Green revolution

La green revolution o rivoluzione verde, ha riunito, venerdì scorso, intorno alla sua madrina ispiratrice Greta Thunberg, una miriade di persone in tutto il mondo.

Spettacolare la vista di tanta gente che ha a cuore le sorti del pianeta, perché, come recita uno degli slogan più usati non ne abbiamo un altro.

Ma non è solo per questo, ma soprattutto perché quello che abbiamo è bellissimo.

E dobbiamo amarlo e proteggerlo.

Ci voleva una ragazzina di 16 anni , col suo motto delle tre “F” (fridayforfuture) perché, finalmente, il mondo intero si svegliasse e si rendesse conto che è seduto sopra una polveriera?
Evidentemente si!

Fino ad ora, gli ambientalisti erano, per lo più gruppuscoli sparuti di fronte a questa marea montante. E non erano tenuti in minima considerazione e anche chi ci metteva tutto l’impegno possibile, era guardato come un rompiscatole, radical chic con la smania di mettersi in luce.

Quanta fatica ho fatto per convincere chi non aveva altro per la testa che abbattere tutti gli alberi che gli venivano a tiro. per questo e quest’altro motivo e quante volte ho dovuto dirgli: piantatela e piantateli.

In un video che gira in rete, Greta, assieme ad uno studioso dell’ambiente, parla molto semplicemente dei rischi che corriamo tutti se non ci mettiamo in testa che certe abitudini, dannose per l’ambiente, vanno modificate subito, che non c’è  più tempo da perdere.

E mi ha commosso sentirli dire che abbiamo un mezzo semplice ma efficacissimo per combattere l’inquinamento e il degrado: gli alberi. Gli alberi possono essere determinanti per la nostra salvezza e la salvezza della terra.

Ma noi non facciamo che distruggerli, quando non ci pensa il meteo, sconvolto, anche lui, dall’enormità di schifezza che riversiamo nell’aria.

E le foreste bruciano e i potenti si sfregano le mani pensando a come sfruttare la terra “liberata” da quelli che considerano inutili orpelli e con quante coltivazioni intensive possono sostituirli: un’ enorme fonte di reddito e di speculazione. Mentre il mondo guarda indifferente.

Ma ora gli speculatori che compromettono il futuro del pianeta  avrannno a che fare con tanta gente, di ogni età, sensibilizzata (finalmente) da una ragazza coraggiosa e ispirata che trascina dietro di sè una marea di buon senso e di logica che fino ad ora era rimasta sepolta sotto una montagna di buone, ma ipocrite intenzioni.

Spero davvero tanto che diventi sempre più invadente e invasiva fino a raggungere i massimi inquinatori mondiali che non potranno che arrendersi e tirare il freno a mano e invertire la rotta.

Prima che sia troppo tardi.

 

6 commenti su “Green revolution”

  1. Basta pensare a una foglia per rendersi conto di come la green revolution sia necessaria per l’equilibrio del sistema terra.
    Mille sono le varietà di foglie, si distinguono per forma, nervatura, margine, picciolo, colore, ma lo scopo è unico:
    una foglia respira, come tutti gli esseri viventi, essa contiene la clorofilla ed esposta ai raggi solari è sede di un fenomeno eccezionale, la fotosintesi clorofilliana, in virtù delle quale trasforma le sostanze inorganiche in sostanze organiche, con cui costruisce l’albero, producendo il prezioso ossigeno, il primo elemento necessario alla vita.
    Per questo, anche quando muore, e si stacca dal ramo dovremmo essere grati ad essa, perché gode di una certa immortalità, sappiamo che rinascerà e seguiterà ancora nelle sua azione benefica.
    Se questo beneficio deriva da una semplice foglia, quanto maggiore sarà quello di un albero, di un orto, di un giardino, di una foresta.

  2. Mi domando come mai con tutto questo parlare di inquinamento , clima effetto serra ,in pratica una bomba appesa ad un filo che ognuno di noi ha sopra la testa a livello di partito i Verdi in Italia siano ai minimi storici .Cos’e’ ne parliamo ma non ne siamo consapevoli fino in fondo ?Oppure pensiamo finché abbiamo La Cina come massimo inquinatore non possiamo fare niente? Il movimento mondiale creato da Greta T. dimostrerebbe invece che anche il singolo se ci crede può fare moltissimo .

    RISPOSTA
    Ottima osservazione. I verdi nostrani non sono mai riusciti ad infiammare le piazze e meno che meno le folle.
    Sono forse un po’ troppo “politici”, mentre il movimento di Greta è dichiaratamente e fuor di dubbio apolitico.
    Magari anche questa è una delle ragioni…

  3. A proposito di green revolution e di inquinamento, domani Trump diserterà la riunione all’Onu dove si farà il punto sul clima.
    Da chi si definisce il presidente della più grande potenza del mondo, non è certo un buon segnale, dovrebbe prendere lezioni da Greta

  4. l’inquinamento atmosferico del pianeta provoca più di un quarto delle malattie e delle morti. Di fronte queste notizie i Grandi tergiversano, un delitto invisibile non perseguito da nessuna procura.

    https://www.repubblica.it/ambiente/2019/03/13/news/l_inquinamento_provoca_piu_di_un_quarto_delle_malattie_e_delle_morti_nel_mondo-221430832/

    E il Italia si muore ancora di amianto, nonostante da molto tempo è vietato l’uso, perché non c’è chiarezza sull’obbligatorietà dello smaltimento.

  5. L’onda verde invade 160 città Italiane.
    Manifestazione imponente dei giovani, finalmente risvegliatisi dopo anni di letargo, a favore del clima.
    Hanno abbracciato una causa giusta, speriamo sia pure vincente .

    RISPOSTA
    ormai sono inarrestabili nessuno li potrà fermare non possono che fare il bene del pianeta. Finalmente. Grazie a Greta ma anche grazie ai tanti ambientalisti che ci hanno creduto prima di lei.

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