiuso all’opinione mondiale un dibattito interno vitale come ha fatto Israele circa la decisione se occupare Gaza o meno. Non mi risulta che Churchill avesse distribuito alla stampa l’agenda della riunione in cui si doveva decidere cosa fare dopo il disastro di Dunkirk. Gli Israeliani hanno dimostrato il loro rispetto per la democrazia, anche in situazioni drammatiche per la sicurezza nazionale. I temi sul tavolo erano terribili : occupazione di Gaza, destino degli ostaggi , valutazione dei rischi. Non hanno avuto reticenze a parlarne davanti a tutti.
        La questione degli ostaggi, per loro e per tutti gli uomini di buona volontà, è drammatica.
        Io credo che gli Israeliani le abbiano tentate tutte. Per gli Israeliani un loro uomo o donna sono più importanti di un F 35. Non possono perdere nessuno perché sono pochi . Li hanno sempre riportati a casa tutti , dal Golan o da Entebbe. Evidentemente l’asticella posta da Hamas era troppo alta anche per loro. Quando entra in gioco la sicurezza nazionale, bé lì allora gli israeliani non scendono a compromessi. Immagino il dramma della situazione: i parenti faranno una pressione enorme, il Governo tratta ma ha dei limiti non negoziabili. Ma poi noi, che non c’entriamo niente, ci chiediamo: ma chi riportano a casa? Poco più di una ventina di esseri umani ridotti come le larve di Auschwitz. Non saranno mai più essere umani. Nessuno resiste a quasi 700 giorni di torture in un tunnel di Gaza. Eppure ostinatamente, pervicacemente li cercano.
        La bestialità e la brutalità della strategia di prendere ostaggi per usarli come pedine di negoziazione non è stata messa in atto neppure dagli sbirri della Gestapo. Troppo crudele anche per loro.
        Non credo, signor Francesco, che i militari abbiano preso la loro decisione in base a principi umanitari. I militari non sono né umani né disumani, ma sono professionisti. Occupare Gaza , cioè liberare quartiere per quartiere, casa per casa potrebbe costare una quantità di vite insopportabile per Israele. Sono decisioni terribili.
        Però ora è successo qualcosa : la Lega Araba, una specie di NATO degli Arabi, ha detto che non ne può più di Hamas e non ha scatenato le piazze bruciando la stella di David. Notizia storica passata quasi sotto silenzio. Sarebbe stato troppo doloroso per gli ipocriti e le vergini del minareto ammettere che i cattivi non sono gli Israeliani. Tutti quelli che hanno urlato al genocidio, dovrebbero rientrare guaiendo nelle loro cucce. Ma non lo faranno. Continueranno imperterriti a sventolare le bandiere ed a stracciarsi le vesti per i “bbambini” di Gaza. Come se a Dacca o a Lubumbashi i bambini se la passassero meglio. Va bé… tra due giorni è ferragosto. Una bella frittura di pesce al mare ed ai bambini ricominceremo a pensarci da lunedì.

        Rispondi
  30. Ma cosa vuoi prendere atto cara Mariagrazia, non sai più cosa inventarti per ribaltare la realtà.
    Ci penserà l’amico di Giorgia a sistemare le cose, i volenterosi della UE appena finito il meeting al fresco dell’Alaska, entreranno a pulire e rassettare perché quello è il loro ruolo.
    La Nato fa quello che dice il suo capo che non è certo quella mozzarella olandese più servile di Fantozzi.
    Chi rimane? Ah sì, il “club delle cocorite” che tanti disastri agli europei addussero con le loro scellerate decisioni.
    Prendo atto del vaticinio “taroccato” che hai fatto dopo aver auscultato gli aruspici della destra, ormai la tua nuova casa, sulle prossime elezioni.
    Come mi secca avere sempre torto…
    R
    già già prendo atto della seccatura, ma basterebbe che prendessi atto che sbagli, sarebbe plus facile.
    In quanto all”amico di Giorgia”, vacci piano, gli amici uno se li sceglie quello le è imposto dal ruolo se potesse gli darebbe un bel calcione sul grasso deretano, e poi, non sistemerà che i suoi loschi affari, per il resto non potrà che complicare le cose.
    Putin a quello gli mangia un risotto in testa con tanto di cozze.

    Rispondi

Lascia un commento