Cos’è sacro?

Una imprenditrice ucraina  45enne, Anna Vorosheva, ha raccontato al giornale inglese The Observer i suoi 100 giorni di prigionia nella prigione dove decine di prigionieri ucraini sono morti a seguito di un incendio, e l’ha descritta come “male assoluto”.

Il 29 luglio scorso un incendio ha devastato la prigione di Olenivka nella auto proclamata repubblica di Donetsk dove erano detenuti, tra gli altri, i soldati del battaglione Azof che aveva resistito assieme a oltre un centinaio di civili dentro le acciaierie Azofstal a Mariupol per oltre un mese.

Dopo la loro resa, la Russia aveva assicurato che il loro trattamento sarebbe stato conforme alle norme internazionali sui prigionieri. (sic).

Ma, come era prevedibile, sembra proprio che non sia andata cosi. Vorosheva era stata arrestata a Maggio dalle forze separatiste perché tentava di portare aiuti umanitari alla sua città natale: Mariupol. L’avevano arrestata con l’accusa di terrorismo e tenuta in  quel carcere in condizioni inumane per cento lunghi giorni.

Ha raccontato nella sua lunga intervista, di aver visto portare i soldati fuori dalle celle in un luogo dove venivano torturati e si potevano sentire le loro urla,  picchiati in alcuni casi fino alla morte.

I civili nella prigione non venivano trattati molto meglio, se non erano picchiati erano costretti a vivere in celle sovraffollate con servizi igienici minimi e orridi e con razioni di cibo da Lager.

La donna racconta che quando ha sentito la guardia leggere il suo nome tra quelli che dovevano essere scarcerati, il suo cuore ha mancato un battito ma che la sua felicità ha avuto vita breve al pensiero di chi rimaneva dentro. La posso capire.

I russi hanno affermato che ad appiccare l’incendio sono stati gli ucraini stessi usando un missile di precisione ottenuto di recente dagli Usa (guarda caso), mentre fonti di intelligence inglesi affermano che hanno prove satellitari che la prigione è esplosa da dentro e che la bomba l’hanno messa i russi anche per nascondere le prove delle torture sui prigionieri e i corpi di quelli  deceduti a causa della violenza dei loro carcerieri.

Le regole internazionali dicono che i prigionieri di guerra sono sacri, ma, da quanto si evince da questa e altre testimonianze, per i russi la parola “sacro” non sembra avere significato se non riferito a quello che loro e soltanto loro ritengono tale.

Putin risponderà anche di questa ennesima atrocità? In uno stato non democratico come quello che lui governa, il colpevole di questi fatti di cui dovrà rispondere prima o poi davanti al mondo è lui e soltanto lui.

Ci saranno di sicuro milioni di “avvocati”  pronti a difenderlo e lui sa bene che ne troverà molti anche da noi in Italia. Spero che perdano tutti una causa già persa e che aspetta solo che il mondo rinsavisca. Speriamo di non dover aspettare fino alla fine del mondo.

7 commenti su “Cos’è sacro?”

  1. I russi utilizzano nelle carceri metodi zaristi e poi sovietici, collaudati da secoli, tipici dei paesi antidemocratici, retti da tiranni e dittatori. Sono l’anticamera della morte. Hanno un’esperienza sul campo con i cosiddetti dissidenti, vedi Gulag e Lubjanka. Sono dei sadici perversi, coperti poi di medaglie al valore. Come compenso immediato, godono di periodi di congedo. Più torturi e più stupri, più ti riposi dalle fatiche del fronte a casina tua.

    Rispondi
  2. X Franco Bifani: la violenza e crudelta dei russi su prigionieri o dissidenti sono leggendarie. Cadere nelle grinfie del KGB era più temuto che cadere in quelle della GESTAPO. Ma questo non da ora. È dal 1917 che succedono queste cose e vige questo terrore. Il signor Bifani e tutti i suoi compagni comunisti se ne accorgono solo ora? Hanno taciuto per decenni perchè erano dei veri democratici di sinistra. E poi per Bacco, non c’era tempo: bisognava denunciare la fascisra Meloni.

    R
    Giorgia Meloni su questo blog ha sempre trovato rispetto, quel termine lo usa lei nei suoi confronti solo per fare bassa polemica, lo passo (per questa volta) ma mi dissocio e non passerà più.
    Se governerà risponderà agli italiani delle sue azioni di governo, come tutti.

    Rispondi
  3. Il livore antirusso che appare da certi post fa pensare a problemi psicologici originati da un qualche trauma antico. Non si tratta più di ostilità verso certe politiche o certi regimi ma di odio globale. E mi permetto dire: assurdo.

    R
    altrettanto questo suo post non potrebbe esserlo di più per il livore che dimostra, lo passo cosi ne resta testimonianza soprattutto del putinismo che gli italiani sfoderano in molte occasioni, io lo trovo semplicemente disgustoso

    Rispondi
  4. Signora Gazzato, ma veramente lei non riesce ancora a distinguere, nonostante glielo abbiamo spiegato in molti, il filoputinismo dal disagio per l’atteggiamento ipocrita e fomentatore di odio dell'”occidente” verso la Russia e la guerra in Ucraina?
    A me, e forse anche al mio omonimo, dà fastidio sentir chiamare le cose con termini impropri e velleitari, di sentir usare sempre aggettivi esagerati e offensivi, di sentire un sacco di bugie e di omissioni di fatti, di sentir ironizzare su fatti drammatici ……….
    Non mi dica che questa guerra ci viene raccontata come le tante altre guerre che ci sono state prima …
    E’ una propaganda inedita e sconcertante, indegna di un sistema democratico, e mi meraviglio del fatto che tanti, anche persone colte e intelligenti, la sopportino senza indignarsi.
    R
    che vuole farci? non sono poi cosi intelligente, almeno non quanto lei o altri che scrivono qui, di certo. Del resto sopporti con pazienza contraccambiando quella che devo impiegare per leggere i suoi post e per non cestinarne qualcuno decisamente fazioso e dal tono paternalistico come questo. La sua propaganda a volte, creda è decisamente insopportabile.

    Rispondi
  5. La Russia avrebbe aperto a un incontro tra Putin. Lo rende noto la Cnn Turk, citando fonti russe, secondo cui Putin ha lasciato intendere di potere incontrare Zelensky nel corso dell’ultimo vertice con il presidente turco Erdogan, a Sochi. I russi hanno affermato: «In primo luogo, i leader possono discutere e determinare una tabella di marcia» per porre fine alla guerra. «In seguito, le delegazioni possono iniziare a lavorare per mettere in pratica questa tabella di marcia».
    Spero tanto che possa andare così.

    Rispondi
  6. Lo spero anch’io. Intanto, si potrebbe arrivare ad un cessate il fuoco.
    Ma dubito che Zelensky, che conta in una controffensiva in autunno grazie alle armi della NATO, sia disponibile a cessare le ostilità ora
    Probabilmente metterà le condizioni che i russi si ritirino o cose del genere.
    R
    certo e fa molto bene, ma tu senti…le condizioni le dovrebbe mettere l’aggressore secondo lei? Cioè il mondo alla rovescia. Ma che cosa le ha fatto quel povero Cristo?

    Rispondi
  7. Zelensky, purtroppo, si dovrà rassegnare a cedere le due zone russofone ad Est, la Crimea e a tenere saldo almeno il porto di Odessa.
    Aspettiamoci attacchi da San Marino per il controllo della Romagna, dall’Austria per annettersi il Südtirol, dalla Francia per inglobare la Valdaosta, dalla Tunisia per insediarsi in Sicilia.

    Rispondi

Lascia un commento