Nessuno è immune alla stupidità. Anche i più intelligenti possono perdere di vista il fatto che lo sono, che negli anni, hanno affinato tecniche per sopravvivere in un mondo sempre più complesso, ormai siamo alla resa dei conti darwiniana.
Dove ci giriamo se da ogni parte ci sono problemi da risolvere che non possiamo risolvere? Se ci sono minacce sempre più reali e sempre più concrete e incombenti? Dove rifugiarci? In quali rifugi mentali? Non certo nelle droghe di qualsivoglia natura, quelle sono trappole per topi.
Purtroppo in molti, soprattutto giovani, si rivolgono ad un amico virtuale, ma non uno in carne ed ossa mai visto, ma conosciuto sui social, no ad un amico elettronico, cioè artificiale. E molti si lasciano completamente plagiare da questo mostro generato dalla tecnologia. Se lo dice AI deve essere vero, pensano. Lui ( o Lei) ha il know how, la capacità insita di attingere allo scibile universale e dunque non può che essere il più attendibile e il più affidabile.
Ma è pericoloso affidarsi ad una macchina per risolvere i nostri problemi, primo perché dovremmo essere in grado di cavarcela senza chiedere consigli ad una macchina e sentirci gratificati se questa risponde in maniera “soddisfacente”, secondo perché una macchina può avere le nozioni ma difetta di anima, di valori morali e di quella che tutto il genere umano ricerca nei momenti difficili: l’empatia.
Non può avere empatia, e l’empatia è un sentimento che spesso difetta persino negli uomini figuriamoci nelle macchine. Manca la solidarietà, quel sentimento che accomuna gli esseri umani e li rende umani. Manca sempre di più nelle relazioni internazionali dove si è passati dalla cooperazione tra i popoli alla proliferazione di conflitti sempre più estesi.
Non importa chi abbia dato la stura a questa modalità, quello che importa è che è diventata una modalità e fa paura. Ma, mi sono chiesta, cosa posso fare io per difendermi da questa modalità che si sta avviando ad essere sempre più diffusa persino nelle relazioni tra esseri umani più prossimi che non siano stretti familiari? Posso essere io empatica con chi mi dimostra freddezza e si “relaziona” con me (faccio solo un esempio) come se “relazionarsi “fosse in qualche modo “compromettente” di qualche cosa? Come se anche solo scambiare due parole con una persona conosciuta magari perché abita nel vicinato o perché è titolare di negozi che frequentiamo o, persino, si ritrova ed essere il nostro medico di famiglia, potesse rappresentare una qualche sorta di “pericolo” o, comunque un qualcosa che non porta a nulla, cioè, in soldoni non serve a trarne alcun “profitto”?
Ecco, ho fatto esperienza in questi giorni di quanto sia difficile relazionarsi con le persone con le quali fino a poco tempo fa mi sembrava normale avere un’interlocuzione positiva e propositiva, nel senso che sentivo l’empatia uscire e fluire come una sorgente naturale e ora, invece sento che anche per le cose più banali, i contatti con le persone si sono fatti e si fanno sempre più “artificiali” e, giocoforza rarefatti. E, non ho nessun timore a dire che questa sensazione la provo anche nel blog, si anche qui ci si sta avviando verso una modalità decisamente poco “empatica” e lo percepisco ogni giorno di più.
Stiamo perdendo del tutto l’umanità? L’abbiamo svenduta per un piatto di lenticchie geneticamente modificate? La cerchiamo in chi non può averla perché l’umanità dell’uomo non si può riprodurre, si può solo imitare. Ed imitarla per trarne profitto, sotto qualsiasi forma, non può che creare disumanità e diffonderla.
L’umanità la stiamo perdendo perché non si dà più voce ai popoli, siamo governati da pochi robot autoreferenti che hanno le leve del comando e da altri che si accodano per sopravvivere, usano la menzogna come pratica ricorrente per giustificare le azioni più turpi, hanno sommo disprezzo per la massa popolare e le minoranze, sono mossi dai mai sopiti istinti di sopraffazione, non usano più la ragione, hanno soffocato ogni sentimento di solidarietà.
PS Oggi ho firmato per il referendum sulll’inutile e interessata riforma della giustizia. Speriamo si raccolgono 500 mila firme, poi si vedrà.
Mi sembra che il referendum sia comunque previsto per confermare o meno la legge.
R
si, il referendum è previsto ma la data non è ancora stata confermata. L’affermazione di Alessandro trova la sua spiegazione qui:
https://pagellapolitica.it/articoli/incertezza-data-referendum-separazione-carriere-magistrati
L’umanità da sempre non è affare per gli esseri umani. Non dico dei capi di stato che ragionano per massimi sistemi, ma anche delle singole pulci che continuano a fregarsi l’un l’altro ottenendo il risultato di essere fregati tutti.
Non sono d’accordo sulla mancanza di empatia delle intelligenze artificiali. Queste sono sempre più pericolose perché vengono studiate proprio per essere empatiche. Ovviamente si tratta di un’empatia artificiale, ma è quella che finisce per toccare le corde delle persone sole. Tra il fruttivendolo che sembra farti un favore a venderti dei pomodori al prezzo di diamanti e un’Alexa che ti saluta e ti dà il bentornato a casa, si finisce per legare di più con il dispositivo, con il rischio che questo diventi una fonte fidata anche per altre notizie, comprese quelle farlocche.
Nel dubbio tra simpatizzare per un umano stronzo o una macchina simpatica, continuo ad empatizzare con me stesso, crogiolandomi delle mie stesse battute.
(PS. non posseggo l’apparecchio citato, ma l’ho visto spesso in azione.)
R
Mauro
è esattamente quello che ho cercato di dire: il rischio di fidarsi più di una macchina che di un umano è altissimo con tutto quello che può comportare e le implicazioni sono molteplici.
Anch’io, francamente, solidarizzo con me stessa (qualche volta ci litigo pure) ma noi siamo adulti con capacità critiche (in generale), ma nei giovani potrebbe instaurarsi l’idea che sia meglio confidarsi con una macchina che che un amico-uomo il che è decisamente sconfortante a dire poco.
PS: colgo l’occasione per “simpatizzare” con i miei “nemici” (umani) i quali da anni si sforzano di spargere zizzania (dall’esterno) a larghe mani e di “seminare mine” sul blog. Gli auguro di vivere serenamente il nuovo anno e di togliersi finalmente l’ossessione che li sta “pervadendo” ormai da anni…un esorcista?