Oggi è sabato e di solito il sabato le “visite” al blog sono inferiori rispetto agli altri giorni e devo dire che sono sorpresa sempre di vederne così numerose ogni giorno. E nessuno se ne abbia a male, ma oggi voglio ringraziare gli amici del blog che si collegano con buona regolarità dal Canada, gli Stati Uniti e Cina (ma ovviamente ringrazio anche tutti gli altri).
Sono uscita sul terrazzo per la respirazione e meditazione che pratico ogni giorno appena sveglia, ormai è una abitudine preziosa che mi aiuta ad accumulare energie per la giornata. In questi giorni di estate di San Martino, il tempo è splendido e i cieli azzurri e il sole e l’aria ancora tiepida sono un invito troppo forte a stare all’aperto e io ne approfitto appena posso ogni giorno. Mi dicono che fa bene, che la luce rilassa e aiuta il sistema nervoso a mantenere la calma e a superare le piccole difficoltà quotidiane e anche le grandi, quando ci sono. Insomma il preambolo si fa lungo lo so, non so come dirlo, ormai chi mi conosce abbastanza sa che voglio dire altro e allora arrivo al punto.
Litigare e discutere fa parte della dinamica di ogni blog, questo è diventato particolarmente litigioso a livelli che fatico a sopportare. Si, sopportare è la parola perché mi chiedo spesso che cosa ci sto qui a fare se devo difendermi in continuazione da accuse di ogni genere e poi, quando replico, perché replico, mi viene detto che questo blog non vale (quasi) niente e che io sono questo e quello e che dovrei invece accettare i consigli e diventare questo e quell’altro. Ma non funziona così, non ho aperto un blog per sentirmi dare lezioni di vita continuamente. Per sentirmi dare consigli su cosa dovrei pensare, credere, su chi dovrei avere in simpatia e chi mi dovrebbe invece essere antipatico, su chi amare e su chi odiare…lo so è banale…ma so benissimo sbagliare da sola.
Io qui mi sento a casa, sono abituata ad esprimermi con la massima schiettezza e sincerità, mi piace che chi entra qui si senta libero di esprimersi e di dire ciò che vuole ma ad una condizione essenziale che non si superino certi paletti insormontabili.
Per me lo sono: insormontabili. La libertà di espressione e di parola sono garantite dalla nostra Costituzione ma ci sono dei limiti e quei limiti sono la imprescindibile qualità che deve essere sempre rispettata: la dignità personale. Oltre quel limite non si può andare, come non si può andare oltre il limite del rispetto di alcune regole che sono essenziali per la vita di un blog come sono essenziali nella vita in generale: il rispetto delle idee altrui e la capacità di mantenere una discussione, qualsiasi discussione anche sui temi più divisivi, entro i limiti di una scambio civile di opinioni che non trascenda mai in critiche troppo personali né tantomeno offensive. Nessuno scambio di idee, anche il più appassionato, deve superare il limite della dignità delle persone e questo limite a volte è molto labile e però io che sono la responsabile devo sapere quando fermare una discussione e quando mettere uno stop.
Lo so, gli stop danno fastidio, persino per la strada quando vediamo uno stop siamo tentati di non rispettarlo, ma sono essenziali anzi a volte vitali e il non rispettarli può costare la vita a noi o ad altri. Ora, qui, uno stop non rispettato non ha conseguenze così drammatiche, se io dico di non andare oltre in una discussione e qualcuno non rispetta questa mia richiesta, non succede niente di che…apparentemente. Perché a lungo andare anche i rapporti virtuali tra persone che si conoscono solo tramite questo schermo, possono deteriorarsi. Poco male dirà qualcuno, certo poco male, ma tutto dipende all’importanza che diamo alle cose.
Io a questo blog ci tengo, come tengo ai rapporti virtuali che ho instaurato qui negli anni e quando qualcuno decide di sbattere la porta e andarsene o sparisce senza neppure chiudere la porta ci resto male. Mi dispiace, lo vedo come un fallimento personale (anche se so che non è così). E ultimamente qui qualcuno se ne va e ogni giorno, quasi, devo leggere che qui non è cosa, tanti saluti…
Si, capisco, ho il mio carattere, forse a volte sono persino “antipatica”, non demordo se qualche cosa mi preme la dico, ma sono sempre sincera, mai ipocrita e lasciatemi dire che mi costa spesso passare commenti pieni di critiche e di rimbrotti come se fossi una bambina da educare. Signori sono una donna più che adulta che ha una personalità ben definita e però che ama confrontarsi sempre anche quando il gioco si fa duro e spesso è così. E mi dispiace particolarmente leggere frasi del tipo—” se vuoi un blog dove tutti ti danno ragione” perché significa che chi lo scrive di me ha capito poco nulla e non è importante che io sia capita ma è importante che si accetti che le critiche, tutte le critiche io le accetto ma c’è un limite anche a quelle e andare oltre non si può. Semplicemente non si può. E bisogna accettare che qualche volta io dica stop, basta, in pratica che io dica no. Piaccia o non piaccia e anche se non ce lo ha ordinato il dottore di scrivere su un blog e si può vivere benissimo senza farlo, la comunicazione rimane un aspetto importante, secondo me, nella vita di tutti e anche un blog, nel suo piccolo, può servire a questo scopo.
I no sono difficili da accettare lo so, soprattutto se a dirli è una donna. Si c’è anche questo aspetto, da una donna si accetta di meno di essere “moderati”, una donna si suppone che debba accettare tutto e essere sempre “comprensiva”. Io sono una donna, sono comprensiva ma solo fino ad un certo punto e quando dico no, mi aspetto che lo si rispetti.
No, non significa che non accetto le critiche o il dialogo ma che per l’economia di un blog che è alquanto complessa qualche volta serve dire no. E sempre per lo stesso motivo c’è bisogno che chi partecipa al blog accetti i no. Fa parte del gioco e ogni gioco anche quello molto complesso della vita ha necessariamente delle regole e non seguirle o ignorarle o sbeffeggiarle, porta sempre a delle conseguenze e non sono mai positive o costruttive ma implicano sempre una perdita, a volte apparentemente insignificante altre particolarmente dolorosa.
Ecco, questo, mi premeva dirlo e l’ho detto. Posso sbagliare spesso, tanto o poco ma sono me stessa sempre anche in questa occasione e sbagliare è fondamentale per “crescere”, chi non sbaglia mai rimane dentro un bozzolo che alla fine invecchia senza essere diventato quello che avrebbe potuto diventare. Ed è un peccato.
Amen.
Signora Gazzato, condivido tutto meno il fatto che i suoi interventi siano accettati con più riluttanza perché è una donna. Almeno per me non fa nessuna differenza.
Personalmente penso che l’art. 21 della Costituzione sia scritto male, perché viene interpretato in maniera troppo estensiva.
E’ vero che chi esprime un’opinione non è perseguibile in linea generale per il fatto che ha quell’opinione, ma esistono una lunga serie di reati legati alla comunicazione e, se uno ci incappa, viene punito. Per esempio, ingiurie, rivelazione di segreti di ufficio, istigazione a delinquere, e molti altri. Quindi questa impunità non è totale.
D’altro canto, se è vero che un cittadino ha il diritto di esprimere impunemente un’opinione, ciò non significa che un qualsiasi mezzo di informazione sia tenuto a pubblicarla.
Chi gestisce un giornale, una radio o un semplice blog sceglie lui cosa pubblicare e cosa cestinare. Ci mancherebbe altro …
Altro aspetto della questione che, per me, è importante, è la misura in cui i contenuti dei messaggi proposti dagli utenti contribuiscono alla discussione.
Se un utente, seppure in maniera ruvida e aggressiva, mette a fattor comune informazioni e considerazioni interessanti per chiarire e approfondire il tema in discussione può valere la pena di pubblicarle.
Viceversa, se si tratta di battibecchi, critiche, sfottiture, insulti tra utenti, o, peggio, tra un utente e la BM, forse il blog ci guadagna se non vengono pubblicati.
Infine, una mia personale considerazione riguardo ai consigli.
Nel mio caso non do mai consigli per influenzare o addirittura forzare lo stile di conduzione del blog.
Quello che a volte scrivo sono piuttosto delle considerazioni del tipo “what if”, nel senso che, a mio parere, se qualcuno scrive certe cose, o se la BM usa certi approcci, probabilmente ne conseguono certe altre cose. Dopo di che, preso atto di quella eventualità, più o meno condivisibile, ciascuno fa quello che crede.
Per svariare un po’, le parole di un grande poeta, uno degli ultimi nati. vissuti e scomparsi da questa terra.
«Dammi il mio giorno;
ch’io mi cerchi ancora
un volto d’anni sopito
che un cavo d’acque
riporti in trasparenza,
e ch’io pianga amore di me stesso.
Ti cammino sul cuore,
ed è un trovarsi d’astri
in arcipelaghi insonni,
notte, fraterni a me
fossile emerso da uno stanco flutto;
un incurvarsi d’orbite segrete
dove siamo fitti
coi macigni e l’erbe.»
(Salvatore Quasimodo, 1947)
PS Per l’altro Alessandro mio omonimo e genovese. Ricambio il saluto, ma spero di rileggere ancora i tuoi panphlet su questo blog. Salutami Genova.