Un daspo alla democrazia

Il sindacalista, gruista triestino Stefano Puzzer è stato “bastonato” dal governo. Era andato a Roma per parlare con Draghi o, almeno, con  un suo emissario e per tutta risposta ha ricevuto  un foglio di via e un Daspo.

Si era seduto su una panchina in piazza del Popolo (giusto, e dove sennò?), ma le “autorità costituite” lo hanno sfollato.

Via, gli hanno detto,qui non sei gradito, non sei abbastanza blasonato e “potente”  in più protesti contro il governo e le sue disposizioni in materia di green pass e vaccini e anche se sei vaccinato non hai diritto di stare a Roma, né come turista né come manifestante.

In pratica, gli hanno detto: non sei nessuno perciò, via, aria, togliti dai nostri piedi eccellenti e non tornare qui prima di un anno.

Questa è la sorte di chi critica il governo italiano nel 2021 in tempo di pandemia infinita ed emergenza continua.

Aveva sistemato qualche seggiola intorno a sé e ci aveva scritto sopra il nome di chi, secondo lui, avrebbe dovuto sedersi a  discutere  in merito alla protesta dei portuali di Trieste e di chi manifesta contro il greeen pass.  C’erano il nome di Draghi,  poi la Comunità Europea, addirittura Papa Francesco…che Puzzer aveva scritto sule seggiole per invitarli a “sedersi al tavolo” con lui per parlarne.

Una forma di protesta che più pacifica non poteva essere.  E cosi, non potendo mandare la polizia con gli idranti, la Lamorgese ha pensato di  mandargli un bel calcio nel sedere.

Il Daspo si da ai violenti e tutto sembra Stefano Puzzer meno che violento.

Mi ha dato l’impressione di un povero Cristo, messo in croce per le sue idee, scacciato dalla capitale della sua nazione solo perché chiedeva di parlare coi “potenti” della terra.

Neppure papa Francesco ha avuto una parola buona per lui.

Davvero,  in Italia non c’è più democrazia , si è presa il Covid anche lei e  nessun vaccino la salverà. Sarà costretta a mostrare il green pass  se vorrà entrare nelle stanze del potere oppure daranno un daspo anche  a lei?

Può essere.

Magari proverà ad intrufolarsi nel prossimo rave party , chissà, tra migliaia di deficienti  drogati  forse passerà inosservata e potrà rientrare dalla finestra.

Ma l’andazzo non mi dice nulla di buono, mi sa che la troverà sprangata.

4 commenti su “Un daspo alla democrazia”

  1. Ma perché mai il capo di governo o anche il Papa dovrebbero ricevere questo Puzer?
    Articolo abbastanza delirante.

    R.visto che lei manco sa di cosa parlo ma si permette di dire “articolo delirante” nel rispetto dell’art.21 della costituzione, si legga solo questo, forse le chiarirà le idee.
    Stefano Puzzer è cittadino italiano, gruista e sindacalista e se anche Draghi non lo voleva ricevere non ha alcun senso dargli il daspo che si da ai violenti delle curve sud, ma lei in che paese sta vivendo? Ma già, ormai conclamata dittatura democratica…
    “”Puzzer svela di essersi vaccinato, ma di aver alzato la testa una volta introdotto l’obbligo di green pass sul posto di lavoro: “È uno schifo. E poi guardando negli occhi mio figlio e vedere che deve subire tutte queste misure, una in contraddizione con l’altra, che non hanno senso, mi ha fatto impazzire. Non c’è una regola, vale tutto quello che dice il governo. Le incongruenze e la poca chiarezza non puoi non vederla e non puoi non far nulla vedendo queste cose qua. Il green pass non c’entra niente con le misure sanitarie. Loro ti impongono un ricatto per farti fare il vaccino. Nel Governo hanno fatto i conti sbagliati sul vaccino, hanno acquistato troppe dosi e scelto solo questa strada che oggi non si dimostra così efficace. Il Governo sta andando totalmente contro la nostra Costituzione. Volevo chiedergli di persona a Draghi, da uomo a uomo, come mai – conclude Puzzer – sta usando una misura economica e fa finta di farla passare per una misura sanitaria?”.
    Da Il Tempo di ieri.

  2. Guardi che a Roma il DASPO è più potente di un green pass: consente persino di tenere comizi, annunciare di devastare gli uffici di un sindacato e guidare il corteo che mette in pratica il proposito. Puzzer dovrebbe esserne grato!

    R.
    apprezzo lo spirito, Mauro.

  3. Mi pare ovvio che Draghi o anche un semplice ministro non possono incontrare tutti i 60 milioni di italiani.
    Per chiedere un incontro, un cittadino deve aver avuto un mandato di rappresentanza ampio da parte di un’associazione, un importante numero di firmatari di una petizione, ecc…
    E non è detto che glielo concedano.

    Io, personalmente, preferisco che Draghi passi le sue giornate a studiare la situazione economica, a indirizzare gli investimenti del piano europeo, a tenere insieme la sua maggioranza, piuttosto che a fare pubbliche relazioni.

    Se poi la persona che lo vuole incontrare ha in mente complotti assurdi come il fatto che l’Italia ha comprato troppi vaccini (troppi ancora ne dovrà comprare ….!) è inutile starlo a sentire.

    R
    Draghi è il primo ministro di una Repubblica Democratica fondata sul lavoro, se non ascolta i lavoratori chi deve ascoltare? I ricchi epuloni o le lobby finanziarie? Quelle già vengono scoltate…sin troppo

  4. Draghi ascolta i lavoratori attraverso i responsabili sindacali, e lo ha fatto. Non c’è altro modo.
    Quel signore complottista che lo voleva incontrare rappresentava poco più che se stesso.

    R
    si sbaglia, Luigi.

Lascia un commento