Tassiamoli!

Mentre sarebbe sempre opportuno abbassare il carico fiscale alle imprese e ai singoli cittadini, cosa che non sembra essere possibile con nessun governo, anche se in molti lo promettono quando si tratta di andare al voto, sarebbe forse equo tassare chi detiene cani. I cani sono amatissimi dagli italiani e la sola idea di dover pagare per tenerli gli può sembrare una bestemmia. Lo capisco. Ma un tempo c’era una tassa comunale o anche statale, oggi non più. Ma a mio parere, sarebbe giusto istituirla. Per molte ragioni. La prima è che molti proprietari di cani, di qualsiasi taglia, sono decisamente dei maleducati egocentrici sozzoni che si divertono a far defecare o altro le loro bestiole (a volte di oltre cento chili) ovunque e spesso non la tirano su, ma la lasciano in bella mostra sul marciapiedi ai lati delle case o anche nei giardini pubblici vicino a cespugli di rose. E fanno brutta mostra di sé reperti maleodoranti e sdruccioli sui quali si può incautamente scivolare e andare a gambe all’aria. Ma il proprietario in questione, non solo non se ne preoccupa, ma, nel caso dovesse succedere e lui fosse da quelle parti, troverebbe da ridire che non sei stato attento abbastanza: mettiti gli occhiali, perdinci.
Solo ieri: esco dalla mia stradina (zona residenziale alberata e con qualche spiazzo verde) e incontro un cane libero che ad una decina di metri da me mi fissa. Forse pensa: questa è una bestia pericolosa…e mi si avventa correndo e ringhiando, contro. Rimango immobile e vedo un tale sui cinquanta, un brutto tipo mai visto prima, che arranca a qualche metro dal cane e non fa una piegolina. Allora io che faccio? Beh quello che faccio sempre (me ne succedono ogni giorno di casi come questo), come mi si avvicina lo caccio con aria molto autoritaria, insomma cerco di mettergli paura, non aspetto che mi morda la caviglia o peggio, ma lo scaccio con fermezza. E funziona. Almeno sinora ha funzionato. E poi? Poi il cane torna sui suoi passi, si avvicina mogio al padrone, questo bel tomo, lo accarezza e prosegue a passo con lui. Io dico: per favore il guinzaglio. Lui glielo mette con riluttanza e poi mi fa: beata libertà!

Una tassa commisurata alla grandezza e alla pericolosità del cane, annuale, che non fosse solo “simbolica” ma che servisse alle casse dei comuni per pulire la schifezza che abbonda per le strade ovunque e per gli eventuali danni che il cane può fare alle persone.

Il cane non ha nessuna colpa, ma questa dei cani è una moda che ha preso piede da noi di recente ed è in aumento e non è difficile ormai vedere cani anche liberi di tutte le dimensioni, ovunque. Il cane “moderno” è abituato al padrone e qualsiasi estraneo lo mette in agitazione e se è di indole aggressiva (ma anche no) lo tratta da nemico anche se non si trova neppure in prossimità di casa sua. Lo sperimento tutti i giorni. Non esistono cani “buoni” in assoluto: quando hanno paura o temono che qualcuno faccia del male al loro padrone, reagiscono diventando aggressivi e molto pericolosi.

La “libertà” intesa come poter fare sempre quel c…ane che ci pare non è libertà è arroganza, prepotenza, ottusità, ignoranza, prevaricazione e inciviltà.

14 commenti su “Tassiamoli!”

  1. Almeno su questo sono totalmente d’accordo con la BM.
    Sui cani si sono creati una serie di fraintendimenti e di storture che hanno dell’incredibile.
    La tassa sui cani c’era, ed era giusto che ci fosse. Quando un cittadino occupa più spazio di altri e diventa più ingombrante nella società, è giusto che paghi una tassa per compensare gli altri cittadini. C’è la tassa di circolazione sugli automezzi, la tassa di occupazione di suolo pubblico e così via.
    Non è una questione di amare o detestare i cani. Che un detentore di cani sia socialmente più ingombrante è fuori discussione.
    Addirittura, non solo i proprietari di cani non pagano la tassa; non pagano neppure il biglietto quando li portano sui mezzi pubblici, come previsto da tutti i regolamenti delle aziende di trasporti. Oggi in metropolitana c’era un tale dall’aria poco raccomandabile che aveva con sé due grossi cani con guinzaglio relativamente lungo, ovviamente senza museruola, che, sdraiati sul pavimento, occupavano lo stesso spazio di 6 persone in piedi. Col rischio che, qualcuno si prenda un morso se inavvertitamente gli pesta la coda o una zampa.
    Ma i controllori non ci provano nemmeno a chiedere il biglietto del cane. Manca la cultura.
    Quanto agli escrementi, il sacchettino non risolve, perché un escremento, anche se asportato, lascia la pavimentazione imbrattata, e, se uno ci mette la scarpa sopra, si porta lo sporco in casa.
    Per non parlare del pericolo di aggressioni.
    Perché si tollera tutto questo? Perché i proprietari di cani sono tanti e sono elettori? Perché si ì creato un fiorente business di alimenti e prodotti per cani? Non mi pare una motivazione sufficiente per scontentare i tantissimi cittadini che preferiscono avere a che fare con le persone, e che amano la pulizia, la quiete e la sicurezza.
    Per me c’è dietro anche il paradosso dell’ideologia “politicamente corretta” che rovescia i criteri del buonsenso, per cui un cane diventa importante come un essere umano, senza però essere responsabile di quello che fa. Né si accetta che la responsabilità sia totalmente del padrone.
    Se in certe circostanze è obbligatoria la museruola va multato il proprietario che non la mette, specialmente se neppure ce l’ha con sé. Se un cane sale in metropolitana, il proprietario deve avere due biglietti; altrimenti, deve scattare la multa.
    Se un cane uccide un bambino il proprietario deve essere processato per omicidio; non per omessa custodia. Se investe una persona con l’auto non può dire “é stata l’auto”, e va sotto processo per omicidio stradale; allo stesso modo non può dire “è stato il cane”, perché era lui alla guida del cane.

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  2. Massì tassiamoli i proprietari di cani, fanno danni a più non posso però…. segnalo che quelli che il cane non ce l’hanno ma votano a destra, vengono invece beneficiati da 20 condoni fiscali, innalzamento della quota di contante (nero) e la possibilità di entrare in società con le mafie, truffare l’INPS, abusare l’Ufficio e falsare i bilanci.

    Vabbè, basta con l’ironia che poi si risentono.
    Ma veniamo al contendere tipo che in Metropolitana i possessori di cani non pagano il biglietto, ‘sti impuniti.
    Credo che i regolamenti comunali siano diversi ad esempio Milano, che frequento spesso e a volte con il mio cane, è un comune “pet friendly” i cani possono viaggiare su qualunque mezzo, bus, tram o metropolitana, gratuitamente e senza distinzioni di taglia.
    Quindi caro Lenzini non è assolutamente vero che “i cani non pagano come previsto da tutti i regolamenti delle aziende di trasporti”, dipende dalle regole che ogni comune impone.
    Vero è che una marea di incivili lascia le deiezioni per strada ma se i romani sono degli zozzoni, non darei la colpa alle bestie a 4 zampe piuttosto ai bipedi.

    Per i possessori di cani l’amico peloso è più importante di un qualunque essere umano sconosciuto e pure di molti parenti, possi testimoniare ad esempio che lo preferisco alla totalità dei mie cognati/e.
    Sono d’accordo invece sul rispetto delle regole, ma deve valere per tutti, non mi pare che sia così, ad esempio:

    https://abitarearoma.it/atac-lotta-allevasione-sui-mezzi-pubblici-gli-incassi-aumentano-ma-resta-il-nodo-dei-controllori/

    E ancora, sui mezzi pubblici romani ci sono state lo scorso anno 120 aggressioni contro il personale Atac, con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente, tutti possessori di cani che viaggiavano senza biglietto? Humm…

    Se un cane ammazza un bambino viene processato per omicidio e non omessa custodia e meno male che Lenzini nelle settimane scorse ci spiegava i benefici della Riforma incostituzionale sulla Giustizia voluta dai suoi ma affossata dagli altri:

    “Se il cane morde o arreca un danno il proprietario è sempre responsabile. La legge, infatti, attribuisce al proprietario ogni responsabilità per i danni causati dal proprio animale domestico.”
    Omicidio colposo e pene previste fino a 5 anni di carcere se un cane sfugge al padrone e ammazza chiunque (art. 589 c.p.) e pure “omessa custodia e malgoverno di animali” (art. 672 c.p.).
    Per me dovrebbe essere maggiorata almeno del doppio e senza attenuanti di genere.
    Come dovrebbe essere obbligatoria l’assicurazione per tutti i cani e non solo per quelli a rischio aggressività inseriti in apposito registro.
    Quindi al netto dei discorsi da bar, che lasciano il tempo che trovano, il refrain per me è sempre lo stesso, un cane è come una persona, va “educato” sin da piccolo al rispetto e se l’animale è male educato vuol dire che il padrone lo è altrettanto.

    Ed è vero che i cani in condizioni di particolare stress ad esempio se soffrono reagiscono mordendo, è nella loro natura sta ai proprietari prendere consapevolezza, ma in un Paese come il nostro dove il menefreghismo è premiato e difeso a oltranza (vedi l’introduzione) non stupisce più di tanto.

    Comunque sarei d’accordo per istituire una tassa comunale sugli animali domestici i cui proventi dovrebbero servire a potenziare i canili comunali per migliorarli e ampliarli, sostenere campagne di sterilizzazione, combattere il randagismo (non con l’eutanasia) e dedicare aree recintate nelle città per farli sfogare liberamente.
    Credo che la maggioranza dei possessori di cani non avrebbe nulla da eccepire.
    Per le suole di Lenzini invece ho brevettato un presidio sanitario che le sanifica in una manciata di secondi, quando sarà in commercio glielo segnalerò.
    R
    ero sicura che ne saresti stato entusiasta…il tuo presidio potrebbe andare spruzzato per le strade in tutta Italia (oltre che sulle suole di Lenzini), sai che soddisfazione.
    Che i cani siano incolpevoli è lapalissiano, che i padroni siano in maggioranza stronzi pure.

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  3. A59, lei, come ha già osservato la BM, ci ripete che i cani non hanno colpa, e che la colpa è dei padroni.
    Purtroppo non si è accorto che è esattamente quanto avevo già scritto io; ma, si sa, chi difende i possessori di cani, cerca di buttarla sull’amore per gli animali per confondere le idee.
    Dice che a Milano non è previsto il biglietto per i cani sui mezzi pubblici. A me pare vergognoso e ingiustificabile, visto l’ingombro e il disturbo che arrecano ai passeggeri. Si paga pure per le valige fuori misura.
    Posso anche capire il trasporto gratuito delle biciclette per incentivarne l’uso; ma per i cani che senso ha incentivarne la detenzione?
    Quanto alle pene per i cani che ammazzano o feriscono gravemente le persone, quanto previsto dal codice non basta. Omicidio colposo è poco; dovrebbe essere almeno omicidio colposo con dolo eventuale.
    Ma il problema è un altro. I magistrati, recentemente amnistiati dal referendum, sono restii ad applicare quelle imputazioni, e si limitano quasi sempre all’omessa custodia.
    Lei vorrebbe potenziare i canili ed esclude l’eutanasia. Ne stiamo discutendo per le persone e lei è contrario ad applicarla ai cani. Quando mi capita di passare vicino ad un canile ho una sensazione orribile, con tutti quei cani che sopravvivono in condizioni innaturali, a volte si mordono, e abbaiano dalla mattina alla sera.
    Mio padre era cacciatore e voleva molto bene al suo cane, ma, quando diventò vecchio e malato lo portò a sopprimere. Lo stesso vale per un cane che nessuno vuole e sarà detenuto in un canile a vita.
    Il resto del suo messaggio è benaltrismo spicciolo. Ci ha messo pure la solita critica alla destra che c’entra come il cavolo a merenda.

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  4. Cara Mariagrazia il mio presidio non si spruzza, si attiva.
    Sui padroni stronzi concordo, ci aggiungerei pure incivili e maleducati, ma sono una minoranza a mio parere.

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  5. Vede, A59, nella sua proposta scherzosa sulla sanificazione delle suole delle mie scarpe lei ha implicitamente confessato che a lei la cacca dei cani non fa schifo in quanto tale, ma è solo un problema sanitario.
    A me che non ho cani i loro escrementi fanno schifo a prescindere, e non perché penso che potrebbero contenere uova di tenia o altre diavolerie, ma così come mi fanno schifo la loro saliva e i loro peli.
    Ma il proprietario di un cane deve giocoforza abituarsi al contatto con sostanze che fanno schifo ai comuni mortali. Il cane sbava, spela, e non usa la carta igienica bagnata, per cui un po’ di escrementi polverizzati li distribuisce ovunque per la casa, compreso il letto, se gli permettono di salirci.
    Io ho qualche problema a stringere la mano ad un proprietario di cani, e se mi invitasse a pranzo a casa sua troverei una scusa. Non riesco a capire chi fa l’amore con una persona che prima si è lasciata slinguazzare dal cane. Sarebbe quasi come farlo con un cane (e ci sono padroni e padrone che lo fanno).
    Siamo due specie diverse, checché se ne dica; biologicamente e igienicamente diversi. Il cane ha un succo gastrico molto più acido del nostro, che gli permette di mangiare e toccare schifezze che a noi ci fanno ammalare.
    Da ricordare anche che i cani, come gran parte dei predatori selvatici, hanno la tendenza a strofinarsi sulle loro prede, sui cadaveri che incontrano, e perfino sugli escrementi; forse per assumerne l’odore ed essere percepiti meno dalle potenziali prede. E anche i cani moderni non hanno perso del tutto questo istinto quando li lasciamo scorrazzare in libertà per boschi e campi..
    Io ricordo alcune pietre miliari nel progresso civico: per esempio, l’introduzione delle strisce pedonali e il divieto di fumare negli ambienti comuni. Sui cani l’unico progresso è stato l’obbligo di raccogliere gli escrementi, che, inaspettatamente da parte mia, viene sostanzialmente rispettato. Su tutto il resto del fronte, invece, siamo tornati all’età della pietra, quando fu domesticato il lupo.
    Niente più museruole; guinzagli di tipologia e lunghezza tali che non permettono di trattenere un cane che attacca; obbligo di promiscuità imposto a chi non ha cani nei mezzi pubblici e nei locali pubblici.
    E perfino comportamenti di discriminazione di chi non tollera la promiscuità con i cani, etichettato come nemico degli animali, odiatore, e perfino razzista.
    Lei dice che la maggior parte dei proprietari di cani sono persone civili ed educate. Forse lo sono nella sua cerchia, ma a me risulta piuttosto il contrario.
    I proprietari di cani, come già i fumatori, ben sapendo che stanno sottoponendo gli altri ad una prepotenza, si fanno un film tutto loro per assolversi, con vere arrampicate sugli specchi.
    R
    senza contare il grave pericolo che si corre ogni giorno uscendo di casa. Ormai le strade sono piene di padroni con cani con guinzagli lenti o senza, ieri c’era uno con un Dobberman che sembrava un cavallo e aveva il guinzaglio a manina che se il cane lo strattonava poteva azzannarmi. Gli sono girata molto al largo e spesso sono costretta persino a tornare sui miei passi.

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  6. Vede Luigi io non le imporrei mai la mia compagnia del mio cane, rispetto chi ne ha paura e fobia, sono problematiche psicologiche che vanno risolte e lo so per certo perché ho una figlia che aveva il terrore dei cani, ma ha risolto il problema da quando il cucciolo è arrivato in casa nostra.
    Detto questo, lei ha delle convinzioni che definire surreali è poco, cacca polverizzata? Ma quando mai? Dove l’ha letta questa?
    Ha presente quanti pensionati come lei (e me ) “scracchiano” per terra?
    Ma fosse solo quello, proprio perché il tema delle suole delle scarpe l’ho studiato a fondo, quello che le posso dire con assoluta certezza è che dovrebbe avere paura di toccare le maniglie di uno studio quando va a fare una visita specialistica che sia una clinica o in ospedale, oppure in un ufficio pubblico, sulle maniglie delle porte è stato isolato il virus dell’epatite C.
    Sotto le suole delle sue scarpe, si depositano miliardi di batteri che con i cani, le loro deiezioni e i loro peli non hanno nulla a che vedere, ma mica solo lì.
    Ad esempio, sullo smartphone si trova in media (anche se pulisce ciclicamente) una carica batterica fino a 25.000 UFC per cm2, (UFC Unità Formanti Colonie).
    Ogni volta che lei parla al telefono ci sputazza sopra, poi magari scrolla le pagine della rubrica e dopo stringe la mano ad un conoscente per strada.
    Sulla tastiera del pc si scende un po’ a 3000-6000 UFC pe cm2.
    Carrelli della spesa? Si sale a 10.000 UFC per cm2.
    Soldi contanti, siamo lì, 11.000 UFC cm2.

    Lei non capisce chi slinguazza con un cane ma non avrebbe problemi a slinguazzare con il partner?
    Mah, non vedo la differenza, non vorrei inoltrarmi in un terreno minato ma mi pare che l’incongruenza sia totale, che ne sa di cosa potrebbe trasmettere lei o il partner tramite fluidi, ha mai sentito di un cane che attacca le malattie veneree? Io no, conosco però diverse persone “contaminate” dai partners come direbbe la M. “leggeri”.
    Vogliamo parlare del condominio di funghi e batteri nei suoi calzini? (come in quelli di chiunque per altro), ho dati interessanti da fornirle anche lì.

    Ma quando mai un cane si strofina sui cadaveri che incontra? Ma dove vive lei scusi, no giusto per sapere.
    E mai visto uno strofinarsi nella cacca, il mio ha 4 zampe e quando per sbaglio si imbatte in qualche deiezione lasciata lì da quello stronzo del padrone di un altro canide, le evita senza fallo.
    Non sta scritto da nessuna parte che lei debba essere il padrone indiscusso dei marciapiedi o dei parchi, può sempre cambiare strada se non gradisce incrociare i cani, oppure starsene rintanato in casa, il problema sono le sue fobie mi pare non chi possiede un cane se rispetta le regole,
    A proposito di umani che le regole non le rispettano, ha presente Gaza? O il Libano? O L’Iran? O l’Ucraina (che se no la BM dice che non ne parlo)?
    Mi creda tra i cani e gli umani peggio quest’ultimi, molto peggio.
    Bau bau, direbbe la Montaruli…
    R
    ecco meglio se non ci “addentriamo” in troppi particolari, grazie.
    Rimane il fatto che chi ha un cane spesso lo considera come un umano, niente di male, ma il cane ha reazioni imprevedibili (molto più degli umani) e le sue “reazioni” possono essere letali per gli umani (anche quelle degli uomini, certo). Ma si da più facilmente il caso che sia un cane ad azzannarti piuttosto che un uomo, lo “stai a casa se hai paura dei cani” a me è stato detto e lo trovo di una arroganza, protervia ed ignoranza uniche. C’è chi come te rispetta le regole, ma la maggior parte se ne impipa e per quanto uno possa amare gli animali non deve essere costretto a modificare le proprie abitudini a causa del fatto che ormai ci sono quasi più cani che umani in giro e anche il fatto che io possa essere libera di non amarli, volendo anche di averne paura, senza essere tacciata di essere disumana e insensibile o meglio ancora psicopatica, non è da sottovalutare. Perché ormai siamo arrivati al punto che c’è più considerazione per i cani che per gli umani e molti si sentono quasi in dovere di tollerare qualsiasi cosa per paura di essere considerato un retrivo non amante degli animali.

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  7. A59, lei ha insistito per almeno metà messaggio nel suo malinteso, spiegandomi cose che non c’entrano niente.
    Io, come a gran parte di chi non ha un cane e non ama la compagnia e la promiscuità con i cani, come le avevo già spiegato pazientemente, non ne faccio una questione di germi.
    A me, per dirla in modo non fraintendibile, fa schifo la m…; e pure le altre deiezioni e sostanze organiche prodotte da una bestia.
    Non provare amore o affetto per un animale di un’altra specie non è una debolezza, un complesso, o un problema psicologico da superare; è la normalità.
    Invece, scegliere come oggetto di amore e affetto qualcosa o qualcuno che non è un nostro simile, quella sì che è una devianza, non molto lontana dal feticismo.
    Io non provo amore o affetto per gli animali; io verso gli animali selvatici in natura provo curiosità, interesse scientifico, ammirazione, meraviglia, e tanto rispetto.
    E mi fa tristezza vedere animali trasformati in giocattoli viventi spersonalizzati, se non veri e propri pagliacci da intrattenimento, per divertire o consolare persone con carenze di relazione.
    Ma, finché una persona usa un animale come gli fa più comodo, sono fatti suoi e non faccio una piega.
    L’importante è che non costringa me ad averci relazione. Sarebbe come se un fumatore, oltre a fumare, mi imponesse di respirare il fumo delle sue sigarette. Cosa che, vivaddio, è stata finalmente vietata per legge.
    R
    Qui io non voglio affatto sminuire, come fa lei, l’importanza di avere un animale domestico, come ho già detto molte volte io ne ho avuti molti soprattutto da bambina e li ho amanti tutti profondamente come fossero stati esseri umani e quando è morta la cagnolina di casa che ormai era una di famiglia, ormai molti anni fa, ne ho fatto quasi una malattia (come da bambina quando dopo aver assistito alla morte di uno dei mie gatti che aveva ingerito una lisca di pesce ed è soffocato, ho avuto per giorni la febbre a 39), io qui parlo della necessità di far osservare delle regole basilari della convivenza civile: come nessun umano si sognerebbe di far ei propri bisogni davanti alla porta di casa di qualcuno o per la strada (anche se qualche volta capita), è previsto che anche i cani debbano essere tenuti in modo tale da non sporcare il suolo pubblico e da non costituire un pericolo molto grave, nel caso di cani di grossa taglia, per chi ha tutto il diritto di andare dove gli pare senza essere aggredito da un cane, soprattutto se si tratta di un cane che ha a fianco il padrone che non si attiene alla regola del guinzaglio e in certi casi della museruola.
    Tassare i proprietari sarebbe un aiuto per quei comuni che devono provvedere alla pulizia e anche a tenere spazi dedicati e in parte forse una deterrenza a tenere cani pericolosi.

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  8. Cara Mariagrazia, non mi addentro ma per favore non inventiamo, grazie.
    Tu, è del tutto evidente, hai una vera fobia (come Lenzini) per i cani, siete cinofobici.

    https://www.psicologionline.net/uploads/article/cover/cinofobia-pauradeicani20230906104717.png

    La cinofobia è piuttosto diffusa. Secondo le statistiche attuali, ne soffrirebbe il 6-10% della popolazione mondiale, siete in compagnia numerosa.
    Quando il cinofobo vede un cane o sa di essere in prossimità di un cane, reagisce con un timore sproporzionato accompagnato da ansia e sente di non poter fare nulla a riguardo.
    La paura che genera riguarda la possibilità di essere morsi o attaccati da un cane.
    Mai scritto che tu sia disumana anzi, mi pare di aver condiviso il tuo giudizio su certi tipi di padroni definiti in maniera esemplare, ogni tanto quando ne becco uno che non “raccoglie” anche se ha un cane di grossa taglia mi ci “confronto” volentieri.

    Le argomentazioni di Lenzini che accomuno in questa risposta invece sono alla sua maniera, “lui” non capisce ma taccia gli altri di incomprensione.
    Ad esempio, quando parlo di eutanasia non parlo di malattie terminali, ma di esemplari sani e giovani mandati a morte solo perché randagi, crudeltà allo stato brado, l’esempio più sbagliato di pietas animale è quella del cacciatore che uccide altri animali solo per il gusto di farlo, ributtanti tutti, pure mio padre e mio nonno, gli zii erano cacciatori in gioventù, non ho mai nascosto nemmeno a loro il mio disprezzo verso chi pratica l’attività venatoria.
    Perché si tollera tutto questo? Perché i cacciatori sono tanti e sono elettori?
    Esattamente, sono una lobby e si legifera solo in loro favore a discapito di tutti gli altri cittadini.
    Ma la vera perla è quella dell’equivalenza tra un cane vecchio e malato e uno giovane e sano finito in canile perché “un pezzo di merda” lo ha regalato ai figli a natale cucciolo e poi si è reso conto di non volerlo più gestire e lo abbandona o lo scarica in un canile, ci vorrebbe la galera come per l’abbandono di minore, ma no forse è troppo, facciamo così… tassiamoli! Il mantenimento completo del cane a spese del padrone criminale, finché il cane campa.
    Se non le piacciono le regole sul trasporto pubblico di Milano si candidi a Sindaco, oppure a Genova dove viaggiano “gratis” oltre agli animali di qualunque taglia, anche i pensionati over 70 come lei e gli under 14, tutto dire.
    Le sue invettive in merito hanno un che di risibile, io ad esempio non sopporto i ciclisti della domenica che reputo molto più pericolosi dei cani per se stessi e per gli altri, ma mai mi sognerei di invocarne l’eutanasia perché mi fanno pena su quelle due ruote in mezzo al traffico o per i tornanti della Liguria.

    A entrambi dico che modificare le proprie abitudini non è necessario, ma un cane ha il diritto di seguire il suo padrone che deve essere attento e responsabile nel condurlo, anche se non è detto che cambiando marciapiede perché su uno c’è Mariagrazia sull’altro non incontri poi Lenzini.
    R
    https://www.fanpage.it/kodami/emergenza-non-e-fermare-i-cani-potenzialmente-pericolosi-ma-capire-quanti-sono-i-casi-lo-studio-54-episodi-dal-2009-al-2025/
    https://cronachesalerno.it/ogni-anno-70mila-aggressioni-di-cani-a-danno-delluomo-allarme-codacons/

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    • A59, credo di aver scritto anche troppo su questo tema, che è fin troppo chiaro, e di essere stato a volta provocatorio; e chiedo scusa alla signora Gazzato se ho buttato troppo sul patologico l’attaccamento ad un animale domestico. Stavo parlando per iperboli.
      A me piacciono le scienze naturali, e, in particolare, l’etologia. Ho letto Timbergen, Lorenz, Morris, ed ho amici naturalisti che si sono dedicati all’osservazione dei comportamenti, come Sandro Lovari.
      Parlo di queste cose con una certa esperienza e una certa conoscenza dei meccanismi.
      Normalmente gli animali di specie diverse non fanno gruppo insieme, ma, se lo fanno, finiscono per attenuare la percezione delle differenze e accettare i loro compagni come loro simili. E così facciamo anche noi.
      Riconosco che avevo un po’ esagerato quando avevo definito il provare affetto verso un animale che vive con noi da tempo come una devianza, visto che ci sono milioni di persone che provano queste sensazioni. Evidentemente è un adattamento naturale alla convivenza.
      Riguardo alla cinofobia, invece, ho le idee chiare. E’ una delle argomentazioni pretestuose e in malafede che i proprietari di cani portano per screditare chi non la pensa come loro.
      Si parla di fobie quando, come dice Alessandro stesso, si ha una paura sproporzionata, e non è il caso dei cani.
      I problemi di coesistenza con i cani sono su due piani distinti: il fastidio e il senso di insicurezza e di paura. In nessuno dei due casi si può parlare di reazioni sproporzionate, e quindi di fobie.
      La mia reazione è perfettamente proporzionata. Se incontro un signore che porta a spasso un cane corso, o un Fila, o un pastore del Caucaso, che, se volessero, potrebbero uccidermi sotto lo sguardo impotente del loro padrone, o, peggio, se li incontro che girano liberamente da soli, provo un senso di insicurezza molto maggiore di quando incontro un tale con un bassottino. E ciò esclude la fobia, che presuppone la sproporzione tra rischio e reazione. A parte che anche il bassottino, se mi morde, mi può fare molto male.
      Quanto al secondo aspetto, io detesto l’arroganza e la maleducazione, e non sopporto di essere disturbato quando sto per i fatti miei. Quando un cane mi viene tra i piedi abbaiando mentre sto fotografando o filmando un insetto o un ragno interessante, inginocchiato o accovacciato per terra, mi incazzo. E mi incazzerei altrettanto se il disturbo arrivasse da un essere umano. Lo stesso vale se pesto un escremento o se un cane mi abbaia contro.
      Le fobie sono altre. C’è chi ha paura degli insetti; anche di quelli innocui come le cavallette. Quelle sono vere fobie, e ho insegnato ai miei nipotini a non averne. E con questo, chiudo con un’immagine positiva.
      https://drive.google.com/file/d/1Brhj5hrIhWPN6XI-a4XraUTaOhCnh2JK/view?usp=sharing

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  9. Singolare Alessandro, mio omonimo, che non sopporta i ciclisti della domenica. Io quando li incontro muoio di invidia ricordando l’ebrezza che provavo sulle due ruote, l’annticavallo come chamava Brera la bicicletta, magnifico capolavoro di meccanica. Si, lo so che chi la usa può dare fastidio ai fruitori delle quattro ruote, ma più spesso sono loro le vittime. Viva le piste ciclabili e se scarseggiano colpa degli amministratori locali.

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    • Alessandro, credo di aver percorso più chilometri in bicicletta che in macchina, o quasi. Era il mio mezzo di locomozione abituale negli anni che ho vissuto a Viareggio e a Grosseto. Ci andavo al lavoro, a fare la spesa, e a fare tutto quanto era possibile su due ruote.
      Invece, non sono tanto convinto dell’utilità delle piste ciclabili.
      Nelle due città che ho citato non esistevano piste ciclabili, ma tutti andavano in bicicletta senza problemi, e la convivenza con gli automobilisti era pacifica. Gli anziani smettevano di andare in bicicletta quando non erano più in condizioni neppure di camminare. Stessa situazione, per esempio, a Cervia e in tante città dell’Adriatico e della Pianura Padana.
      Le piste ciclabili che sono state create velleitariamente a Roma, invece, sono un fallimento, perché a Roma non c’è la cultura della bicicletta, e, dopo più do 20 anni, continua a non esserci; anche perché ci sono dislivelli sensibili e perché in gran parte delle strade lo spazio per la ciclabile non c’è, per cui è una rete spezzatino.
      A Roma pochissimi vanno al lavoro o a scuola in bicicletta, e le piste ciclabili sono frequentate soprattutto da sportivi con casco e tuta aerodinamica. Unica eccezione le piste sul lungotevere e poche altre, dove si va comunque solo per svago.

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  10. Caro Alessandro, ieri sera ero a teatro a vedere uno spettacolo sulla “genovesità” i “Pirati dei caruggi” quelli della famosa “ospitalità ligure” che che tu dovresti conoscere molto bene visto che sei stato in tempi lontani un gradito ospite della mia città.
    Bene, uno sketch dello spettacolo era dedicato proprio ai ciclisti della domenica che imperversano sui tornanti dell’Aurelia, rompono le balle e rendono pericolosissimo per loro e per gli altri il transito vista la maleducazione che li contraddistingue. Plotoncini anche in salita, te li trovi assiepati in sella dietro una curva cieca che chiacchierano, in 3 o 4 a occupare la carreggiata, questi piccoli Nibali vestiti come gregari di lusso, fanno di tutto per mettersi in condizioni di pericolo, riuscendo qualche volta nell’intento.
    Niente in contrario sulle piste ciclabili, anzi ben vengano, solo che questi emuli di Pogačar non le utilizzano, ma ti pare che uno bardato a quel modo possa mai utilizzare le stesse ciclabili di bambini e vecchi e massaie? Non sia mai.
    Gli amministratori locali sono presi da qualche anno da un vero delirio ciclabile, almeno qui è così.
    Buona domenica.

    PS Per Mariagrazia:
    54 casi di aggressioni fatali in 15 anni, meno di 4 all’anno nel 1° link allegato.
    Una popolazione animale di 14.000.000 di cani (contando i randagi sono di più).
    Nello stesso periodo, grazie alla “Associazione Vittime della caccia” che tiene il conto, 457 le vittime dell’attività venatoria, di cui un bel numero di minori e persone estranee. I cacciatori abilitati in Italia sono 500.000 più o meno, in pratica una popolazione 30 volte inferiore al numero degli amici a 4 zampe ammazza 10 volte di più di loro gli esseri umani.
    Buona domenica anche a te.

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  11. Caro Alessamdro, bei ricordi quelli di Genova, preferita per i miei studi a Milano perché città marinara e dal clima piuttosto temperato, che mi ricordavano Catania. Cito alcuni nomi di località evocativi non so più di quali occasioni, ma sedimentati nel profondo dell’animo: Corso Gastaldi, San Fruttuoso, Albaro, villa Cambiaso, San Martino, San Lorenzo, Brignole, il Bisagno, i Carrugj, Marassi, Staglieno, piazza della Vittoria, piazza De Ferrari, Porta Sovrana, e poi Boccadasse, Nervi, villa Pallavicini, Pegli … e tanti nomi di persone, il rettore Cereti, i professori Capocaccia, Frediani, Lelli, Astuni… gli amici Marcello, Emilio, Gino, Franesco, Enzo, Carmine che non tornò più dalle vacanze natalizie (furono in cinque a morire in quel maledetto incidente d’auto)… e poi Iores, Tina, Gabriella, Cristina… Be’, chiedo scusa se mi sono lasciato prendere dai ricordi…

    Tornando al tema dei ciclisti , ognuno ha le proprie esperienze. Da automobilista non ricordo di avere avuto motivo di rimostranza verso loro, forse perché qui la bicicletta è meno usata che al nord. Viceversa da ciclista (mai bardato da corridore, ad eccezione del casco), percorrendo strade cittadine (le piste ciclabili qui sono apparse dopo), temevo le auto in sosta più di quelle in movimento, che non mi sbattessero in faccia lo sportello, o non mi arrotassero ripartendo all’improvviso. Bei tempi anche quelli. Quando appesi la bici al chiodo e poi la regalai, fu come quando, ancora prima, avevo dato addio al pallone, Qualcosa di me moriva.

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