Un brutto inizio

Brutto inaugurare l’anno con un post su una tragedia e non si tratta della solita noncuranza o stupidità di qualcuno nel maneggiare qualche petardo che purtroppo ha l’esito di ferire, a volte anche mortalmente, qualcuno. Si tratta di qualcosa di molto più grave: decine di persone sono morte nell’incendio di un bar a Cras Montana nel Canton Ticino, Svizzera, una località turistica molto rinomata. Nel bar al momento dello scoppio dell’incendio sembra ci fossero duecento persone, molti i giovani e anche molti arrivati da altri paesi. Per ora la tesi più accreditata è quella di una candela pirotecnica che avrebbe incendiato il soffitto dal quale le fiamme si sono rapidamente propagate. Le vittime sembrano, al momento in cui scrivo, essere 47 accertate e un centinaio di feriti. Sono state allertate tutte le possibili unità di soccorso e vari ospedali della zona circostante stanno ricevendo i feriti.

E doveva essere una festa anzi la Festa, quella che scaccia i pensieri di un anno e accoglie quello nuovo col cuore colmo di speranza e invece in tanti dentro quel bar così stipato, hanno trovato la morte. Certo, un’ inchiesta dovrà chiarire fino in fondo le cause, ma ora il cordoglio per quanto è successo è unanime e diffuso.

Non volevamo svegliarci il primo giorno del nuovo anno con una simile notizia, ma purtroppo è successo e ora bisognerà stabilire anche le responsabilità. Senza volere fare processi sommari, il proprietario del Constellation dovrà rispondere dei sistemi antincendio della struttura e come sia stato possibile che non fossero previste vie di fuga in un luogo che era affollato forse oltre la capienza e perché non si fosse messa in atto alcuna misura di prevenzione.

Esprimo tutta la mia solidarietà alle famiglie delle vittime. Un evento terribile che si sarebbe potuto evitare ma, come spesso succede, le norme antincendio sono sottovalutate, trascurate o, addirittura, ignorate.

https://www.rsi.ch/info/svizzera/Crans-Montana-%E2%80%9Cdiverse-decine-di-morti-e-un-centinaio-di-feriti%E2%80%9D–3394821.html

15 commenti su “Un brutto inizio”

  1. Già decisamente un brutto inizio cara Mariagrazia, al mio risveglio ieri, aprendo i siti on line mi è balzato il cuore in gola, una delle mie figlie è proprio a Crans Montana in ferie e dopo gli auguri serali mai avrei pensato che potesse succedere una simile tragedia, per fortuna non si è avventurata nella calca festaiola della località svizzera e comunque ha deciso di interromperle e rientrare come giusto che fosse di fronte alla carneficina.

    Ho visto questa mattina una fotografia inequivocabile sulle cause scatenanti di quella catastrofe, eccola:

    https://www.repstatic.it/content/nazionale/img/2026/01/02/075230326-bbdce0ac-6c9e-4136-9306-c4ed6044bc7e.jpg?webp

    Il rivestimento del soffitto è costituito da vecchi pannelli fonoassorbenti non in classe, ergo non ignifughi, caratteristica di materiale obbligatoria per ogni locale pubblico almeno in Italia, da decenni.
    La stolida moda di accompagnare le bottiglie di bollicine con effetti di stelline e il soffitto particolarmente basso hanno fatto il resto.
    I sistemi antincendio servono a poco per disinnescare un evento così particolare, gli sprinkler (ce ne sono di vario genere) sono al di sotto della quota del controsoffitto, servono per disinnescare fumi e focolai posti al di sotto del loro raggio di azione e non sopra.
    Le norme di sicurezza carenti hanno amplificato il tutto rendendo il locale una trappola e in montagna il legno abbonda, a capodanno poi gli incauti avventori vanno spennati, specialmente nelle località battezzate dal Jet set.
    E’ dunque come hai scritto, le norme di sicurezza ignorate, trascurate.
    Adesso immagino che i solerti svizzeri, quelli che ti arrestano se non paghi le multe stradali, vareranno norme restrittive a ufo, ma ormai è tardi il disastro è compiuto e decine di famiglie rimarranno segnate a vita.
    R
    Immagino cosa devi aver passato, devono essere stati minuti lunghi ore prima di sentire la voce di tua figlia, Per fortuna e anche per buon senso di lei, tutto è finito bene. Ma ci sono altri 6 italiani dispersi e 13 negli ospedali. Davvero una carneficina e il proprietario di quel locale è meglio se si cambia i connotati e anche paese. Io spero che vada al fresco per un po’ a meditare sulla propria totale insipienza e incoscienza.
    Mentre questo signore è un altro eroe di questi tempi così ardui e strani:
    https://www.cdt.ch/news/svizzera/ho-visto-le-fiamme-e-sono-intervenuto-decine-di-ragazzi-chiedevano-aiuto-414838

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  2. Una tragedia terribile e, probabilmente evitabile.
    Dopo il momento della commozione e della tristezza, faccio alcune considerazioni.
    In questo singolo disastro periranno forse tante persone quante ne muoiono in Italia per incidenti sul lavoro nell’arco di tre o quattro mesi.
    Ma, mentre c’è una sensibilità altissima per la prevenzione degli incidenti sul lavoro – compito difficile perché i luoghi di lavoro sono almeno decine di migliaia sparsi sul territorio nazionale – continua a capitare che si verifichino incidenti gravissimi in discoteche e altri luoghi di ritrovo, che sono relativamente pochi e facili da controllare.
    Probabilmente la legislazione italiana, in questo caso, è più severa di quella svizzera, ma anche in Italia negli anni scorsi sono successi incidenti gravissimi nelle discoteche.
    Oltre a consentire l’uso di soli materiali ignifughi e che non producano gas tossici, oltre a garantire vie di fuga accessibili rapidamente, forse sarebbe il caso di vietare anche le fiamme libere e, soprattutto, i giochi pirotecnici in tutti i luoghi di aggregazione; anche nei cinema, teatri, sale conferenze e così via ….
    Se gli impianti antincendio a pioggia non proteggono dall’incendio dei soffitti si dovrebbero prevedere estintori a mano o su carrello in numero adeguato e facili da trovare e da utilizzare. Col senno di poi, tutte soluzioni facili e banali, ma, evidentemente, il rischio è sottovalutato.
    R
    mi pare evidente che più che sottovalutato qui sia stato del tutto ignorato e il parallelo con gli incidenti sul lavoro calza davvero poco.
    Anche se va rilevato che anche qui ci sono dei lavoratori morti mentre erano sul posto di lavoro.

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  3. La realtà è sempre peggiore di qualsiasi fantasticheria pessimista. Chi l’avrebbe potuto immaginare che nella ricca e autosufficiente nonché neutrale Svizzera, in un luogo frequentato da Vip e da borghesia opulenta si potessero stipare centinaia e più ragazzini in un sotterraneo senza minimi requisiti di sicurezza, con una stretta scala di accesso, un’unica porta di uscita, una vera e propria trappola con abbondanza di materiale infiammabile, senza neppure la minima precauzione di un divieto di usare fiamme libere? Nessuno potrebbe immaginarlo, eppure è successo. E’ successo come in mille altre occasioni mai bastevoli per un insegnamento, è successo sulla pelle di ragazzini non ancora in grado di valutare i pericoli, è successo per l’irresponsabilità di una società che deve lucrare al massimo anche sulla vita umana.
    Trovo molta reticenza nei media a denunciare una simile condizione: cordoglio da tutte le autorità, stupore, sgomento, assicurazioni sui soccorsi… Indignazione poca: chi aveva concesso il permesso al locale di operare in quelle condizioni? I proprietari erano in regola con le minime misure di sicurezza? Chi sorvegliava sui comportamenti dei minori? Come consentire candele accese, torce e mortaretti in un ambiente sovraffollato e senza uscite di sicurezza? Nei media, nessuno risponde.
    R
    tuto condivisibile, solo, osservo che anche se questo è solo un modesto “social media”, la mia indignazione mi pare espressa chiara e forte.

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    • Certo Mariagrazia, con “media” non mi riferivo certo al tuo blog. Mi riferivo ai “mass media”(radio, televisione, giornali di grande tiratura) ossia quegli organismi che hanno il compito specifico di informare e si rivolgono a un pubblico anonimo, indifferenziato e disperso.
      R
      grazie, ma mi era già chiaro cosa intendevi, figuriamoci se ho la pretesa di essere “qualificata” un “media”…forse un “medium”, ma questa è un’altra partita e si gioca su altri “campi”.

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  4. Ecco chi sono i proprietari de Le costellation:
    il padre di lei è un vigile del fuoco a Cannes ironia della sorte e, a quanto pare le ha insegnato davvero poco.
    E’ in corso l’inchiesta che dovrà accertare le responsabilità ma mi pare che ci sia proprio poco da accertare, un disastro che peggio non si poteva e certamente le “misure di prevenzione” evidentemente non erano neppure sulla carta.
    https://www.fanpage.it/esteri/chi-sono-jessica-e-jacques-moretti-proprietari-del-bar-le-constellation-a-crans-montana-si-sono-salvati/

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    • Ho visto uno dei video girati all’interno del locale all’inizio dell’incendio nel quale si vede che il soffitto non era in legno o cartongesso, ma era stato tappezzato di pannelli fonoassorbenti piramidali in schiuma di materiale plastico.
      Ultimamente sono prodotti con plastica ignifuga, ma non si sa di cosa fossero fatti quelli applicati a quel soffitto.
      Questo potrebbe spiegare la facilità con cui hanno preso fuoco. Un soffitto normale non prende fuoco per una fontana luminosa.

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  5. “Qulcosa non ha funzionato”, Tajani si sbilancia..
    R
    cosa vorresti che dicesse? E’ il ministro degli esteri di un paese vicino a quello dove è successo questa immane tragedia, forse dovrebbe sbilanciarsi dicendo che i proprietari si meritano l’ergastolo? Magari lo ha pensato, ma deve tenere conto anche del ruolo che occupa.

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  6. A proposito di brutti inizi, gli USA hanno attaccato il Venezuale e dichiarano di aver addirittura rapito Maduro e la sua famiglia.
    A questo punto noi europei siamo rovinati.
    Secondo la logica che è stata applicata nel caso dell’Ucraina (aggressore e aggredito) dovremo mettere le sanzioni agli USA, prima di tutto sulle armi che compriamo da loro, e dovremo interrompere le nostre esportazioni; dovremo escludere artisti, atleti statunitensi ecc… da tutte le manifestazioni europee; dovremo congelare i depositi americani nelle banche europee e così via ……
    E, come se non bastasse, dovremo inviare armi al Venezuela aggredito per difendersi dall’aggressione.
    Starò a vedere quali saranno le arrampicate sugli specchi dei filoamericani irriducibili.
    Ci aspetta un periodo veramente difficile.
    R
    non è divertente affatto e lei è uno dei primi che negava la pericolosità di Trump. Pertanto dovrebbe ricordarsene e fare meno sarcasmo fuori luogo.

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  7. Signora Gazzato, non dobbiamo cedere alla tentazione di personalizzare.
    I presidenti americani, da Theodore Roosevelt passando per Monroe, Clinton, Obama, Biden e Trump, hanno portato avanti la stessa strategia politica.
    Gli USA, specialmente dopo lo scioglimento dell’URSS, si considerano i padroni del mondo, e si sentono legittimati a compiere stragi di civili innocenti e distruzione di intere nazioni per il proprio tornaconto.
    Ritengono legittimo e moralmente accettabile sterminare un popolo e distruggere la sua economia e la sua struttura sociale per far fuori un capo di governo che considerano ostile. Vedi il mullah Omar, Saddam Hussein, Assad, Gheddafi …..
    Preferivo Trump a Biden perché voleva chiudere la guerra in Ucraina mentre Biden voleva l’escalation.
    Ricordavo anche che, nella sua presidenza precedente, Trump non era stato un guerrafondaio.

    R
    si, abbiamo visto come la sta chiudendo e Putin, la informo, che ha fatto la stessa cosa che fa Trump, i due sono amici infatti.
    Ma, già, noi che cosa sappiamo? Lei sa solo quello che le torna utile giorno dopo giorno per la sua narrazione.

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  8. A me pare tutto molto semplice, nella sua mostruosità.
    Ogni giorno ci fanno una sorpresa che scombina i nostri schemi.
    Io cerco di inseguire gli eventi e adeguare in corsa le mie convinzioni. Una faticaccia; però mi rifiuto di fare come il colonnello Buttiglione/generale Damigiani.

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  9. Ma perché tanti ragazzi così giovani affollavano quel posto? Perché quel posto era così ambito da tanti ragazzini? Io non riesco a spiegarmelo. E ancora perché tanti genitori permettono che minorenni passino la notte dentro un baraccio a centinaia di chilometri da casa? Possibile non ci fosse un modo alternativo per passare il capodanno a 15 anni? Sarebbero ancora vivi se ci fosse stato? E se ci fosse sensibilità nei genitori del fatto bisogna anche dire qualche no?

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  10. Ma perché dovrebbe essere un problema se i ragazzini affollavano quel posto?
    Era la notte di Capodanno, in un paesotto montano diventato chissà perché simbolo dell’esclusività, come Portofino, dove se posso non metto mai piede anche se dista pochi km da dove vivo.
    Questa mattina ne parlavo con un collega meneghino, l’ha definita “la strage dell’ignoranza”, difficile dargli torto.
    Anche lui aveva notato quei pannelli in poliuretano che sviluppano fumi tossici e altamente infiammabili, ignoranza accendere delle torce in quello spazio dal soffitto basso e non a norma, ma pure ignorante consentirne l’installazione.
    Ignoranza chiudere dall’interno l’uscita di sicurezza per paura che alcuni potessero entrare gratis.
    Ignoranza non sottoporre a controlli ispettivi il locale da parte delle autorità.
    Ignoranza da parte di chi ha scelto quei materiali in spregio alle più elementari norme antincendio.
    Ignoranza riprendere l’incendio continuando a ballare e cantare per poterlo condividere sui maledetti social.
    Ignoranza pensare che un’ora e mezza prima della tragedia, i delinquenti che reggono il Comune montano, abbiano deliberato una legge che li manleva dalle responsabilità.

    https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/crans-montana-legge-salva-comune_107804248-202602k.shtml

    “Quelli” andrebbero prelevati con una task force calata dagli elicotteri e poi tradotti bendati e con il paraorecchie in una qualsiasi galera, “in attesa di giudizio” come nel film di Albertone, anni di attesa.
    Ma poi, perché i genitori avrebbero dovuto dire di no?
    In un posto dove un caffè costa 7 €, certe cose te le aspetti nelle Filippine, o a Caracas, non nel forziere delle schifezze del mondo che poi è la Svizzera.
    Ma le istituzioni, chi è preposto a vigilare per quale motivo non lo ha fatto?
    Questa la domanda da farsi (secondo me).

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  11. Off Topic
    Pubblicato nel 2018 è più che mai attuale e diciamo addirittura la situazione in peggioramento:

    Velletri, Modena, Lucca. Gli episodi di bullismo in classe nei confronti degli insegnanti, sono intollerabili. E questi sono solo alcuni dei tanti di cui non si è conoscenza perché non hanno avuto altrettanta risonanza mediatica. Si vedono nei video episodi di violenza verbale e fisica sconcertanti. Ragazzi che lanciano cestini della carta contro la professoressa immobile sulla cattedra, terrorizzata davanti all’attacco di ragazzotti che si credono superuomini e sparano raffiche di insulti e frasi offensive e minacciano, come è successo a Velletri di sciogliere la professoressa nell’acido, o a Lucca dove un ragazzo intima al professore di mettersi in ginocchio e di non “farlo incazzare” e di mettergli 6. Il tutto condito dalle dementi risatine dei compagni che filmano la scena per poi postarla sui social. Siamo alla follia, al delirio. Questa è la vera emergenza italiana. I docenti sono presi di mira dalla furia di piccoli individui già sulla buona strada per diventare dei delinquenti in piena regola. La scuola italiana, soprattutto gli istituti tecnici, è una raccolta indifferenziata di deprivazione culturale e il risultato di politiche scellerate che hanno ridotto la scuola a centri di raccolta di frustrazioni cresciute all’ombra di famiglie disgregate e disperate, segnate dalla crisi e dalla mancanza di lavoro che ha partorito piccoli mostri. Questi episodi sono il sintomo di una società in rapida dissoluzione e sulle sue ceneri ne sta nascendo una violenta ed incurante delle regole, questi episodi sono intollerabili perché segnano una linea di non ritorno, un confine largamente superato, di disprezzo verso lo Stato e chiunque lo rappresenti. Segnano la miseria intellettuale nella quale questi ragazzi sono cresciuti abbandonati a se stessi davanti ad uno schermo che riproduce realtà violente e prive di valori essenziali per una crescita armoniosa, sana e rispettosa degli altri. Servono provvedimenti urgenti e un governo che li attui.

    Mariagrazia Gazzato

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