Che grama vita!

Trump il pacifista ora minaccia anche di andare in Nigeria a fare sfracelli. Non basta il Venezuela ora anche la Nigeria. Lavora indefesso a tutto campo per la pace. Si è scordato dell’Ucraina gli è venuta a noia la Palestina e ora si butta verso i nigeriani. Prima di tutto sono neri e poi perseguitano i cristiani, Ci provino ancora e lui andrà personalmente li a fare giustizia e ad ammazzarli con le sue stesse mani…i persecutori.

Si sta costruendo una sala da ballo da centinaia di milioni avuti in dote dai big tech suoi amici e sponsor ai quali ha abbassato le tasse, le promesse si mantengono e lui è un uomo d’onore. Ha abbattuto un’ala della Casa Bianca e ora i lavori procedono spediti, 9mila metri quadri circa, neppure a Ballando hanno una pista così. Cosa ci farà li dentro non è dato sapere. Ufficialmente dovrebbe servire per organizzare feste da ballo, ma che cosa ci sia tanto da ballare di questi tempi lo sa solo lui, e pochi intimi.

Ma lui intanto balla, appena tornato da un proficuo (dice) viaggio in Asia dove ha ballato davanti al mondo e sul mondo, ora si riposa pensando ai nigeriani e alle loro miniere di diamanti,. Beh, si, perseguitano i cristiani, ma in fondo anche loro se li sai prendere sono great guys…

Come lo è il sempre amico Vladimiro il quale fatica un po’ in Ucraina ma avanza a passo di lumaca tra una quadriglia e l’altra. Anche Putin è amante del ballo e si tiene allenato così. La longevità non è nel DNA ma nel movimento e Putin si muove e si muove bene sia nello scacchiere mondiale che sul tappeto rosso di casa sua assieme alla sua ultima fiamma in barba all’inflazione e alle sanzioni che a lui non fanno il baffo e i russi sono forti e abituati alle intemperie. E ballano il kasachock nelle aie anche a stomaco quasi vuoto, sformati di patate sformate e allungate con brodo del Volga ci sono sempre sulle loro tavole, lo Zar gli lascia piena autonomia di zappare e di attingere alle rive del grande fiume. Potesse lui nutrirsi come loro, costretto ai manicaretti che gli prepara la corte: salmoni discendenti e triglie in crosta con verdure miste e patatine fritte in olio di sesamo che importa dalla Cina. L’amico XI glielo procura senza dazio e di quello che non si trova nei mercati rionali ma sopraffino e soprattutto extra vergine. Come Putin anche lui extra vergine e santo. A lunga (molto lunga) la canonizzazione: si è già predisposto una culla marmorea scolpita dai migliori scalpellini russi guidati da Mauro Corona, da inserire nella cappella maggiore della maggiore chiesa moscovita.

E mentre Trump pensa ai prossimi valzer che farà assieme alla tanto amata first lady Melania, imbalsamata e però agile come una cerbiatta, Putin si prepara per l’aldilà perché al di qua fa vita grama, sempre nell’occhio del ciclone perseguitato da quei bruti della Nato nati per rovinargli la vita e qui pochi rubli che ha sudato, gli bastano appena per coprire le spese dell’urna. Per non parlare, proprio non ne vuole parlare, dei nazisti suoi vicini che da quattro anni si permettono di protestare se li vuole ammazzare tutti e si fanno aiutare a difendersi, gli spudorati, da altrettanto loschi figuri sedicenti europei (‘sti presuntosi) che stanno li solo per dare fastidio a lui.

Che vita grama, che grama vita!

4 commenti su “Che grama vita!”

  1. Nessun commento qui? dove sono finiti i pacifinti putiniani? ah ecco, sono andati nascondersi dopo averne detto di ogni su Putin che vinceva e stravinceva e che gli ucraini sopra e gli ucraini sotto…
    Diabetologia? calo di zuccheri? pressione bassa? Oppure solo sfinimento.
    Beh, devo dire che la BM ci va giù piuttosto dura e qui ci sono tanti permalosi che si inca…chiano (si potrà dire?) subito, o meglio, professoroni che vogliono dare lustro e vernice al blog senza essere stati messi in regola, in nero insomma…
    A me non pare che abbia bisogno di lustro, qui ci sta che la BM si incavoli, signori, io mi incavolerei molto ma molto di più. Ma già io non faccio testo. O lo faccio>?
    Comunque a me a fatto ridere e anche riflettere che forse, ma dico forse, tutta la boria di Putin si sta sgonfiando e presto questa guerra finisce con la tregua e con i balletti dei russi che non ci staranno a niente ma dovranno abbozzare. Gli conviene a questo punto…ohibò, mi metto a fare la Orsetta anch’io…
    R
    non solo fa testo, ma essendo l’unica donna del blog (tranne me), fa un testo e mezzo.

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  2. Che l’Occidente fosse in pericolo sotto Trump si era capito fin dal suo primo mandato ma tanti hanno fatto finta di non capire. E’ il nuovo ordine mondiale portato dalle sue teorie MAGA (con l’aiuto dei big del tech che vogliono assoggettare il mondo alle loro “invenzioni”) che nulla hanno a che fare con la rinascita americana ma piuttosto con l’egemonia della stessa sul resto del mondo in un contesto di dittatura diffusa e esportata.
    Trump à malefico è quanti per anni hanno detto peste e corna di “Sleepy Joe” ora dovrebbero ricredersi. Non so se papa Prevost possa incidere in qualche modo in questa situazione estremamente pericolosa, ma mi auguro che ci rifletta e che agisca presto con tutte le azioni che può mettere in campo un “potenza” politica come quella della Santa Sede.

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    • “quanti per anni hanno detto peste e corna di “Sleepy Joe” ora dovrebbero ricredersi”(Mariagrazia)
      Mariagrazia finora i disastri maggiori (Ucraina e Gaza) sono nati e si sono sviluppati sotto l’amministrazione Biden, è Biden l’ultimo tragico attore della guerra contro la Russia(sì, perché la guerra in Ucraina è guerra contro la Russia). Sotto le amministrazioniObama, Trump I e Biden, l’Ucraina è stata armata addestrata e predisposta per completare la missione americana di costringere la Russia all’angolo e metterle contro l’Europa. In quel periodo ben 14 osservatori della Cia sono stati predisposte in Ucraina per spiare la Russia e organizzare azioni sovversive nel proprio interno. Di fatto la Nato è entrata in Ucraina da tempo anche se sottobanco.
      Anche il genocidio dei palestinesi da parte di Israele è iniziato e si è sviluppato sotto Biden. Le guerre si possono scongiurare all’inizio, poi è difficilissimo spegnerle.
      Sleepy Joe rimane quello che è sempre stato, un imbecille cinico guerrafondaio.
      Il Ganassa, a modo suo, ha provato a sedare le guerre che ci interessano più da vicino, senza riuscirci, anzi è stato complice dell’anticristo israeliano. Soffre della megalomania di tutti i presidenti americani, perciò “abbaia”contro tutti(sante parole quelle di Francesco, Leone si sbilancia di meno), vorrebbe imporre la sua volontà con le minacce, in parte, coi pesci piccoli(Europa), ci riesce, coi pesci grossi(Russia, Cina) fa fiasco.
      Col Venezuela proverà la vecchia tattica del golpe di stato -Cia docet- magari manderà i marines, la scusa è il narcotrafficio, la verità è che ci sono enormi riserve di petrolio che fanno gola agli States, è sempre convinto che tutto il continente americano sia di sua proprietà, però sta abbandonando il sogno americano di dominare il mondo, merito del russo e del cinese. Questo è già un passo avanti rispetto i disastri dei suoi predecessori, ma non lo assolve: Ganassa è e ganassa rimane.

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  3. Certo non si può dire che Trump non sia iperattivo. Sta facendo zapping tra una guerra e l’altra manco fosse uno spettatore di serie TV. Ogni volta crea un polverone, ma sostanzialmente non succede molto.
    Da buon pacifista sta muovendo qualche portaerei ed annunciando nuovi test nucleari: è dura fare a chi ce l’ha più grosso con gli asiatici, ma sembra che tra loro funzioni così, anche se le guerre ormai si combattono lanciando nuvoli di droni che costano meno di una Panda usata.
    I russi procedono lentamente, ma tanto non hanno fretta: resta qualche anno alla fine del mandato di Trump più qualche altro anno di mandato Vance.
    Hai voglia a mangiare pop-corn!
    R
    Mauro, posso dire senza che nessuno se la prenda? lei è tanti anni che scrive qui, non ricordo più quanti, scrive in un modo tale che tutti i suoi post mi rasserenano ( e spesso mi divertono) e trovo che lei sia un “modello da imitare”, mi scusino gli altri ma quando ce vo’…e non siamo stati sempre d’accordo, anzi.

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