Bere o affogare

Enrico Letta voleva costruire l’Arca contro il diluvio prossimo venturo che (forse) inonderà l’Italia di destre pericolose e foriere di derive autoritarie, ma Calenda non vuole fare Noè.

Non ci sta più, ha detto. Rompe il patto prima ancora che venga perfezionato. Non si fida più dell’alleato Letta, non l’alLetta più la convivenza dentro una famiglia allargata che aveva in seno troppe serpi.

L’ha capito prima che si preparava un’ammucchiata che lo avrebbe sommerso, cose che il famoso lettone di Putin non ne aveva viste di peggiori. Insomma anche no. Il campo largo Letta lo faccia con chi gli pare ma non più con Azione che ormai non sta più neppure con Più Europa ma corre, pare, da solo dovesse anche cercarsi le firme per iscrivere le liste. Ed è una corsa ad ostacoli che deve fare senza perdere un solo attimo.

Mi piace, non mi sorprende, Calenda ha cambiato idea? Bene ha fatto, basti sentire ora i suoi ex alleati ancora freschi di delusione cosa dicono di lui per rendersene conto. Di già non è più lo stesso uomo di qualche ora fa, di già è diventato inaffidabile e imprevedibile e sta bene solo con se stesso. Come ha subito cinguettato un amaro Letta. L’amaro Letta: sapore nero.

Cosi il PD, ma c’è anche chi gongola. Uno è Conte che tira fuori le unghie limate dal suo manicure di fiducia: Rocco Casalino e poi c’è Matteo Renzi che vorrebbe a coalizzarselo stretto…stretto.

Ma Calenda forse non ci sta neppure con lui, fa il prezioso, giustamente.

Ovviamente gongola il centrodestra (il diluvio), fa professione di grande unità e coesione, le liti per l’ eventuale premiership possono aspettare, ora bisogna pensare ai programmi per il paese…già come se il paese non ne avesse sentite anche troppe di promesse: un diluvio ne ha sentite, tante da annegarci dentro.

Carlo Calenda ha rotto, tutti gli altri…pure. Aspettiamo il diluvio e Letta invece dell’Arca si costruisca un salvagente.

Bere o affogare; ecco il motto del PD per questa nuova campagna elettorale. Niente di nuovo sotto il solleone.

 

18 commenti su “Bere o affogare”

  1. Ottima disamina della politica italiana, fatta da Mariagrazia con ironia amara. A proposito di “Amaro Letta”, forse, meglio “amari noi”.
    Ora si profila il terzo polo, ma anche il quarto, se Conte non si lascia sedurre da Letta (o non lo seduce lui).
    Insomma non sono i poli quelli che mancano, semmai i programmi, ma a questi chi ci crede più?

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  2. Il PD dalla sua nascita è un equivoco mal riuscito. E Renzi come segretario se lo votavano con entusiasmo alle primarie.
    Uno schieramento centrista può essere cosa buona. Quanto al centrodestra la concretezza del governare porterebbe a scelte realistiche, di certo.
    R
    di certo…le abbiamo viste le scelte realistiche dello zio delle nipoti di Mubarack

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  3. Se mi è concesso un “off topic”, oggi dopo aver sbrigato una pratica noiosa al Seminario dei Chierici, ora adibito a uffici comunali, mi sono finto turista nella mia stessa città (Catania), e ho immaginato di scoprire, con la meraviglia del neofita, tante bellezze “sconosciute”, benché mille volte mi erano passate distrattamente sotto gli occhi.
    Così, mischiato tra file variopinte dei turisti, moderno scopritori di terre lontane, mi sono tuffato senza esitazione nel via vai della gente, proprio nella piazza Duomo affollatissima, dominata dalla facciata barocca della Cattedrale, opera del Vaccarini.
    E lì, girando attorno alla fontana centrale del Liotru, l’elefante di lava sormontato da un obelisco, simbolo delle città, ecco la Porta Uzeda, ingresso alla città dalla vicina marina, ecco il Palazzo degli Elefanti, sede del Municipio, ecco la fontana del giovane Amenano che nella sua nudità osserva l’acqua “a lenzuolo” scorrere ai suoi piedi, quasi a riceverne ristoro dalla calura estiva.
    Dietro la fontana, si è subito aperta ai miei occhi di turista improvvisato, la piazza del mercato con l’odore inteso delle svariate specie di pesci in vendita sui banconi e il vociare dei banditori, e nel ginepraio di vicoli che lì confluiscono, un alternarsi di tavoli, di taverne, di ristoranti, di bar, da un lato, e banchi di mercanzie, dall’altro lato –carni, salsicce, formaggi, fichi, uva, meloni, verdure, spezie, torroni- il tutto sotto un cielo ricoperto di miriadi di ombrellini multicolori in sospensione, una sorta di galassia artificiale a protezione del sole soffocante
    E lì non è difficile incontrare mischiate tra i tipici caratteri meridionali -pelle scura e bruciata, volti segnati da rughe profonde- bellezze forestiere riconoscibili per il biancore dell’incarnato, per la pelle levigata, per i vestimenti succinti, per la cascate di biondi capelli.
    Dopo aver comprato mezzo chilo di fichi e tre melanzane, il tutto per tre euro e mezzo, mi sono recato alla Cattedrale -tre navate, austera, imponente, edificata dai Normanni, due volte distrutta dai terremoti, riedificata nel ‘700- dove sono conservate le spoglie di S.Agata, vergine e martire catanese, del “cigno” catanese Bellini, dei re aragonesi di Sicilia. In un sarcofago romano è custodito il corpo di Costanza d’Aragona, regina di Sicilia, e poi le spoglie di vari prelati tra i quali il cardinale Dusmet, I turisti si soffermano in silenzio, scattano delle foto, osservano le tele settecentesche del pittore fiammingo Borremans.
    Sono tentato di visitare le adiacenti Terme Achilliane, alcuni metri sotto il livello stradale, ma Il tocco delle campane del mezzogiorno mi risvegliano dal mio viaggio virtuale in terre lontane, e tornato con i piedi in terra, mi sono rituffato nelle realtà, indossando la mascherina e guardando con diffidenza il prossimo che si avvicina a meno di un metro di distanza. In macchina l’autoradio mi informa degli ultimi sviluppi delle tensioni tra USA e Cina che minacciano di sfociare in conflitto nucleare

    R
    Complimenti per l’ottimo racconto…peccato per la chiosa, turista per caso o per necessità?

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  4. Si scriviamo le “carole” mentre siamo sull’orlo di un disastro nucleare.
    I russi danno la colpa agli ucraini di lanciare missili contro la centrale di Zaporizhzhia, una delle più grandi d’Europa mentre gli ucraini dicono che i russi stanno facendo terrorismo nucleare.
    E qui c’è chi si interroga tutti i giorni su cosa farà Letta oppure gongola ancora per la caduta di Draghi pensando che il prossimo governo sospenderà gli aiuti alla Ucraina.
    Veramente credevo di vivere in un paese di matti ma non fino a questo punto.
    Mi riferisco a chi insiste anche qui sopra a difendere un tipo e una nazione che sta tenendo l’Europa e il mondo col fiato sospeso e che sta radendo al suolo una nazione libera compiendo atrocità di ogni genere.
    E noi ci trastulliamo con le parafrasi e con le perifrasi, coi raccontini d’agosto e con le
    crisi ridicole dei nostri politici. Mentre a pochi chilometri da qui un terrorista sta distruggendo giorno dopo giorno tutto quanto un continente intero era riuscito a ricostruire in 70 anni di pace dopo un conflitto che aveva portato morte e distruzione.
    E dipendiamo dai buoni uffici di un dittatore che si sta facendo ricco alle nostre spalle.
    E qui si offendono ogni giorno gli americani, si guarda dall’altra parte dando la colpa a chi la colpa di questa follia non ha di certo.
    Una follia difendere Putin e qui si fa, non solo su questo blog ma in Italia. Nel mio paese dove sono cresciuta con i valori di libertà, solidarietà, uguaglianza, democrazia di cui era composto il latte materno.
    Non riconosco più questo paese, trovo che molti italiani diano i numeri per il caldo ma non solo.
    E anche leggere certi commenti mi da una sensazione di vivere in un paese che non conosco e non mi appartiene.
    Non è Calenda che mi delude o sorprende per il suo addio al PD, anzi non me ne può fregare di meno e neppure la pletora di politici italiani ai quali non ho mai dato un centesimo di stima a parte pochissimi, ma sono i miei connazionali che non riconosco più e che eviterò d’ora in avanti se ci riesco quanto più possibile.
    Non tutti ma molti si.

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  5. Sì, i nostri avveduti e lungimiranti politici, miopi pressoché ciechi, sembrano i polli inviperiti che si beccano e si speronano ferocemente, starnazzando sull’aia, mentre tutto intorno si avvicinano personaggi intenzionati a tirargli il collo e a pappardeli allo spiedo.

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  6. Mariagrazia ti ringrazio per aver pubblicato il mio off topic e per aver apprezzato il mio excursus. Quanto al “finale”, mi è didpiaciuto, ma non è dipeso da me.

    R
    Ok non dipende da te ma non dipende che dai cinesi lasciare libero Taiwan.

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  7. Ma è possibile non capire che sarebbe meglio far terminare questa guerra in Ucraina con qualche accordo di compromesso anziché continuare con morti e distruzioni?
    L’Ucraina ha un territorio grandissimo, cosa le costerebbe rinunciare a qualche pezzo abitato da filorussi? E i suoi confini sono sempre stati ballerini con la Polonia, ad esempio.
    Ma i fanatici vogliono che la Russia venga sconfitta e anche umiliata. In quanti anni? Sempre che tale risultato arrivi, poi.
    R
    Non offenda per favore e visto che lei “capisce” la fermi lei questa guerra, vada a petto nudo davanti a Putin e a Zelenzky e gli dica: FERMATEVI!
    E dica a Zelenzky di cedere agli “amici” russi anche tutta l’Ucraina, gli dica di tenersi lo stanzino delle scope e l’orto di casa e vediamo se a Putin va bene e le ciance servono solo a dare aria alla tastiera, tutti vogliamo la pace ma tanti non hanno capito che non si ottiene blandendo un dittatore che massacra un paese da 5 mesi.

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  8. Silverio, ha proprio ragione, vediamo anche noi, da bravi, il Südtirol all’Austria, la Venezia Giulia alla Slovenia e magari anche la Valdaosta alla Francia. Tanto, ne abbiamo di territorio, alla fin fine.

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  9. Diamo Ucraina, repubbliche baltiche, Moldavia e Georgia alla Russia, Taiwan alla Cina. Però, anche l’Irlanda del Nord al resto dell’isola, le Falkland all’Argentina, la Corsica all’Italia, Gibilterra alla Spagna, le Hawaii agli indigeni, l’Antartide ai pinguini e alle foche.

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  10. L’Italia in seguito alla guerra ha perso dei territori. In Europa molti Paesi sempre per gli eventi bellici hanno avuto confini modificati e territori perduti. Non cose nuove di certo.
    Meglio che la guerra continui senza sbocchi per quanti anni?
    R
    lo chieda a Putin, lui l’ha iniziata e lui può smetterla ogni momento, ma fino a che punto possa arrivare la cupidigia e l’insensatezza degli uomini, nessuno lo può dire.
    Non è un problema di cosa dare a Putin perché fermi la guerra ma fino a che punto vuole protrarla e tenere il mondo sotto scacco. Altri prima li di lui hanno prodotto danni enormi grazie al loro paranoico egoismo e sconfinata ambizione.

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  11. Rispondo alla signora Gazzato saltando a piè pari le illazioni ironiche e senza fondamento di altri.
    Dunque, gli americani sono buoni e corretti.
    Ma allora chi è che sta andando a pestare i piedi ai cinesi che, finora, se ne stavano buoni?
    Sempre colpa di Putin anche questo?

    A me l’unica chiave per capire quello che sta succedendo è quella fornita da Giulietto Chiesa (e non solo da lui).
    Gli americani, e con loro gli inglesi, vedono la crescita economica e militare della Cina e dell’India come i romani vedevano le pressioni dei brbari sul Reno e sul Danubio: una marea che stava diventando inarrestabile (anche perché sono miliardi).

    Continuando così, tra qualche decennio comanderanno loro, e non più gli “occidentali”.
    Quindi, fino a che gli occidentali sono decisamente più potenti militarmente, gli USA devono fare la terza guerra mondiale, con buone probabilità di vincerla.
    Probabilità che diminuirebbero tra qualche anno.

    Rientrano in questa strategia le provocazioni alla Russia (ingresso dell’Ucraina nella NATO e conseguente installazione di basi militari a poche centinaia di km da Mosca).
    Rieentrano nella stessa strategia le provocazioni alla Cina, con la visita ufficiale a Taiwan, uno Stato che gli USA neppure riconoscono.

    Non so voi, ma io sono molto preoccupato e angosciato.
    Non per quello che fa Putin, che è una guerra limitata all’Ucraina sudorientale e ci riguarda solo perché gli americani ci hanno costretti alle sanzioni.
    Non per l’eventuale governo di destra, che, Berlusconi lo ha ampiamente dimostrato, non comporta nessun rischio di derive autoritarie. Tante altre nazioni europee hanno avuto governi di destra e non è successo niente.

    Sono preoccupato per quello che gli attuali padroni del mondo stanno meditando di fare per conservare il loro dominio.

    R
    già e cosi non vede la realtà, le sue fantasie sono buone per un mattone americano indigeribile tipo Dallas.

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  12. Partiamo da una premessa. anche ‘Ucraina ha qualche responsabilità per le sue politiche anteguerra. Quindi un compromesso ci può stare: qualche concessione alla Russia (molto meno di quello che probabilmente pensava di ottenere all’inizio) e garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Continuare è danno per tutti. Anche per i Paesi occidentali.
    Non credo che la Russia voglia tenere sotto scacco il modo, i suoi obiettivi erano solo regionali.
    R
    tanto di cappello alla sua competenza in materia: deve essere certamente cosi, sia fatta la sua volontà (magari gli telefoni).

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  13. Se davvero Zelenski dice che la guerra finirà con la riconquista della Crimea siamo al delirio!
    R
    ma tu pensa…Zelensky delira, beh sarà l’effetto della guerra, altri farebbero (e fanno) di peggio anche senza bombe

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  14. Non è assolutamente realistico. La Crimea è sempre stata russa e si sa come un giorno, quasi per scherzo, Kruscev la “diede” all’Ucraina. Tanto era sempre URSS.
    Se Zelenski dice di volerla “liberare” significa che ormai si è invasato del ruolo di eroe nazionale. E questo per gli ucraini è una disgrazia.

    R
    La Crimea non è sempre stata russa ma è stata una terra tormentata e lei si dovrebbe leggere la storia della Crimea che trova su Wiki prima di fare certe affermazioni.
    E la sua antipatia per Zelensky non le da il diritto di scrivere cose inesatte.

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  15. E’ una battuta di spirito. Come quella di Zelenski, però di qualità scadente. La sua.
    R
    dove sarebbe la battuta? E comunque Silverio lei è forse entrato qui per polemizzare con me? Ci mancava solo lei.
    Se non le vanno bene le mie idee dica le sue ma non facciamo guerre di opinioni. Alla fine il blog è un luogo dove si discute ma io qui pretendo rispetto per me e per tutti. Se lo ricordi.

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