Lascia la casa e fa la cosa

Trovo commovente  lo scambio di battute tra il neo (si fa per dire) ministro della cultura, il politico di lungo corso, alberato e frondoso come la sua chioma ritinta e Renzi, che, pare, questa volta sia deciso a lasciare la casa comune.

Fran…Casini, gli dice di restare, che il Pd è la casa di tutti e lui gli risponde, sornione come un toscano e mezzo, che stia sereno, che se se ne va, per il ministro è tanto di guadagnato perché potrà diventare padrone di casa e sfrattare Zingaretti che ormai è un affittuario con l’intimo(di sfratto).

Perchè è proprio Francasini l’artefice primo e massimo di questo nuovo governo…come lo potrei chiamare? Non mi piace l’accostamento dei colori, sembra la lista dei vini e non mi piace neppure il Conte 2 o bis. Il personaggio mi ispira una inspiegabile antipatia, ma d’altronde, l’antipatia come la simpatia non è spiegabile.

Dunque lo chiamerò con una famosa battuta di uno simpatico (almeno a me e tantissimi): Carlo Verdone.

Lo chiamerò il governo del Namofamo, riprendendo una battuta di un vecchio film dal titolo “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”.

Che poi è una frase che Salvini pronuncia ogni giorno  stringendo un rosario per mano e battendosi il petto villoso del guerriero padano, fresco di nuova incoronazione pontidina con conseguente bagno di folla (una mano santa dato il caldo che fa), pensando a Conte.

Lui lo chiama il governo dei traditori, per fare prima. come se non fosse lui quello che ha lo ha lasciato con un SMS.

Dunque dicevo…ah si, Renzi.

Stavolta ci siamo, pare che  il suo partito sia in dirittura d’arrivo. A furia di stare sull’ultima spiaggia è diventato un surfista di prim’ordine e se non cavalca quest’onda potrebbe non averne un’altra a disposizione. Deve cogliere l’attimo.

Dice che ci stupirà, che farà una “renzata”. Ci stupirà? Mah, ormai siamo instupibili e anche un po’ instupiditi, ma potrebbe anche essere.

Vuole tenersi al largo dal Nazareno perché pare che stiano rientrando Bersani e Dalema.

Lui non sopporterebbe un’altra coabitazione forzata coi due figlioli (poco) prodighi (con lui, s’intende).

Quindi, pare, che abbia preso in affitto un super attico tribagni, in via del Gufo solitario, una traversa di via Santa Leopolda da Rignano.

A proposito, non sarà lui che ha rubato il “servizio” in oro massiccio dell’artista Maurizio Cattelan, trafugato dalla ex residenza ora museo di W.Churchill?

Cosi, mica per il valore intrinseco (un milione di euro)  ma per dare, come si suole dire: un cachet all’ambiente.

Scherzo, naturalmente, l’idea che avremo (pare) , nel panorama dei partiti/movimenti/cose… anche “L’Italia del si” con  a capo l’ex premier, ex segretario del PD, fautore del nuovo governo, mi mette addosso una certa elettricità (tipo Bellanova) e quindi cerco di sdrammatizzare.

Dice che si porterà via solo lo stretto necessario, pochi uomini, quelli giusti, il resto li lascia in eredità all’amico e consorte nella ideazione e sponsorizzazione del governo Namofamo, Dario Francasini e, naturalmente,  la sua chioma.

 

 

6 commenti su “Lascia la casa e fa la cosa”

  1. Esilarante rappresentazione del caos calmo che sta colpendo l’Italia, insomma da un terremoto all’altro con pause di irriflessione.
    Si sono appena calmate le acque del tornado Salvini che rispunta dagli inferi dov’era disceso Renzi a soffiare come la bora sui destini d’Italia.
    Destini che non sono più quelli preconizzati da quel signiore con l’elmetto di duce di cui non ricordo più il nome… mi pare si chuamasse Musolino… o quello era il famigerato brigante?
    Ma non importa, i destini d’Italia sono ben altri, ma sempre uguali.
    Cosa voglia ‘sto Renzi non si capisce, il piddi chiama a raccolta e lui scappa via, non sa che per far fronte a Ciclone-Salvini forte dei Leoni di Mussolini armati di valor, ci vuole unità, non la gloriosa testata che s’è frantumata picchiando contro il muro dei Cipputi imborghesiti, ma quella predicata pure da Francesco che non teme lo Scisma, ma prega perché non ci sia.

    RISPOSTA
    pausa di irriflessione mi piace una cifra…ma è proprio cosi, ma quando e cosa riflettono questi? Dureranno anche loro il tempo di scaricare le pile e poi si vedrà. Ma quel “tornado” è sempre, purtroppo, troppo sopra i nostri cieli.Non fa presagire nulla di buono.

  2. Eccolo li il grande rottamatore che lascia la casa del “padre”, proprio quello che chiamava gufi quelli che dicevano che con lui non si poteva discutere e volevano andarsene, quello che predicava che bisognava stare uniti.
    Ecco come si sta unito. Ora che ha due ministri (con tanto di Bella e Nuova) si fa un vanto e se ne va…tieh partito democratico dei miei…mi avete sempre considrato spurio ed io spurio sono e me ne vò, non mi servite più.
    Attenti perché quello si porta via l’argenteria…altro che wc

  3. Gli serviva una seconda casa, uno come lui si annoia sempre nello stesso ambiente.
    Una strategia sopraffina: fare finta di uscire dalla finestra per rientrare dalla porta via tutti gli “amici” che sono rimasti.
    Che fanno finta di indignarsi ma sono d’accordo. Una volta che Renzi sarà ridiventato protagonista si riuniranno alla grande lasciando Zingaretti come l’aretino Pietro.
    Sarà sempre lui a prendere tutte le decisioni sia nel Pd come nell’altro…come si chiama… l’Italiadelsi…si, ma mi faccia il piacere, si.

  4. Parlando seriamente dell’uscita Renzi dal partito di cui fu segretario e che portò al massimo di consensi (42%), la ritengo una sconfitta del Pd, ed una notevole perdita del partito.
    Credo fosse la personalità più spiccata dell’ultimo decennio, ma le sue idee innovative hanno messo paura agli ideologhi di vecchio stampo e suscitato invidia alle leve più recenti.
    Spero che il suo partito, ancora da venire, possa dare un contributo fattivo per la ridefinizione di una nuova sinistra.
    RISPOSTA
    Ma de che? Farà solo altra confusione. E lui terrà tutti sulla corda dentro e fuori dal Pd, lui sarà quello che decide vita e morte di questo sgoverno ridicolo.
    I suoi rimasti nel Pd lo mineranno dal di dentro e quelli andati con lui, da fuori. Ma ci vuole davvero cosi tanto a capirlo?
    Quando il Pd sarà ridotto ad un guscio vuoto confluiranno tutti in Italia viva. Viva L’italia.

  5. In buona sostanza il grullo elettore vota e da’ la preferenza a Tizio o a Caio del Partito X, perché ritiene quel politico e la compagine cui esso appartiene, conformi alle sue aspettative ed idee…

    Invece, proprio per la facoltà di esser libero da vincolo di mandato, ogni eletto può, tranquillamente e legittimamente, cambiare parere pur in corso di legislatura e transitare in un’altra compagine, anche e soprattutto se avversaria, stravolgendo cosi, sempre legittimamente, gli equilibri in campo!!!

    Con tale assurdo sistema da noi le maggioranze diventano minoranze e viceversa; si possono tranquillamente e in modo del tutto legale, formare governi nuovi e completamente diversi dai precedenti, governi i cui componenti non sono stati minimamente eletti (basti pensare ai governi tecnici, a Renzi a Monti e a Conte divenuti addirittura presidenti del consiglio pur non avendo avuto alcun consenso popolare…).

    Da noi il nostro sistema consente che un Presidente della Repubblica possa, formalmente, chiamare anche mio nonno o il primo cittadino maggiorenne che passa sotto al Quirinale per affidargli l’incarico di dar vita ad un “esecutivo” purché questo riscuota poi la fiducia di un Parlamento che può cambiare addirittura fisionomia in corso di legislatura perché, ripeto, una volta eletto l’onorevole può agire come più gli piace fregandosene del mandato affidatogli dal cittadino, “gonzo” suo malgrado.

    Oggi Renzi, eletto inizialmente senatore dai cittadini nelle fila del PD, continua ad esercitare tranquillamente e legalmente il suo mandato senatoriale ma… in una nuova formazione politica da lui messa in piedi.

    Renzi, col nostro sistema, avrebbe potuto costituzionalmente parlando, addirittura transitare nella Lega o in Forza Italia o piazzarsi fra i “fuoriusciti” del Gruppo Misto, in barba ai votanti PD che lo avevano in quel partito “preferito” e senza perdere i suoi privilegi di parlamentare; viceversa, un leghista o un berlusconiano potrebbero convergere, sempre per lo stesso motivo ed in corso di legislatura, nella “Nuova Italia” di Renzi!!!

    E il cittadino?

    E gli elettori che all’epoca scelsero Alfano, la Lorenzin e quant’altri perché appartenenti all’allora PDL per ritrovarseli poi ministri del governo Renzi, antitetico al precedente di Berlusconi?

    E’ vera democrazia questa?

    Ha un senso etico tutto ciò?

    Un eletto, semmai, attraverso una vera, seria e radicale riforma, una volta entrato in Parlamento nelle fila di un partito, dovrebbe avere l’obbligo costituzionale di eseguire le direttive e i programmi di quella compagine.
    Se in corso di legislatura l’onorevole o gli onorevoli cambiano idea, si dimettono e il loro posto viene occupato dai candidati del loro stesso partito che all’epoca delle elezioni furono i più votati nei rispettivi collegi di provenienza.

    Il numero dei seggi conseguiti da un partito in Parlamento deve rimanere invariato per tutta la durata della legislatura perché gli elettori cosi’ decisero!!

    Se così fosse oggi Renzi e i suoi seguaci, invece di attuare libere scissioni e quant’altro in corso di legislatura, in barba ai loro “ingenui elettori”, andrebbero a casa in attesa di eventualmente ricandidarsi alle prossime elezioni: al loro posto andrebbero altri del PD per far rimanere invariato il numero dei seggi alla Camera e al Senato cosi’ come avevano indicato i cittadini italiani simpatizzanti i “dem”.

    Invece ognuno al Parlamento italiano fa come si pare e ci ritroviamo scissioni, nuove formazioni politiche, nuovi governi e quant’altro di razionalmente e democraticamente assurdo ma costituzionalmente, purtroppo, del tutto legale.

    Da noi si tutela la forma ma non la sostanza!!

    RISPOSTA
    Sono abbastanza d’accordo.Io trovo che sia il governo precedente che l’attuale siano eticamente una scorrettezza autorizzata. E ho l’impressione che durerà poco anche questo. Facendoci perdere altro tempo inutimente.

  6. Secondo lei signor Piccinini, quale sarebbe il mandato conferito ai nostri deputati? Il suo? Il mio? Quello di altri che l’hanno votato?
    Il deputato, secondo la democrazia parlamentare, è cului di cui lei si fida e che dovrà prendere decisioni al suo posto in piena libertà, secondo le circostanze, che non sono immutabili, ma cambiano con l’interagire delle forze politiche nel tempo
    Così può accadere, per esempio, che Zingaretti in linea di principio sia contro i 5 stelle, ma che successivamente per non lasciare il Paese in mano a Salvini, si allei con i 5 stelle.
    Lei ed altri non saranno d’accordo, io e altri invece si.
    Zingaretti è autorizzato dalla Costituzione a decidere secondo sua valutazione per me e per lei.

    Alttenti poi ad interpretare bene la Costituzione: lei dice che il PdR potrebbe chiamare suo nonno alla Presidenza del Consiglio.
    Niente di più sbagliato: il PdR, pur avendo una certa discrezionalità, non è libero di decidere ad libitum, ma decide sentendo prima le altre forze politiche, e la sua decisione è sottoposta al vaglio del Parlamento.
    Quando fu onferito l’incarico a Monti, le forze politiche di maggioranza erano tutte d’accordo, e il Parlamento approvò.
    Per favore studiamo
    la Costituzione prime di criticare.

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