Malinconia

La chiamerei una crisi malinconica. Non so come andrà a finire, ancora non hanno votato i senatori, non so se Conte avrà o non avrà ‘sti benedetti numeri, forse no, forse ci andrà vicino. Ma non importa. La sensazione è che il paese sia sotto una cappa di malinconia che copre tutto. Copre le facce, le cose, le strade, le case. La pandemia ha fatto oltre 80mila  morti. Sembravano già tanti 30mila della prima fase, siamo il paese col più alto numero di vittime per la pandemia in Europa. E purtroppo non è finita.

Ed ora questa crisi di governo innescata da Renzi che ha sentito il bisogno di far finire una “storia” che lui stesso aveva voluto. L’ha detto oggi al senato: le storie finiscono, bisogna prenderne atto. Si tutto finisce. Anche questo governo fallisce come il precedente ed era prevedibile. Ma la cosa che mi fa più malinconia è che gli italiani sembrano “non capire” questa crisi.

Persino Liliana Segre si è presentata in Senato per votare la fiducia a Conte  e mi fa molta malinconia pensare che questa donna cosi intelligente e cosi coraggiosa, con la sua storia alle spalle, non abbia capito che Conte non sta facendo il bene del paese e che in democrazia non si può tenersi un governo solo perché si ha paura di quello che può uscire dalle urne. Paura di quello che gli italiani potrebbero decidere.  L’America si è liberata di Trump, noi possiamo liberarci di Conte?

Se il Presidente Mattarella deciderà di mandarci al voto sarà cosa buona e giusta, faremo come hanno fatto altri e come si deve fare in Democrazia in casi come questo. E poi succeda quel che deve succedere. Ma non possiamo continuare a tenerci questa cappa di malinconia sulla testa. La dobbiamo togliere. Finalmente il paese deve ritornare a vedere il sole.

Conte ce lo sta oscurando. Non possiamo permetterglielo.

Alle setteequaranta

“La politica senza cuore è una disciplina senz’anima”. Con questa frase Conte ha terminato il suo discorso d’insediamento alla Camera dei Deputati, alcuni, invero, un po’ allibiti.

Un uomo tutto d’un pezzo: cuore, anima e frattaglie, spiazzante e allo stesso tempo “di piazza”. Vuole la fiducia, la chiede anzi la pretende. Perché? Ma perché ha tutta una vita (politica) davanti a sé e non ha tempo da perdere, vuole la fiducia qui e ora. Ha un sacco di progetti e li ha elencati, ne ha di più di quanti se ne possano mettere, in mano sua il paese risorgerà più bello e più splendente che pria.

Viene quasi voglia di credergli. Sta li coi fogli in mano e la mascherina in faccia, ligio al suo Dpcm  Conte. Ha esaurito presto la materia crisi di governo facendo l’elenco delle cose ben fatte e di come ha salvato il paese dall’ Apocalipse now.

E ora si aspetta riconoscimenti altro che crisi! E fa un lungo ed estenuante elenco di cose da fare da qui all’eternità.

Lui è li, ha i numeri e se non sono proprio pieni li trova a costo di mettersi in ginocchio da Mastella o chi per esso, lui o lei, per lui pari sono. “Venghino signori, questo è il circo Conte e io sono il meglio che c’è sulla piazza, non avrete altro premier al di fuori di me”.

Gli ho scorto a tratti un’aureola che andava e veniva da sopra il suo capo. Che sia anche lui unto?

Beh, lo scalpo non sembrava proprio fresco di shampoo, ma non ha avuto tempo, ha dovuto ripassare il discorso.

Con Rocco, tutta notte, limando qui e là, enfatizzando la gloria e il successo del suo governo e guardando avanti, molto avanti. Senza timidezza, sicuro di sé, pieno di boria volontà e con una subdola arroganza mascherata da gentilismo.

A casa, presidente Conte, a casa. Lei non è più gradito a molti, lasci la presa, molli, stacchi la spina del rasoio elettrico, come devo dirlo?

Faccia le valigie e con calma si porti via tutto quello che potrebbe farci venire in mente che lei è stato presidente del consiglio.

Alle setteequaranta c’è un treno che parte per Yuma  (Volturara Appula) dove ha una bella seconda casa, si riposi. Lo prenda è un consiglio, presidente, potrebbe non ripassare. E’ pronta una bella terna: Cartabia, Fornero, Bellanova…lei vuole dare pari opportunità alle donne, cominci lei.

Pantalone

Beh, oggi è domenica, la politica ha un po’ stufato anche me. Non sappiamo bene quale sarà il nostro destino, ma in fondo, che importa? Siamo vivi? Bene, viviamo e soprattutto non rompiamo!

Popolo sovrano, che palle (francesismo NdR), hai stufato!

Prenditi un po’ di vacanza, vai in ferie in terrazza se ce l’hai, altrimenti vai pure nella seconda casa, sempre se ce l’hai. E se non ce l’hai? Ciccia. Spasseggiatela intorno a casina tua unica e sola ma tanto carina.

Cosa dici? Che non ci stai? Che sei stanco, che non ne puoi più di questa banda che ci comanda?

Hai ragione è una brutta banda. Ma guarda che anche tu, qui e li, qualche difettuccio ce l’hai eh? Sempre a chiedere di avere diritti e soldi e scarpe destre e borse e maglioni a girocollo per l’inverno. E bonus di qui e bonus di li…per la casa, per la spesa, per  la chiesa, per la suocera e la nuora, il bambino, il lavandino, per l’occhiale e il davanzale…insomma anche tu sei esoso sai!

Governo povero, c’ha i miliardi nel cassetto da mesi e non sa come spenderli! Ma per forza è tutta colpa del popolo che non smette mai di fare richieste esose. I Veneti vogliono l’autonomia fiscale, i sardi, l’autonomia verbale, i liguri, l’autonomia stradale e i siciliani…i siciliani che vogliono? Che possono volere che già ce l’hanno l’autonomia? Ah, si ecco vogliono l’impossibile e pur l’inarrivabile, vogliono che di colpo un mago detto fatto, gli faccia comparir il ponte sullo stretto! Ma se lo stretto è stretto, basta un ponte di barche e il gioco è bello e fatto.

Insomma, la banda che ci governa è brutta ma pure noi, proprio tanto tanto belli non siamo. Guardiamoci allo specchio ogni tanto!

E sempre a lamentarci! Anche se abbiamo pane vogliamo le brioches. E poi che cosa ancora? Ah si vogliamo sempre di più, niente ci basta mai.

Conte era bravo, era ben pettinato, sorriso un po’ smagliato ma sempre delicato.  Ed ora, per pochi traditori dobbiam vederlo fuori?

Basta, mi son stufata, sapete che vi dico? Per me si possono mangiare tutta la marmellata tanto a pagare, conosco la canzone, chi ne farà le spese? Beh, chi se non Pantalone?

 

Comparsa

Non siamo alla presa della Bastiglia, ma alla presa per i fondelli.

Troppi, tanti sono quelli a cui piace prendere per i fondelli, ma anche esserne presi. Si scatena un putiferio perché Renzi, il paria Renzi, osa alzare la voce? Si, si scatena un putiferio e tutti gli danno addosso a più non posso. Lo avevano capito tutti che era un bluff, un fluff, un fuff, fin dall’inizio e magari sono proprio quelli che si sono intascati gli 80 famosi euro che altro non sono che il RdC dei grillini in forma diversa.

L’ho preso anch’io per i fondelli Renzi e parecchio. Ma l’ho fatto sempre perché non mi piaceva quello che faceva e di conseguenza non mi piaceva lui. Ma senza pregiudizi. E non ho preso gli 80 euro.

Mi piace contestare i politici quando penso che non facciano bene ma ci prendano per i fondelli. Lui lo ha fatto e tanto. Ora è di nuovo sulla scena per aver contestato il “suo” governo.

Una mossa decisamente ardita ma che potrebbe rivelarsi un bene. Forse. Dico forse, perché certo non auspico un governo Conte Scilipoti. Ma non per Scilipoti (che non so manco chi è se non per grandi linee)  ma perché non mi piace Conte, ma non lui di cui non m’importa nulla, o il minimo sindacale,  ma quello che sta facendo al governo la sua “non politica”, insomma. E penso che ci prenda per i fondelli.

E neppure mi piacerebbe il governo Conte Razzi, ma non perché non mi piace Razzi che anzi, Crozza ha reso simpatico o anche molto simpatico ma perché a me non piace essere presa in giro, almeno non cosi tanto, c’è un limite a tutto. E che caspita!

A me non piace che mi prendano in giro ma so che si corre sempre il rischio e in fondo basta infischiarsene.

Ma ora, dopo un anno di pandemia la politica dovrebbe essere diventata una cosa seria e questa non lo è. Per niente.

E’ una burla continuata, una presa per i fondelli di dimensioni gigantesche.

Renzi in fondo, in questa sceneggiata e solo una comparsa.

 

Cosa ci resta?

Le castronerie dei politici italiani, messe insieme formano una lunga autostrada che non arriva da nessuna parte. Quella dei Cinquestelle ( e dei governi Conte uno e due) però ha una corsia preferenziale e le batte tutte.

Quello che rattrista, almeno me, di più è che molti italiani si fermano in superfice (troppo difficile ragionarci su) e fanno il gioco di gente che di fiducia ne merita veramente poca, per non dire nulla.
Insomma ormai il grido di “O Conte o morte” ridicolizza un momento che richiederebbe serietà, Ma che serietà?

Mi ricorda una vecchia canzone di Celentano: “…e le persone serie, le han spedite in ferie”…”Mondo in mi settima”.

Magari fossero solo andate in ferie, qui ormai sono tutte in aspettativa lunga e le nostre aspettative ormai si riducono a girare il coltello nella solita piaga: ” Ma dov’è l’alternativa”?
Renzi ne ha fatte anche lui di castronerie e questo governo era l’ultima di una lunga serie- Ma c’è chi ne fa e ne ha fatte anche di più ed è una lotta che “bella” non si può proprio definire, ma direi piuttosto disgustosa, soprattutto in questo momento.
Conte? “Ancora tu”?  Lo vedremo in Parlamento a ripetere la scena dell’orazione contro Salvini questa volta contro Renzi?
Ah l’amicizia…”Questo strano sentimento che”…(altra canzone vecchia ma molto attuale).

Insomma, il primo Conte è nato sul programma e l’alleanza bislacca con Salvini e la Lega, il secondo Conte è nato con l’alleanza ancora più bislacca con Renzi e il PD…e qui mi verrebbe in mente “L’appuntamento” di Vanoni…”ho sbagliato tante volte sai, che lo so già, che ora quasi certamente, sto sbagliando su di teeee”…

E il terzo, se nasce su che cosa nasce? Sulle macerie dei grillini? Sui cambi di casacca dagli stessi tanto vituperati? Su qualche transfugo dell’ultima ora che decide che “Ora o mai più”? La notte è arrivata alla fine”? Tipo, Tabacci Bruno di Centro democratico? Un politico coi controfiocchi che ai grillini in questo momento calza a pennello: li rappresenta al meglio, grillini tabacciani dentro, al centro, nel cor. (E anche tanto Casini…sti).

E gli italiani che fanno? Sembra che non capiscano la crisi, che non capiscano Renzi, che non capiscano perché proprio ora che ci sarebbe bisogno di “Unità”. Insomma sembra che gli italiani non capiscano…niente.

Bella opinione che hanno di noi i sondaggisti. Non capiamo. Ma che c’è da capire?

A me pare tutto molto chiaro…ci stanno rifilando la solita vecchia suola rattoppata e l’Italia è sull’orlo di una crisi di nervi.

Lasciateci almeno cantare qualche evergreen, ormai che cosa ci resta?

 

Ciao Bello

Conte in piedi sulle barricate, col coltello tra i denti, la bandana in testa. Zingaretti vestito da Gran Mogol con la scimitarra, DiMaio e Di Grillo con la scopa in mano per tentare di cacciare il nemico e qualche secchio di olio bollente mentre salgono sul balcone di Palazzo Chigi dalla scala antincendio al grido: O Conte o morte!
Renzi vestito da rivoluzionario con i capelli al vento e la barba lunga due millimetri, assieme a Bellanova, Bonetti e Maria E,Boschi che intonando “Bello ciao”, marciano compatti verso Il Quirinale per tirare per il giacchetto il Presidente Mattarella perché convinca quei facinorosi che il governo è caduto e la trippa è finita.
Una scena allucinante, si sta consumando a Roma, una scena da 8 e mezzo di fuoco con i baristi che inseguono scalmanati la folla per vendergli un caffè da asporto, forse l’ultimo della loro carriera.
Speranza mascherato, armato fino ai denti di siringa, vuole vaccinare tutti, Arcuri gli corre dietro gridando che è quella sbagliata.
Sull’altro fronte Salvini e Meloni ridono a crepapanza e col piumino e igienizzanti marciano verso il palazzo per bonificarlo…
In fondo alla scena, Casalino, da solo, con la valigia in mano che grida: Conteee, dai, andiamo su che l’auto blu non aspetta, non vedi laggiù i talebani di Renzi? E datti ‘na smossa una volta tanto.

Ci sarà la rivoluzione?

Le malebolge

Qui non c’entra né la simpatia né l’ideologia. Ognuno può pensarla come vuole; Renzi non è mai e dico mai stato simpatico neppure a me (forse a qualcuno si a me no di certo), però è innegabile che rendersi conto dello sfacelo nel quale versa il paese (anche grazie a lui) e dichiararlo, fini o grossi a parte: è una cosa positiva. Finalmente una cosa positiva ed ha avuto ripercussioni positive anche sulla bozza del Recovery plan (attenzione perché questi fanno tante bozze che poi non è detto che diventino legge).

Ma che Renzi lo abbia fatto un po’ per celia  e un po’ per non sparire, ci sta. Ora il rischio che corre lui e tutti e che il potere si coalizzi, come sta facendo intorno alla figura “serena ed equilibrata” del premier (o Conte o morte è già diventato uno slogan, prima di scriverlo non l’avevo ancora sentito, però…) e si inventi di tutto per rimanere li. Stato di emergenza ed emergenza di stato tutto si fa per salvarsi il…potere.

E sentire Grillo, Beppe Grillo (lo ripeto con enfasi) dire che fa appello all’unità di tutti i partiti, cioè, fa appello al massimo guazzabuglio possibile tra amici/nemici , gente ce si sputerebbe volentieri nell’occhio aprendolo preventivamente, fa …che cosa fa? Ma lo sapete che faccio fatica a scriverlo?…ma si va…pena? NO, fa proprio schifo, eddai…

Ora che sta al potere comodamente dietro alle grosse spalle larghe dell’avvocato governerebbe anche con il Principe degli Inferi pur di rimanere li.. Pur di tenere ben saldo il potere.

Ah, i Cinquestelle, in che girone dantesco potremmo metterli?

Ah si, ecco, qui, mi sembra che ci stiano perfetti:

 

Luogo è in inferno detto Malebolge,
tutto di pietra di color ferrigno,
come la cerchia che dintorno il volge.3

Nel dritto mezzo del campo maligno
vaneggia un pozzo assai largo e profondo,
di cui suo loco dicerò l’ordigno.6

Quel cinghio che rimane adunque è tondo
tra ’l pozzo e ’l piè de l’alta ripa dura,
e ha distinto in dieci valli il fondo.9

Quale, dove per guardia de le mura
più e più fossi cingon li castelli,
la parte dove son rende figura,12

tale imagine quivi facean quelli;
e come a tai fortezze da’ lor sogli
a la ripa di fuor son ponticelli,15

così da imo de la roccia scogli
movien che ricidien li argini e ’ fossi
infino al pozzo che i tronca e raccogli.18

In questo luogo, de la schiena scossi
di Gerïon, trovammoci; e ’l poeta
tenne a sinistra, e io dietro mi mossi.21

A la man destra vidi nova pieta,
novo tormento e novi frustatori,
di che la prima bolgia era repleta.24

Nel fondo erano ignudi i peccatori;
dal mezzo in qua ci venien verso ’l volto,
di là con noi, ma con passi maggiori,27

come i Roman per l’essercito molto,
l’anno del giubileo, su per lo ponte
hanno a passar la gente modo colto,30

che da l’un lato tutti hanno la fronte
verso ’l castello e vanno a Santo Pietro,
da l’altra sponda vanno verso ’l monte.33

Di qua, di là, su per lo sasso tetro
vidi demon cornuti con gran ferze,
che li battien crudelmente di retro.36

Ahi come facean lor levar le berze
a le prime percosse! già nessuno
le seconde aspettava né le terze.39

Mentr’io andava, li occhi miei in uno
furo scontrati; e io sì tosto dissi:
“Già di veder costui non son digiuno”.42

Per ch’ïo a figurarlo i piedi affissi;
e ’l dolce duca meco si ristette,
e assentio ch’alquanto in dietro gissi.45

E quel frustato celar si credette
bassando ’l viso; ma poco li valse,
ch’io dissi: “O tu che l’occhio a terra gette,48

se le fazion che porti non son false,
Venedico se’ tu Caccianemico.
Ma che ti mena a sì pungenti salse?”.51

Ed elli a me: “Mal volontier lo dico;
ma sforzami la tua chiara favella,
che mi fa sovvenir del mondo antico.54

I’ fui colui che la Ghisolabella
condussi a far la voglia del marchese,
come che suoni la sconcia novella.57

E non pur io qui piango bolognese;
anzi n’è questo loco tanto pieno,
che tante lingue non son ora apprese60

a dicer ’sipa’ tra Sàvena e Reno;
e se di ciò vuoi fede o testimonio,
rècati a mente il nostro avaro seno”…….

 

Per dire…ma se qualcuno ha un luogo “migliore si accettano suggerimenti. E aggiungo, che tanti italiani, non certo tutti ma tanti, si meritano questo spettacolo: una delle pagine più indecenti della storia della Repubblica.

La spallata

Non sarà, come sento dire da più parti, che l’intenzione di dare una spallata al governo da parte di Matteo Renzi, nasconda strategie e motivazioni diverse da quelle dichiarate dallo stesso?

Si, potrebbe anche essere ma io, nonostante l’abbia criticato da sempre, questa volta lo appoggio. Naturalmente non so che cosa gli passi per la testa ma non importa: l’importante è il risultato: far cadere il governo che lui ha promosso e sostenuto, che non mi è mai piaciuto e meno che mai ora, per cui sarebbe buona cosa.

Ma cosa può aver spinto Renzi a fare questa mossa, giudicata spregiudicata da molti?

Non potrebbe essersi accorto, per esempio, che il “suo” governo, nato per fare argine ai sovranisti, gli stia invece solo facendo un grosso favore? Non potrebbe essersi accorto che Conte sta solo tenendo calda la poltrona a Salvini e Meloni e Co.? Gliela tiene spolverata e lucidata in modo che sia splendida splendente quando toccherà al “nemico” (si fa per dire) a occuparla? Questo spiegherebbe questo accanimento di Conte a voler rimanere li per tutta la legislatura: preparare il terreno per una vittoria travolgente dell’avversario politico. Col quale, non dimentichiamolo, ha governato per un anno.

E spiegherebbe anche il quasi mutismo dell’opposizione. Ma come? Salvini cosi combattivo e Meloni cosi indefessa propagandista delle “malefatte” della sinistra, se ne stanno (relativamente) nascosti nel cantuccio senza protestare più di tanto e senza minacciare sfracelli ma solo, di tanto di tanto in tanto, giusto che ci sono, ma  in realtà stanno solo in attesa che la sinistra completi l’opera di autodistruzione?

E non potrebbe darsi, sempre per ipotesi, che Conte, sapendo di non avere nessuna speranza di venire rieletto (dato il disastro dei suoi governi), non conti sulla “benevolenza” dell’ex alleato per assicurarsi, comunque uno strapuntino di qualche importanza anche nel prossimo governo?

E che Renzi abbia mangiato la foglia con tutto il ramo e non voglia essere ritenuto responsabile (anche) di questo?

Ma, comunque sia, senatore perseveri ma si dia una smossa, se aspetta ancora potrebbero fargliela sotto al naso anche se non è facile farla sotto al naso a lei.

Ma, sa, per il potere si fanno tante cose e lei lo sa, si sbrighi altrimenti il treno passa e la lascia a terra.

E noi finiamo sotto le rotaie.

Lo sapremo presto…forse

Ripropongo un articolo pubblicato il 7 dicembre 2020 perché mi sembra più che mai di attualità e perché da allora (un mese o poco più) alcuni nodi stanno venendo ancora meglio al pettine, si stanno snodando insomma. Parafrasando Bersani direi che ora Renzi ha smesso di “pettinare le bambole” e sta pettinando il governo, il governo che lui fin qui ha sostenuto e sostiene, ancora per quanto, non è dato sapere ma prima o poi lo sapremo (come recita il titolo).

Renzi ancora protagonista della scena politica? ebbene si! Ma a coloro i quali hanno protestato sulla mia mail privata in seguito alla pubblicazione della mia lettera su Italians  dove gli do un mio relativo appoggio, spiegando che l’ho sempre contestato ma che ora, in questo preciso momento storico mi sento di mettere via gran parte delle mie riserve (e sono tante) su di lui e pensare che la sua “mossa” potrebbe essere non solo positiva ma portarci fuori dalle secche del “suo” governo che ci stanno strangolando, ecco a questi signori (che invitati a confrontarsi qui non lo fanno almeno per ora, ma l’invito è sempre valido) vorrei dire che loro non si stanno accorgendo di “odiare” Renzi ma di tenerselo stretto al governo che lui ha voluto con tutto quello che ne consegue.

In altri termini si lamentano della mia adesione al suo progetto ma si tengono il “pacco” per intero contenente anche lui: una logica ferrea, anzi ferrèa, come direbbe Totò. Senza contare che c’è anche chi scrive lettere ai giornali o alle rubriche o blog, per contestare chi contesta il governo! Bella forza! Lisciare il pelo ai governanti è una prassi italica molto diffusa, a volte lo si fa per ottenere qualcosa a volte per semplice piaggeria o tentativo di dimostrare di essere “fedeli” alle Istituzioni, “bravi cittadini consapevoli” mentre non si accorgono di essere fedeli a chi solo li prende in giro e utili a niente.

Ma ritornando a “bomba” …forse un ripensamento tardivo quello di Renzi? No, io credo che lui volesse arrivare a questo e perciò gli riconosco le sue doti di stratega politico di cui finora ho visto solo il lato negativo. o quasi. Ma ora il mondo è cambiato, stravolto, messo a testa in giù da una pandemia venuta dalla Cina e di cui sappiamo ora molte cose ma non ancora tutto e molto ci vorrà prima che lo capiamo.

E allora ben venga anche il “ripensamento” o meglio “la redenzione” di Renzi e la sua proposta di sovvertire l’ordine che lui stesso ha voluto e stabilito. E anche se non si tratta di un’ammissione di sconfitta (non è nel personaggio) a me non importa: quello che importa ora, adesso è che Renzi può staccare la spina di un governo già morto da un pezzo e che sta a sonnecchiare sulle proprie macerie e soprattutto su quelle del paese facendole crescere a dismisura.

Non possiamo e non dobbiamo permetterlo: senatore Matteo Renzi, ha la possibilità di riscattarsi davanti al paese, lo faccia prima possibile!

 

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A chi mi rispondeva che ero folle a pensare di voler cambiare il governo in tempi come questi, ora potrei rispondere che forse era folle chi pensava il contrario.

E infatti siamo a quota 60mila morti, (ora sono 80mila NdR)che cosa avrebbe fatto bene e meglio questo governo di altri da tenerlo ancora surgelato a spendere i nostri soldi? A buttarli al vento con task force di cui abbiamo piene le tasche? Anzi che ci svuotano le tasche?

Signori del “stiamo come stiamo che almeno “stiamo”, forse, ma dico solo forse, fra poco crolla il castello di scartine messo in piedi dal secondo Conte (peggiore dl primo). E’ rimasto in piedi sinora “grazie” alla pandemia ma ora che si vedono tutti i danni che ha fatto, sia questa che quello, stiamo ancora qui a pettinare il governo?

A lisciargli il pelo? “Bravo Conte” “Come (Con)te non c’è nessuno”, “siamo Con te”…  C’è a chi piace  alimentarsi di aria fritta senza accorgersene e di accusare chi non se la vuole mangiare di essere “incosciente” e di aver in disprezzo le regole.

Ma chi ha avuto disprezzo delle regole è chi le ha imposte senza però avere la famosa “visione d’insieme”, avendo a cuore la propria sopravvivenza al potere piuttosto che la sopravvivenza (in molti sensi) degli italiani.

Non sono mai stata fan di Renzi ma l’ho criticato spesso e volentieri. Per il suo individualismo e arrivismo e anche spregiudicatezza, non l’ho “amato” e non lo “amo”.

Ma a questa mi sento di dire: ha ragione Renzi (e mi costa un po’ lo ammetto):

” Noi siamo contrari a sovrastrutture di centinaia di consulenti che stanno al Recovery Fund come i navigator stanno al reddito di cittadinanza. Il futuro dell’Italia dei prossimi vent’anni non lo scrivono Conte e Casalino nottetempo in uno stanzino di Palazzo Chigi”.

Ecco, ad essere sinceri, però, che il futuro dell’Italia non lo scrivano Conte e Casalino nello stanzino, Renzi avrebbe dovuto saperlo con un certo anticipo, cioè prima di buttare il PD in braccio ai Cinquestelle.

Abbraccio mortale dal quale lui si è subito slegato fondando quella cosa li di partitino dal quale ora, forse, vuole sciogliersi ancora: il Pd gli stava largo, l’ IV comincia a stargli stretto.

Si decida senatore, prenda le misure, lei è peggio di un canguro, la sua vita politica è tutta un salto. Ora che salto sta pensando di fare?

Perché se ha intenzione di fare cadere il governo io ci sto: non vedo alternativa a questo karakiri continuo di un paese stremato.

Ma lo fa? o sta solo facendo vedere i muscoli per andare sui giornali? Perché se cosi fosse sarebbe il “solito Renzi”.

Altrimenti, se fa sul serio, potrei persino arrivare a credere che il “solito Renzi” sia “cresciuto”.

Ma…in boria o in consapevolezza?
Credo che lo sapremo presto.

La mossa

Basta, ne ho abbastanza, Renzi ha rotto. Ha rotto si, gli argini della sua eloquenza e anche altro non meglio definibile, per ragioni di political correctness, ma chiaramente comprensibile. Dice che “Più che farlo cadere, vorrei vederlo muovere. Il governo è immobile: si vive di rinvio in rinvio.  Vogliamo sciogliere i tanti nodi aperti, dalle infrastrutture ai soldi per la sanità. “.

Insomma vorrebbe vederlo muoversi ma poi se si muove, gli piacerà quel che muove? C’è da chiederselo perché siamo al redde rationem di questa maledetta crisi, ennesima crisi, aperta da lui, il “costruttore” del Conte due. Prima lo fa poi lo distrugge.

E cosi che si fa. Da costruttore a distruttore.

Ma in fondo non si faceva cosi da piccoli quando si facevano i castelli di sabbia sulla spiaggia? Il bello era proprio vedere le onde che piano piano li buttavano giù.

I Cinquestelle gli rispondono che Conte non si butta giù. anzi proprio non si tocca: chi tocca Conte muore. Lo ha detto Bonafede e lui di credibilità ne ha da comprare.

Ma Renzi insiste, costruito il “Conte” ora vuole distruggerlo per costruire il Ponte. Mica scemo il senatore. Ha fatto quel suo partito, l’ha chiamato in quel modo da fare gli scongiuri, ha visto che si muove poco o niente e però, caspitina, nella media borghesia italiana occupa ancora una società (Totò) e vuole farne sentire tutto il peso.

E allora lui si muove e sa come muoversi e gli piace quel che muove, si diverte a vedere le onde che distruggono il “castello” di sabbia costruito allora quando aveva in mente la sua idea meravigliosa di farsi un partito tutto per sé, come il sogno di Virginia Wolf: “A room of one’ s own” (Una stanza tutta per sé) e di ritornare a correre per il suo amato paese ma soprattutto per la linea che risulta, a dire il vero, in forma.

Ma ora che quella stanza gli sta stretta e nemmeno la sua semi nuova nobile dimora riesce a consolarlo delle delusioni e delle amarezze della vita, allora che ti fa? Si disfa il castello, si rompe, si scioglie il patto, insomma ci si da una smossa. Si smuove ciò che è immobile.

Il recovery plan non decolla, non gli fanno vedere le carte, non si sa nulla delle visioni di Conte sul futuro del paese…insomma l’immobilismo non è per Renzi, uno dinamico come lui a scaldare le sedie non ci sta e se è questo che gli si chiede se ne va. E se ne vanno anche le sue ministre.  Bellanova lo ha affermato, lapidaria, “l’esperienza  di Conte è finita” ma lei sta ancora li, non si muove  ma se si muove.., vediamo quel che (s)muove.

E io aspetto, paziente alla finestra, la smossa di Renzi ma ancora di più la bella mossa di Bellanova. Sarà un twist o una bossanova?