La carriola

La carriola è un attrezzo che viene usato dai muratori che mi ha sempre molto divertito. Ricordo che da bambina se ne trovava sempre qualcuna vicino a case in costruzione o in ristrutturazione e io mi ci sedevo sopra e mi facevo scarrozzare da chi mi capitava a tiro. E mi facevano molto ridere le famose frasi: ” se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carriola ” e “tua nonna in carriola”. E mi sporcavo i vestiti perché c’erano sempre residui di malta o di cemento e poi mia madre si arrabbiava, ma io mi divertivo troppo.

Ora il povero papà di Di Maio, Antonio, come avrebbe potuto immaginare che lasciare una innocente carriola, qualche pezzo di sanitario, qualche ferro vecchio e qualche mattone, abbandonati nei pressi di un fabbricato abusivo di sua proprietà, in un terreno di sua proprietà, avrebbe potuto essere un reato? E che lui sarebbe finito indagato per abbandono incontrollato di rifiuti?

E fa un po’ ridere che  DiMaio figlio, il quale è arrivato a diventare ministro predicando onestà, trasparenza, rispetto delle regole, si ritrovi con un  padre, rispettabile traffichino, indagato per aver abbandonato dei pezzi di ferro e quattro utensili in un terreno di sua proprietà.

E  avere dipendenti in nero che se si infortunano devono raccontare che si sono fatti male cadendo dalle scale di casa propria,sono cose di anomala amministrazione opaca di chiunque si trovi a portare avanti un lavoro difficile col quale sporcarsi le mani. E che ora, papà DiMaio, solo perchè padre di ministro immacolato, si ritrova di colpo da brava persona specchiata e gran faticatore a finire sotto i riflettori per abbandono di carriola in luogo privato.

E non c’è da meravigliarsi se l’azienda di famiglia è stata messa frettolosamente in liquidazione, la famiglia DiMaio non vede l’ora di sbarazzarsene, chissà cos’altro potrebbe uscire da quella piccola azienda di costruzioni edili sulla quale il papà del ministro ha sudato sangue ed ora deve rendere conto a reti unificate, di quante carriole abusive e di quanti lavoratori fuori regola ha usufruito, di quanti abusi edilizi… e di quanti accidenti che lo porti …a quello che ha messo in testa al figliolo di fare il paladino del rispetto delle regole…

E su, ma andiamo, ma siamo seri, una carriola è pur sempre una carriola, non è un carro armato.

 

“Chi vive, quando vive, non si vede: vive… Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la vive più: la subisce, la trascina. Come una cosa morta, la trascina. Perché ogni forma è una morte. […] E grido, l’anima mia grida dentro questa forma morta che mai non è stata mia: «Ma come? Io, questo? Io, così? Ma quando mai?”

Luigi Pirandello

da “La carriola”

4 commenti su “La carriola”

  1. Un mostro bicefalo ci governa, non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica, né prima, in quella
    del Regno d’Italia, né altrove nel mondo civile.
    Ed essendo bicefalo, con due teste e due cervelli che ragionano all’opposto, manca nel Paese una strategia politica coerente, necessaria a qualsiasi Nazione.
    Unico legame tra i due capi di governo, sotto mentite spoglie di “vice”, è la brama di potere e di profittare del malcontento di un Paese in forte crisi di valori e di ideologie.
    Qual è la visione del nostro futuro che ci viene prospettata? Manca una strategia in tutti i settori che creano progresso e reddito: industria, agricoltura, commercio, turismo, finanza, terziario in genere; manca la strategia in campo energetico, e nel campo della ricerca, nella cura dell’ambiente e nella sicurezza del territorio.
    Manca una strategia europeista, sia pure riformatrice: di contro si assiste ad un restringimento di orizzonti letale per una Nazione di grandi risorse umanistiche, artistiche, d’ingegno ed inventiva come l’Italia.
    I due cervelli che ci governano tengono soprattutto al consenso elettorale, a perseguire gli item di un contratto nato da facili promesse che, alla prova dei fatti, urtano con una realtà volutamente ignorata.
    L’uno fa leva sulla strategia della paura e della insicurezza, fomentata ad arte, perdendo di vista quel sentimento umanitario che i popoli devono sempre avere tra loro, l’altro, fa leva sulla strategia della minaccia e degli intervrnti assistenziali, soprattutto per un Sud che avrebbe bisogno di una politica coraggiosa di forti investimenti per infrastrutture e di incentivi industriali, per colmare l’enorme gap che lo divide dal Nord.
    La domanda è: riuscirà l’opposizione a riorganizzarsi e contrastare il mostro bicefalo, nato proprio per l’incapacità di essa di comprendere i mutati bisogni del Paese?

    • Riusciranno i nostri anti eroi? Ma non erano questi gli eroi? Beato quel paese che non ha bisogno di eroi…si d’accordo, ma qualche volta, come nel caso di Emma Bonino e delle sua esternazione sul senso delle istituzioni di chi siede attualmente in Parlamento, si ha l’impressione che l’eroismo nasca spontanemente quando si tiene molto ad una cosa che si ritiene sacra (in questo caso la democrazia) ed allora abbiamo bisogno, più che mai di tante persone come Emma,e non solo parlamentari ma anche cittadini comuni.

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