Nebbia fitta

Devo dirlo: in generale non ho mai avuto una grande opinione degli opinionisti, in particolare di psichiatri che affollano le reti televisive con le loro tesi sulle varie vicende nostrane e non.

Ma trovo che ora sia arrivato il momento di stare a sentire lo psichiatra perché la situazione, secondo me, lo richiede.

Non tanto perché ormai, come succede spesso, gli italiani sembrano diventati 60 milioni di virologi, di colpo, ma perché certi aspetti dell’attualità sono davvero grotteschi e rasentano, a mio parere,  la follia, ma quella con la F maiuscola.

Non voglio negare la realtà di questa tragedia (che ho preso ben sul serio da prima che arrivasse da noi) ma ci sono molte cose che escono dall’aspetto squisitamente sanitario che andrebbero valutate.

L’aspetto economico in primis, nonostante le rassicurazioni che giungono dal governo, a cui, francamente io non credo, temo che dovremo affrontare uno dei periodi più bui della nostra storia dal dopoguerra in avanti.  A meno che qualche Santo non faccia il miracolo. e di santi tra i politici che abbiamo al governo al momento non ne vedo.

Per non parlare di un premier che affronta a muso duro l’opposizione in diretta TV  e proclama la sua buona azione di governo contro le falsità dell’opposizione, dimenticando che per sconfessare l’opposizione esiste il Parlamento e che deve dare prove concrete delle proprie vaghe affermazioni. Vedi quelle sul Mes, per nulla chiare e ancora molto fumose.

Per non parlare delle restrizioni che ogni regione ha adottato per contenere il virus che obbligano il cittadino a sentirsi come un uccello in gabbia, in balia di qualsiasi cosa passi per la testa al politico e voglia metterlo in atto per mezzo di decretazioni urgenti,  raffazzonante, contraddittorie sanzionatorie e spesso persino incostituzionali.

Per non parlare degli infami avvoltoi strozzini speculatori che meritano l’inferno più profondo e sui quali la Magistratura dovrebbe indagare da prima di adesso.

Per non parlare di un sacco di altre cose che si renderanno evidenti man mano che questa nebbia che ci avvolge da mesi (nonostante la splendente primavera) si sarà finalmente diradata.

Questa testimonianza di un esperto di “follia”, esce dal coro lezioso, del quale io non ne posso francamente più del “facciamotuttilanostraparte”. Io la mia la sto facendo da due mesi, ma siamo sicuri che qualcuno non ne faccia più di una?

8 commenti su “Nebbia fitta”

  1. Questa l’ho appena sentita (per caso) da Michele Emiliano (mi sono soffermata perché la sua faccia ingrugnita invitava)…ha detto, testuale
    “il mare è un luogo sicuro perché è all’aria aperta”…
    Con le pinne fucile ed occhiali e …mascherina impermeabile.
    Già mi immagino i produttori che si sfregano le mani e anche le mani dei piedi.
    Che il mare fosse all’aria aperta c’era bisogno di affermarlo con quella faccia?
    Per favore mandate una task force in Puglia mi sa che Emiliano ha qualche relais in fusione.

  2. Non credo che una altro governo tra quelli possibili oggi in Italia avrebbe fatto meglio o peggio di quello attuale. Il coronavirus ha preso di sorpesa tutti i governi, non è facile bloccare l’economia solo sulla scorta di pericoli supposti, e all’inizio tutti hanno sottovalutato il fenomeno.
    In seguito tutti, chi prima chi dopo, sono corsi ai ripari e hanno preso le giuste misure anche cercando di colmare -ora parlo dell’Italia- le deficienze colpevoli delle nostre strutture ospedaliere, anche se credo che che nel sud, fortunatamente meno colpito, siano ancora carenti.
    Adesso, con l’esperienza fatta (non temporeggiare, ma agire rapidamente e razionalmente), non vorrei che con la fretta di ritornare alla normalità si ricadesse nell’errore di sottovalutare il male ancora non domato.
    Risposta
    non avevo dubbi sulla tua difesa a oltranza del governo anche se non lo possiamo sapere se un altro avrebbe fatto meglio o peggio , ma qui parlo di molto altro.

  3. Mariagrazia, dove sarebbe la difesa ad oltranza del governo? Ho immaginato realisticamente che un governo giallo-verde non avrebbe fatto di meglio, ed eventuali altri governi, con quello che passa il convento (Salvini, Meloni, Berlusconi), forse avrebbero fatto peggio.
    Il resto della nebbia fitta:
    problema economico: gravissimo, ma è prematuro giudicare l’azione di governo, se poi fosse quella di rompere con l’Europa, poveri noi.
    Le restrizioni vanno bene, forse sono state tardive e temo un allentamento prematuro.
    Sugli strozzini pienamente d’accordo.
    In quanto agli psichiatri, lasciamogli fare il loro mestiere, in politica sarebbero un disastro.

    Risposta
    e chi ha mai parlato di psichiatri in politica? Forse non mi sono spiegata, mi sa.

  4. Io mi chiedo a che punto saremmo oggi, se al governo ci fossero stati il duo Salvini-Meloni&Co, dal comportamento sociopolitico simile a Trump, Bojo, Orban, a base di slogans in meneghino e romanesco.

  5. Alessandro, non so tu, ma io non ne posso più degli slogans #andrà tutto bene, ed anche #io resto a casa, così come della ripetizione ossessiva in TV degli avvisi delle regole restrittive. Il troppo stroppia. O anche Toujours perdrix!

  6. Franco, credo che gli slogan abbiano il loro scopo benevolo ed efficace, quello di impartire nozioni semplici, ma importanti, da tenere in mente.
    D’altro canto c’è gente che ancora non sa bene come comportarsi. Diciamo che c’è di peggio nelle vita di cui crucciarsi.

  7. Credo anch’io che le cose che sono successe non siano colpa del governo, ma dei fatti.
    Siamo stati il primo Paese europeo colpito e abbiamo dovuto improvvisare, anche perché Cina e Corea erano troppo diversi per poter copiare da loro.
    Unica colpa, lo ripeto, è stato allentare l’azione nelle due settimane seguite al 23 febbraio. Quella ventata di ottimismo e sdrammatizzazione ha fatto molti danni.

    Quanto al governo, potrebbe anche essere stata una fortuna avere questo.
    Un governo più forte forse avrebbe preso iniziative alla Trump o alla Johnson, mentre i nostri, sapendo di avere un mandato debole, si sono fati guidare dalle autorità sanitarie.

    Del resto, anche in questo periodo di chiusura, tanta gente ha continuato a lavorare. Sarebbe interessante sapere quanti di loro si sono ammalati.
    Se il numero non fosse grande, si potrebbe pensare che andare o no al lavoro non fa molta differenza.
    Spero che chi deve decidere questi conti li faccia.

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