Un esempio di umanità al contrario

Si è fatto sei chilometri con due/tre gradi sottozero a undici anni, verso il tramonto, perché il conducente del Bus lo ha fatto scendere perché non aveva il biglietto giusto. E’ successo nel bellunese, mi pare una cosa dell’altro mondo ma no è di questo mondo, un brutto mondo e mi lascia molto perplessa che sia potuto accedere nel mio Veneto. Lasciare piedi un bambino con quel freddo non è una cosa che si può fare è da insensati. Il conducente del bus si è scusato, ma la nonna del ragazzo ha denunciato l’azienda di trasporti del bellunese per questo fatto increscioso (sembra che l’autista sia stato temporaneamente sospeso). Il ragazzo è arrivato a casa in ipotermia e in lacrime e di certo non se l’è vista bella durante quella lunga passeggiata all’addiaccio.

Brutto mondo dicevo. Non c’è solidarietà né empatia, ma che cosa avrebbe perso quel conducente a lasciare che il bambino, ormai sul bus, facesse il suo percorso anche se non possedeva il biglietto giusto? Non penso che ci sia stata la volontà di “rubare” nulla, solo che forse la famiglia non è stata abbastanza avveduta nel sostituirlo con l’attuale che prevede un aumento in occasione delle olimpiadi di Cortina o forse gli è solamente sfuggito. Ma come ha potuto lasciarlo a piedi? Forse non ha figli e non sa cosa significa averne, quel conducente, forse la sua pignoleria gli otterrà un encomio da parte dell’azienda (in gran segreto), umanamente rimane una pessima storia. Di quelle che ti fanno pensare che l’essere umano stia diventando sempre di più simile ad una macchina senza sentimenti. Un buon dipendente, ma non necessariamente un esempio di umanità. Ma il suo contrario.

3 commenti su “Un esempio di umanità al contrario”

  1. Veramente umanità al contrario, o mondo al contrario, se si pensa a quello che succede a Roma.
    A Roma, sui bus urbani, moltissimi viaggiano senza biglietto e spesso si rifiutano di scendere. E a Roma città non esiste il problema di dover tornare a casa all’addiaccio.
    La maggior parte di queste persone sono zingari e immigrati, ma ci sono anche parecchi romani; soprattutto giovani.
    Inutile dire poi che nessuno paga il secondo biglietto se viaggia con un bagaglio fuori misura o con un cane al guinzaglio; e queste contravvenzioni neanche le contestano.
    Non di rado, quando i controllori – che a Roma sono ormai sempre in due o tre per motivi di sicurezza – beccano qualcuno senza biglietto, sanno che, se insistono per farlo scendere (di pagare la multa neanche a parlarne) rischiano un aggressione.
    Riguardo al caso specifico mi pare anche scorretto che si aumenti il biglietto per le olimpiadi. Per i residenti non dovrebbe cambiare niente.

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  2. @Mariagrazia: l’autista ha sbagliato e sembra che se ne sia reso conto. Certo è che il suo mestiere non lo augurerei a nessuno. Quanto descritto sopra da Lenzini sulla maleducazione di troppi passeggeri dei mezzi pubblici non è troppo distante da quanto osservo anche io qui in Germania.
    A me questa storia fa soprattutto pensare anche all’indifferenza verso il prossimo, anche verso un bambino. Mi spiego. Immagino che questo bambino stesse tornando a casa da scuola. Nei tragitti scolastici pendolari viaggiano sempre grossomodo le medesime persone. Possibile che nessuno, inquadrato il problema, si sia offerto di pagare la tratta al bambino? La fiscalità dell’autista sarebbe stata comunque biasimevole, ma almeno al bambino sarebbe stato risparmiato questa orrenda esperienza. Erano tutti immersi nello schermo del proprio Smartphone?
    Inoltre, un bambino si fa 6 km sotto la neve. Non conosco la zona, se sia aperta campagna o urbanizzato. Nessuno che si fermi, che chieda se abbia bisogno di assistenza? Certo, i passaggi a casa da sconosciuti si rifiutano, sempre. Ma almeno offrire una telefonata per avvertire casa (immagino il bambino non avesse un cellulare con sé) sarebbe stato utile.
    E comunque, davvero dei geni gli amministratori locali che aumentano i prezzi per via delle Olimpiadi, già organizzate con i piedi. Poi ci credo che in queste occasioni spuntano i comitati del no.
    R
    https://www.open.online/2026/01/30/riccardo-zuccolotto-bambino-bus-belluno/
    https://www.vanityfair.it/article/a-san-vito-di-cadore-bambino-lasciato-a-piedi-da-un-autista-della-dolomiti-bus-niente-biglietto-speciale-devi-scendere
    https://www.youtube.com/watch?v=o9Jvc4aCt4c&t=98s
    R
    Francesco
    le sue domande sono tutte legittime e me le sono poste anch’io. Ma mi sono anche risposta in questo modo:
    i conducenti di bus fanno un lavoro ingrato e spesso si trovano ad avere a che fare con utenti maleducati e non pagatori, si è vero, lo so per esperienza perché ho viaggiato a lungo sui mezzi pubblici. Era stressato? Certo, immagino guidare sotto la neve sul terreno scivoloso e ghiacciato all’imbrunire è stressante, al massimo. Ma avrebbe potuto staccare 4 biglietti, il bambino aveva un carnet pieno, lasciarlo a piedi dicendo “vai a piedi” è crudele e sembra quasi un gesto di stizza sfogato su un innocente. Comprensibile ma non giustificabile, nel modo più assoluto. Poi, altre persone sul bus…davvero quando l’autista è così perentorio chiude e parte sgommando è difficile intervenire, chi avesse voluto farlo non ne ha avuto il tempo e neppure forse il coraggio e avrà pensato che il ragazzo poteva telefonare a casa. Ma non aveva il cellulare. Può capitare e non ha pensato ad altro che ad arrivare casa prima possibile seguendo la via che conosceva e che non gli era sembrata forse così lunga per averla fatto altre volte magari d’estate. Ma con tre sottozero e sotto la neve è un altro film. Poteva morire congelato. Ha percorso sei chilometri lontano dal ciglio stradale perché molto pericoloso (chi guida nella neve all’imbrunire pensa solo a guardare avanti e a non tamponare gli altri veicoli ) e pare anche a lato della ciclabile che essendo piena di neve era scivolosa e pericolosa perché troppo vicino alla strada.
    Ora l’autista si scusa piange e si pente, la madre ha detto di volerlo perdonare e fa un bel gesto. Ma il fatto rimane e lui sebbene non vada demonizzato o insultato come fanno i soliti cretini sui social, si può ben pentire e ci deve pensare bene la prossima volta che gli capita, dal dire vai a piedi ad un bambino mentre nevica e fa un freddo cane. Non lo so se lo perdonerei, forse si, ma lui ha la responsabilità di quel gesto insensato come ce l’ha l’azienda e chi ha aumentato di colpo il costo dei biglietti. E poteva andargli anche molto peggio, il bambino poteva finire sotto un auto, scivolare e farsi male e aveva anche due zaini sulle spalle…e invece è stato bravo a tenersi lontano dal traffico e però è un’avventura che non dimenticherà facilmente.
    Ma per consolazione Malagò gli ha promesso di farlo partecipare alla inaugurazione delle Olimpiadi e lui pare ne sia entusiasta.

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  3. Conosco il tratto incriminato, sono stato a San Vito di Cadore 20 giorni fa e la strada che si è fatto quel ragazzino costeggia la statale, è una “pedonale e ciclabile” che parte da San Vito e arriva al paese successivo che dista diversi km.
    Quello che ha fatto dall’autista del bus è inqualificabile, come è inqualificabile l’azione della società di trasporti che ha indicato ai dipendenti di non far viaggiare nessuno senza il titolo di viaggio nuovo (maggiorato di 4 volte), giusto per lucrare sulle Olimpiadi di Cortina, l’autista ha eseguito pedissequamente un ordine.
    Il bambino ha percorso la strada “in sicurezza” per quanto riguarda il traffico veicolare, ma ha rischiato l’ipotermia e se si fosse fatto male scivolando, difficilmente avrebbero potuto vederlo dalla strada, molto pericoloso quindi.
    La Fondazione Milano-Cortina lo ha invitato a San Siro per la cerimonia inaugurale, con quello che costano i biglietti (260 € per un posto in piccionaia 3° anello) direi che come risarcimento ci può stare, fossi l’azienda incriminata invece di aprire un’indagine interna per la mala condotta di un dipendente, mi guarderei allo specchio per aver imposto regole ferree votate al profitto speculativo esasperato, un po’ di vergogna non guasterebbe.

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