Si poteva evitare

La tragedia della funivia di Stresa sembra sia dovuta, non ad errore umano, ma a consapevole leggerezza. Non solo imperizia perché pare che sia stato bloccato il freno e che questa sia la conseguenza del  crollo della funivia, ma anche soprattutto, avidità di guadagno dopo la sospensione delle corse dovuta al Covid.

La funivia non era stata riparata adeguatamente e avrebbe dovuto rimanere ferma per giorni per essere messa in sicurezza, ma i gestori hanno preferito, a quanto risulta dalle indagini, mandare la gente allo sbaraglio su un mezzo che non aveva il 100% di standard di sicurezza richiesta.

Si dicono consapevoli i tre fermati e indagati, consapevoli di aver commesso una “leggerezza” che ha causato la morte di tutte quelle persone che invece non sapevano certo di andare incontro alla morte e che dovevano, al contrario, vivere un’ esperienza indimenticabile.

Vengono in mente i tanti morti sul lavoro dovuti, in gran parte, alla noncuranza o all’inaccettabile totale mancanza di sistemi di sicurezza e  prevenzione. Come nel caso del ponte Morandi, ci sono precise responsabilità, gravissime e persino incomprensibili se non ragionando con la logica che sembra andare per la maggiore negli ultimi decenni: la logica del profitto ad ogni costo.

Le vittime meritano che venga fatta piena luce e che i colpevoli paghino con una pena adeguata a tutto il dolore che hanno causato: le vite umane non hanno prezzo e la  superficialità criminale con la quale hanno agito ( se sarà confermata l’accusa), è stata la causa di una tragedia che si poteva benissimo evitare.

Quante tragedie si potrebbero evitare se ci fosse la consapevolezza che la vita umana ha un valore inestimabile? In una società sempre più priva di valori siamo tutti i giorni tutti in pericolo.

 

 

3 commenti su “Si poteva evitare”

  1. L’errore umano è quello che viene invocato in genere per scaricare la colpa sull’ultima rotellina del carro.
    Intanto s’è rotta la fune traente e già questo è di per sé di estrema gravità, e non si tratta di errore umano, se poi il freno non ha funzionato, peggio ancora, viene amancare il dispositivo di sicurezza. Non basta dire “errore umano”, un’attrezzatura che trasporta de one e decine di persone al giorno, in situazioni di estrema pericolosità, non può ammettere l’errore umano, né in fase di esercizio, né in fase di manutenzione, deve essere soggetta a controlli e collaudi tali, da escluderlo.
    Chi ha colpe paghi secondo giustizia, ma purtoppo quella vite perdute non potranno mai
    In nessun modo essere restituite

    Risposta
    il freno era stato manomesso a quanto sembra per non compromettere il funzionamento della cabina che avrebbe dovuto essere fermata e tenuta in manutenzione. Qui, purtroppo sembra esserci dolo per stessa ammissione degli indagati ed è per questo che la cosa è ancora più grave.

  2. Non si può nemmeno parlare di mancanza di controlli quando deliberatamente questi fenomeni hanno manomesso il sistema di sicurezza. Il rischio che si spezzasse il cavo traente era minimo, ma loro il freno lo hanno tolto proprio perché la funivia aveva manifestato dei problemi, quindi il rischio che si sono presi non era più così… minimo. Adesso fanno i dispiaciuti, dopo aver messo a rischio la vita degli altri. Fanno schifo.
    E chissà quante situazioni di rischio ci sono ancora in giro. Chissà che almeno quelle riscontrabili possano un giorno essere eliminate.

  3. Questa tragedia mi ha subito fatto venire in mente l’incendio della Fenice di Venezia. Quella volta si era trattato di una bega tra gli elettricisti che stavano ristrutturando, mi pare di ricordare, ora la cosa è diversa, ma la stessa incoscienza e consapevolezza che quella loro azione colpevole poteva causare un disastro. Ma la noncuranza che ne è seguita e la quasi sfacciataggine nel confessarlo, anche questo è in parte un’analogia.
    In questo caso ci sono stati tanti morti, nel caso della Fenice no, per fortuna, ma il disastro ha riempito i Tg di tutto il mondo.
    Noncuranze e consapevoli manovre che hanno sullo sfondo il guadagno, il portafoglio o comunque l’avidità.
    Un mondo che si delinea ogni giorno più meschino con arraffatori di ogni sorta che non pensano che a lucrare su tutto.
    La pena dovrebbe essere esemplare anche per scoraggiare altri che si potrebbero comportare allo stesso modo. Troppi ce ne sono.

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