Un gioco pericoloso

Quando Trump parla della guerra in Ucraina e dice che ci sono troppi morti, che Putin deve smettere di bombardare, etc., viene quasi da pensare che si sia finalmente accorto di quanto succede da quelle parti e abbia deciso veramente, per buon cuore o umanità, di impegnarsi per far finire la guerra.

Sembra, ma se ci pensiamo, qualche giorno fa aveva detto che lui si sarebbe sganciato dal problema perché tanto era la guerra di Biden che con lui non sarebbe mai iniziata e bla bla bla. Ora pare aver cambiato idea il Taco e torna sui suoi passi come fa spesso, ballerino com’è, promette sanzioni e minaccia i russi coi sottomarini nucleari e dice che non ha più voglia di parlare con Putin…però gli manda il suo emissario ad omaggiarlo e a tentare di convincerlo ad accettare una tregua. E pare che qualcosa stia nascendo da questo ultimo incontro e che qualche forma di tregua possa nascere ma attendiamo particolari.

Mi convince davvero poco tutto. Ma vediamo che Trump, instancabile, dopo aver firmato l’accordo sui dazi con la UE, sparacchia di aumentarli al 35 per cento se non ci saranno evidenti e consistenti investimenti negli USA da parte delle aziende europee. Insomma, cosa fatta capo Z, si riparte dalla casella di partenza.

Per tornare a Putin, appare sorridente e persino invitante ed accogliente col rappresentante della Casa Bianca, si scambiano sorrisi e strette di mano…uhmm gatta ci cova. Il sorriso Putin non lo spreca mai se non ha un ritorno tangibile. Chissà cosa sta architettando il Taco dietro le spalle del mondo.

Insomma giochicchia coi sottomarini, sembra inca…volarsi con l’amico russo, borbotta di mettergli altre sanzioni ma poi che fa? Gli manda un suo amico per “baciargli le mani”. Va avanti ad ultimatum poi cambia le date, il più recente scadrebbe a breve (manco ricordo quando) ma mi sa che lo sposta a data da destinarsi…le sanzioni poi, ha già detto che i russi sono adattabili e non funzionerebbero…

Ho saputo in questo preciso istante che è al telefono con Zelesnky, che cosa si diranno? Mah, il mondo è in attesa, vedremo. Ma una cosa è certa, qualsiasi cosa Trump prometta è da prendere con le pinze da parti podalici: niente è impossibile e tutto è probabile.

George Shultz, segretario di stato di Reagan ebbe a dire: “non puntare mai una pistola contro nessuno se non sei pronto a sparare”. Ecco, si, con Trump non si può mai dire, ma lui le pistole le punta contro mezzo o tre quarti di mondo e sono tutte cariche, ma, da pacifista quale è, al momento di premere il grilletto ci ripensa e rimette la pistola nella fondina in attesa che il nemico finisca di tremare per poi ritirarla fuori una volta aver ottenuto quello che voleva.

E’ un giochino che qualche volta riesce e qualche volta no. E a Trump però interessa che funzioni quando gli torna più comodo e può trarne vantaggi, poi il resto il mondo può pure andare a farsi…benedire.

PS: lo so l’argomento è “”trito” ma come si evince da quanto ne parlo, ho un “debole” per il presidente USA, non posso negarlo, un “amore” non ricambiato (e per fortuna) e non posso non parlare di lui…

2 commenti su “Un gioco pericoloso”

  1. E per restare invece in tema, cosa ne dite delle parole di questo “Belpalco” qui?
    https://www.linkiesta.it/2025/08/bogdan-bezpalko-ucraina-russia-pulizia-etnica-genocidio/

    A chi si sgola da anni a convincermi che Putin non ha cattive intenzioni…anzi, e che gli ucraini esagerano e anzi sono loro e Biden ad aver causato la guerra…eh?
    Che ne dite dei bei propositi di questo personaggio qui?

    C’è ancora da sperare che Trump faccia finire la guerra in Ucraina?
    Più che mai, ma siamo sicuri che ci riuscirà? e a quale prezzo?

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