Tatiana Tramacere è viva. Si era solo nascosta a casa di un amico. Tra i due c’è un rapporto affettivo e lui l’ha accolta in casa e insieme hanno trascorsi undici giorni nei quali la ragazza è stata cercata viva o morta. E’ una storia a lieto fine, i genitori hanno riabbracciato la ragazza e sono al colmo della gioia dopo tutta l’angoscia provata in undici lunghissimi giorni che devono essere stati per loro come un’agonia. Non rispondeva ai loro appelli Tatiana eppure deve averli sentiti, non rispondeva perché voleva rimanere nascosta, creare attenzione intorno e sentirci “cercata”. Non mi sembra difficile capire che questa ragazza ha dei problemi, come tanti ragazzi che cercano visibilità sui social. Lei questa visibilità ce l’aveva e anche un buon numero di followers, seguitori, si direbbe in italiano, cioè di persone che la seguivano, leggevano le sue poesie e le sue riflessioni e interagivano con lei ma non le bastava. Certo ha creato un grande sconquasso, tutti la cercavano, forze di Polizia, Carabinieri, tutti allertati per ritrovarla. E poi, alla fine, hanno scoperto che se ne stava li a casa di un amico, nascosta dentro una mansarda che l’ha accolta e custodita come un feto. Una donna irrisolta, che forse fatica a gestire le emozioni e che ha un grande bisogno di cure. Credo che sia evidente che questa sua ricerca di attenzione rivela la fragilità di una psiche immatura nonostante i suoi 27 anni. Non poteva non capire quanto dolore e quanta ansia stava generando attorno a sé soprattutto dopo la notizia che era stata ritrovata cadavere, rivelatasi fortunatamente falsa.
Trovo inopportuna la richiesta della dottorezza Bruzzone, la criminologa onnipresente in TV, di risarcimento delle spese sostenute dallo stato per ritrovarla, come ingiuste le ipotesi di reato nei confronti suoi e del suo amico. Lui ha solo aiutato un’amica in evidente difficoltà, lei ha bisogno di guardarsi dentro per capire cosa l’abbia spinta a fare una cosa simile.
Ma, per fortuna, in questo caso, raro, non è stata l’ennesima vittima di un femminicidio ma, forse, la vittima di uno stato di disagio psichico in essere che va compreso. Sono molti i giovani che soffrono di disturbi della personalità che non vengono alla luce se non compiono atti eclatanti come questo. Tatiana forse ha voluto far capire a chi le vuole bene che ha bisogno di aiuto e che l’affetto che riceve non è sufficiente e ne deve scoprire il motivo per imboccare la strada che la porti a trovare un suo equilibrio. Non sarà facile ma le auguro di riuscirci presto.