Fastidio

Oggi qui da noi, nord estremo, piove. E basta. E fa pure fresco. Ma i giorni passati si moriva di caldo, letteralmente. Bene, mi sono trovata a pensare come facevano le donne che indossavano il niqab o il velo islamico, coperte dalla testa ai piedi, fuori solo gli occhi, a non morire di caldo. Poco fa ne ho incontrata una con la sua bambina per mano, vestita di nero col velo e la bocca coperta, uscivano solo due bellissimi occhi. La bambina invece aveva un bellissimo vestito estivo bianco. Si facevano notare anche per differenza tra il nero totale (tranne qualche rosellina stampata e l’oro dei sandali che si vedevano appena) e il bianco abbacinante dei vestiti delle due figurine snelle che passeggiavano poco dietro a me.

La Lega vuole vietare il velo nelle scuole e nei locali pubblici. E’ una cosa che va avanti da anni ma poi nessun governo ha mai portato aventi la proposta. In Europa alcuni paesi lo vietano mentre da noi ancora non c’è questa restrizione. Mi sono chiesta che cosa ne pensasse quella ragazza che ho incrociato poco fa, glielo avrei chiesto ma mi sembrava una domanda inopportuna, magari era appena arrivata e manco capiva. I nostri occhi si sono incrociati però, lei ha guardato me che portavo una canotta bianca e una camicia bianca aperta e pantaloni viola e i miei capelli corti con un taglio decisamente “maschile”. Non so cosa abbia pensato ma per un attimo ho avuto l’impressione che in qualche modo mi invidiasse, ma forse è solo una mia impressione.

Certo che ho provato un po’ di pena per lei, deve essere complicato vestirsi con tutta quella bardatura o forse no. Non lo so se sia giusto vietarlo, fino a qualche anno fa credevo fosse una cosa scontata che dovessero attenersi ai nostri costumi…oggi non sono più tanto sicura, forse mi ci sono abituata a vederle così bardate e non ci faccio più caso. O forse sono diventata più consapevole che potrebbe essere una imposizione sbagliata e che dovrebbe partire da loro scegliere come vestirsi e soprattutto scegliere di vestirsi “all’occidentale”. Cosa che non credo sia del tutto indolore visto che non tutte credo siano libere di farlo. Anche se loro direbbero che lo sono.

In Iran ( e non solo) le donne che non si vestono secondo i dettami religiosi vengono messe in carcere o peggio. Ma qui siamo in Italia e costringere le donne a vestirsi come crediamo noi sia giusto, mi pare ingiusto.

Non lo so, non sono sicura che sia giusto imporre un dress code a delle donne che hanno già molti problemi ad integrarsi in un paese che non conoscono. E’ giusto che chi viene qui rispetti le nostre leggi, ma il “fastidio” nei confronti di un velo forse si può superare sperando che siano le donne, prima o poi a trovarlo fastidioso.

12 commenti su “Fastidio”

  1. Per buttarla sullo scherzo, magari vestirsi alla maniera islamica è pure comodo.
    Basta truccarsi gli occhi e una donna si veste ed esce in 5 minuti.
    Il parrucchiere diventa un optional, e pure la palestra.
    Chi ha begli occhi e un bel naso può avere un fisico sfatto e fa comunque la sua figura.
    E se si lanciasse la moda tra le italiane?
    R
    già il naso non occorre truccarlo perché anche quello sta sotto il velo e non si vede. Ma Lenzini, che spirito…mi sa che sarebbero tanti gli italiani che metterebbero il Burka anche a noi (italiane)non è certo il solo. non ho frainteso lei fa solo dello spirito…molto divertente.

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    • Signora Gazzato, io le italiane (e anche le immigrate) le svestirei più possibile, perché trovo che il corpo femminile sia molto bello. Altro che burqa!
      Ho apprezzato senza riserve la minigonna, le calzamaglie, l’ombelico scoperto ….
      Certo, se una si sente brutta (spesso senza motivo, secondo noi uomini), certe tipologie di vestito che nascondono la fanno sentire protetta.

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  2. Maccarron Macron finalmente ne ha azzeccata una, e che succede? Il finimondo. Cosa ha detto il presidente francese di tanto sconvolgente? Ha annunciato per settembre il riconoscimento dello Stato della Palestina. Direi con un certo ritardo, ma finalmente, dopo il premier spagnolo, c’è arrivato anche lui, meglio tardi che mai.
    E invece è una sollevazione di tutte le democrazie occidentali e simili: “È un favore ad Hamas” tuona lo stragista israeliano, “L’ha sparata grossa”, è pressappoco la reazione del Ganassa americano che così suona la tromba della carica contro di lui, a cui si adegua la stampa italiana, sempre prona alla voce del padrone, con un coro di disapprovazioni: “Trump gela Macron”, “Fuga in avanti di Macron”, “Macron la fa fuori dal vaso”, “Trump bullizza Macron”, “Pericoloso ruconoscere lo Stato palestinese”, “Palestina immaginaria” e così via.
    In tanta pronta reazione non poteva mancare la nostra premieressa Meloni, fresca di consacrazione da parte della rivista Time, che le conferisce il premio di fedeltà agli Stati Uniti, dedicandole la copertina. Premio per l’assoluta, tempestiva e osseqiuosa esecuzione degi ordini dello zio Sam: “Non è tempo di parlare di Palestina”, squittisce.
    Domanda: se non ora, quando, parlare di Palestina? Quando Israele ne avrà completato la cancellazioneeciso definitiva? Ah, si, allora la Meloni potrà dire come in una fiaba del Capuana. “C’era un volta la Palestina…”
    R
    Renzi, Conte, Schlein…e chi ce ne mette…
    che travaso di bile, poverini:
    https://tg24.sky.it/politica/2025/07/24/meloni-time-copertina
    Ma non credo affatto sia amica di Trump, se lo è farebbe bene a mandarlo a quel paese con tatto e diplomazia. Ma la vedo dura, chiunque farebbe lo sbruffone, al suo posto bisogna trovarcisi però.

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  3. Questo modo di fare politica è particolarmente fastidioso, dato che i politici hanno modo di dare informazioni che possono non essere del tutto corrette ma influenzate dalla propaganda partitica (legittima) ma bisogna essere onesti. Renzi accusa spesso il governo di disonestà e scarsa trasparenza, lungi da ne difendere l’esecutivo (non me ne può importare di meno) ma mi da molto fastidio il comportamento dell’opposizione quando si mette in cattedra e “da i numeri” che spesso sono falsi.
    Allora quando si contesta il governo lo si deve fare con determinazione, chiarezza e soprattutto senza diramare dati fasulli:
    https://pagellapolitica.it/articoli/replica-renzi-italia-viva

    Ma sappiamo bene come agiscano certi e Renzi non è nuovo a queste cose, conosciamo il tipo, ma sarebbe ora che con tutti i soldi che prende rendesse un servizio chiaro e trasparente a chi lo paga.

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  4. Dopo aver accettato la spesa folle del 5% in armi (a beneficio quasi esclusivo degli Usa), l’Ue accetta il 15% di dazi all’Europa da parte del Ganassa.
    Ecco il risultato della pontiera Meloni: meno esportazioni, meno produzione, più cassa integrazione, più licenziammenti, più chiusure di industrie. In cambio, per la sua totale acquiescenza ai voleri della Casa Bianca, si guadagnerà un’altra bella copertina su Time.
    Russia e via della seta possono attendere

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  5. L’utilizzo del velo è legale salvo quando viene indossato nei luoghi pubblici e impedisca il riconoscimento. Quindi è illegale.
    Ma il succo è che dovrebbe essere illegale se indossato contro la volontà della donna stessa. Se è lei a decidere di vestirsi di nero con 40 gradi all’ombra va tutto bene, se glielo impongono no.
    Comunque spesso provengono da paesi dove fa più caldo che in Veneto.

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  6. Il mio omonimo è assertivo, critica la “Von der Fracchien” perché si è prostrata davanti al bullo che, come sanno tutti va menato per bene per farlo ragionare.
    Invece quella si è presentata in qualità di insulsa rappresentante della UE, con le labbra a cuoricino per baciare ancora una volta il flaccido deretano di Trump.
    I somari dicono che il 15% non sia un problema, le somare sostengono che bisogna vedere i dettagli (come se li capissero), qualcuno spieghi che i dazi su alluminio e acciaio sono rimasti al 50%, che il gas che quella si è impegnata ad acquistare costa 4 volte quello russo ai quali si aggiungono i costi di rigassificazione, le forniture militari che stolidamente acquistiamo vengono abbondantemente ricaricate, ben oltre il 15% del dazio corrente.
    Però come leggo in altra parte i fessi sarebbero gli americani che comprano a 30 $ vini da 5 €, qualcuno spieghi poi le differenze tra i salari americani e quelli italiani.
    La vituperata Cina, ha trattato il bullo come tale, i risultati si sono visti prontamente.
    Ma in un mondo dove ormai il Diritto Internazionale è stato ridotto a mera carta igienica, non c’è da stupirsi di nulla, meno che mai della compagnia di guitti che circonda la “Maitresse di Bruxelles” e i suoi lacchè.
    La famiglia degli “Ovini” che notoriamente recita la parte dei ratti sulla nave che affonda, ha giusto venduto alla indiana “Tata” la divisione “Iveco” per quasi 4 miliardi, tutto dire un’altra eccellenza italica svaccata per 30 denari.

    PS: Meglio il burka che certi outfit smandrappati con braccia e gambe lerce di tatuaggi come si vede ovunque, che la donna si tatui come uno scaricatore di porto non mi pare poi ‘sto granché come emancipazione.

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  7. Dice A59: “La famiglia degli “Ovini” che notoriamente recita la parte dei ratti sulla nave che affonda, ha giusto venduto alla indiana “Tata” la divisione “Iveco” per quasi 4 miliardi, tutto dire un’altra eccellenza italica svaccata per 30 denari.”

    Col che la strategia di guerra che Landini porta avanti da 20 anni contro l’odiata FIAT finalmente si realizza. Ha vinto lui, Sansone, ma i Filistei sono stati distrutti.

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