Vigilia di festa

Devo stare dietro la finestra appoggiata col naso al vetro che brucia.

E’ neve quella? Si  neve ovatta o cotone, che importa? Li sopra, in alto

nel grigio è fitta.

Poi giorno di colpo e uccelli non più, ma solo le orme di zampe nere.

Ho una sciarpa rossa di lana girata più volte sul petto e alla vita.

Non basta, fa freddo, la stufa si è spenta in casa non c’è più nessuno.

C’era prima qualcuno, c’era tanta gente poi basta. Nessuno.

In giardino di sotto la neve non spunta più niente. Le rose son tutte

appassite e restano solo le spine. La vite c’è sempre ma è spoglia

non porta più grappoli appesi.

Mi dicono è inverno. Tra poco è Natale. Fa freddo e la sciarpa non

basta e il naso sul vetro che brucia è gelato.

Il cielo mi sembra di ghiaccio.

Domani è Natale. Ma io non capisco.

Sul vetro le dita disegnano stelle lune soli.

Poi basta. Sono stanca.

La luce che viene da fuori illumina tutta la stanza.

E’ vigilia di festa. Ma io non capisco.

C’è odore di latte bruciato. La stufa inizia a scaldare.

Qualcuno mi prende per mano.

Il giorno si  è fatto più chiaro.

 

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Un commento su “Vigilia di festa”

  1. La vita è un altalenare
    di onde nel vasto mare,
    un urto contro la scogliera,
    una placida calma la sera.

    La vita è fiume che scorre
    gridi aiuto: “Chi mi soccorre?”
    Ti trascina lontano per miglia
    Poi trovi il sasso a cui ci s’appiglia.

    La vita è una valanga di neve
    che trascina la nostra vita breve
    ma nasce la speranza a voler dire:
    “Son sempre l’ultima a cedere e morire.”

    Risposta:
    mi pare bene! La vita in rima, fiume o rignagnolo
    valanga o fiocco, in cima o in fondo altro non è…
    che un girotondo.

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