Un gesto nobile

Carlo, non farlo. Sembra voler dire l’ambasciatore russo in Italia a Carlo Calenda. Ma Carlo è adulto ed è un parlamentare della Repubblica italiana e non un “bocia” come si dice da noi in Veneto. Non è un ragazzino che si tatua per mostrare il petto e farsi strada tra i bulli del quartiere o semplicemente perché non sa che altro fare. Si tatua per dimostrare solidarietà ad un popolo che soffre atrocemente ma con molta dignità da quattro anni per l’invasione dei prepotenti russi di cui l’ambasciatore è la rappresentanza in Italia. Non tutti i russi sono così, ne abbiamo visti che sono morti per opporsi alla prepotenza della oligarchia che tiene in mano da decenni lo sconfinato paese che meriterebbe di meglio. Meriterebbe una classe politica sana e non malata di protagonismo, bugiarda e dedita solo ad accumulare ricchezza e prestigio e che da quattro anni sta sconvolgendo la vita di un paese sovrano e quella di un intero continente che ne subisce indirettamente le conseguenze.

Carlo non farlo. Ma Carlo lo ha fatto: si è tatuato il tridente simbolo dell’Ucraina sul braccio, lo ha fatto, ha detto per vicinanza ad un popolo che combatte per la libertà e l’indipendenza da chi da sempre lo vuole schiacciare e dominare. Ma Carlo non sa, dice l’ambasciatore, che si è tatuato il simbolo dei simpatizzanti del nazismo? E Carlo risponde: sarete sconfitti!

«Verrete sconfitti. Come è stata sconfitta l’URSS. La libertà alla fine vince sempre sulla tirannia. E se vi mettete paura di un tatuaggio vuol dire che ne siete già consapevoli».

Carlo ha risposto chiaramente e nettamente ed è un bel dito medio alzato contro le parole sibilline di un ambasciatore che non porta pena per quel che dice o fa perché è solo ambasciatore della volontà di chi lo muove come una marionetta e fa esattamente quello che gli viene ordinato. Gli è stato ordinato di sputt…pardon, di mettere alla berlina il nostro parlamentare, leader di Azione e lui lo ha fatto. Dopotutto è in missione e le missioni si rispettano anche quelle più vili e basse e che servono solo alla propaganda misera di una dittatura che cerca di giustificare le proprie malefatte accusando gli altri di essere filo nazisti.

Poca solidarietà ha raccolto Calenda dai suoi colleghi o in generale, perché gli italiani non sono generalmente inclini a essere solidali coi politici, sono piuttosto ipercritici anche a vanvera a volte. Ma se è giusto criticare i politici per spronarli a fare bene, sarebbe anche giusto riconoscere che l’ipercriticismo esasperato è una palla lanciata nel vuoto che non fa bene a nessuno se non a chi la prende al balzo per usarla per fare i propri squallidi interessi di botteguccia. La politica è una cosa nobile, i politici non sempre lo sono… anzi spesso sono il contrario della nobiltà. Quello di Carlo Calenda lo ritengo un gesto nobile e anche coraggioso. Altri politici dovrebbero seguire il suo esempio e dire fermamente quello che andrebbe detto ai portavoce dei ministri o agli ambasciatori russi, cioè quello che veramente si meritano e non far finta di non aver sentito e nicchiare o svicolare perché è meglio evitare di compromettersi: la politica è un gioco duro e spietato e spesso chi “gioca” preferisce stare con le spalle coperte a criticare, anche a vanvera, piuttosto che esporsi a solidarizzare o anche semplicemente a stigmatizzare le vane critiche di persone che hanno un ruolo importante e che lo ricoprono però senza la necessaria dignità che ruoli istituzionali richiederebbero. Ma sono pedine mosse dall’alto e che agiscono in nome e per conto di chi gli impone di agire in un certo modo ed è poco dignitoso per un “dignitario” sottomettersi così alla volontà di un despota.

19 commenti su “Un gesto nobile”

  1. Mariagrazia sei rimasta l’ultimo giapponese(assieme a Calenda e pochi altri) a difendere una guerra provocata e perduta in partenza.
    A parte tutte le considerazioni che inutilmente sono state fatte anche su questo blog circa le responsabilità di questa guerra a cui stanno contribuendo una coalizione mai vista contro la Russia, tra Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia e altri stati della UE con minime eccezioni, si sta scoperchiando il vaso di Pandora delle corruzioni.
    Dopo che Zelensky aveva tentato di azzerare l’anticorruzione NABU(ricorderai), mossa rientrata dopo le proteste della Ue, ecco i risultati,dopo quindici mesi di indagini:
    settanta perquisizioni che fra gli altri hanno interessato l’imprenditore Tymur Mindich alleato di Zelensky e comproprietario dello studio di produzione Kvartal fondato da Zelensky e il ministro della giustizia German Galushehenko, ex ministro dell’energia, a capo di una organizzazione criminale ad alto livello che in cambio di tangenti assegnava contratti per 100 milioni di dollari al fornitore di energia nucleare Energoatom.
    Inoltre è acclarato dalla magistratura tedesca che l’atto criminale del sabotaggio contro i gasdotti Nordstream è stato fatto da un gruppo di militari ucraini al comando di Zuluzhny ex comandante in capo delle forze ucraine oggi ambasciatore a Londra.
    Ma per te, Calenda(altro che “gesto nobile” tatuarsi lo stemma ucraino!), Meloni, Crosetto, etc. il cattivo è sempre e solo Putin che un giorno s’è svegliato male e ha deciso per sfizio di invadere l’Ucraina.

    https://www.thesocialpost.it/2025/11/10/tangenti-milionarie-inchiesta-shock-scopre-tutto-zelensky-trema/?fbclid=IwY2xjawOAWVZleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEe5PkdcnZZJhod65Gq6CaFXyD6UIc0-164SwwZSyzkvtl6a9TZlRkWjx912ZU_aem_KEim4e8YwY-tqUhX3nOIWg
    R
    grazie Alessandro, mi accludi pure i link. E meno male, significa che in Ucraina le indagini si fanno a differenza che in Russia dove insabbiano tutto come le moleche
    https://www.rsi.ch/info/mondo/Corruzione-il-governo-ucraino-sospende-il-ministro-della-Giustizia–3271316.html
    qui è spiegato meglio, diciamo meno anti Zelensky. Sai non mi sorprende nulla, sarò anche “l’ultima giapponese” come affermi, ma mi sta bene, i giapponesi sono forti e longevi e difficili da infinocchiare. Se la cosa ti fa piacere (non vedevi l’ora) gongola pure, io ci vedo il solito tentativo dei russi di infangare il governo ucraino che non riescono ad affossare on le armi. Zelenzky non è indagato ancora, che disdetta vero? Che sia fatta piena luce dunque, la verità deve venire a galla sempre, in quanto a corruzione e a intrighi per far cadere i governi eletti legittimamente (e non parlo certo di Janukovich fantoccio dei russi scappato a gambe levate in Russia, si quello del famoso finto golpe della Cia)) noi e dico noi italiani, non siamo secondi a nessuno. Tutti hanno da imparare compresi gli ucraini.
    Ma del resto che vuoi che dica? tu puoi pensarla come ti pare, a me non cambia nulla, anzi, almeno tu sei rimasto a dibattere, non fai come altri che si impermalosiscono e se ne vanno annoiati dalla mia scarsa “condivisione”, continui a sostenere pervicacemente le tue idee (e anche te ho censurato poco, ma qualche volta è accaduto), ti ringrazio di insistere a dichiarare il tuo disprezzo verso tutto quello che si muove in Ucraina (che non sia russo o filo russo) e a confermare la tua predisposizione a vedere in Putin un semi sant’uomo da difendere fino alla morte.
    Le idee sono idee i fatti sono tutt’altro. Staremo a vedere. Noi qui stiamo anche se in pochi (sempre meno, avevi ragione, fare pubblicità a Orsini era ridicolo per le visite a due cifre e ora magari ad una sola, chissà…) e continueremo a confrontarci e anche se uscisse che Putin in persona paga funzionari della Nabu, sono certa che tu diresti che è tutta propaganda degli amici di Zelensky. Più che certa. Così va il mondo. E va molto male.
    E il mondo è pieno di manipolatori e non solo russi.

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    • Mariagrazia, niente da dire sul sabotaggio dei gasdotti Nordstream?
      Un atto di guerra contro la Germania che si sta spendendo a favore dell’Ucraina contro la Russia?
      In quanto alla corruzione, cacciare via qualche ministro ti sembra sufficiente per scagionare Zelensky?

      R
      Alla prima: niente da dire perché non è chiaro un bel niente e il tuo mi pare accanimento, che ne sai tu?
      Quante volte ti devo dire che Facebook non lo posso aprire?
      Alla seconda: non faccio il giudice e non ho nulla da “scagionare”, Zelensky non è indagato, piuttosto è indagato un funzionario della Nabu per aver tramestato coi russi.
      Vedo che non hai niente tu da dire sul post precedente dove sconfesso le tue “teorie” (fasulle), saltato a piedi pari, certo ti conviene cambiare discorso e adesso ti attacchi al tubo del gas…e a “impiccare” Zelensky…

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  2. Mah …. non metto in dubbio che le intenzioni di Calenda fossero nobili, ma scegliendo quel simbolo, ha fatto la figura del pirla e dell’ignorante, per non dire che ha rischiato il ridicolo.
    E la risposta che ha dato cambiando discorso dimostra che non aveva argomenti per giustificare o spiegare la sua scelta.
    Non intendo, in questa sede, entrare nel merito della guerra in Ucraina, di cui abbiamo scritto fiumi di parole.
    Penso però che un politico come Calenda, che ha delle ambizioni e che dimostra indubbie capacità politiche, dovrebbe essere più cauto.
    Prima di tutto il tatuaggio di per sé – ammesso che sia un tatuaggio vero, definitivo, e non qualcosa di dipinto – si addice più ad un ragazzo insicuro che ad un politico serio.
    Inoltre avrebbe dovuto prevedere che quel simbolo, appartenendo alla storia e alla cultura di un altro Paese che lui non conosce, comportava il rischio di gaffe clamorose.
    Se voleva esprimere solidarietà, bastava tatuarsi i colori della bandiera ucraina.
    R
    Oh, Lenzini, anche lei ne ha solo per Calenda, ma guarda, ma quando mai lei potrebbe criticare un funzionario russo? Non mi meraviglia affatto come commenta, mi meraviglierei del contrario. Ma va bene così, non si preoccupi e non si lasci influenzare dalle malelingue (simpatiche) che ultimamente ma anche da sempre dicono che qui voglio tutte condivisioni. Ma quando mai? Io scrivo quello che penso io poi ognuno la pensa come vuole.
    Ma la “catechizzazione” anche no, quella la respingo decisamente.
    Calenda non è un bambino è stato in Ucraina e ha conosciuto gli ucraini che combattono per la loro libertà e a differenza sua che non fa che criticarli e di quali non ha alcuna considerazione, lui si è preso a cuore la loro causa.
    Può farlo, da uomo e da parlamentare. Ma nulla da dire su quella frase piuttosto diffamatoria del caro dignitario russo? No vero? E dai e figuriamoci…io sarò ripetitiva e “testarda”, ma lei è cementato nel suo filo russismo.

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  3. Signora Gazzato, premetto che Calenda è uno dei politici che potrei votare, perché mi piace la sua preparazione e il suo pragmatismo; però, quando scade in queste ragazzate mi fa cadere le braccia.
    Critico lui perché mi dispiace che faccia certe figure essendo, secondo me, uno dei migliori politici che abbiamo, mentre del funzionario russo non me ne potrebbe fregare di meno. Lui fa il suo mestiere e il suo gioco, e approfitta delle gaffe degli avversari per deriderli.
    R
    Eh già, come le rigira lei le frittate, nessuno. Ora però si è spiegato meglio: Calenda le piace ma ha fatto una “ragazzata” Cioè? Tatuarsi il simbolo di un paese aggredito da un prepotente che da quattro anni martirizza un popolo, lo bombarda, lo fa stare al freddo, secondo lei era da evitare? E perché? Per non disturbare il manovratore? Non le importa dell’ambasciatore ma le importa da chi è comandato, a quanto pare se le manca il coraggio di dire che ha detto una ca…str..onata.
    Ma quali certe figure? Le figure certe le fanno quelli che difendono i russi e i loro lecchini o inutili idioti, lui ha fatto un gesto nobile e poi lei non è per la libertà? O vuole farsi dire da Putin anche quello che deve tatuarsi?

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  4. Avevo già scritto che sarebbe stato sufficiente tatuarsi la bandiera con i colori dell’Ucraina invece di impelagarsi in quel simbolo poco chiaro.
    Che penserebbe lei se uno, per mostrare solidarietà all’Italia, si tatuasse il fascio littorio e dicesse che non era il simbolo del fascismo ma dell’antica Roma?
    Meglio evitare, no?
    I russi avranno pure tante colpe, come tutti gli Stati aggressori, che sono stati tanti ultimamente, ma non è per questo che si deve dire che sbagliano sempre e che gli altri hanno sempre ragione. Io non sono filorusso. Io sono contro la stupidità, da qualsiasi parte arrivi.
    Calenda ha toppato e avrebbe fatto meglio a chiudere l’incidente senza farla tanto lunga.
    R
    capisco, lei non è filorusso ma e sempre meglio cautelarsi, chiedere prima a Putin se uno vuole tatuarsi qualche riferimento all’Ucraina, magari la faccia della morosa che proviene da quelle parti. Giusto. La bandiera la vedo ancora peggio.
    La sua domanda è inopportuna in quanto il tridente è il simbolo della Ucraina e non del fascismo.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Tryzub

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  5. E’ curiosa l’immagine dell’unico giapponese “a difendere la guerra…”, come se chi difende le ragioni ucraine sia un guerrafondaio, quando la guerra la stanno facendo gli altri. Noi giapponesi crediamo che una nazione abbia il diritto di difendersi e vada aiutata se qualcuno di più grosso la attacca e vada aiutata nel modo in cui vuole essere aiutata. E l’aiuto è più prezioso se comporta dei sacrifici.
    Ma vallo a dire a chi pensa solo al suo tornaconto.
    Però i tatuaggi lasciamoli ai buzzurri.
    Sayonara.

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  6. Mauro, è vero che chi è aggredito ha il diritto di difendersi, ma non ha il dovere o l’obbligo di difendersi.
    Ci si difende se le condizioni sono tali da prefigurare una conclusione positiva; altrimenti difendersi non è una scelta saggia.
    Io, se due energumeni mi chiedono il portafoglio di notte in una strada deserta, gli do il portafoglio. A maggior ragione se sono con mia moglie e potrebbero fare del male anche a lei.
    Se i giapponesi, dopo la batosta navale di Midway, avessero fatto come l’Italia e si fossero arresi, si sarebbero risparmiati tante distruzioni e due bombe atomiche.
    Comprensibile che ci si impegni per vincere, ma, se non ci riusciamo entro un termine ragionevole, bisogna rendersi conto di quando è il momento di perdere, e perdere nel modo meno svantaggioso possibile. O, meglio ancora, neanche perdere, ma concludere un accordo che faccia finire la guerra.
    Il popolo ringrazierà. Quando l’Italia firmò la resa (ribattezzata eufemisticamente armistizio) la gente scese in strada a festeggiare.
    Ma, soprattutto, non è etico che i politici e i vertici militari facciano gli eroi costringendo tutto il proprio popolo a fare gli eroi anche loro obtorto collo.
    A me, francamente, sembra più etico e responsabile il comportamento di Vittorio Emanuele terzo che quello di Zelensky.
    R
    gli ucraino non vogliono vincere, vogliono essere e rimanere liberi, la libertà non ha prezzo.
    I paragoni che fa non stanno in piedi.

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    • Mariagrazia, gli ucraini chi? Una fazione guerresca antidemocratica e corrotta, come si stanno dimostrando Zelensky e chi lo appoggia, oppure quel popolo che non conta più niente (perché soppresse tutte le istituzioni democratiche) e che si era espresso in passato liberamente per ben due volte eleggndo Yanukovich?
      R
      Alessandro, sei sicuro di quello che scrivi? Devi ripassare la storia dell’Ucraina, esci dalla bolla, informati: gli ucraini hanno votato Zelensky e condannato Yanukovich per alto tradimento e lui è scappato in Russia da bravo filorusso quale è. Aggiornarti ti richiede un minimo di sforzo: rompi il vetro dell’astronave e torna sulla terra.
      https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_presidenziali_in_Ucraina_del_2019
      https://www.ilpost.it/2019/01/25/viktor-yanukovych-condannato-alto-tradimento/
      PS: se non fosse per il tuo amichetto russo che sta portando morte e distruzione in u paese sovrano da quattro anni, le elezioni si sarebbero tenute regolarmente a tempo debito e forse Zelensky sarebbe pure stato rieletto.

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  7. In questo “pasticciaccio brutto” che è la guerra in Ucraina bisogna mettersi d’accordo su chi è realmente “qualuno di più grosso” che vuole mangiarsi il più piccolo e per che cosa si stia combattendo da quattro anni.
    C’è chi crede che “il più grosso” sia la Russia e che si stia combattendo per il possesso di un pezzettino di Ucraina da un lato e il diritto di un paese di scegliere il proprio futuro, dall’altro lato.
    C’è chi crede che ci sia in ballo qualcosa di gran lunga più serio, ossia se deve affermarsi l’idea americana che ci sia un unico “Custode” del globo cui tutti devono sottomettersi di buon grado in cambio della sua benevolenza, o se sia meglio un equilibrio tra più sfere di influenza dove venga rottamata definitivamente la dualità amico-nemico e l’idea(sempre americana) che chi non è con me è contro di me.
    R
    e sarebbe Putin a favorire questo equilibrio? Cos’é una battuta? Perché se fai sul serio mi preoccupo.

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  8. Che gli ucraini rischiassero di perdere la libertà è stata una prospettiva propagandistica per convincere il popolo ad accettare la guerra.
    I russi non avevano nessun interesse a riportarsi gli ucraini in casa; volevano solo evitare che gli americani installassero basi militari in Ucraina, volevano conservare l’accesso al mare in Crimea, e volevano che i russofoni del Donbass avessero un’autonomia amministrativa e il bilinguismo come gli altoatesini.
    Volevano anche che l’Ucraina fosse un vicino amico e non nemico, cioè sul modello Bielorussia. Uno Stato satellite come siamo noi satelliti degli americani.
    Non erano prospettive così terribili per il popolo ucraino. Erano terribili per Zelensky, che avrebbe perso la poltrona e il potere.
    L’ucraina non era un giardino fiorito. Era una nazione che era stata scossa da continue lotte per il potere, corrotta e in mano ad oligarchi miliardari che affamavano il popolo, una nazione di emigranti in cerca di fortuna all’estero.
    Se avessero accettato di discutere con la Russia la rinuncia alla NATO, la conferma dell’annessione della Crimea, se avessero accettato che il Donbass scegliesse con un referendum il suo futuro, come già aveva fatto l’intera Ucraina nel 1991, ora sarebbero un Paese ancora libero e in pace.
    E, probabilmente la Russia, in cambio di quelle concessioni, gli avrebbe garantito delle contropartite, come il gas a buon prezzo, e avrebbero avuto rapporti commerciali di buon vicinato.
    la guerra non conviene mai a nessuno, neanche quando si vince, se si combatte sul proprio territorio; e gli ucraini l’avrebbero potuta evitare. I russi aspettarono per 3 mesi un segnale di disponibilità a discutere prima di attaccare.
    R
    Lenzini, questo manifesto filo russo smentisce le sue smentite di quattro anni a questa parte. Forse è bene che lei si renda conto di essere un propagandista della palle di Putin. Almeno ne acquisti consapevolezza.

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    • Signora Gazzato, usiamo bene le parole. Io non sono mai stato un propagandista di niente. Condivido la versione dei fatti che è presentata dai maggiori osservatori italiani di geopolitica, sia perché ho fiducia nella loro competenza, sia perché i loro ragionamenti filano.
      Essere d’accordo con quello che sostiene qualcuno non vuol dire fare propaganda.
      Che ne direbbe se la etichettassero come “meloniana” o propagandista di Giorgia Meloni perché a volte si dichiara d’accordo con quello che dice o fa?
      R
      bella domanda. Ma Giorgia Meloni non sta aggredendo o uccidendo nessuno e se lei pensa che io propagandi Meloni lo pensi pure e lo dica, non me ne importa nulla perché non è vero, ma solo una illazione malevola, saccente, sfacciata, vendicativa e ridicola che dimostra che lei si sente in fallo.
      Putin sta massacrando donne uomini e bambini da quattro anni, se per lei Meloni e Putin sono paragonabili significa che non da nessun valore alla vita umana, nessun valore alla difesa della libertà e nessun valore alla verità.

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      • Signora Gazzato, lei è troppo intelligente per non capire il paragone. Ci sta marciando, ma non importa.
        In effetti, non nego che, in questi quattro anni, mi è sembrato più razionale e difendibile l’operato della Russia di Putin che l’operato della NATO e di Zelensky. E non mi sento a disagio per pensarla così.
        Comunque, la propaganda è un’altra cosa; viene dal verbo propagare. Dire come la penso in un blog non propaga niente. A nessuno dei frequentatori, lei compresa, si può imputare di fare propaganda. Le nostre idee restano qui dentro, o poco oltre. Scambiare idee non è propaganda.
        R
        Non ci marci lei e ricordi che lei passa solo se io la pubblico. Lei qui propaganda le “sue” idee mutuate dai propagandisti di Putin e se io glielo faccio osservare, lei lo conferma. Non si tratta di “scambio di idee” ma di concetti espressi da chi fa propaganda che lei diffonde.
        E non faccia allusioni circa la “diffusione” del mio blog perché lei sa solo quello che vede, cioè nulla.

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  9. Luigi, la sua visione del mondo è a misura di prepotente. Basta che ci si scansi e si vive felici, contenti e bielorussi.
    A me sembra che gli ucraini preferiscano rischiare la pelle piuttosto che essere russi. Noi maghi della tastiera possiamo saperne di più?
    R
    scusi Mauro, ma anche lei che domande fa? E non mi venga a dire (dopo) che non se l’è cercata…(spero sia chiaro che sto scherzando).

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  10. Mauro, beato lei che sa cosa vogliono gli “ucraini”, cioè la maggioranza del popolo ucraino.
    Ammesso e non concesso che volessero quello che dice lei nel 2022, magari convinti da prospettive apocalittiche tipo essere portati in Russia in catene, lei è sicuro che vogliano le stesse cose al quarto anno di guerra?
    Oggi è impossibile sapere cosa vogliono gli ucraini, perché c’è la guerra e l’informazione è controllata. E non mi risulta che in Ucraina si facciano sondaggi per saperlo.
    Non credo che per vivere felici ci si debba scansare di fronte ai prepotenti.
    Si può anche rimanere fermi senza scansarci, come ha fatto l’Italia e la quasi totalità dell’Europa di fronte allo strapotere e alla prepotenza degli americani.
    Sono 80 anni che noi italiani viviamo come i bielorussi, ospitando basi americane dalle quali potrebbero partire attacchi verso la Russia, e che diventerebbero il bersaglio della rappresaglia dei russi, mentre gli USA starebbero a guardare tranquilli da 5.000 km di distanza.
    E non ci pagano neanche l’affitto.
    Tutto sommato, non mi pare che sia una brutta vita. Noi ci siamo accontentati, e raramente abbiamo rivendicato la nostra indipendenza, a parte pochi casi come Sigonella, che ci sono costati cari.
    R
    Beato lei che sa cosa vogliono i russi, Putin compreso. Non fosse per gli americani ora lei non potrebbe scrivere qui le cose che scrive perché verrebbe messo in prigione, la gratitudine lei non la conosce come non conosce l’empatia e la solidarietà verso un popolo che soffre e che vuole l’autonomia e l’indipendenza quella che in Italia le è stata garantita proprio da quelli che lei non perde occasione e per criticare e che le hanno permesso di vivere la sua vita di cui fa spesso cenno qui come di una vita serena e appagante. Dovrebbe ringraziarli.

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    • Signora Gazzato, io sono stato grato agli americani da giovane. Ho perfino fatto il tifo per loro in Vietnam.
      Poi, crescendo e maturando, ho capito che le cose erano andare diversamente da come le presentava la propaganda “atlantica”.
      Verosimilmente gli americani, dopo molte titubanze, sono intervenuti nella seconda guerra mondiale perché, se avesse vinto la Germania e avesse unificato l’Europa, con o senza la Russia, si sarebbe creato un colosso politico che avrebbe rivaleggiato con gli USA stessi.
      Dopo Stalingrado, quando si capì che la Germania avrebbe perso la guerra, gli americani sbarcarono in Europa per impedire che la occupassero i russi all’inseguimento dei tedeschi in ritirata. Una prospettiva ancora più preoccupante per loro, perché la Russia + l’Europa occidentale sarebbe stato uno Stato potente e per giunta comunista. Fu una corsa contro il tempo a chi “liberava” più territori occupati dai tedeschi, che si concluse quando i due eserciti si incontrarono a metà della Germania.
      Dopo di che i due occupanti si spartirono il controllo dell’Europa, gli americani a ovest e i russi a est. I russi, essendo un Paese comunista, imposero il comunismo, mentre gli americani, essendo una democrazia, imposero analogamente il proprio sistema di governo, con qualche eccezione. Per esempio, tollerarono che in Spagna restasse in piedi la dittatura di Franco.
      Ma entrambi gli schieramenti lasciarono in Europa, ciascuno nella sua area, presidi militari, basi aeree e missilistiche e una fitta rete di intelligence.
      E i presidi militari, come ci insegna il sistema delle incastellature militari del medioevo, serve sia a difendere il popolo dalle invasioni esterne, che a difendere il signore dal popolo.
      R
      che peccato eh? meglio sarebbe stato finire in mano ai russi…

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  11. Dimenticavo, Mauro, che l’ipotesi che gli ucraini rischino di diventare russi è assolutamente campata in aria. E’ pura propaganda.
    Come scrivevo sopra, e non è la mia opinione, ma l’opinione dei migliori osservatori di geopolitica, ai russi non passa neanche per l’anticamera del cervello di portarsi in casa decine di milioni di ucraini che li odiano.
    Gli ucraini si sino resi indipendenti 35 anni fa e ai russi è stato sempre bene, purché restassero neutrali e non si alleassero coi peggiori nemici della Russia.
    R
    I “migliori osservatori” che le propinano le idee che lei ripete qui, sono i migliori amici di Putin, lei li sceglie per questo. O non sa scegliere oppure Putin le piace. Delle due l’una.

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  12. Sig. Luigi, immagino che sia abbastanza evidente che noi nei confronti degli americani abbiamo una sudditanza molto più blanda che i bielorussi coi russi. Se così non fosse lei ed Alessandro sareste già a lavorare in un gulag e questo blog preso in consegna da Dugin. Mi immagino proprio Mariagrazia a bacchettare Dugin!
    Forse è per questo che gli ucraini sembra (anche prima ho scritto sembra) volessero essere sudditi dell’occidente e non del nuovo Ordine Mondiale.
    Ultima considerazione sul fatto che i russi non vogliano inglobare l’Ucraina. Io su questo mantengo ancora qualche perplessità visto che già nel 2014 invasero la Crimea e cambiarono le carte geografiche.

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  13. Mauro, verissimo che la nostra sudditanza è molto più blanda, tanto che molti di noi, finora, non si erano neppure accorti di essere sudditi. (io compreso)
    Ma quando vedo che, dal 2022 ci hanno costretto a mettere sanzioni alla Russia, a ridurre le importazioni di gas e comprarlo dagli USA ad un prezzo quadruplo, fino a portare la nostra economia e quella di molte nazioni europee in recessione, e, mi rendo conto che la sudditanza è pesante. Ultimamente ci stanno costringendo perfino a comprare armi americane per regalarle all’Ucraina e per difenderci da un’inverosimile aggressione russa.
    La sudditanza non si misura tanto nella libertà di critica, ma soprattutto nel fatto che il padrone costringe il colonizzato a fare ciò che è contro il proprio interesse.
    Comunque, anche sul piano della libertà sono successe cose strane. Hanno tolto dai cartelloni le opere di autori russi, hanno fatto vincere all’Ucraina il festival musicale europeo, hanno compilato liste di proscrizione degli opinionisti che difendevano, anche vagamente l’operato dei russi. Non mi pare che in questi 4 anni l’Italia e l’Europa abbiano brillato per l’esercizio delle libertà democratiche.
    Manca solo che mettano in galera i dissidenti, ma il resto della condizione di sudditanza c’è tutto.
    Infine, come già avevo scritto, credo che ai russi non interessi annettere tutta l’Ucraina. Gli interessa la Crimea, per mantenere la flotta del Mar Nero e l’accesso al Mediterraneo, e gli interessa una fascia neutrale tra la Russia e la NATO.
    Il resto del territorio lo lasciano volentieri agli ucraini. Hanno già 17 milioni di chilometri quadrati di territorio.
    R
    si davvero pesante la sudditanza che ha nei confronti della Russia…delle cose che elenca quella che sconvolge di più sono le “liste di proscrizione” degli opinionisti pro Putin, ah ,ma davvero su quelle ci piangerei lacrime amare…si sente l’afflato umanitario dei confronti degli ucraini…come sempre del resto. Come si sente quanto lei sia dentro la testa di Putin, poveretto, vuole quel che vuole ma poco…il resto lo lascia “volentieri” agli ucraini…veramente Lenzini sono commossa e stupita della sua facilità nel comprendere il russo. (La prego non risponda che lei lavora di logica, la prego veramente…abbia pietà).

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