(Ahi)…Dura pietra

Stiam chiusi bene in casa

laviamoci le mani

tenendoci a manina

poi, con la mascherina

facciam la minestrina.

La diamo alla vicina

ma stando alla lontana

porgiamo l’altra guancia

purché sia quella sana.

Son otto giorni che

siam tutti in quarantena

ci han messi per benino

le man dietro alla schiena.

Stiam timorosi e muti

mentre attendiam notizie

se il pan ancor non manca

la clausura stanca

Stanca perché non so

io non ci vedo chiaro.

Aspettiamo Godot

che ci accenda un bel faro?

Sapete che vi dico?

Che io mi con stancata.

Non vorrei che codesti

con questa bella scusa

mi facesser passar

per grezzo diamante

volgare pietra dura…

 

9 commenti su “(Ahi)…Dura pietra”

  1. Ben venga la clausura,
    ora che più non c’è
    l’ordine monacale,
    sopperiremo noi,
    -terribile iattura-
    non più con le preghiere
    ma in modo razionale
    ed anche casuale
    di certo a debellare
    il perfido bacillo
    o virus che si voglia.
    Ci tapperemo il muso
    con benda monouso
    ci metteremo i guanti
    e al diavolo i rimpianti!
    ci striglierem le mani,
    e aspetterem domani
    che dica la tivvù,
    qual’altre novità
    la nostra fonte Conte
    ci somministrerà:
    un terzo decretone,
    o meglio de-cretino,
    ci salverà, oppure
    ci manderà il becchino?

    risposta
    questo governo è il peggiore che ci potesse capitare ha fatto sbagli enormi e ne sta facendo ancora di peggiori, tu mettiti anche il burka ma questi incompetenti prima o poi faranno la fine che si meritano cioè andranno a casa e la pagheranno. O pensano di finire la legislatura tenendoci ai domiciliari per impedirci di votare?

    però scusa, se usi certi termini qui scappano tutti…già c’è un fuggi fuggi…anzi un serra serra

  2. Mariagrazia, non credo che il giverno abbia fatto gravi errori, se non quello di non prendere prima quei provvedimenti ai quali sembri insofferente.
    L’inadeguatezza di certe strutture sanitarie dipende, oltre che dalla situazione eccezionale, dalle politiche passate che hanno in parte smantellato quanto c’era di buono. Se l’epidemia dovesse scendere al Sud così diffusamente come nel Nord la sutuazione, già drammatica, sarebbe ancor più insostenibile.
    In questo momento non è opportuno dare addosso al governo, come sta facendo Salvini, occorre essere uniti e attenersi per quanti possibile alle regole.
    La “clausura” dipenderà da come siamo stati capaci “tutti insieme” a combattere il virus.

  3. A dire il vero, a me Conte mi pare che si sia riabilitato un po’ proprio in questa emergenza.
    Unico errore aver allentato un po’ le briglie nell’ultima decade di febbraio, quando sono comparsi gli sdrammatizzatori.

    Piuttosto, io sarei per dare poteri speciali ai prefetti e alla polizia. Ho visto un video allucinante di un gruppo di ragazzi che se la prendevano con i carabinieri che li avevano fermati.
    Uno, in particolare, urlava in faccia al carabiniere (che non aveva la mascherina) a mezzo metro di distanza dicendo che lui non lo poteva toccare e non gli poteva fare niente ….
    Alla fine lo hanno ammanettato e messo sul sedile posteriore, ma un episodio così ha rischiato di contagiare tutti i presenti.

    Io una bella manganellata a distanza ce l’avrei vista proprio bene.

    E, per favore, abbandoniamo le frasi fatte! Che l’Italia ce la farà è ovvio. Il problema è se io ci sarò ancora.
    Il termine “tutti insieme” è fuorviante. Ce la faremo se ciascuno individualmente si comporterà in modo intelligente.
    Non è il momento di fare le cose insieme.
    Il papa, dopo l’anacronistico esorcismo stradale, invita a “non avere paura”.
    Ma se non ora, quando mai dovremmo avere paura.
    La paura è un meccanismo naturale finalizzato alla sopravvivenza.
    Viva la paura!
    Risposta

    ABBASSO LA PAURA e soprattutto il panico che serve solo a farci rimbecillire.
    Lenzini se vuole scrivere qui è il benvenuto ma qui non si diffonde panico. Ne abbiamo già abbastanza dovunque. Si prenda un bel respiro e si faccia alcune domande, qualche sano dubbio su tutto quello che le raccontano, a mio avviso la farebbe vivere più tranquillo. E anche noi.
    PS: le manganellate sono poco auspicabili come lo è una stato di polizia. Si ricordi che siamo ancora in Democrazia e la maggior parte degli italiani intende rimanerci.

  4. Ci sono delle priorità.
    In guerra ci vuole la legge marziale, perché non ci possiamo permettere la democrazia.
    Questa è una specie di guerra e bisogna semplificare.
    Siamo arrivati a questo punto, secondi solo alla Cina per contagiati, peggior Paese al mondo per morti, perché abbiamo sdrammatizzato.
    Appena l’emergenza sarà passata torneremo ai lussi e agli sfizi.
    Ora non possiamo avere la botte piena e la moglie ubriaca.

    Risposta

    Lenzini, i dati che vengono diffusi vanno sempre comparati, studiati e vagliati da chi ne sa più di noi in questa che è una materia per biologi e medici.
    ripeto, per favore, lo chiedo a lei e a tutti , di non fornire cifre.
    In quanto alla “Legge marziale” mi sembra che lei vada d’accordo con chi, sotto banco, sta facendo prove tecniche di dittatura, contento lei…. Ma, dopo, secondo me niente sarà più come prima e forse, se riuscissimo ad inquinare meno e a consumare meno schifezze e a sfruttare meno tutto lo sfruttabile, non sarebbe neppure un male.

  5. Vedo che ha censurato un paio di miei messaggi.
    Stando così le cose, meglio non perdere tempo a scriverli.
    Io so gestire benissimo la paura. Ho paura di attraversare il semaforo col rosso. Ho paura di camminare sul bordo dei precipizi in montagna, ma questo non mi dà angoscia. Anzi, essere consapevole dei pericoli e organizzarmi per evitarli mi dà sicurezza.
    Aver paura che un asteroide cada sulla terra è inutile, perché non ci possiamo fare niente. La paura di contagiarsi è una paura costruttiva e salvavita.
    Io in questo periodo ho paura come non ne ho mai avuta in vita mia, ma la notte dormo.
    Forse lei fa di tutto per esorcizzare la paura perché non riesce a gestirla e la confonde con il panico.
    Io la vedo diversamente, ma il blog è suo e, se vuole evitare voci discordanti, ha tutto il diritto di farlo.

    Risposta
    Lenzini, non voglio evitare voci discordanti, ma solo non diffondere panico con cifre e dati che nessuno di noi è in grado di verificare. Chi vuole le cerchi sui siti competenti.
    Certo che ho paura e so benissimo che la paura è un sano meccanismo di difesa.
    Ma ci sono delle situazioni, come l’attuale, che nessuno di noi aveva mai pensato di dover affrontare, in cui bisogna difendersi anche dalla paura. Perché non diventi un problema più grave del problema stesso. Come per esempio aumentare l’ipertensione in soggetti magari cardiopatici.
    E la notte dormo, per fortuna.
    Scriva quanto vuole ma per favore si attenga a queste semplici indicazioni.

  6. Forse mi sto ripetendo, e chiedo scusa.
    Per quanto mi riguarda non ho mai attraversato nella vita un periodo così pericoloso. Dato che la paura esiste, e anche lei ammette che è un sano meccanismo di difesa, è esattamente in questo periodo che abbiamo il diritto e il dovere di avere paura.
    Non credo che avremo altre occasioni più appropriate.
    Io, francamente, non vedo controindicazioni ad avere paura.
    Credo che gli ipotetici danni alla salute dovuti a infarti, ictus, suicidi, depressione ecc…, causati dallo stress da paura siano infinitamente più improbabili e remoti rispetto ai danni immanenti del contagio.
    Non mi risulta che ci siano stati episodi di panico, assalto al forno delle Grucce, linciaggio di untori, né più attualmente saccheggio di supermercati, o episodi di violenza di alcun tipo.
    Quindi, i rischi ipotetici, lasciamoli da parte e occupiamoci di quelli presenti.
    Non vedo nessun minimo segnale all’orizzonte che faccia temere che la paura “diventi un problema più grave del problema stesso”. Oggi l’unico problema è l’epidemia.
    L’altro problema vero, che è l’economia, è risultato chiaro che non si poteva risolvere in contemporanea con il contagio
    Risolta l’epidemia, si stamperanno tanti soldi e la gente continuerà a campare.
    E il coraggio, lasciamolo a tempi migliori.
    Mi raccontavano i miei genitori di persone che si rifiutavano di andare nei rifugi quando suonava l’allarme per i bombardamenti, e si vantavano del loro coraggio. Quello non è coraggio; è giocare alla roulette russa.
    La paura, però, non deve rimanere una sensazione angosciosa che ci portiamo dentro e basta. La paura deve partorire idee, accorgimenti, attenzioni, precauzioni, iniziative, sensibilità.

    Quello che ormai è chiaro è che non ci libereremo velocemente di questo problema, ci dovremo convivere e, probabilmente, arriveranno anche tempi peggiori degli attuali. Ciascuno non deve semplicemente astenersi da ciò che è proibito, ma deve dare il proprio valore aggiunto in relazione alla propria situazione specifica prendendo, se possibile, ulteriori precauzioni.

    Abbasso le paure passive: claustrofobia, ipocondria, paura delle scie chimiche, delle onde elettromagnetiche, dei ragni, dei terremoti e degli asteroidi!

    Viva le paure attive e attivanti: quelle che ci portano ad evitare le situazioni di pericolo reale ed evitabile!

    I dati sono quelli dell’Istituto superiore di Sanità. Non avevo aggiunto niente di mio, se non facendoci dei calcoli sopra.

    Risposta

    anche quei dati vanno presi per quello che sono cioè dei numeri che andrebbero valutati e confrontati. Ma non è questa la sede e non voglio ripetermi neppure io.
    Per il resto, nessuno le chiede di essere coraggioso e di esporsi a petto nudo alle intemperie ma di elevare il suo già alto livello di spirito critico senza farsi suggestionare troppo. Stia a casa, se vuole si muri dentro casa, ma rimanga speranzoso come lo sono io che questa faccenda finirà prima o poi e spero molto prima di quanto si pensi. A meno che non ci sia un disegno occulto per trascinarla oltre ogni limite.(Cosa a cui non credo, però…).
    Per quanto riguarda gli effetti collaterali di questa storia, né io né lei né nessuno in questo momento può fornire dati, ma ci saranno a tempo debito e forse si renderà conto che non sono cosi irrilevanti come crede.
    E comunque anche in tempo di guerra tutti continuavano la propria vita anche sotto le bombe e in situazioni terrificanti e il coraggio lo hanno trovato anche quando se la facevano sotto dalla paura. La paura non deve mai avere il sopravvento e impedirci di respirare come vorrebbero (quasi). Perché senza respirare Lenzini, lo sa che fine farebbe?

  7. La paura è un meccanismo automatico di difesa, fa parte dell’istinto di conservazione. Non è né un diritto, né un dovere. E’ il primo strumento per salvare la propria vita: se vedo la tempesta arrivare, è la paura che mi fa fuggire verso un riparo. Se si sente uno scoppio improvviso, la gente scappa per istinto.
    Soltanto dopo interviene la ragione e valuta quali sono i migliori strumenti per limitare i danni di un pericolo. Il panico è un’altra cosa, è una paura collettiva irrazionale.
    Non è certo il caso attuale della pandemia da coronavirus, almeno non ancora e spero mai. Se c’è un appunto da fare alle autorità e a noi stessi è che si è agito con una certa lentezza e senza il giusto rigore.
    La misure prese sono necessarie, e solo i numeri diranno se sono sufficienti. Se non sono sufficienti occorreranno misure più efficaci. I numeri sono importanti, ci dicono come si evolve il male e ci permettono quindi di prendere le contromisure.

    Chi governa ha questa responsabilità, i cittadini, hanno il dovere di comportarsi conformemente alle norme emanate. Ciò non significa che non si possano criticare e non si debba collaborare a migliorare i provvedimenti: in tal senso anche l’opposizione deve essere ascoltata e deve collaborare lealmente senza cercare di trarre profitto politico dalla situazione di emergenza.
    Prima si agisce con efficacia e meglio è, oggi non ha senso recriminare, sottovalutare o dipingere scenari futuri apocalittici, oggi conta vincere il male.

  8. Sono d’accordo.
    Io, personalmente avrei preso queste misure due settimane fa, e ora sarei tentato, se dipendesse da me, di fermare anche i mezzi pubblici e gli uffici al pubblico, come poste e banche. Magari solo per una settimana sperando che basti.
    Tra prendere misure drastiche sperando che durino poco, oppure prendere misure più blande mettendo in conto che dovranno essere mantenute più a lungo, credo che sia più vantaggiosa la prima ipotesi.

  9. P.S. La paura e la speranza non sono due stati alternativi.
    Si può avere paura ed essere speranzosi nello stesso tempo.
    I soldati in trincea sotto un bombardamento avevano una paura matta, ma speravano che il bombardamento finisse presto. E, in effetti, finiva.

    Risposta
    Come dice Busacca Giovanni (Gassmann) nel meraviglioso La Grande Guerra di M.Monicelli:
    “La guerra non è altro che un lungo ozio senza un minuto di riposo.”

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