E’ regolare, ha un lavoro con contratto a tempo indeterminato come muratore, ma di notte invece che riposare va in giro per Roma e dintorni a violentare le donne. Ne ha stuprate due nel giro di 48 ore. Un soggetto decisamente pericoloso questo baldo giovane accolto in Italia e senza problemi economici che a quanto pare fa uso smodato di droga e da strafatto cerca vittime da violentare. L’ultima, ma credo solo in ordine di tempo, una donna di 44 anni che lo ha riconosciuto, 48 ore prima ne aveva violentata un ‘altra che pascolava il cane nel parco e oltre alla violenza le ha anche rubato il cellulare. Un bel soggetto nulla da dire.
Deve esserci qualcosa che non ha funzionato nelle politiche di accoglienza degli ultimi decenni se per ringraziamento abbiamo a che fare con uno che si droga e senza pensarci due volte sfoga la sua libido sulle donne che incontra per la strada. Deve esserci qualcosa di tragicamente sbagliato e che in tutti questi anni ci è sfuggito di mano se ci ritroviamo in casa questi soggetti.
Chi si riempie la bocca contro le politiche del governo che a sentire loro non “accoglie” abbastanza ed ha concepito dei “Lager” per i richiedenti asilo, dovrebbe chiedersi cosa pensa di fare con una situazione che sta degenerando e decisamente sfuggendo di mano. Parlare a vanvera e indignarsi per fare la parte dei buoni samaritani che accolgono tutti per carità…dovrebbero, per carità. spiegare altrettanto come questa carità sia stata travisata da personaggi come questo squilibrato criminale. E non si tratta di cane sciolto, temo che ce ne siano molti come lui che sono più che mai intenzionati a delinquere più che mai. E la violenza contro le donne aumenta.
Signora Gazzato, lei ha scritto che preferisce che io non sia d’accordo con lei, ma io glielo dico lo stesso. Sono d’accordo al 100%.
Ma lei mi dirà che ho rilanciato troppo e dal rilancio si dissocia. Conosco la storia.
Le statistiche dicono che gli immigrati sono intorno al 10% della popolazione italiana, mentre quelli in carcere solo oltre il 30%.
Del resto, è comprensibile che vengano soprattutto persone che a casa loro non stavano bene, e che da noi, con un regime tollerante al massimo, trovano la possibilità di fare quello che vogliono.
Naturale che gli immigrati irregolari delinquano di più, perché non trovano lavoro, non avendo un mestiere, e perché magari erano già delinquenti in partenza.
Come si risolve?
Io proporrei di uscire, anche in questo caso, dall’associazione semplicistica che vede la sinistra pro immigrazione (parliamo di quella illegale) e la destra contro, e pensare insieme all’interesse nazionale.
Quardiamoci in giro per l’Europa e cerchiamo di imitare le soluzioni che funzionano meglio.
I lavoratori stranieri ci servono, ma la maggior parte degli immigrati irregolari non sono lavoratori utilizzabili e non lo saranno mai.
Non è vero che gli immigrati ci pagheranno le pensioni. Saremo noi a pagare la pensione alle loro mogli e ai loro parenti nullafacenti. Ci sono studi in proposito.
Le pensioni si pagano se si produce ricchezza, e che si produca con le teste o con le macchine, non fa differenza. L’INPS ha un bilancio che è un’assurdità.
Bisogna sfatare questi fake che circolano.
R
questo è regolare con un lavoro ben retribuito e a tempo indeterminato, lei al solito legge solo quello che le fa comodo per rilanciare le sue tesi. E fare demagogia spicciola.
Ma come? Il governo del: “Blocco navale subito!”
Dei canili albanesi che: “Funzioneranno, fun-zio-ne-ran-no! Non dovessi dormirci la notte!”
Dei 72 nuovi reati e oltre 400anni di carcere aggiuntivi.
Di quelli che negli ultimi 3 anni hanno fatto entrare secondo il Viminale “solo” 300.000 immigrati (molti di più se si considera la rotta balcanica).
Quelli che hanno vinto le elezioni con queste minchiate da dare in pasto ai gonzi, cianciando di sicurezza, non sono in grado di bonificare le Stazione Termini con un bel rastrellamento in stile nostalgico?
Com’è che non presidiano le strade contro lo spaccio a cielo aperto di crack e altre schifezze?
Cara Mariagrazia questa tua riflessione sembra presa pari pari dalle oracolate di Salvini, che sostiene come il problema in Italia siano gli immigrati clandestini (e questo pare non lo fosse se aveva un lavoro in chiaro).
Chissà se si era pure accreditato ad uno dei siti porcelloni gestiti da italianissimi che lucravano sulle turpitudini di mariti e compagni italioti.
Che non ti venga in mente per carità di affibbiarmi solidarietà a questo criminale che va sbattuto in galera, processato e rispedito a scontare la pena in Gambia, ammesso si possa, perché pure mantenerlo a spese dello Stato sarebbe abominevole.
Ma fare “di tutta un’erba un fascio” additando e generalizzando (tho, generalizzando) chiunque arrivi, salvato in mare e in fuga da fame e guerre come un potenziale stupratore, è roba da “Bestia di Salvini”, la propaganda orchestrata prodomo sua.
Del resto dubito che la donna, madre e cristiana, sia sensibile al tema, si accompagnava a uno che ha fatto la fine che ha fatto, un imbecille ma vabbè… si sa che le donne spesso in fatto di uomini capiscano ben poco.
Ha tagliato oltre il 70% i fondi per la prevenzione della violenza di genere.
Ha bloccato per oltre un anno il “Reddito di Libertà” istituito da quel reprobo di Conte, per affrancare le donne dalla violenza domestica con un reddito minimo di 500 €.
Pagella Politica, un sito che ti piace citare Mariagrazia, ha fatto la tara delle balle che questo governo sbandiera sull’immigrazione, la realtà è diversa da come la destra la racconta:
https://pagellapolitica.it/articoli/fact-checking-meloni-calo-sbarchi-migranti
Cosa penso di fare?
Eviterei di cacciare nel cesso decine di miliardi l’anno indebitandomi a rotta di collo solo per cianciare di “Pace armata” comprando bombe inutili e impiegherei quei soldi per rafforzare la sicurezza urbana e creare politiche di inserimento attive ed efficaci, poi la mina vagante può deflagrare, ma le stazioni o interi quartieri non possono diventare terra di nessuno come succede a Roma o Milano e in altre realtà urbane.
Invece di depotenziare i centri di prevenzione sulla violenza di genere li doterei di risorse e pubblicizzerei in maniera massiccia con campagne di informazione mirate.
E invece di fare le crociate sulla famiglia tradizionale, sfasciata perlopiù dalle politiche classiste di destra, dove per altro ce ne fosse uno/una che riesce a portare avanti un un matrimonio in maniera stabile, mi preoccuperei di fare formazione sin dalla più tenera età al rispetto del prossimo e della donna in particolare, invece di raccontare la bufala del Principe Azzurro e di Cenerentola, educare al rispetto dei generi e dell’affettività consapevole, indistintamente.
Ma si preferisce abbondare in strumenti di morte, odio razziale e di genere, l’immigrato che stupra fa gioco al cinismo di chi ci specula.
R
immigrato o italiano chi stupra è un criminale. La criminalità è in aumento e non mi risulta che prima di questo governo fossimo un’isola felice, le cose andavano di male in peggio e si è instaurata la criminalità peggio che mai negli ultimi decenni (anche grazie a certe politiche sulla immigrazione che non l’avevano considerato). Le cose da fare sono tante, le ricette le avrei anch’io, ma da uno che “quota l’omonimo” e quindi la propaganda dei russi…faccio fatica a prendere lezioni…i miliardi non sono ancora “cacciati nel cesso” ma trovo molto improbabile che l’Italia (chiunque la guidi) possa sganciarsi dalla UE e le sue risoluzioni e aderire ai desiderata di Putin.
PS: i gonzi che si sono bevuti le “minchiate” di Grillo e Soci, sono molti di più. E molti resistono a bersele.
Una volta e per tutte: chi vota non è mai un gonzo ma uno che esercita la democrazia, sono i politici di tutti gli schieramenti che spesso non assolvono i loro doveri e fanno più danni che altro (vedi governi Conte uno e due).
Il governo si è distanziato nettamente dalle porcherie dell’israeliano. L’opposizione si sta comportando esattamente come governava: facendo poco nulla e facendolo pure male. Gli elettori decideranno quando sarà il momento che voto dargli (a entrambi).
Da questo governo sulla sicurezza mi aspettavo qualcosa di più. Non serve aumentare le pene se poi nessuno le applica.
Certo che se per tutelare la sicurezza lo stato decidesse di mettere più agenti in strada o, in mancanza di questi, qualche camionetta dell’esercito, ci sarebbero i soliti menagrami a gridare alla dittatura fascista. Però preferisco una camionetta in più che il solito branco di maranza che picchiano la gente e se ne vanno indisturbati. O gli spacciatori dentro ogni parco o anche quelli che decidono autonomamente di occupare gli appartamenti e collegarsi alla rete elettrica in modo fantasioso a spese del contribuente.
Il centro di accoglienza in Albania non ha mai funzionato perché qualcuno non lo vuole far funzionare. Eppure potrebbe essere qualcosa di simile ad Ellis Island, dove l’immigrato viene registrato e magari instradato verso dove ce n’è bisogno; o verso casa se la situazione del suo Paese non è pericolosa. Ah già, secondo i detrattori di Meloni tutti i paesi sono pericolosi, quindi non si può rimpatriare nessuno. Ma alla fine lo dovranno fare perché l’Italia diventerà ancora più pericolosa dei posti da dove arrivano.
R
mi sa che lo è già.
Sono d’accordo con Mauro.
Il problema della mancata applicazione dipende in parte da una Magistratura schierata politicamente che cerca sempre di vanificare quello che il governo fa.
Anche per questo la polizia è restia a intervenire, perché arresta le persone e il giudice le rimette in libertà.
Comunque, la polizia – i Carabinieri meno – si è molto impigrita.
La maggior parte dei poliziotti escono dal posto di polizia la mattina stipati nelle macchine e ci restano tutto il giorno aspettando eventuali richieste di intervento.
Nessuno che gira per le strade o sui mezzi pubblici e tiene gli occhi aperti su quello che succede.
Io ho osservato molta polizia per le strade in altri Paesi, per esempio, in Marocco e in Turchia.
Come turista mi sentivo protetto. Non so che effetto facesse ai cittadini del posto, ma penso che, se uno non ha niente da nascondere, non deve temere la polizia. Anzi …
Io metterei anche telecamere in ogni angolo di strada. Non mi risulta che i dati registrati siano mai stati usati per finalità scorrette violando la riservatezza delle persone.
R
le telecamere sono insopportabili, utili, si, ma non dovrebbe essercene bisogno, se ci sono è proprio perché ci sono tanti criminali, questi occhi sempre puntati sono inquietanti. E anche la Polizia dovunque non è un bel vedere, deve esserci ma discretamente e non come presenza costante e umiliante e le nostre città non dovrebbero essere bivacchi di delinquenti.
Signora Gazzato, la polizia non dovrebbe essere vista con funzione di controllo sui cittadini normali, ma con funzione di servizio.
Dovrebbero intervenire se qualcuno viene aggredito, se grida “al ladro!”, se qualcuno si sente male e va chiamata l’ambulanza, se un bambino o un anziano non autosufficiente si sono persi, e così via.
Secondo me è una questione di farci l’abitudine.
A me la polizia sui mezzi pubblici piacerebbe molto. A volte capitano scene assurde e non c’è nessuno che interviene.
A59, le stazione Termini non si bonifica e le strade dello spaccio pure perché a Roma c’è un sindaco di sinistra che chiude un occhio perfino riguardo alle occupazioni abusive delle case.
Comodo dire che il territorio lo gestisce il Comune, che ha 6500 “poliziotti urbani” con tanto di pistola nella fondina, e poi le castagne dal fuoco le deve togliere il prefetto.
Chi fugge da fame e guerre, di solito non ha 3000 euro per pagare gli scafisti. I poveri veri restano nel Paese loro. Quelli che arrivano appartengono ad un ceto medio in cerca di miglior fortuna.
Riguardo alle politiche di destra e sinistra, convengo sul fatto che anche questo governo non ha risolto finora il problema dell’immigrazione clandestina.
Però un conto è affermare una strategia e cercare, tra mille difficoltà, anche da parte dell’Europa, di realizzarla; un altro conto è dire che gli immigrati clandestini sono una risorsa e ci pagheranno le pensioni come sostiene la sinistra (a parte l’eccezione Minniti).
“Il centro di accoglienza in Albania non ha mai funzionato perché qualcuno non lo vuole far funzionare. Eppure potrebbe essere qualcosa di simile ad Ellis Island”…
” Ah già, secondo i detrattori di Meloni tutti i paesi sono pericolosi, quindi non si può rimpatriare nessuno.”
Mi domando, ma ci sarà mai stato Mauro a Ellis Island che dista 15 minuti di vaporetto da Wall Street mentre i “canili” albanesi sono ben più lontani, in un paese terzo extra UE attualmente?
Mauro e Lenzini sono la plastica rappresentazione del tipo di consenso di cui gode l’influencer di Palazzo Chigi, la “Me-lagni”.
Ellis Island era un luogo di violenza e disperazione, il museo che ospita è un florilegio di turpitudini, in cui donne e uomini venivano sottoposti a degradanti visite mediche di ogni genere senza intimità e dignità.
Le pareti del museo riportano vignette dell’epoca in cui gli immigrati erano paragonati a ratti, stupratori, ladri, assassini, l’Europa si liberava della sua feccia riversandola in America.
Il senso di disagio per chiunque abbia una coscienza tra quelle mura è forte, mura che trasmettono ansia e dolore, manca il fiato a visitarla e l’uscita con la benefica aria della baia è un toccasana per l’animo.
I più dovrebbero sapere che le leggi e il diritto internazionale sono sovraordinate alle leggi nazionali, che i paesi sicuri li decidono i trattati non la “Me-lagni”.
Se questo esecutivo le leggi le scrive con i piedi, sbattendosene del diritto, è logico che poi vada incontro a dei rovesci giuridici, a delle Waterloo legislative.
Ma siccome l’influencer “Me-lagni” si lagna appunto dei complotti togati invece di studiare, il suo “popolo” le corre appresso rilanciando le sue balle senza soluzione di continuità.
Lascio perdere per carità di patria Lenzini, che la pensione la percepisce ma non la capisce, rilancia da buon destraiolo le “salvinate” sull’immigrazione.
Gli ho allegato diverse volte dati inoppugnabili ma non li legge, gli segnalo solo che il governo d’accatto che ha votato, ha dichiarato la necessità di avere nel prossimo biennio mezzo milione di immigrati a sostegno di industria e agricoltura.
Quando parla di occupazione abusiva delle case immagino si riferisca a Casa Pound…
Il ceto medio che arriva, i poveracci veri possono pure continuare a crepare di fame e guerra a casa loro, si adatta a fare i lavori più umili, tipo i camerieri nelle trattorie di Trastevere, al servizio di clienti maleducati e insolenti che si stizziscono se non gli spiegano in italiano forbito e fluente i piatti che ordinano.
Che “paesaccio” egoista stiamo diventando e non è certo per colpa degli immigrati.
R
non siamo un “paesaccio egoista”, gli italiani, in genere sono generosi, spesso fanno volontariato e beneficienza senza farsi pubblicità.
Non c’è alcun dubbio che certa parte della magistratura si stia ingerendo troppo nel lavoro dell’esecutivo, ognuno dovrebbe rimanere nel proprio ambito, le crociate ideologiche non si fanno quando si ha un potere che ha dei limiti precisi.
Il governo è stato votato e per la prima volta ha una donna come premier e per la prima volta è un governo davvero scelto dal popolo e non gli inciuci inguardabili o tecnici imposti dall’altro come gli ultimi: ammucchiate di gente che prima si odia e poi si ama per mera convenienza. E che combina disastri. In quanto a rilanciare “le balle” questo è un giochino che fanno in tanti, in primis il tuo caro Conte per non parlare di quello che sta in Russia e che non perde occasione per rilanciare le sue di balle (stratosferiche). O l’americano buono a niente e capace di tutto, quello che con lui non ci sono mai state guerre…basti vedere ora come riesce a mettere pace…
A59, solo per ribadire una mia frase che lei non ha letto.
A noi servono “lavoratori”, come, ad esempio, quelli che arrivavano da Egitto e Tunisia e si impiegavano nell’edilizia nei primi anni 2000. Oppure come i tanti infermieri e infermiere di cui c’è carenza negli ospedali. Non arrivavano sui barconi, ma con regolare biglietto di viaggio.
Se arrivano ragazzini, donne senza mestiere, magari incinte che hanno scelto di partorire in Italia, uomini che non hanno mai lavorato in vita loro, malati di mente, storpi, vecchi, delinquenti …. non si risolve certo il problema del lavoro, ma si acuiscono altri problemi.
Le ricordo che il governo Meloni non predica la chiusura totale, ma la selezione degli immigrati che ci servono, così come fanno da sempre l’Australia e tante altre nazioni normali, che ogni anno pubblicano una specie di bando con il numero di posti disponibili.
R
fossi in lei non citerei l’Australia come esempio da seguire, se poi A59 le ribatterà come sa fare, non se la prenda, ma avrà ragione a farlo.
L’Italia non segue certi esempi ma la politica di far passare tutti senza controlli e senza strutture valide per accoglierli è andata avanti troppi anni e ora le conseguenze sono disastrose. Tutti i governi nessuno escluso, sulle politiche migratorie ha fallito. Meloni cerca di fare qualche cosa di diverso ma non facciamo per favore paragoni con l’Australia e le sue politiche crudeli.
Signora Gazzato, l’Australia era un esempio di politica estrema e opposta alla nostra.
In mezzo ci sono la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna e tanti altri.
A me la politica italiana degli anni ’90-2010 (quella, a cui ho accennato, dei muratori nordafricani e degli infermieri) andava già bene.
Comunque in Australia c’è andata la sorella di mia nuora, che lavora come medico e si trova benissimo.
Tutto sommato penso che sia meno “crudele”, come dice lei, non far entrare le persone (che a quel punto si rivolgeranno altrove e troveranno altre soluzioni) che farli entrare e lasciarli vivere nella miseria, nel degrado e nell’illegalità.
Stupirò A59, ma ad Ellis Island ci sono stato. Ho ripercorso il viaggio della sorella maggiore di mio nonno che all’inizio del secolo scorso arrivò negli States in nave, comprando un regolare biglietto a Le Havre. Mi sono persino fatto stampare i documenti dove viene regolarizzata l’immigrazione. Col marito diedero seguito ad una dinastia con la quale ho riallacciato i rapporti grazie ad internet e scambiato visite reciproche.
Si parla di oltre 100 anni fa e i metodi erano ovviamente diversi da quelli attuali. Ma quella era la porta per accedere al sogno americano e molti di loro – fra i quali appunto i miei avi – hanno poi avuto lavoro e successo.
Per chi non conosceva la lingua lo stato americano organizzava anche dei corsi.
Non mi sembra che gli americani si vergognino di Ellis Island come, che ne so, i tedeschi di Dachau.
R
quanti veneti sono passati da li? Tanti e non solo da li, i veneti sono andati dappertutto e ovunque si sono fatti onore. In Australia e nelle zone più remote del pianeta, hanno lasciato ricordi ( scritti di mano di chi li ha conosciuti) come di persone oneste e affidabili, lavoratori instancabili e che hanno saputo in pochi anni costruirsi delle vere fortune a volte, è bene ricordarlo.
E l’amico A59 che parte sempre in quarta, ogni tanto, secondo me, dovrebbe ricordarsi che l’Italia non finisce a Portofino e per quanto bella e amabile sia Genova e quanto simpatici i genovesi, l’Italia è fatta di altre regioni dalle quali sono partiti italiani per tutte le destinazioni e quasi sempre si sono comportati con grande dignità e hanno lasciato ottimi ricordi. Ripeto quasi sempre. Dei veneti lo so per certo.
E bravo Mauro che ha fatto la “caccia al parente”, io come souvenirs invece ho preso due t-shirt a Liberty Island.
Vedere l’Italia come il “sogno” per chi scappa da fame e guerre no eh, ah già secondo Luigi sono ceto medio, chissà da cosa lo desume, avrà consultato l’Istat del Bangladesh o dell’Etiopia.
Mi stupisce un po’ invece il parallelo tra Ellis Island e Dachau, luogo di sterminio di massa dal quale due miei parenti sono riusciti a fuggire, mentre un altro è entrato sul suolo americano senza passare dall’isola di Ellis perché ce lo hanno deportato gli americani, combatteva sul fronte meridionale e gli hanno fatto fare 2 anni di campo di concentramento, già ce li avevano pure loro, i “buoni”, quelli delle bombe su Hiroshima e Nagasaki.
PS: Ma che c’entra Portofino dove gli autoctoni si contano sulle dita della mano di un falegname brianzolo, quella è terra di milanesi e bauscia sparsi, da Berlusconi a Tronchetti Provera, da sempre.
Ma perché, da Genova e dal suo porto non ne sono partiti di genovesi e liguri?
Hai presente la nostra canzone più famosa: “Ma se ghe penso” (si pronuncia con la u finale), è la storia di un genovese emigrato in America Latina in cerca di fortuna, evento molto comune tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, che, ritrovatosi a pensare alla bellezza della sua città natale e sopraffatto dalla nostalgia, decide di ritornare, contro il volere del figlio.
La “Boca” di Buenos Aires è una colonia genovese, ci sono pure i club delle due squadre cittadine.
E su Ellis Island per capire cosa fosse, non certo un bengodi, consiglio di vedere il bel film di Crialese “Nuovomondo”: