Meglio non pensarci, c’è chi lo fa per te

In epoca di Internet è proibito pensare con la propria testa. Prima di avere un pensiero, che so, su uno a caso Vladimir Vladimirovich Putin bisogna consultare: Orsini, Travaglio, Santoro, Caracciolo, Di Battista e ora mi sfugge qualche nome di “esperto” in materia…certo la complessità del personaggio richiede una lettura accurata dei sacri testi di tutti questi signori, compresi naturalmente tutti gli articoli di Limes. E se poi, alla fine di questa attenta ricerca ti avanza del tempo, prendi la Britannica e studiati la storia degli ucraini in dieci versioni e poi, scegli quella che più si confà alla visione strategica di tutti questi esperti, Da non dimenticare la diplomatica di fatto Elena Basile, la quale ne sa una risma di fogli più del libro e quindi degna di essere consultata nei video che girano su tu tubo. Una volta fatto questo sei talmente indottrinato che se ti esce un pensiero dalle orecchie si va subito ad inginocchiare davanti a San Pietroburgo e per non sbagliare ti guardi bene dal pensare con la tua testa perché questa ti sembrerà una zucca buona solo per Hollowen.

E non sarai di certo mai stupendo, ma al contrario unidirezionalemainstreaming.

13 commenti su “Meglio non pensarci, c’è chi lo fa per te”

  1. Effettivamente ho sentito o letto tutti quelli che elenca lei. Ho sentito anche storici come Luciano Canfora, Alessandro Barbero, Franco Cardini; diplomatici navigati come Sergio Romano; esperti militari come il generale Fabio Mini, ex capo di stato maggiore del settore meridionale della NATO, con esperienza di lavoro nell’esercito degli Stati Uniti; persone di cultura come Riccardo Augias e Massimo Cacciari; giornalisti di inchiesta come Giulietto Chiesa e Toni Capuozzo; scienziati come Carlo Rovelli e Piergiorgio Odifreddi, e tanti altri. Purtroppo, le loro posizioni erano sostanzialmente coincidenti, e nessuno di essi era allineato con le posizioni del Guardian.
    R
    Non ha dimenticato nessuno? guardi che qui le “consiglio” altri due tomi di sicuro successo che possono arricchire il carnet.

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  2. Mah, c’è il 99 per cento, punto più punto meno, della stampa italiana che è genuflessa alla “versione atlantica” dei fatti di geopolitica, non solo, ma si assiste all’ostracismo dei dissidenti, a una sorta di “cancel culture” che colpisce gli artisti dei paesi contro, si rinnovano le manganellate agli studenti universitari che si schierano contro l’eccidio dei palestinesi per opera di Israele, e chi sarebbero gli unidirezionalemainstreaming? Quelle persone citate sedicenti esperti in materia e naturalmente chi da loro credito, gente con la zucca vuota di idee proprie e piena di propaganda: Insomma, quella minoranza che si oppone alla versione omologata del conformismo atlantico, tra i quali sono stati dimenticati, Luciano Canfora, querelato dalla Meloni, e la relatrice Onu, Francesca Albanese, tacciata di antisemitismo .
    https://www.eunews.it/2024/04/10/francesca-albanese-onu-israele-genocidio/
    R

    Il mondo sottosopra e la ragione sta solo da una parte, “quella” dei massimi esperti e della “minoranza rumorosa”, chi non la pensa come “loro”: scemi di guerra! Io scema di guerra.

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      • “Ecco chi è la signora Albanese” rivela Mariagrazia.

        Brutto metodo quello usato da molti, attaccare non gli argomenti, ma la persona che li espongono, tipico di chi non ha nulla di valido da contrapporre. Mi dispiace che usi questo metodo nei confronti di Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i diritti umani del popolo palestinese
        Non ho citato Francesca Albanese per i titoli che ha (Laurea in giurisprudenza all’Università di Pisa, Master in diritti umani alla School of Oriental and African Studies di Londra, accademica associata presso la Georgetown University negli Stati Uniti, che pur sono titoli di valore) ma per gli argomenti da lei esposti. Eccoli:
        “In cinque mesi di operazioni militari, Israele ha sganciato su Gaza 25 mila tonnellate di esplosivo, l’equivalente di due bombe nucleari. Oltre 30 mila palestinesi uccisi, tra cui più di 13 mila minori. Più di 12 mila presunti morti e 71 mila feriti, molti dei quali con mutilazioni che cambiano la vita. Il 70 per cento delle aree residenziali è stato distrutto. L’80 per cento dell’intera popolazione è stata soffocata con la forza (…)
        “Dei cinque atti specifici che secondo la Convenzione di Ginevra costituiscono il crimine di genocidio, Israele ne ha commessi tre: “uccidere membri del gruppo etnico, causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo e infliggere deliberatamente al gruppo condizioni di vita calcolate per portare alla sua distruzione fisica totale o parziale“(…)
        “Il genocidio di Israele sui palestinesi di Gaza è una fase di escalation di un processo di cancellazione coloniale di lunga data. Per oltre sette decenni questo processo ha soffocato il popolo palestinese come gruppo – demograficamente, culturalmente, economicamente e politicamente, cercando di spostarlo e di espropriare e controllare la sua terra e le sue risorse”,

        Ecco perché gli studenti protestano conto Israele -e qui rispondo alla tua domanda- per questi avvenimenti, ma anche per l’acquiescenza, a fatti, dell’Occidente, e la complicità nel rifornire armi a chi sta commettendo stragi in grande stile, su popolazione inerme, anche dopo che l’Onu aveva denunciato il pericolo di genocidio. Solo di recente, ma solo a parole, si sentono voci dissonanti. La protesta degli studenti è indirizzata al nostro interno, prova ne sia che vengono manganellati.
        Tra Russia e Ucraina ci sono due eserciti che si fronteggiano, sembra addirittura che le perdite militari russe siano maggiori, certamente anche i civili muoiono, ma non c’è paragone con ciò che sta accedendo a Gaza, e infine l’Occidente parteggia per l’Ucraina. Contro chi dovrebbero protestare gli studenti? Contro Putin? E a che servirebbe? Pensi che Putin li ascolterebbe?
        Le proteste efficaci sono quelle indirizzare al proprio interno perché solo coloro di cui si fa parte possono ascoltare e cambiare l’indirizzo che non piace.
        A Israele le proteste sono contro Netanyahu.
        R
        respingo questa tua ennesima accusa. Una persona che occupa quella posizione non deve essere che meglio della moglie di Cesare. Lei ha un marito che ha lavorato per l’autorità palestinese, mi dispiace ha un conflitto d’interessi troppo grande per essere credibile e quando le è stato chiesto se avesse parentela con qualcuno nell’ambito politico che potesse INFICIARE la sua obiettività ha risposto: NO.
        La sua posizione richiede massima trasparenza. E lasciamo perdere il resto. IO non mi accanisco contro nessuno, rilevo le fonti dalle quali trai le tue notizie e spesso se non sempre hanno qualche problema di trasparenza o di posizione che inficiano la loro pregiata opinione.
        Non posso non rilevarle, qui non sto a prendere per oro colato tutto quello che scrive: ho un cervello mio e ragiono con quello.
        Per il resto, come mai la signora Albanese non ha scritto nessun report sulle stragi di BUCHA e MARIUPOL? Ti risulta lo abbia fatto?
        La tua costante sottovalutazione dell’orrore che va avanti in Ucraina da due anni e la tenacia con la quale ti accanisci contro Israele (non senza motivo, ovvio) mi sembrano sbilanciate: o stai con tutti quelli che soffrono oppure, pr forza di cose le tue proteste verso qualcuno e le tue “dimenticanze ” o addirittura reprimende contro l’aggredito Zelensky, non depongono a favore dell’obiettività delle tue tesi.
        E sei pregato di non protestare ancora perché non fai altro, scrivi quello che pensi senza sempre riferirti a me e a come dovrei comportarmi. E senza volere esagerare, non sono disponibile a dibattiti su quello che io dovrei scrivere o pensare perché so ragionare con la mia testa da un bel pezzo.
        Due eserciti che si fronteggiano perché quello russo è entrato facendo carta igienica di tutte le regole internazionali che ha sottoscritto.
        Gli studenti hanno diritto a manifestare ma ci sono dei limiti a tutto anche al diritto di manifestare e impedire le lezioni o pretendere che il rettorato faccia quello che dicono loro perchè lo dicono loro è una pretesa assurda.
        La guerra in Ucraina sta spopolando il paese e creando le condizioni per una sottomissione totale alla Russia e per un conflitto molto più pericoloso.
        Quasi nell’indifferenza totale.

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        • “o stai con tutti quelli che soffrono oppure, pr forza di cose le tue proteste verso qualcuno e le tue “dimenticanze ” o addirittura reprimende contro l’aggredito Zelensky, non depongono a favore dell’obiettività delle tue tesi”
          Mariagrazia, io sto per la ragionevolezza. Anche nel caso dell’Ucraina, io sto per gli ucraini, ma non per Zelensky e i nazionalisti che lo sostengono. Chiedere che l’Occidente la smetta di rinfocolare la guerra -cessando di mandare armi e impegnandosi seriamente per un compromesso di pace- è stare a favore degli ucraini evitando loro ulteriori perdite, perché la realtà dei fatti dice questo, pi va aventi la guerra, peggio sarà per l’Ucraina.
          Poi scrivi:
          “La guerra in Ucraina sta spopolando il paese e creando le condizioni per una sottomissione totale alla Russia e per un conflitto molto più pericoloso”.
          E’ quello a cui sta conducendo questa folle stretegia adottata finora, è quello che stiamo predicando noi “putiniani” da molto tempo, inascoltati e derisi, altro che “indifferenza totale”
          R
          la folle strategia (guerra e propaganda) è quella adottata da Putin nei confronti di un paese sovrano. Da anni.

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        • Ecco a cosa mirava la grave provocazione di Israele all’Iran: ad ottenere il via libera dell’Occidente alla mattanza finale a Rapha del popolo palestinese (ma la chiamano lotta contro Hamas) in cambio della rinuncia alla ritorsione contro l’Iran.
          R
          Israele ha risposto
          https://www.theguardian.com/world/2024/apr/19/israel-attack-on-iran-idf-military-operation-us-officials-air-defences-latest-update-details-today

          “L’agenzia ufficiale iraniana Irna fa sapere che non sono stati segnalati danni rilevanti.Siti nucleari al sicuro. Tel Aviv avrebbe avvisato gli Stati Uniti”
          Da Huffpost.

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  3. Ma perché gli studenti non protestano contro la Russia e a favore degli ucraini?
    Questo accanimento contro Israele sa di qualche cosa che puzza di ideologico e stantio.
    Israele è stata provocata e ha reagito, Netanhiau è andato oltre il limite e però gli ostaggi sono ancora in mano ai terroristi, di quelli nessuno parla, di quelli gli studenti non hanno nulla da dire? E non si sa nemmeno quanti sono e cosa stiano patendo. Di loro ci siamo dimenticati?

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    • Venticinque a uno, Mariagrazia.
      Due volte e mezza la ferocia dei nazisti alle Fosse Ardeatine.
      E’ vero che non si fa la contabilità dei morti, ma i numeri sono lì che parlano.
      Senza contare i 70mila feriti, perlopiù donne e bambini.
      Senza contare gli omicidi impuniti di palestinesi da parte dei “coloni”.

      A Gaza l’unica puzza è quella di cadavere.

      In Ucraina gliele hanno date indietro, il che aggiunto alla propaganda asfissiante di ambo le parti ha portato stanchezza e calo di interesse. Brutta storia ma comprensibile.
      R
      “A Gaza l’unica puzza è quella di cadavere”. no, c’è anche la puzza di chi si nasconde dietro a quei cadaveri e ne provoca altri con le sue nefandezze.
      Che mi dici dell’attacco del 7 ottobre? quello non ti puzza? e lo sai come vengono trattati e quanti sono ancora gli ostaggi in mano ad Hamas? neppure quelli ti puzzano? Israele è brutto e cattivo, certo, lo sottoscrivo ma chi vuole raderlo a suolo lo è altrettanto se non peggio. E ce ne vuole davvero per essere persino peggio di quello che Netanhiau per reazione, cioè perché PROVOCATO, HA FATTO. MA bisognerebbe sempre ricordare quello che Hitler ha fatto a 6 milioni di ebrei e poi parlare. E la storia non si cancella o si interpreta: si impara e si tiene sempre a mente!

      “In Ucraina gliele hanno date indietro”, ma cosa scrivi? ma sai la portata della frasi che scrivi? cosa sai delle stragi di Bucha e di Mariupol? niente ci scommetto. e se gliele hanno date indietro sono ancora poche e non bastano purtroppo.

      Amici di Putin o pseudo tali: avete stufato! andate a vivere in Russia se vi ci vogliono e poi tessete le lodi del tiranno, vi daranno una medaglia di latta, ma forse vi accorgerete di quanto stavate meglio sul divano a scrivere quello che scrivete qui e che io vi permetto di scrivere, altri HANNO CHIUSO PERCHE’ NE AVEVANO LE p…piene!
      Ma io insisto e tengo aperto con gli straordinari e se ci riesco ne apro anche un altro.

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      • Fortuna che l’espressione “marketing dell’ Olocausto” l’ha inventata un ebreo con i genitori morti ad Auschwitz, sennò sai il casino… Quello che ha fatto Hitler o Mosè non giustifica nè Hamas nè Israele. E’ una infame carognata nascondersi dietro sei milioni di morti per bombardare un reparto di pediatria, o tirar fuori la fuga dall’ Egitto per spiegare una strage in un rave.
        Che si assumessero tutti le loro responsabilità, invece di fare la gara a chi fa lo spot pubblicitario più figo.

        In Ukraina è una guerra, a Gaza una mattanza: spettacolo diverso, reazione del pubblico diversa. Viviamo nel mediatico, baby.
        R
        anche Putin bombarda gli ospedali, Israele non si nasconde dietro i morti che Hitler ha fatto ma li vive ancora sulla propria pelle e se sbaglia (e sbaglia) non ha giustificazioni ma “l’infame carognata l’ha fatta per primo qualcuno che sapeva che avrebbe creato altre infami carognate”…tutti si devono assumere le proprie responsabilità, l’unico a non doverlo fare pare sia Putin il quale le mattanze le fa a gratis e il pubblico (come te) applaude.
        Sei tu a vivere nel mediatico io di certo no e vivo nel presente in progress e qui non faccio sconti. Purtroppo la situazione è delle peggiori e mia nonna che ha vissuto 2 guerre non se la sarebbe neppure lontanamente immaginata.
        Gli errori ed orrori del passato riemergono anche dopo secoli e la cattiveria e lo strapotere degli uomini è una bestia che non si placa mai.
        Alberto, possiamo discutere fino a domani ma non mi convinci della “tua” realtà, meglio sarebbe convenire su qualche punto perché cosi non facciamo che ripetere sempre gli stesi concetti. La barba, ripeto, a me non sta troppo bene.
        PS: e aggiungo che l’espressione “marketing dell’Olocausto” FA SCHIFO E FA SCHIFO CHI SE L’è INVENTATA E ripeterla è abbastanza …imbarazzante.

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  4. Credo che, mentre la guerra in Ucraina si potrebbe chiudere domani se le parti mostrassero buona volontà, perché ci sono tante soluzioni possibili, quella in Palestina non ha soluzione.
    Infatti, immaginiamo la soluzione due popoli, due stati.
    Probabilmente lo stato palestinese resterebbe nemico di Israele e sarebbe governato da estremisti, e la minaccia verso Israele resterebbe invariata.
    Anzi, peggiorerebbe, perché, mentre fino ad oggi Israele si è potuto permettere incursioni a Gaza e Cisgiordania, domani, con due stati indipendenti, sarebbe guerra.
    Se, invece, lo stato palestinese diventasse un buon vicino di Israele, sarebbe impossibile impedire ai palestinesi di emigrare e stabilirsi in Israele, che quindi, essendo una democrazia, rischierebbe, in un prossimo futuro, di essere governato da una maggioranza palestinese.
    Per questo gli israeliani non voglioni due popoli in due stati, e preferiscono lo stato di guerra permamente come male minore.
    Uniche soluzioni definitive sarebbero:
    1)Che i palestinesi rinunciassero ad avere un proprio stato e si distribuissero negli stati islamici circostanti, Egitto, Siria, Libano e Giordania.
    2)Che gli israeliani se ne andassero per l’ennesima volta tornando nei Paesi d’origine, o che gli fosse assegnato uno stato per loro da qualche altra parte del mondo (USA, Australia …?)
    R
    si, dove troverebbero altrettanti nemici dai quali doversi difendere e la storia si ripeterebbe all’infinito…

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    • In un’area poco abitata degli Stati Uniti? Non credo proprio. Giusto i pellerossa ….
      R
      perché non ci va lei in avanscoperta? ci sappia dire…

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  5. Tanti e tanti anni fa sulla rivista “Selezione dal Reader’s digest” una brillante scrittrice statunitense, di cui non ricordo piu’ il nome, denunciava, gia’ allora, ironicamente, il fenomeno di quei personaggi, che oggi potremmo definire come una … “specie di influencer”, che distribuiscono a iosa “preziosi suggerimenti”, “utili consigli”, “illuminati pareri” e quant’altro, sul miglior modo di agire che l’essere umano puo’ compiere su questa Terra:
    come mangiare correttamente col cucchiaio o forchetta;
    come sedersi adeguatamente sulla tavoletta del water per meglio soddisfare i propri bisogni corporali;
    quale tono di voce adottare nelle varie occasioni;
    quanti passi devi effettuare affinche’ una camminata sia piu’ salutare possibile…;
    financo quali posizioni assumere a letto se stai riposando o….amoreggiando!!!
    E via di questo passo facendo perdere, all’eventuale poveraccio che incappa in codeste “trappole”, ogni piu’ naturale spontaneita’.
    Concludo scrivendo di aver letto una volta la storiella di un millepiedi che viveva sereno e felice finche’, per scherzo, un ranocchio saltellante non gli chiese con quale zampa cominciasse a camminare e se lui, millepiedi, si fosse mai posto il problema di come riuscisse a non far intrecciare tra loro le sue tante zampette.
    L’animaletto fu cosi’ turbato e frastornato dal quesito che rimase letteralmente paralizzato oltre che a rischiare di impazzire scervellandosi di come risolvere il … problema!!!
    Morale?
    Ognuno pensa e agisce come meglio crede purche’ non offenda o danneggi il prossimo con atteggiamenti….inqualificabili e perniciosi.
    R
    si, o con supponenza o troppi artifici retorici per “vendere”, alla fine” la loro “mercanzia.
    Bella la storiella del millepiedi, è molto tenera a mi immagino il povero animaletto in preda ad un attacco di panico, ma poi penso che la natura ha fatto le cose cosi bene (non vale per tutti però) che il millepiedi lo sa senza che nessuno glielo dica come avanzare con le sue zampette.
    L’opuscolo del Reader’s digest me lo ricordo bene, da bambina ne girava sempre almeno una copia per casa e lo leggeva tutta la famiglia. Un libretto con la copertina colorata e le pagine patinate e profumate di stampa. Credo che anche lui abbia contribuito a farmi amare la lettura fin da molto piccola e questo non è un “regalo” da poco.

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