L’elogio dell’ombrello

Si va, più o meno serenamente, verso un governo di grossa coalizione e grande ipocrisia.
Il vento nuovo portato dai cinquestelle si sta calmando e trasformando in brezza o ponentino…Roma nun fa la stupida…oggi pomeriggio.
Anche perchè nel mondo tira una brutta aria. Get started! Come direbbe Trump, uno che non ci mette le scale di seta per annunciare le sue intenzioni al mondo.

Ma lasciamolo stare dove sta, per ora, abbiamo i guai nostrani.

Ma, pare che all’orizzonte si profili un qualche arcobaleno: apertura di DiMaio a Forza Italia, ma porta in faccia a Berlusconi. Beh, siamo a buon punto, andiamo per gradi. Berlusconi non ti preoccupare, arriverà anche il giorno tuo.

Di Battista, ricordate il grillino apostata, quello che ha lasciato il Parlamento (bontà sua) per la famiglia(sic)? Dice che Berlusconi è il male assoluto. Perbacco, che affermazione lampadaria! Il male ossoluto? Ma, e allora come mai, ex onorevole, lei  fa i contratti per le sue fatica letterarie con Rizzoli (99per cento Mondadori) e Mondadori medesima (l’ultimo, pare, per 400mila euro)?

Fake news? Mica tanto. Ho guardato i suoi libri: sono belli spiattellati con tanto di titoli che richiamano la libertà. Già ottima pensata per attirare i lettori, a chi non piace essere liberi,?ma, perdoni, ex onorevole, pecunia non olet neppure per lei vero?

Il “male ossoluto” ha un profumo di soldi che si sente fino a qui. Come poteva non cedere a questa “collaborazione”? Coerenza prima di tutto. Lei c’insegna! Attento  non cadere dal pulpito dopo la predica, non vorrei che i suoi successi letterari ed i prossimi come giornalista- reporter del Fatto Quotidiano (fake anche questa?) le facessero girare la capoccia.

Intanto il molto onorevole Di Maio sta seguendo la scaletta: precisa, come da ordini superiori: piano, pano ma irresisitibilmente corro da te…(vecchio motivetto sempre valido nel caso di ipocriti manfrinari come i suoi colleghi grillini).

E,vedrà ex onorevole, ce la farà. Oh se ce la farà. magari non sarà lui premier ma c’è sempre il prossimo giro, il ragazzo è capacino.

Non c’entra nulla ma vorrei qui fare l’elogio dell’ombrello. Qui da noi, al nord non fa che piovere, piove in continuazione da un mese e passa, non ne possiamo più (governo ladro) e l’ombrello è prezioso, in molti non lo portano perché è fastidioso e sperano che spiova, ma poi ti invidiano quando tu glielo apri davanti e ti ripari dai goccioloni mentre loro se li prendono tutti.

Ecco, pensavo a chi ha votato i grillini, se lo porteranno loro l’ombrello quando piove, o fanno parte di quella folta schiera a cui da fastidio?

Ecco, io glielo consiglierei. Comunque ho l’impressione, mi sbaglierò, per carità, che i grillini stessi gliene stiano regalando uno di proporzioni gigantesche.

Non facciamo gesti, per favore, non siamo inglesi.

Pupillo

Che il giornalista Jacoboni non sia potuto entrare alla convention di Casaleggio, sinceramente a me poco importa, come credo importi poco agli italiani in generale. Ma rimane un fatto: che Casaleggio junior ha detto il falso inventandosi delle scuse per non averlo fatto entrare, quando di giornalisti ce n’erano una settantina. Non ce lo voleva, punto e basta. Avrebbe potuto dirlo subito non ce lo voglio alla commemorazione di mio padre perché non ne ha parlato bene e mio padre lo ha definito “sciacallo”, perciò ho pensato che una giusta punizione fosse quella di cacciarlo se si fosse presentato. Sai la soddisfazione.

E’ andata cosi, inutili tutte le giustificazioni con quelle faccette santificate del Casaleggio figlio.

In Italia vige la libertà di stampa, se un giornalista non ti è amico, gli devi controbattere con forza le tesi non sbattergli la porta in faccia. Ma Casaleggio ha pensato: la convention è mia e faccio entrare chi voglio io. Ha una sua logica ma mi pare una zappa sui piedi del figlio del fondatore di un movimento che si dichiara inclusivo e dalla parte dell’onestà e della trasparenza.

Le bugie non sono contemplate in questa “visione” meno che mai in un  partito che si accinge a governare l’Italia e che agli italiani deve dire la verità, stiamo freschi se queste sono le premesse ne sentiremo molte altre di bugie e vedremo anche tante prepotenze e sfoggio di arroganza che questo “piccolo” caso già anticipa. Ma abbiamo già visto come l’organizzazione dei cinque stelle comporti di questi “incidenti”.

Il convegno aveva come titolo “Capire il futuro”. Era un pallino di Casaleggio padre capire il futuro. E intorno all’ansia si capire il futuro ci ha fondato un partito.  Non male.

Io, invece, vorrei capire il presente, ho pretese meno nobili e il presente, mi pare di capire, è piuttosto ingarbugliato.

La stanno tirando alle calende aspettando di vedere come si mette nelle varie elezioni comunali e regionali prossime per vedere se cambiano gli equilibri e per avere, eventualmente, più voce in capitolo. Cioè stanno facendo melina. Un po’ come Casaleggio con Jacoboni.

Ma non abbiamo bisogno di manfrinari. Ne abbiamo già avuti fin troppi al governo.

Abbiamo bisogno di persone serie. Ce ne sono attualmente tra quelle che gli italiani hanno votato in massa? A me, francamente, pare proprio di no. Non ce ne sono. Ci stanno tutti prendendo ancora in giro, alla grande.

Non mi piacciono le loro facce, da quelle sorridenti di Di Maio, a quelle truci di Salvini, da quelle ipocrite di Berlusconi a quelle da santino di Casaleggio, nonostante dica che lui col movimento non c’entra ma fornisce solo un supporto tecnico…

Junior, guardiamoci nelle pupille, Totò ti avrebbe detto: accà nisciuno è fesso!

Bracamao

Renzi sta nascosto come il serpente Bracamao ma comanda ancora e ha deciso di restare acquattato per sondare le mosse dei suoi avversari. E’ sempre segretario ad honorem, le dimissioni come le ha date se le è mangiate ed ha detto a Martina:vai avanti tu che a me viene da ridere.
Si tiene stretto quel tesoretto del 18%, lo surgela fino a che gli crolleranno tutti davanti come birilli, a quel punto dirà: ecco, vedete che goduria governare? E rialzerà la testa e con un sibilo si rimetterà a fare Leopolde nel sottoscala del Nazareno.
Il Pd è proprio a rotoli. Il reggente bon da gnente, conta meno del due di briscola, porta la voce del capo e rientra subito nei ranghi. Quando lo ha visto, in televisione, con quella pettinatura, con quello sguardo basso basso, con quella faccia da funerali, che poco ci mancava che dicesse: “Renzi mi ha detto di dirvi che con quei quattro sozzoni manfrinari dei grillini non ci metteremo mai, possono tirare il collo fino a diventare tutti quadri di Modigliani, ma noi stiamo alla loro opposizione e gli faremo vedere i topolini verdi”.
Ma con quell’aria dimessa, come se chiedesse scusa…ma dove siamo? ha pensato con lo stomaco in fiamme, Matteo.
Ma tu guarda chi ha la pretesa di prendere il posto mio? perché quel posto è mio, ho i numeri, li ho presi alle primarie, mentre lui pare telecomandato, non ha un briciolo di orgoglio, uno scatto di autostima, niente…
Cosi rimuginava l’ex segretario ora pacioso senatore pantofolaio.
E ha deciso che non ci sta, perbacco.
Cuperlo ha detto che se ha cambiato idea lo dica, ma che non giochi a nascondino e a rubamazzetto, esca dalla tana e o dica chiaro e tondo: il capo sono ancora io le mie dimissioni erano finte e voglio ritornare in campo.
E poi si vedrà.
Siamo a questo. Il Pd ha un segretario dimissionario che comanda e un reggente che sta per non reggersi più nemmeno all’impiedi. Mentre lui è ancora ruggente e carico e pieno di voglia di cambiare l’Italia.
Ancora? ma se gli italiani gli hanno detto in tutti i modi che se ne deve andare, ma in che lingua lo vuole sentire? In cinese?
Ma lui non ce la può fare, fino a che ha vita ha speranza e vuole dirglielo in faccia, in pieno muso a quel damerino fricche e fracche di Di Miao che ormai sta facendo le fusa per accattivarsi le simpatie del Pd, dopo che Salvini ha mostrato i muscoli e vuole andare al Quirinale in delegazione compatto, a braccetto con gli alleati della coalizione… dicevo, vuole dirglielo in faccia chiaro e tondo in modo che non ci siano dubbi né fraintendimenti di sorta: No enne o. Non ci sto, fallo con Floris il governo o con Vespa, qui non c’è trippa per grillini.

A che ora si fa la rivoluzione?

 

P.S.: devo specificare che il serpente Bracamao, per chi non lo sapesse, ha la particolarità specifica di misurare dalla testa alla coda 6 metri circa e 12 metri circa  dalla coda alla testa.

Sinceramente

Quando questa mattina ho pensato a cosa scrivere in questo spazio, la prima cosa che mi è venuta in mente è che voglio ringraziare quanti vi partecipano, sia con una certa assiduità che saltuariamente. Quando ho iniziato non avevo la pià pallida idea di che cosa mi aspettasse e devo dire, francamente, che, arrivata al giro di boa dei sei mesi (ma non faccio bilanci per carità), trovo che mi sono molto divertita e che non ho pensato neppure per un minuto di aver sbagliato ad iniziarlo. Spero di poter continuare ad esporre quello che mi passa per la testa fino a quando riterrò che sia “divertente”, sperando anche che possa risultare utile e magari divertente anche ad altri

E’ bello potersi confrontare con altre opinioni, sempre che ciò avvenga nel rispetto delle idee altrui e delle regole della buona educazione. Che può sembrare un concetto arcaico, ma che, secondo me, è quanto mai attuale e ce ne sarebbe bisogno in  molti campi.

In questi sei mesi, ho dovuto censurare molto poco e solo perché  pretendo rispetto per me e per gli altri. Lo ritengo il minimo sindacale.

Frequento un blog di un quotidiano inglese ed ho potuto constatare che il metodo di censura è molto pratico ed efficace: vengono lasciati gli spazi bianchi con il nome dell’utente che che ha scritto il commento censurato  e la dicitura: “questo commento è stato censurato perché non conforme all’etica del giornale”.

Gli inglesi sanno come semplificarsi la vita, molto meglio di noi italiani che siamo bravissimi a complicarcela.

Ma quello che mi piace di più dello scrivere qui sopra, oltre la possibilità di condividere le mie idee in politica o in tanti altri settori della quotidianità è la possibilità di essere sincera e di dire fino in fondo come la penso.

Capisco benissimo che qualcuno potrebbe anche obiettare: echisseneimporta? Certo è possibile che qualcuno lo pensi. Ma a quel punto io posso, naturalmente, rispondere: altrettanto. Ed è proprio questo il bello. Non trovate?

La sincerità per me è la cosa più importante nei rapporti interpersonali, in tutti i rpporti interpersonali.
“Posso non pensarla come te ma farò di tutto perché tu possa esprimere il tuo pensiero”. Ecco questa è una frase molto celebre che mi piace molto.

Naturalmente questo “pensiero” però, non deve essere la possibilità di buttare fango a palate o dire tutte le cavolate che ci passano per la mente per ferire,offendere, denigrare sino all’esasperazione un’ altra persona o un gruppo o un partito politico o chicchessia.

I blog dei maggiori quotidiani o settimanali sono molto frequentati e, nella maggior parte, sono luoghi d’incontro dove ci si scambia opinioni sull’attualità politica o sullla società o cronaca o varie ed eventuali. Ed è una gran bella cosa poter dire la propria in ogni momento su fatti che ci riguardano tutti da vicino o da lontano, ma che comunque ci interessano.

Ma la possibilità che possano diventare dei luoghi dove alcuni vogliono primeggiare rivaleggiando con altri , ponendosi sempre in primo piano, esponendo sempre idee che contrastino quelle degli altri, magari usando escamotages o vari espedienti pur di ottenere la sadica soddifazione di vedere “soccombere” “l’avversario”, cioè chi non la pensa allo stesso modo e vuole argomentare in santa pace le proprie idee, è sempre in agguato e i vari blogger faticano non poco per riportare l’ordine in quello che a volte si può trasfomare nel più classico degli asili Mariuccia.

Più che un’occasione di scambi di vedute diventano una ghiotta possibilità di sfogare tutte le proprie frustrazioni su malcapitati che cadono nelle loro imboscate. E in molti soccombono e lasciano per la difficoltà oggettiva di combattere contro l’imbecillità, l’arroganza e la tracotanza di molti che si credono i padroni del mondo e vogliono affermarlo in tutte le sedi possibili.

Certo, non bisognerebbe dare peso o importanza a chi si diverte con questi giochetti sciocchi ma c’è anche chi, in buona fede, pensa di contribuire ad animare una discussione che possa risultare interessante anche per chi non partecipa ma legge solamente. ma spesso, il protagonismo assoluto ed il narscisismo esasperato riescono a scoraggiare anche le migliori intenzioni.

Ovviamente tutto questo non può riguardare questo piccolo spazio e chi lo frequenta e spero continuerà a farlo e a chi si vuole aggiungere dico che è il benvenuto, purché rimanga entro i pochi limiti sopra descritti.

Sinceramente e francamente.

Farà strada

 

Di Maio si sta rivelando un novello Berlusconi: piacione, di manica larga con gli amici, disponibile a tutti gli “accordi” o “contratti” che gli tornano a fagiolo.
Comunicatore e falso al punto giusto. Capace di impapocchiare chiunque gli capita a tiro, stesso sguardo rapinatore e accattivante, stessa tendenza a celare dietro il sorriso i macchiavelli più sordidi.
E’ ancora troppo giovane per arrivare alle “vette”di ipocrisia di Berlusconi, ma è sulla buona strada.
E’ normale che sia così: Berlusconi è sempre stato il suo idolo fin da bambino, cresciuto con le merendine e i jingles delle pubblicità del biscione.
Coi giochetti del pomeriggio di Mike e i prezzi giusti di Iva.
E’ il prodotto perfetto del berlusconismo più ortodosso.
Nicchierà ancora per un po’ ma poi, pur di entrare al governo cederà e tra i due, Salvini e Berlusconi , lui farà i suoi porci comodi e se non otterrà quanto chiede, potrà sempre dire che i due cattivoni gli hanno messo i bastoni tra le ruote e puntare, al prossimo giro ad avere ancora più seguito.

Ma come convincerà i suoi elettori a digerire un osso duro come l’ex cavaliere?

In effetti non è un’impresa da poco. ma il nostro è abile, almeno quanto il suo idolo del quale ha studiato e studia tuttora tutte le mosse pronto a farne tesoro. Berlusconi, infatti,è stato un ottimo maestro anche per Renzi la cui parabola sembra essersi conclusa troppo in fretta. Evidentemente non c’era la stoffa del “campione”, ma il classico fuoco di paglia.

Di Maio no, lui no. E’ concentratissimo. Fateci caso: né a destra, né a sinistra, il “contratto” (il famoso contratto con gli italiani non ci dice nulla?), la volontà  di “cambiare il paese, la stessa insofferenza per i “riti e miti” della “vecchia politica”, l’avversione per la UE o comunque chi interferisce con le nostre scelte, pur mantenendo una facciata “europeista” a fasi alterne, la stessa “simpatia di pelle” per lo “zar” Putin, oltre alla passione (malcelata per il bello, la “dolce vita” ed il lusso). Manca, per ora, l’ostentazione del suo fascino nei riguardi delle donne, ma diamogli tempo.

Ma il tratto che più lo accumuna a Berlusconi è la sfrontatezza. Questo ragazzo di Pomigliano che “si è fatto (quasi) da solo” e nel giro di pochi anni è passato da scorazzare per i vicoli della sua città ad assumere il ruolo prestigioso di vice presidente della Camera, è passato dalle “stalle” alle “stelle”con una disinvoltura degna di un consumato viveur. Un ambizioso senza freni, proprio tale e quale Berlusconi. E Berlusconi ne è, a sua volta, affascinato, si rivede, si specchia nell’immagine platinata del leader nascente.

Che però, francamente io vedo esattamente come il Berlusconi d’annata: un dis…astro nascente.

Grillo è con lui in tutto e per tutto. sa bene che questa è l’unica strada per prendere il potere e giocarci e giocare a prendere in giro gli italiani per i decenni a venire.
L’evoluzione del berlusconismo, il dimaismo è la dimostrazione di quanto una buona parte degli italiani ne capiscano di “pollitica”.

E forse sarà questa la leva con la quale Di Maio solleverà le resistenze dei suoi elettori: la scarsa o nulla conoscenza della maggioranza degli italiani della politica. Quella nostrana è da un po’ di tempo al di la ed al di fuori di ogni umana comprensione, direi quasi “del bene e del male”. Con tutta la buona volontà, perché sull’intelligenza degli italiani, non sono certo io ad accampare dubbi.

Ma conosco anche un’altra dote degli italiani: l’opportunismo. Sarà forse su questo che farà leva l’astro nascente?

Lui, di già ne è un maestro, basta vedere come ha condotto fino a qui le trattative e non mi meraviglierei per nulla che un giorno di questi se ne uscisse bel bello con la novità: “abbiamo deciso di aprire a Forza Italia nella misura in cui Forza Italia ci dimostrerà di convergere su alcuni punti fondamentali del nostro programma…”.

Cosa fatta, Di Maio ha.

Chi lo vota e lo sostiene se lo merita tutto e anche di più.

Ora o mai più

Se non ora, quando? Oppure: Ora o mai piu. Di Maio vuole fare il premier a tutti i costi.
Vedremo, iniziano le consultazioni ma a me sembrano di più sedute di terapia di gruppo.
Il presidente Mattarella dovrà armarsi di pazienza e diventare psicologo,oltre che saggio e accorto buon padre di famiglia (allargata).
I grillini sono convinti che tocca a loro, glielo chiede il popolo e loro devono rispondere. Questa potrebbe essere l’unica e ultima occasione. Se la perdono potrebbe non essercene un’altra..
E perciò Mattarella dovrà frenare lo scalpitio del giovane leader e farlo ragionare.
Dovrà anche fare il ragioniere e chiedere a tutti se hanno i numeri.
E chi ce li ha questi benedetti numeri? I cinquestelle hanno tanta boria ma i numeri ancora sono molto ballerini. Sono con la lingua fuori a cercare alleanze con chi ci sta. Prima tutti gli facevano un tantino schifo, ora, al contrario, vanno bene tutti, basta che portino numeri.
Una sola preclusione: Berlusconi. Eh, già. Li capisco. Berlusconi pesa, a metterselo in groppa potrebbero andare a gambe all’aria. Magari si può fare una cosa un po’ tartufesca, un appoggio esterno, cosi tanto per non dare troppo nell’occhio dell’elettore pignolo.
Ma lo ha detto anche Francesco che ci vuole fratellanza. E, per la verità, dimostrano in tanti molta buona volontà. Salvini è più saggio di tutti: ci sta con Di Maio, per il bene del paese, ma non può lasciare Berlusconi per strada, deve stare ai patti, non è colpa sua, fosse per lui la darebbe la poltrona a Luigi (per vederlo andare a gambe all’aria), ma i patti vanno mantenuti.
I democratici piddini scornati stanno all’opposizione. Ben fatto. Ma di che? Di Renzi che li ha portati allo sfacelo? Del paese che non li ha votati?Dei grillini che li hanno sempre osteggiati? Del centrodestra che li ha appoggiati?
Dovrebbero decidersi e farcelo sapere. Sono sulle spese e qualcosa dovranno pur dimostrare di fare oltre all'”opposizione responsabile”. Magari dirci una buona volta come mai hanno fatto scappare milioni di loro elettori che si sono rifugiati nel convento dei Cinquestelle. Magari gli stessi che avevano creduto in Renzi e che ora credono in Di Maio. Scesi da un carro per salire su un altro più affollato.
Che delusione sarebbe dover scendere ancora e ritrovarsi ancora una volta becchi e bastonati.
Presidente,siamo nelle sue mani, gli faccia fare più di un giro di giostra, almeno fino a che si saranno schiariti un po’ ,le idee e la testa avrà smesso di girare.

Ma lei che è uomo di molta esperienza non può non aver già un’idea in testa. Provo a vedere se l’indovino: un governo del centrodestra appoggiato dai cinquestelle o un governo centrodestra cinquestelle tout court. E chi ci mettiamo a capo? Cosa ne pensa di uno che si presenta meglio del solito, ha fatto di tutto per togliersi la ruggine della vecchia Lega bossiana, ha conquistato i voti degli italiani da nord a sud, ha pretese molto difficli da esaudire ma ha anche una grande voglia di mettersi al lavoro e per farlo è disposto a fare non uno ma dieci passi indietro?

Ha dimostrato di poterlo fare e di avere molto seguito nel partito e con un po’ di sforzo anche nella coalizione, oltre ad aver dimostrato apertura ai “nemici” Cinquestelle coi quali, si voglia o no, ha molto affinità? Sta dimostrando ogni giorno di più di aver capito come si gestisce la politica nelle sue varie sfaccettature e non si impunta su posizioni estreme ma cerca il dialogo?

Non diventerà mai un democristiano, ma, se il suo fine signor presidente è quello di compiere la volontà degli elettori, secondo me, una volta valutate tutte le possibilità e convinti i Cinquestelle che se perdono questo treno non ne passerà un altro (cosa per nulla scontata con quei capoccioni), potrebbe anche mandare avanti Matteo Salvini a provare ad ottenere la fiducia del Parlamento per guidare la baracca Italia.

Può fare peggio di Berlusconi? Si, certo, ma se la nostra è ancora una democrazia, sono gli elettori che decidono chi deve governare e a conti fatti, la maggioranza centrodestra/cinquestelle i numeri li avrebbe in abbondanza.

Naturalmente Grillo permettendo.
Tu mi fai girar, tu mi fai girar…

Dolce chimera

Al Quisisale, stanno per cominciare i Consulti delle varie autorità e delle delegazioni dei politici.

Il Professor Matta Rella, specialista in disturbi della personalità con particolare riferimento alle megalomanie, circondato dalle guardie (mediche) in alta uniforme, li riceverà in camice rigorosamente bianco e cercherà di analizzare le loro intenzioni.

Mi sono immaginata la scena:

Inizio con Matteo  Renzi.

Accomodati figliolo e dimmi, che cosa pensi si fare?

Io? Mi oppongo. ‘Sti quattri bischeri che cosa credono? Che mi metto a fare inciuci con loro? ma che vadano a…governare se sono capaci e poi vedremo se non gli passa la voglia di fare gli spiritosi.

Ma, figliolo tu hai perso le elezioni.

Ma quale perso, io ho preso diciotto, sto nella media.

Si, ma DiMaio ha preso 30 e lode e Salvini ha lo zio Paperone che lo finanzia, tu dove pensi di andare con un misero 18?

Io, m’oppongo a tutto, mi fa tutto schifo, l’Agnese mi ha detto che sta dalla mia parte e anche la Marielena e quella se sfodera tutte le sue armi potrebbe creare un bel…macello.

 

Secondo consulto: Luigi Di Maio.

Dimmi figliolo, cosa vedi nel tuo futuro?

Sarò premier. Devo fare quello che mi hanno ordinato gli italiani: fare il bene del paese e io lo farò, Pomigliano si deve stendere tutta pancia a terra quando passa il suo amato figlio Luigi e Pomigliano deve risorgere e diventare più bella…

Ma, figliolo, tu devi fare il bene del paese.

Eh, si, del paese mio, Pomigliano, o’ paese do sole (e qui si mette a canticchiare O sole mio).

No, no non ci siamo, Comunque dimmi perché ti ostini a fare il premier?

Ma perchè tutti al paese devono dirmi che sono il più fico di tutti. Mi devo riscattare, professò, quando andavo alle medie ero grasso e portavo l’apparecchio ai denti e sbagliavo tutti i verbi e tutti mi prendevano in giro e ora mi voglio vendicare e passare in monopattino sotto le finestre di quei figli endrocchia e farmi quattro risate.

Si, ma figliolo dove li prendi i soldi per le cose che vuoi fare?

Ma come? Li ho chiesti a San Gennà quando sono andato a baciare la reliquia del santo, professò  accà nisciunno e fesso.

Terzo consulto: Matteo Salvini

Figliolo raccontami perché vuoi andare a governare.

Guardi, per carità di chi sa lei, non ho mica tempo da perdere sa. Mi aspettano al poligono, ho lezione di tiro con la Beretta (l’ho comprata da un fratello marocchino di terza mano). Comunque io sono uno pratico, andrò al sodo: mi sono rotto di tutti questi  che vogliono comandare a casa mia, foera di ball, te capi? E poi me so stufà de pagà i tass, scusi…mi sono stancato di sentir parlare di evasione fiscale e per questo  voglio abbassare le tasse al minimo.

Ma dove trovi le coperture?

Vado a Bruxelles a sbattere i piedi sul tavolo e gli dico: se non mi fate sforare il tre per cento vi ballo la danza dei cosacchi qui sopra e lo sfondo…(il tavolo e anche il tetto).

 

A questo punto il professor Matta Rella ha vuto un leggero mancamento e le guardie (mediche) hanno dovuto portargli un bicchiere del suo cordiale preferito: un gin and tonic al rabarbaro e una spruzzata di seltz.

Poi ha sentito, last, but not least: Silvio Berlusconi.

Figliolo,( si fa per dire), mi dica, cosa ha in serbo per il paese?

In serbo? ma che serbo, io sono di qui e parlo italiano. Guardi lei, ho grandi progetti per le mani e volendo anche per i piedi, non so più dove metterli e se mi riabilitano… guardi, manca poco sa? Se mi riabilitano…ma ormai è cosa fatta, questi qui me li mangio in un sol boccone e al prossimo giro al governo ci vado io, ci vado mi, Berlusconi Silvio in arte Papi e gli faccio vedere i sorci viola a tutti e mi rifaccio di quelli che mi hanno sbattuto fuori .

A me non la si fa e chi la fa l’aspetti e chi l’aspetta…

A questo punto il professore ha avuto un brivido che gli ha percorso tutto l’emisfero cerebrale destro e sinistro e anche al centro,ha chiamato un plotone (di esecuzione) di guardie e gli ha perentoriamente ordinato di metterli tutti ai ceppi nelle cantine quisisalizie.

In attesa di tempi migliori e che la mamma dei megalomani smetta di restare incinta. Illusione dolce chimera…

 

Profezia

Siamo arrivati a questo punto! Passata la Pasqua si dovrà fare il governo. Il presidente inizierà le consultazioni.

Riceverà i politici in delegazione armato di stetoscopio e gli farà dire trentatrè.

Dovrà auscultarli bene per capire dove vogliono tutti andare a parare. Si, lo sa che vogliono andare tutti a governare (andiam, andiam, andiamo a governar…) tutti felici e giocondi di prendersi in mano questa bella gatta da pelare che è il nostro paese indebitato e affranto. Hanno tutti la pozione magica e tutti vogliono metterla in pratica. A cominciare dai Cinquestelle…

A proposito, qualcuno sa dirmi perché si sono dati questo nome? Che presuntuosi. Come gli alberghi di lusso. Oppure potrebbe esserci un’altra spiegazione: Grillo, dopo aver conosciuto Casaleggio che già di suo aveva l’aria di un paragnosta, ha consultato una maga, le ha chiesto di leggergli i tarocchi e predirgli il futuro. E lei gli ha detto che avrebbe fondato un partito che si sarebbe chiamato Cinquestelle perché le Stelle era la carta dei tarocchi uscita dopo le prime quattro. Una buona carta, prefigura un destino positivo ma bisogna saperlo cogliere.

Appena fuori, Grillo, ha pensato: perbacco, vuoi vedere che mi vendico di tutti quelli che mi hanno dato per fallito?

Gli farò vedere io, mi prendo una bella rivincita, prendo il paese nelle mie mani e ne faccio quello che mi pare.

Casaleggio gli ha fornito il giusto supporto psicologico e soprattutto materiale e via che è partito.

Ora siamo alla resa dei conti: se non si afferra il destino potrebbe finire tutto in burletta e la profezia della maga, non avverarsi più. Per questo i Cinquestelle sono diventati cosi diplomatici e aperti a tutte le alleanze possibili ed inimmaginibili, tutte tranne quelle con Berlusconi, dicono, ma è tutta una finta per fregare i loro elettori. Si metterebbero anche col…(meglio non nominarlo) pur di prendere il governo.

Poi si vedrà.