Forse si poteva evitare

Non si sa e forse mai si saprà se gli incendi che hanno provocato decine di morti in Grecia, siano dolosi. Cioè se qualche scriteriato criminale delinquente abbia, deliberatamente lasciato cadere un cerino in luoghi dove sapeva che il fuoco, grazie anche al vento che soffia fortissimo in questi giorni, avrebbe creato il disastro che ha creato.

Non si saprà mai ma il sospetto è forte come il vento che ha contribuito a propagare gli incendi. E c’è sempre la speculazione edilizia dietro. C’è sempre chi vuole costruire in luoghi dove la bellezza della natura e il paesaggio sono tutelati e dove non ci sono infrastrutture sufficenti per nuovi insediamenti urbani.

Anche molte delle case letteralmente fagocitate dal fuoco, sembra fossero in gran parte abusive, costruite in luoghi dove per i mezzi di soccorso è difficile accedere.

E poi, i criminali forse hanno contato sulla debolezza strutturale della Grecia, da anni sofferente per le conseguenze del suoi debiti con l’Unione Europea. Proprio ora stava per uscire dall’ultimo intevervento in suo aiuto da parte della BCE.

Mati ,località a pochi chilometri da Atene è distrutta, scomparsa ed è li dove si contano il maggior numero di vittime.

Una vera apocalisse. A guardare quelle immagini si stringe il cuore e  il pensiero corre verso quelle popolazioni, quella gente che ha perso tutto e a tutti quei morti.

Tanti anni fa, ci trovavamo in vacanza al Cavallino(Ve), erano i primi di agosto e stavamo facendo un pic-nic nella pineta adiacente la bella spiaggia.

Ad un certo punto abbiamo sentito dei fruscii, ed abbiamo visto degli animali che uscivano dal fitto della pineta: una volpe, in particolare, con gli occhi spaventati e poi silenzio perfetto, niente cicale, niente uccellini, silenzio irreale.

Io ho pensato che c’era qualcosa di strano: le volpi non si avvicinano mai agli umani se non c’è un motivo e quel silenzio aveva qualcosa di minaccioso…poi ho capito e ho detto molto spaventata: ” deve esserci un incendio qui vicino” e mentre lo dicevo vedevo alzarsi una colonna di fumo poco distante.

Abbiamo raccolto velocemente le nostre cose, le abbiamo caricate in macchina e siamo partiti a razzo verso la prima cabina telefonica (allora non c’erano i cellulari) per chiamare i pompieri.

Gli abbiamo dato le indicazioni esatte e li abbiamo attesi nei pressi mentre le fiamme cominciavano a lambire i larici poco distante.

Sono arrivate tre autobotti dalla caserma della vicina Jesolo e i vigili del fuoco erano bardati come marziani e si sono inerpicati per la stradina e poi a piedi trascinando gli idranti e poi, finalmente, abbiamo visto i potenti getti di acqua o schiuma che piombavano sopra le fiamme e le spegnevano.

Io pensavo a quei ragazzi, sotto quella calura agostana, vestiti con quelle tute di amianto, vicinissimi all’incendio, quando caldo e quanta paura dovevano avere. E da allora per i pompieri ho una considerazione particolare e so che non li ringrazieremo mai abbastanza per il lavoro difficile e ingrato ma di enorme importanza che fanno.

Ci hanno anche ringraziati e ci hanno detto che se non era per noi avrebbero potuto andare a fuoco ettari di pineta prima che arrivassero a spegnerla. Cosi lo hanno debellato prima prima che si estendesse troppo.

In Grecia, purtroppo, le condizioni meteo, i luoghi impervi, la carenza di personale di soccorso e di mezzi, hano fatto si che gli incendi si propagassero fino ad avere l’esito terribile e forse non imprevedibile che hanno avuto. Sono arrivate denunce dagli stessi operatori che non erano stati previsti dei piani di soccorso, nonostante i bollettini meteo segnalassero il forte vento.

Tutta la mia solidarietà va a quelle popolazioni dal profondo del cuore sperando che la UE apra i cordoni della borsa e le aiuti fattivamente.

 

 

 

4 commenti su “Forse si poteva evitare

  1. L’Attica brucia, Atene è circondata dalle fiamme, l’Isola di Creta e Corinto in pericolo.
    Settantasette morti accertati finora(ma si teme siano un centinaio), chi in casa, chi in auto, chi addirittura in spiaggia a pochi metri dal mare.
    Negligenza, dolo, fatalità, è da accertare, forse tutte concause, complice il gran caldo e le caratteristiche del suolo greco, impervio, con fitte boscaglia, a volte inaccessiili, difficili da raggiungere anche per i mezzi di soccorso.

    Ricordo che, molti anni fa, in Grecia, feci, un giro turistico in auto, con la mia famiglia. Sbarcammo a Igumenitza, poi attraverso le montagne dell’Epiro, Giannina, Kalambaka, Delfi, Atene, Corinto, Argo, Menfi, Atene, Capo Sunion, Corinto, Micene, Tirinto, Epidauro, Olimpia, concludemmo il giro a Patrasso, dove ci imbarcammo per il ritorno. Tutti posti bellissimi ma difficoltosi da raggiungere. Allora, per il forte caldo e la siccità si contarono decine e decine di morti -io per precauzione avevo caricato l’auto di acqua minerale- ma tutto andò bene, fui fortunato. Ora mi rendo conto del pericolo cui avrei potuto andare incontro, inesperto anche dei luoghi.

    Spero anch’io che questo Paese martoriato venga aiutato dalla Comunità Europea e dei singoli Stati, è questo il momento di dimostrare più che mai la solidarietà umana.

    • Bellissimo viaggio e posti stupendi e poveri quelli che hanno vissuto questa terrificante avvetura e “fortunati” quelli che la possono raccontare. Si, speriamo davero che la comunità europea dia davvero prova di esistenza in vita per un motivo diverso dal “mercato”.

  2. MGG, io, invece, avevo vissuto una vicenda simile alla tua, nel 1971, al Gargano, dove c’era stato un incendio colossale, sicuramente doloso. La spiaggia di Pugnochiuso era ricoperta di cenere e in acqua c’era uni strato di brustolini anneriti.
    Altro incendio a Cuglieri, in Sardegna, dove si vedevano i focolai incendiari, messi proprio in fila indiana, a distanze costanti. Un caso?

    • In Sardegna sono molto frequenti e nascono spontanei il più delle volte, anche a me è capitato di vederne spesso nei dintorni di Cagliari dove la vegetazione è rarefatta in alcuni punti anche a causa degli incendi.

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