Alba is just a name
that comes from time to time
as a forgotten tale.
In mind I have those days
my childish fear and then
my mother who I pray.
I pray to tell me more
about that tale I know
she wanted I ignore.
But Alba was one day
the only one to know
the tale that I forgot.
And this is why I pray.
Alba don’t let it go
the secret keep in mind
try not to be too blind.
You’ll see what’s going on
for ages into my mind
if only you could show
the will to understand
and tell me all you know.
For truth is not a tale
and truth is hard to find
if only I could hold it
I’ll keep it safe in mind.
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Un omaggio ad una persona cara scomparsa che però mi ha lasciato un’impronta indelebile nell’anima.

La verità… nulla di più impercettibile, evanescente, personale
Chi è veramente la moglie del signor Frola, tenuta da questi gelosamente segregata?
Lina, la prima moglie, come sostiene la madre di questa, o Giulia, la seconda moglie, come sostiene il signor Frola?
E’ questo il dubbio, assieme all’altro, chi dei due, signor Frola o suocera fossero pazzi, che tormento i curiosi in “Così è se vi pare” di Luigi Pirandello
Entrambi sostengono una verità diversa: il signor Frola sostiene che la prima moglie Lina è morta e che sua suocera è impazzita per il dolore illudendosi che sua figlia fosse viva e identificandola con la seconda moglie;
la suocera invece afferma che lui è uscito di senno quando la moglie gli fu momentaneamente sottratta a causa del suo esagerato amore che l’aveva consunta. Convincendosi che fosse morta, non la riconobbe quando gli fu ripresentata, e credendola un’altra donna volle risposarla, cosa che gli fi concessa con una messa in scena.
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Alla fine, i notabili che ne avevano seguito la storia, smaniosi di conoscere la verità, interpellano la moglie del signor Frola che si presenta col viso velato: “Chi è lei, in conclusione?”. E lei risponde: “Per me, io sono colei che mi si crede”.
Pirandello ci lascia con l’amaro in bocca: siamo uno, per noi, centomila per gli altri e quindi nessuno oggettivamente.
Neanche un bah, Mariagrazia? Solo Gilberto Govi entra nelle tue grazie?
R
Alessandro
confesso che ultimamente faccio fatica a rispondere a qualsiasi cosa scrivi, il motivo lo conosci già. Preferisco glissare perché ogni mia risposta provoca una polemica.
Pirandello? che dire? non si possono certo fare paragoni con Govi, siamo su due pianeti diversi ma certo mi piace eccome. Cosa vuoi che risponda? Il fatto che sembriamo quello che non siamo e siamo quello che non sembriamo?
O che siamo quello che gli altri ci vedono o che vogliono vedere di noi? Intuizione geniale, certamente. Nella realtà siamo quello che siamo ma essere comporta anche divenire costantemente e tutto cambia e si evolve in fretta, come cambiano le nostre percezioni. Se oggi siamo in un certo modo, domani, agli occhi di chi ci guarda, possiamo sembrare del tutto diversi, ha ragione Pirandello, ma noi restiamo ciò che siamo e diveniamo ciò che dobbiamo essere, se gli altri ci vedono diversamente dipende dal loro modo di vederci. Che nel tempo può mutare.
Ma tutto questo non ha attinenza con la poesia.
L’unica attinenza è nella frase
“truth is hard to find”, ma non volevo innescare un ragionamento filosofico… ti ho sentito parlare di Govi, mi ha meravigliato il tuo mutismo su Pirandello. Ma ora ho capito che il problema sono io.
E anche questo è una riprova di quanta ragione ha il grande drammaturgo siciliano.
R
no, anzi, hai scritto un bel commento, mi piace parlare di filosofia e questo tuo commento mi sembrava perfetto e anche a me capita di non sapere cosa rispondere e di temere di sbagliare risposta…siamo tutti un po’ permalosi e non sempre ho la risposta pronta e a tutto.
PS: il drammaturgo siciliano avrà anche ragione ma credo si debba anche prima di tutto guardare alle proprie diverse “personalità” e non proiettare sempre tutto sugli altri.