Libertà

Nella giornata a loro dedicata, onore a quanti hanno perso la vita nella lotta contro il Nazifascismo, onore a quanti lo hanno combattuto e contrastato e hanno sofferto e hanno continuato a lottare fino alla sua sconfitta.

E onore a quanti oggi, nel mondo, combattono contro feroci dittature e regimi totalitari che gli impediscono di vivere pienamente la propria vita.

Un pensiero particolare va alle donne di tutto il mondo che si battono doppiamente per la libertà dalla dittatura e dalla cultura maschilista che le vorrebbe ancora sottomesse e senza diritti.

E onore al Popolo Ucraino tutto che si batte oggi per la propria libertà contro l’invasione proditoria del loro prepotente confinante, con l’augurio che torni presto la pace e con essa la libertà e una vita degna di questo nome.

17 commenti su “Libertà”

  1. Peccato che gli ucraini fossero dalla parte dei nazisti durante quel periodo, sono degli abusivi imbucati ad una “festa” che non è certo la loro:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Collaborazione_ucraina_con_la_Germania_nazista

    https://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto_in_Ucraina

    https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Babij_Jar

    Onore al popolo Palestinese invece anche no, a loro non spetta nulla nemmeno una citazione. Mah.
    R
    La situazione della Ucraina durante la seconda guerra mondiale era più complessa di così e di come riportano i link che alleghi, erano tra due fuochi e spesso costretti a collaborare (con la forza) con gli uni o con gli altri:
    https://war.ukraine.ua/it/articles/l-ucraina-durante-la-seconda-guerra-mondiale-un-mito-della-grande-guerra-patriottica/
    che poi ci sia stato anche chi ha creduto di collaborare coi nazisti per odio contro i russi, ci sta: la popolazione ucraina ha subito atrocità di ogni tipo e l’odio può rimanere dentro le persone anche per generazioni e il credere agli uni piuttosto che agli altri per poi finire buggerati comunque è sempre comunque un triste destino.
    “Alcuni ucraini collaborarono con i nazisti durante la seconda guerra mondiale per varie ragioni, tra cui la speranza di ottenere l’indipendenza dall’Unione Sovietica e la convinzione di combattere per una causa patriottica. Alcuni furono anche costretti a collaborare o finirono per farlo per sopravvivere in condizioni difficili.”
    Oggi la situazione degli ucraini è quella di essere massacrati e ancora perseguitati, la tua “ricerca” non fa che implementare la propaganda negativa su di loro che i russi vanno facendo capillarmente da anni per giustificare i loro massacri.
    Onore alla Resistenza Ucraina.

    Il popolo palestinese va sempre onorato quando è massacrato e perseguitato ingiustamente come sta facendo ora Israele in maniera sconsiderata (ora aiutati da Trump), questo lo dico continuamente. Ma le organizzazioni terroristiche che si sono infiltrate tra la popolazione (e se ne fanno scudo) con l’intento di “difenderla” non fanno che esasperare una guerra infinita e alla fine fare il contrario del compito che si sono date. Il terrorismo provoca stragi che per conseguenza provocano altre stragi…
    E i due conflitti non sono paragonabili.

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    • Mariagrazia, permette? [la prego di cancellare il commento del 25 Aprile 2025 alle 14:54]

      Lei per caso ha capito cosa il sedicente pacifista genovese ritiene che avrebbero dovuto fare i suoi omologhi ucraini?

      A me è stato detto che non capisco le sue “battute” per aver scritto che avrebbe cercato il dialogo persino con Hitler.

      Anche Mussolini cercò il dialogo con Hitler: il sedicente pacifista per caso si vuole spacciare per partigiano? Perché quelli certamente non cercarono il dialogo.

      Siccome lei pare tra i pochi in grado di capire le sue battute, se per lei suoi ragionamenti sono lineari spero sappia rispondere al posto suo in una maniera comprensibile anche per me (cioè in arzigogolese).

      https://euvsdisinfo.eu/it/perche-putin-si-dipinge-come-il-domatore-del-neo-nazismo/
      https://euvsdisinfo.eu/it/la-pace-russa-in-pratica-la-vita-sotto-loccupazione-russa-in-ucraina/
      R
      Copy,
      se è vero che dopo anni di frequentazione virtuale, capisco abbastanza bene A59 (a dire il vero mi sembra di averlo capito da subito) e se è vero che ho una certa predisposizione a decriptare idiomi diversi e persino silenzi (da bambina ho passato lunghi periodi a parlare col ciliegio in giardino) visto che la vita mi ha messo spesso di fronte alla necessità di “leggere nel pensiero” e che trovo comprensibile il suo arzigogolese, come trovavo comprensibile il nencionese (lo saluto se mi legge) e che a 5 anni mio nonno mi insegnava il francese…, tutto ciò non toglie che lei mi sta chiedendo di fare anche da interprete oltre che Blogger e “moderatrice”…non le sembra di pretendere un po’ troppo?
      Glielo chieda lei, non è vietato dialogare tra voi, purché il dialogo non diventi uno scontro.

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      • Mariagrazia, se non fosse chiaro neanche a Lei il “senso concreto” di certe parole posso “star sereno” che non indurrebbe alcuno a cumulare anni di frequentazione pur di capire “battute” e via discorrendo?

        Chiedevo un “secondo parere” basandomi sul presupposto che la conoscenza sia un bene immateriale che si può condividere senza togliere nulla a nessuno e che il blog a questo proposito avesse. Certo Lei all’immateriale può dare il valore che meglio crede e, come sa, in assenza di un “secondo parere” ciascuno non si fa pregare ad usare il proprio.

        Sovente incappavo in oceani di parole che avevano la pretesa di veicolare una qualche tesi ma spesso ne mancano fin troppe di quelle necessarie per dare un senso privo di ambiguità. Solitamente fare domande non è mai stato sufficiente e per una volta volevo escludere che il problema fosse “mio” di comprendonio.

        “L’abusivo” sarebbe Zelensky? E soprattutto il “dialogo” di cui taluno parlava era a qualunque costo oppure no? Fin dove si sarebbe potuto spingere un sedicente “pacifista dialogante” se fosse stato un ucraino durante la II guerra mondiale?

        Che “dialogo” fosse inteso in un modo che consentisse di rifiutare tutto ciò che è ingiusto mi par di no. Almeno questo era evidente.

        Putin says he’ll ‘denazify’ Ukraine. Its Jewish president lost family in the Holocaust.
        R
        stia sereno Copy e stia certo che quello che non capisce è corretto. Escluda pure che il suo comprendonio abbia dei problemi.

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  2. Mi chiedo se l’appoggio della CIA al golpe che provocò la fuga di Yanukovich sia contemplato dal diritto internazionale.
    R
    Il diritto internazionale contemplava la fuga di Janukovich?

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  3. Ah ecco Mariagrazia, la situazione nella seconda Guerra Mondiale era più complessa, non c’era un aggredito e un aggressore come oggi, tutto chiaro.
    Si mi pare si festeggi la liberazione da quel nazifascismo che è tornato sotto mentite spoglie e per il quale molti “vi spendete”, specialmente “Blabla-al-Bar” un fanatico froda-mentalista della chiacchiera fine a se stessa o egoriferita.
    Dargli bado è una perdita tempo, come “A lavà a cap’ o ciuccio, se perd’ l’acqua e ‘o sapone” e io non amo gli sprechi come sai.

    PS: Gli italiani sono gli unici ad aver “pareggiato” una Guerra, il genio italico è riconosciuto in tutto il mondo, si chiama “Made in Italy” apposta.
    R
    Accinquatanove
    mentite spoglie? ma se si dichiarano? siamo come siamo…(ma è passato quel tempo). Ma non ti preoccupare (nel caso) non mi spendo (troppo) sono parsimoniosa nelle spendere, come te.
    Già, già, col made in Italy mi trovi d’accordo, non ce n’è per nessuno, ma un po’ ciucci lo siamo, a volte eddai…confessa.

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    • In che termini i sedicenti “pacifisti dialoganti” vadano posti rispetto ai partigiani è presto detto: molto più vicini ai nazisti che ai partigiani che con le loro azioni avrebbero potuto esporre al pericolo di ritorsioni la popolazione locale.

      A questo punto dovremmo sapere tutti quanto i sedicenti “pacifisti dialoganti” amino farne un pretesto per attribuire ogni colpa a chi “non dialoga” ed è proprio in virtù del clima “schietto” a cui ci ha abituati il genovese nelle sue invettive che il 25 aprile gli ho offerto l’ennesima occasione per mostrate quanto sia intellettualmente onesto.

      In tutta risposta, si può notare un attacco di bile che “inspiegabilmente” nulla obietta ai partigiani e mostra un lessico che si è evoluto per contemplare la nozione di “egoriferito” che, per qualche scherzo del destino, non appare usata ai fini di autocritica.

      Arci quanti nove doveva avere in pagella uno che lapidariamente può pretendere di capirne più di tutti (specialmente degli assenti) senza neanche scomodare “Il faro di Roma”.
      R
      Copy, mi permetta, non tutti amano il dialogo, ci sono quelli che amano il monologo e anche il binologo. Lei dove crede di collocarsi? Mi sfugge, francamente.

      Rispondi
      • Mariagrazia, mi colloco tra quelli che non hanno senso dell’umorismo e che Netanyahu ringrazia per i commenti che scrive: perché mi chiede di fare come chi è abituato a dire cosa gli altri debbano pensare di loro?

        Non le sono bastati i giudizi finora espressi sul mio conto?
        R
        mi era sembrata una domanda semplice…di solito non ne faccio, me me ricorderò.

        Rispondi
    • Mariagrazia, con tutti i giudizi altrui sul mio conto che finora ha pubblicato calza proprio a pennello la sua “semplice” domanda.

      In questo caso la sua domanda non era volta a chiedermi di chiarire il senso di quello che avevo scritto. Se fosse stato di Suo interesse avrebbe potuto porre le domande volte a ridurre la vaghezza altrui o avrebbe potuto contestare il ragionamento che avevo espresso o “correggermi” in caso avessi frainteso il concetto di “dialogo” alla base del giudizio altrui su tutti gli ucraini, invece ha preferito cambiare discorso e mi scrive che se ne ricorderà.

      Certo, gli ucraini di oggi ancora non si sono liberati dall’invasore e non hanno nulla da festeggiare ma qualcuno ha deliberatamente richiamato l’attenzione su quale orientamento potessero avere “tutti gli ucraini” di un tempo senza preoccuparsi di distinguere se fossero ebrei, cooperanti, antinazisti o i “pacifisti dialoganti” che paiono tanto una buona cosa fintanto viene consentito il riserbo su cosa realmente rappresentino…

      Il senso di alcune parole è stato monopolizzato dalla maggioranza dei commentatori abituali: La “sinistra” è quella del superbonus e che parla come Orban. Il “pacifismo” è quello che parla come Trump. Il “dialogo” è quello che pretende che sia uno che bisogna conoscere per anni per capirne le battute. Mi mancano le parole “giuste”.

      PS: Che i commenti di Netanyahu li scriva qualcun altro era un segreto di Stato e la prego di guardare il video del neuralizzatore per dimenticarlo.

      https://www.youtube.com/watch?v=HUJFBBSfoug
      R
      anche lei esprime giudizi sugli altri e su di me, lo fa costantemente e con meticolosità.
      Ora, visto che nessuna risposta le sembra mai soddisfacente e che mi pone nella condizione di quasi dovermi giustificare per averle risposto che non volevo entrare ancora nel merito delle discussioni tra partecipati (mi spiace che lei non lo abbia capito e lo abbia preso come un segnale di indifferenza), le dico chiaro e tondo come la penso.
      Il blog non deve diventare una rissa continua, io non lo voglio, non è per questo che l’ho aperto, ora se io mi metto a discutere con lei su quello che gli altri esprimono e su come lo fanno, questo diventa un campiello per comari e scappano tutti. O di mettermi a fare da medium per fare incontrare le varie “anime del blog…non ci penso proprio e non credo che mi interessi farlo.
      Se a lei magari può non importare nulla che il mio blog diventi un deserto o un luogo dove due dibattono sulle molteplici sfaccettature dell’animo umano, a me importa che non lo diventi, ci tengo, capisce?
      Ma che capisca o no, Copy, le dico molto francamente che questo suo atteggiamento mi risulta incomprensibile e me ne dispiace perché mi piacerebbe capire ma non vorrei passare le giornate a lambiccarmi e a chiedermi cosa avrà voluto dire “tra le righe”…
      Io ho piacere che lei commenti e partecipi, ma anche lei deve seguire le stesse regole che valgono per tutti e che lei conosce bene,
      E per favore, non parli per indovinelli, si riferisca alle persone che se non dialogano con lei avranno dei motivi per farlo ed io non li posso costringere né passare le giornate a disquisire sui motivi. Oppure si esprima sulle sue convinzioni e lasci perdere quelle altrui.
      Io sono sempre disponibile al dialogo, ma cerchiamo per favore di non alimentare diatribe altrimenti mi vedo costretta a non dialogare ma ad imporre semplicemente le “regole” e questo davvero mi piacerebbe poco. E se continua così, con tutta probabilità, le imporrò solo a me stessa.
      E, anche se sono certa che non ci sia bisogno di dirlo, ma lo faccio lo stesso: il Blogmaster qui sono io e fino a che mi andrà, continuerò ad essere solo e unicamente io.
      PS: per favore scelga un nick o un nome e, se non le dispiace, usi sempre lo stesso.
      PPS: adesso però non è che sparisce per altri 6 mesi? Se risponde alla domanda senza rispondere, devo considerarla un’affermazione o semplicemente che sta riflettendo sulla domanda? Ma, se decide di rispondere, lo farà salutandomi e dicendo che qui non è il posto che lei credeva di trovare e che ne è rimasto deluso? Oppure non risponderà nulla e continuerà a farmi domande? Scelga una delle opzioni che le è più gradita e mi faccia sapere…grazie. Il ruolo di “commentatore”, lo riconosco, a volte può essere più difficile e impegnativo di quello del Blogmaster, ma essendo altrettanto importante per l’economia di un blog, sono certa che lei capirà e non considererà “rimostranza” quello che vuole semplicemente essere “reciprocità dialogante”.

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      • Copy
        questa cosa non la capisco:
        “PS: Che i commenti di Netanyahu li scriva qualcun altro era un segreto di Stato e la prego di guardare il video del neuralizzatore per dimenticarlo.”
        So di averle cancellato un frase che riportava quel nome ma, francamente non ricordo perché e non intendo pescare nella memoria perché sarebbe una pesca infruttuosa. Ma quel video ha un non so che di blandamente “minaccioso”…mi dice cosa intende significare?

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        • https://meninblack.fandom.com/wiki/Neuralyzer

          Il neuralizzatore cancella i ricordi per proteggere segreti di Stato ma la parte da dimenticare era quella che ha testualmente citato ed è tuttora leggibile. Ops.

          Cosa intendeva significare? Una battuta. La “minaccia” che percepisce è una Sua proiezione e potrebbe intendersi come il fugace prodotto della Sua immedesimazione con chi subisce censura.

          A me paiono minacciose le accuse prive di fondamento tipiche dalla disinformazione russa però per il Cremlino è “democratico” farle circolare liberamente.

          Qui si fanno oggetto di studio
          https://euvsdisinfo.eu/disinformation-cases/
          R
          quello che significava il video mi era ben chiaro, la “censura” sta nelle regole, Copy. Non le sfugge niente e può sempre riprovarci. Non mi sono immedesimata e non ho sentito minacce, era solo un paradosso.

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          • L’articolo 19 del Patto internazionale sui diritti civili e politici stabilisce che il diritto alla libertà di espressione può essere soggetto a determinate restrizioni per il rispetto dei diritti o della reputazione altrui e per la tutela della sicurezza nazionale, dell’ordine pubblico, della salute o della morale pubblica. L’articolo 20 proibisce la propaganda di guerra e l’incitamento all’odio nazionale, razziale o religioso che costituisca incitamento alla discriminazione, all’ostilità o alla violenza.

            Appunto, Mariagrazia, la censura esercitata al fine di tutelare i summenzionati interessi legittimi è parte della cultura democratica europea.

            Certo, non potemmo studiare e discutere la disinformazione putinifera se venisse preventivamente censurata. Cosa impossibile visto l’elevata spesa del Cremlino per agevolarne la diffusione virale attraverso il passaparola.

            https://www.debunk.org/kremlin-spent-1-9-billion-usd-on-propaganda-last-year-the-budget-exceeded-by-a-quarter

  4. Il simpaticissimo Copypasta, cara Mariagrazia intendeva “sparaflesciarti” – l’ho scritto come vorrebbe il Ministro del Made in Italy – in modo che tu non debba ricordare nulla della precedente esperienza aliena, chiaro no?
    In effetti scrive come un avventore del Bar di Guerre Stellari, si capisce da solo.
    R
    difficile, ho una memoria di acciaio, ricordo tutto, la mia esperienza aliena meglio di altre. Ti ricordi che sono stata un’ “agente speciale” in missione a Venezia, durante il Covid?
    Test di memoria…

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  5. Le diverse pronunce affermarono, limitatamente all’ambito dell’ordinamento giuridico italiano, la legittimità dell’azione gappista quale atto di guerra, sempre negata sul piano del diritto internazionale bellico nei precedenti processi agli ufficiali tedeschi responsabili dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Secondo l’iter argomentativo seguito dai giudici, l’attribuzione dell’attentato allo Stato italiano (già affermata nel processo Kappler), derivante dal riconoscimento del Comitato di Liberazione Nazionale e delle formazioni partigiane quali organi dello Stato italiano, ne determinava la legittimità nell’ordinamento italiano. Conseguentemente, furono negate la sussistenza della responsabilità civile dei partigiani e la risarcibilità dei danni derivati dalla loro attività. https://it.wikipedia.org/wiki/Processo_civile_per_l%27attentato_di_via_Rasella

    Se non ho male inteso alcuni processi ritenevano che i partigiani avessero violato il diritto internazionale. L’attentato di via Rasella ebbe anche vittime civili (donne e bambini) e fu pretesto per l’eccidio delle fosse ardeatine. I familiari delle vittime delle fosse ardeatine ed alcuni danneggiati dall’attentato adirono alle vie legali e non furono risarciti.

    Apparentemente tutto il territorio italiano (inclusa la città di Roma) è stato riconosciuto come teatro bellico il che era uno dei requisiti necessari per rispettare le prescrizioni del diritto internazionale di guerra.

    Partigiani o “dialoganti”, questo è il dilemma! Ne salvò mai più ebrei dai campi di concentramento “il dialogo” o la resistenza? Vai a saperlo.

    Secondo il Cremlino, qualsiasi discussione sull’Olocausto deve includere due elementi: (1) il riconoscimento dello sforzo bellico sovietico e delle sue perdite sconvolgenti nella Seconda Guerra Mondiale, e (2) una denuncia del “regime neonazista” di Kiev. Chiunque non concordi con questa visione manipolatrice verrà accusato di “revisionismo storico” e di voler “insabbiare i nazisti”.
    https://euvsdisinfo.eu/80-years-after-auschwitz-the-kremlins-manipulative-use-of-the-holocaust/

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