Principi e dittatori

Disastro Conte, disastro Speranza, e speriamo di no Disastro Draghi, ieri “solo 700 e passa morti (ma c’erano quelli nascosti in Sicilia) ah, andiamo quasi bene, siamo al plateau…quando l’ho già sentita?
Evviva il vaccino, si diceva qualche mese fa, ma quale?
Pochi astri tanti dis-astri. L’Italia è messa bene o messa male?
Questione di punti di svista. C’è chi dice si e c’è chi dice no. E’ una questione politica o una gran presa pel c…?
Ne usciremo? Forse dalla porta di servizio e se siamo fortunati. E c’era anche chi diceva che questo virus era una barzelletta.
Erdogan è un dittatore  (Draghi dixit) e il Principe Filippo s’è stufato di stare un passo indietro e si è preso la scena per una volta, tutta per lui.
Non ne nascono più cosi, lui Ursula l’avrebbe fatta sedere sulla seconda sedia e sarebbe rimasto in piedi accanto a lei.

Bye Bye principe consorte, lasci un grande senso di vuoto dietro alle spalle.

 

9 commenti su “Principi e dittatori”

  1. Discendente delle casata degli Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg,
    Principe Filippo di Grecia e Danimarca, per nascita, dal 1921, fregiato del titolo di Altezza Reale e nominato duca di Edimburgo, conte di Merioneth e barone Greenwich, nel 1947, in seguito al matrimonio con la regina Elisabetta II, nominato principe del Regno Unito nel 1957, e Lord High Admiral della Royal Navy in occasione dei novan’anni, capo delle Università di Cambridge e di Edimburgo, patrono del Duke of Edinburgh’s Award, non si può dire che non avesse fatto carriera.
    Tuttavia sarebbe bastato il solo il portamento per definirlo un aristocratico.
    Riposi in pace.

  2. Ho letto la sfilza delle “gaffes” che avrebbe fatto in giro per il mondo. Altro che gaffes: per me era un genio comico un po’ politicamente scorretto. Quando disse che i cinesi si sarebbero mangiati qualsiasi cosa con 4 gambe, tranne il tavolo, avrebbe meritato i 90 minuti di applausi tipo Corazzata Potemkin, quella di Fantozzi.
    Se n’è andato troppo presto. RIP.

    Risposta
    si, lo credo anch’io, un humour inglese e internazionale da vero entertainer e un signore coi fiocchi.

  3. Quando disse a gente africana se si tiravano ancora le frecce…
    Però diciamo la verità. Un mucchio di titoli ma non ha mai fatto niente di concreto.

    Risposta
    Lo faccio dire dalla regina cosa è stato, in una citazione del suo discorso nel 97 duranle la celebrazone del Giubileo di diamante:

    ““Egli – disse la sovrana in quella occasione rivolgendosi anche con lo sguardo al marito – è stato semplicemente la mia forza e il mio sostegno durante tutti questi anni e io, la sua intera famiglia, questo Paese e molti altri abbiamo nei suoi confronti un debito più grande di quanto lui possa rivendicare o persino di quanto potremo mai sapere”.
    Se le sembra poco…

  4. Quelle della regina? Chiacchiere retoriche.

    Risposta
    lei trova? Lo sa vero che sono stati sposati 73 anni? E che la loro storia d’amore ha riempito i rotocalchi per decenni?
    Ora che siano “chiacchiere retoriche” può anche essere ma che cosa la spinge ad essere cosi duro nel giudizio verso il Principe di Edinburgo?
    Azzardo io…una puntina di invidia? In fondo si dice che nella sua lunga vita non si sia fatto mancare nulla, neppure “qualche” scappatella. Beh era un uomo di un certo fascino e certo le occasioni non gli sono mancate. Ma, pare, cosi dicono, abbia sempre accompagnato la regina Elisabetta II in tutte o quasi le sue missioni e non devono essere state poche in 73 anni.
    Davvero un uomo da romanzo e, sicuramente i tabloids inglesi non mancheranno di ricamarci su per anni, come hanno fatto sempre, però non credo si possa dire di una persona cosi che “non ha fatto nulla” nella vita. La vita del principe consorte, anche se dorata non deve essere sempre un letto di rose.
    Con tutti gli amorazzi dei figli, i matrimoni e le relazioni pericolose e tutto il resto che sappiamo, fino alla tragica morte di Lady Diana con tutte le conseguenze del caso.
    Lei dirà: ma tutte le famiglie hanno i loro problemi, come dice Lev Tolstoj “Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo”.
    si è vero, ma una famiglia reale deve stare H24 sotto i riflettori ed i giudizi del suo popolo e del mondo intiero e dividere le gioie e le angoscie e mettere tutto in piazza ogni momento della vita anche quando si vorrebbe starsene nascosti a leccarsi le ferite.
    E ora la solitudine della regina non può che essere grande dopo 73 anni di convinvenza tra alti e bassi e alterne vicende e, anche se si tratta di una regina, in questo momento provo un po’ di pena per lei. Regina, ma pur sempre donna come le altre.

  5. Quando una vita finisce un umano rammarico è logico. Se succede a quasi cent’anni è anche logico dire: ormai era inevitabile. Quanto al principe Filippo non trovo cosa ci sia di esaltante nella sua vita. Una vita privilegiata, da accompagnatore della regina. E capirai! Era il suo lavoro. Più inaugurazioni di vario genere, battute che volevano essere spiritose ma in generale erano solo cafone. Ah, qualche scappatella… Eh, si sa, la carne è debole. E le donne vuoi che neghino le proprie grazie a un principe?
    Altre qualità, quali? Comunque ho capito che a lei il principe Filippo piaceva tanto.

    Risposta
    nessuna.

  6. Delle famiglie reali, al giorno d’oggi, si sa solo quello che propinano i giornali di gossip, le Monarchie sono decadute sotto i colpi del liberismo, si sono ridotte, quelle che ancora sussistono, a mere funzioni di rappresentanza della Nazione.
    Ma anche queste non sono da poco: occorre la dignità del ruolo, la capacità di farsi nel contempo amare e rispettare, la capacità di unificare il sentimento nazionale. Rappresentare una Nazione non è facile, anzi è un ruolo impegnativo. Certo, il Principe Filippo non era un re, ma solo il consorte della regina, ma quelle qualità doveva possederle.

  7. Ma a proposito della Regina Elisabetta cosa la trattiene dal lasciare la carica al figlio (nemmeno più un giovanotto)? Si ritiene indispensabile? ma la funzione di re o regina in Europa è solo di rappresentanza e protocollare. Lei o il figlio non cambia niente.
    Risposta
    la regina dovrebbe lasciare il trono quest’anno, anche a causa del Corona virus, ma non dovrebbe abdicare a favore di Carlo perché ha giurato agli inglesi, all’età di 21 anni che avrebbe regnato per tutta la vita. Quindi potrebbe passare si lo scettro al figlio, ma questo non diventerebbe re ma bensi reggente pur con tutte le funzioni di re. E questa sembra la soluzione più probabile. Ma non è detto che Elisabetta, invece, non mantenga fede alla sua promessa e rimanga al suo posto anche se a 94 anni e col Covid, non è certo impresa facile. Ma ha dimostrato per tutta la vita quanto sia tenace e risoluta.
    https://www.vanityfair.it/people/mondo/2020/08/11/elisabetta-ii-lascera-il-trono-entro-un-anno-ma-il-principe-carlo-non-diventera-re
    Ma non sono d’accordo sulla funzione “protocollare”, la regina (o la famiglia reale) ha una funzione di unità, solidarietà e coesione nazionale ed è molto amata dagli inglesi. E il figlio Carlo non è visto benissimo dagli inglesi come re ( e neppure lui si sente tanto adatto a regnare)
    e potrebbe abdicare in favore del figlio William che si sta preparando da tempo a quel ruolo.
    Quindi non è vero che “lei o il figlio non cambia niente”, ma è vero il contrario.

  8. Che Elisabetta rimanga, che lasci al figlio Carlo o al nipote non cambia niente.
    Hanno solo funzione di rappresentanza. La politica britannica la fanno i governi e i partiti che li esprimono.
    Risposta
    certo, ma che la regina non conti nulla è e rimane una sua opinione e io non ho mai detto che influisca sulla politica ma sull’assetto generale della nazione e quindi, di riflesso, un po’ anche sulla politica in senso lato.

  9. In senso mooolto lato. Difatti i governi hanno fatto politiche diverse secondo i principi che li ispiravano e la Regina stava sul trono e guardava. Poi faceva certe sceneggiate come quella di andare in Parlamento (col cerimoniere che bussa, eccetera…) a leggere il programma del “suo” governo, che in realtà aveva scritto il premier.
    Coreografia, e nient’altro. E gossip…

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