{"id":241,"date":"2017-10-29T15:01:30","date_gmt":"2017-10-29T14:01:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mariagraziagazzato.it\/wp\/?p=241"},"modified":"2017-10-29T15:38:59","modified_gmt":"2017-10-29T14:38:59","slug":"nessuna-pieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mariagraziagazzato.it\/wp\/2017\/10\/29\/nessuna-pieta\/","title":{"rendered":"Nessuna piet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Dopo aver letto molto sul caso del produttore americano Weinstein , mi sono accorta che a questa storia manca qualcosa. Non sapevo bene cosa, poi ripensandoci ho capito cosa manca. Manca qualsiasi accenno ad un, seppur larvato, sentimento di vicinanza al prossimo. Nessuna piet\u00e0, neppure l&#8217;ombra.<\/p>\n<p>Non sempre, ma quando di parla di rapporti sessuali, l&#8217;amore dovrebbe essere sotteso. Nel caso in questione c&#8217;era solo l&#8217;avidit\u00e0 di potere di un uomo di potere. C&#8217;entra poco anche il fatto che l&#8217;arma del ricatto fosse il sesso. Ci vedo la volont\u00e0 sistematica, quasi scientifica, di dimostrarsi potente. Nel senso di imporre la propria volont\u00e0 ad una donna.<\/p>\n<p>Il caso andrebbe studiato da uno psicanalista del profondo. Definirlo, come ha fatto Asia Argento (una delle sue vittime) &#8220;orco&#8221;, gli da gi\u00e0 una precisa connotazione di un uomo avido e vorace. Ed un motivo ci deve pur essere.<\/p>\n<p>A leggere la cronaca di quelle violazioni di donne che si presentavano a lui nella sua veste di produttore cinematografico,viene un moto di ribrezzo nel constatarne l&#8217;automatismo, quasi una fredda procedura alle quali l&#8217;uomo sottoponeva le sue vittime. E la cosa ancora pi\u00f9 perversa era il piacere che deve avere provato al pensiero che non avrebbero mai avuto il coraggio di denunciarlo per paura di perdere il lavoro e che, al contrario, formalmente , gli avrebbero dovuto persino dimostrare riconoscenza. In pubblico avrebbero dovuto persino dimostrare devozione , quasi una sorta di affezione. E per molte di loro \u00e8 stato cos\u00ec.Nonostante la rabbia e i sentimenti di colpa, di disistima verso se stesse e di impotenza.<\/p>\n<p>Una perversione morale abietta che non pu\u00f2 non avere motivazioni psicologiche profonde. Ma questo non significa dare giustificazioni ad un simile comportamento, al contrario. Il fatto che non sia corso ai ripari subito, al primo manifestarsi della &#8220;malattia&#8221; significa che la sua abiezione era tale da soffocare qualsiasi pur recondito, anche infimo senso di colpa. Colpa che ora \u00e8 giusto che paghi.Non c&#8217;\u00e8 dubbio. E non vale dire che come lui ce ne sono tanti, anzi, tantissimi. Al contrario, il fatto dovrebbe preoccupare e mettere in guardia su come la societ\u00e0 cosiddetta&#8221;civile&#8221;, nel mondo occidentale, abbia permesso che crescessero e si propagassero di queste perversioni.<\/p>\n<p>La riprovazione, in molti casi finta, della societ\u00e0, che compare solo a cose fatte \u00e8 una conferma che l&#8217;ipocrisia \u00e8 una &#8220;qualit\u00e0&#8221; che contraddistingue molti comportamenti umani.<\/p>\n<p>In tanti sapevano ma tutti tacevano. Frase che si sente dire spesso e in molte circostanze. Perch\u00e9 denunciare costa. Costa molto, in certi casi. E non parlo solo delle donne coinvolte, ma di tutto quel mondo &#8220;dorato&#8221; che gira intorno alle case di produzione, a certi ambienti che coltivano quasi amorosamente i pi\u00f9 squallidi riti, quasi fossero prassi consolidata.<\/p>\n<p>Ma che si estende a moltissimi campi dove la sottomissione della donna, usata come trastullo sessuale, \u00e8 quasi la regola. Certo, molto dipende anche dalle donne che si lasciano usare. Non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio. Nei casi in cui non siano costrette con la forza ( e capita fin troppo spesso),nei casi in cui non ci sia un&#8217;imposizione violenta,allora la donna avrebbe il diritto\/dovere di mandare al diavolo chi le fa certe proposte oscene e di denunciarlo.<\/p>\n<p>Ma sappiamo bene che non \u00e8 cosi semplice. E sappiamo bene che, spesso, \u00e8 la societ\u00e0 stessa, quella che dovrebbe chiudersi intorno alla vittima per proteggerla e consolarla, a comportarsi come il pi\u00f9 spietato dei giudici. Senza piet\u00e0. E che il carnefice, troppe volte, diventa vittima e viceversa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver letto molto sul caso del produttore americano Weinstein , mi sono accorta che a questa storia manca qualcosa. Non sapevo bene cosa, poi ripensandoci ho capito cosa manca. Manca qualsiasi accenno ad un, seppur larvato, sentimento di vicinanza al prossimo. 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