Il bandolo

Se n’è andato sbattendo la porta, l’ennesino segretario del PD che finiva con la “i”.

Fateci caso, a parte la breve parentesi da reggente di Maurizio Martina (“a”), tutti gli altri da Veltroni a Zingaretti, finivano con la i. Anzi, la maggior parte in “ni”.

Dunque, un caso? SI, magari è stato veramente un caso, oppure c’è una linea invisibile che regola i destini del PD: i segretari devono finire in i o ini. Che ci volete fare? contro il destino non si può andare.

Ora pare che Zingaretti non ne potesse proprio più. Come sempre troppe correnti, troppi spifferi nel partito, troppe poltrone da “accomodare”, ci si sono messe anche le donne a “rompere” i già delicati equilibri.

Troppo per chiunque anche per la “stazza” solida dell’ultimo segretario ed allora?

Ha detto stop. Se ne va e si vergogna di guidare un partito che da 20 giorni pensa alle poltrone invece che alla situazione del paese. Dice.

Da venti giorni? Beh, forse viene da più lontato questo pensiero stupendo che nel Pd (ma anche negli altri partiti eh) aleggia da sempre sopra ad ogni altro: la poltrona.

Ambitissima da tutti e ora anche dalle donne. Loro che erano le colonne portanti della precaria stabilità di un partito sempre in bilico, sempre in lotta interna, sempre a chiedersi: dove andiamo e da dove veniamo.

Zingaretti ha detto stop. E forse ha fatto bene. In fondo ha una vita davanti a sé ancora piena di soddisfazioni, perché buttarla lottando coi vari capi corrente? Ma che se la sbroglino da soli la matassa PD.

Per Zingaretti era troppo aggrovigliata e ne aveva perso il bandolo.

Dunque ritornando alle i o agli ini, potrebbero starci bene, per dire Bonaccini o Guerini? Tutti rigorosamente uomi …ni. Naturalmente.

Fuori strada

A leggere le notizie sull’andamento dell’epidemia non c’è da stare allegri: aumentano i contagi.

Era prevedibile? Era previsto? Pare di si, ma che cosa si sia fatto per impedirlo, non è chiaro. La mia impressione è la seguente: niente!

Niente di niente o quasi. Anzi, ho addirittura l’impressione che si sia data per scontata e inevitabile. E allora? A quanto pare non ha funzionato niente. Le zone a colori meno che mai.

Ma non sarebbe stato meglio prevedere un lockdown duro nelle regioni più colpite per tutto il tempo necessario a far scendere i contagi a livelli minimi? E perché non si è fatto? E perché siamo qui ad un anno esatto dall’inizio dell’incubo, ancora a macerarci su quanto ancora andremo avanti cosi? Tra stop and go, aperture e chiusure, promesse di vaccini salvifici che stanno scatenando guerre di posizione in tutto il mondo?

Eppure stiamo da un anno con questi stracci appesi in faccia, a subire regole imposte ogni momento e a stare col fiato sospeso in perenne stato di emergenza e anche di quasi panico da claustrofobia, non possiamo fare quasi niente se non pura sopravvivenza.

Ma c’è anche l’altro lato della medaglia: bar e ristoranti pieni all’inverosimile, corsi e viali del passeggio intasati, ovunque uno sbraco totale perché “lì non c’è controllo e quindi è consentito”. E le scuole? Riaperte con mille cautele che però non sono servite a niente. Gli assembramenti all’uscita e alle fermate dei bus sono visibili dalla luna e fanno pensare che, di fondo, qualcosa non va.

E che ci ritroviamo ancora qui, dopo un anno e quasi centomila morti a prevedere zone rosse ovunque e nuove regole (in larga parte disattese). Però tra gli scriteriati incoscienti che hanno continuato a vivere la propria vita fregandosene di tutto e quelli che hanno seguito tutte le regole fino al quasi totale isolamento, in mezzo c’è sempre e comunque una politica che ha sgovernato la pandemia come peggio non si poteva e ora anche con la “pezza” messa con fatica all’ultimo momento, ho l’impressione che non si si stia cambiano direzione in maniera efficace, ma forse è ancora presto per dirlo e , ovviamente, spero di essere presto smentita. Ma comincio ad essere stanca di aspettare che si liberi un po’ il cielo da questa minaccia incombente.

L’esercito in campo avrebbe dovuto essere messo molto prima a controllare i cretini che si facevano un baffo delle mascherine e del distanziamento. Ora stanno a presidiare le vaccinazioni. Come? Ancora non si capisce. Certo, la buona volontà si vede e un generale al posto di uno che, pare,  non ha saputo organizzare neppure la partita dell’oratorio di paese, si spera faccia un po’ meglio.

Ma a me questa storia dei militari lascia perplessa. L’Italia militarizzata dal Covid mi preoccupa ancora di più. Un anno per avere i boots on the ground ( gli stivali sul terreno)? Un anno per avere questo guazzabuglio di informazione terroristica che lancia ancora e sempre segnali di allarme e corre lungo la spina dorsale della penisola come un brivido da film horror.

Qualche cosa non mi quadra, non mi piace e mi inquieta.

Su che strada stiamo camminando? Quella giusta o ancora quella che ci riporta  al punto di partenza?

Negazionisti

C’è anche un modo sottile e perverso di denigrare, sminuire, dileggiare le donne.

Soprattutto quelle che si impegnano in qualcosa di “pubblico”.

Se fanno “solo” le madri e le mogli, non se le cura nessuno a parte i mariti e i figli che sanno bene come “curarle”.

Per il resto, qualsiasi cosa facciano, in qualsiasi campo, non fanno mai bene. Le donne tra loro decisamente non si amano ma neppure si odiano, diciamo che si tollerano (quando non si sbranano, velatamente però…). Ma non sempre e non in tutti i casi, ci sono anche donne che solidarizzano e si aiutano e fanno quadrato intorno a chi soffre. Ma in generale, verso le altre donne, sono diffidenti. E, non sempre a torto.

Per non parlare poi degli uomini nei confronti delle donne, parlo in generale, certi sono come minimo “insofferenti”. Parlo sempre delle donne che “parlano”.

Non mi riferisco a nessuno in particolare, per carità. Ma, insomma, a meno che una donna non sia tenacemente ammanigliata (servono esempi?) le altre, spesso, non sempre, ma spesso, fanno una fatica immane a fare tutto.

“Hai voluto la bicicletta, pedala” è la cosa più simpatica che ti viene rivolta, in genere. Vuoi parlare? Vuoi scrivere? Fallo, ma sappi che ci sono io qui a vigilare che non scrivi schiocchezzuole da donnette con la mania del burraco o i centrini di pizzo o le tovagliette o il divanetto con la bambola seduta sopra a fare da contorno…

L’ho letto anche di recente, chi lo scrive lo sa. Ma provoca cosi per puro divertimento, ma anche no.

Provocano gli uomini perché le donne che parlano, in fondo danno fastidio.

Ci sono BEN altre cose da fare per una donna che dar fiato alla bocca, o alla tastiera, che caspita!

Qui, devo dire che, in generale, trovo rispetto, anche condivisione e anche se a volte devo fare la voce grossa, comunque, bene o male, alla fine sento che ci capiamo. C’è anche chi se ne va, sparisce, si offende di essere richiamato a torto o a ragione, ma tant’è.

A me è sempre piaciuto parlare chiaro, l’arte della diplomazia la riconosco tale, ma solo fino a che non supera quel limite invisibile dell’ipocrisia.

Si è capito, no?

E, a dire la verità, mi sono anche accorta da un bel pezzo però, che qui c’è chi legge e poi “utilizza” le mie battute. Buon per lui, ma magari un semplice “grazie” anche anonimo, non mi dispiacerebbe. E anche se copiare, si chiama plagio, va beh, dai, che vuoi che sia? In fondo non può che farmi piacere sapere che qualcuno mi copia, vuol dire che trova “utile” quello che scrivo e di questi tempi non è davvero poco. Potrei anche “accontentarmi”.

Ma di starmene “zitta e buona” non se ne parla, né se ne scrive!

Insomma alla fine, ma anche al principio, io non ce l’ho con nessuno, ma noto. Noto che ci sono tanti che fanno gli spiritosi, si sentono anche…eh si, dai e diciamolo “superiori”, se ne vantano pure. E sia. Contenti loro.

Ma  riscontro ancora e sempre, che le donne faticano sempre di più in ogni campo.

E mi dispiace per quelle che credono che basti dare ragione agli uomini, “farseli amici”, diciamo cosi, per avere vita facile. Mi dispiace perché non dovrebbe essere cosi. Non si dovrebbe deridere o sfruttare o peggio, nessuno, Né uomo né donna.

Ma purtroppo constato che non è cosi e che ancora ed  ancora la nostra società è e rimane profondamente maschilista ed ha contagiato anche tante donne, maschiliste di riflesso.

Come noto che ci sono i negazionisti del maschilismo, come negazionisti dei femminicidi. Non esistono né l’uno, né gli altri.

Bene, ne prendo atto e da questo momento me ne faccio una ragione, Per combattere sia  l’uno che gli altri, nel mio piccolo, come posso, sempre di più.

A quando “La grande sorella”?

Scongiuri

Se questa è una guerra e lo è, avevamo bisogno di un buon generale e lo abbiamo: Francesco Paolo Figliuolo. Già il nome mi pare beneaugurante. Un generale con le stellette sulla divisa, ci voleva. E tanto ci voleva?

Ora sappiamo che la guerra dichiarata un anno fa è ad un punto di svolta: abbiamo messo in campo (boots on the ground) l’esercito.

Uscito, finalmente dalla porta di servizio il vecchio commissario, anche detto Der Kommissar, (me lo sono inventato)  tale Arcuri, quello dei banchi a rotelle e molta altra confusione generale, entra il Generale Figliuolo. E bene arrivato, speriamo che sia un buon segnale. Agli ordini!

Il virus si sente già meno pimpante, ci scommetto.

Archiviato Conte che ormai sta diventando l’avvocato dei grillini, più grillista del Grillo, ora c’è Mario Draghi e non lui c’è poco da scherzare. Poche parole ma molti fatti.

Via Arcuri, pasticcione, entra Figliuolo, generale.

Il cambiamento c’è, meno male, Ormai stavo perdendo la speranza. Quasi, perché quella non si perde mai. Ora attendiamo gli eventi.

Certo un uomo, anche uno solo e perdi più generale, può fare molta differenza. Sulla campagna disorganizzata di brutto dei famosi vaccini fino alle restrizioni, sanzioni, colorazioni.( Arancione rafforzato, non sembra bianco nerizzato)?

Acciderba quanti “oni”. Riuscirà il generale a metterli in riga? Si spera. Non possiamo fare altro. Ma, almeno, dico, Draghi, perché non ci cambia nottetempo anche Speranza e lo sostituisce con Fiducia? Non c’è? Ma come? Lo trovi, cribbio. Un superpotente come lei non può non avere un Fiducia sottomano o sottobanco. Lo cambi in corsa, per favore, ormai ogni volta che lo vedo faccio gli scongiuri. Tanto brava persona, ma possibile che non ce ne sia un altro? O un altra?  Ma che dico? Donna a guidare la sanità in un momento come questo? Voglio scherzare?

Maschilisti e partiti

Nell’ultimo numero dell’Espresso,” l’antitaliana” Michela Murgia (da sarda non le riesce neppure tanto difficile), parla della vicenda di Giorgia Meloni e dice:
“La leader del partito più maschilista insultata dai prof di sinistra sessisti”.
E fin qui…ma è proprio quel “partito più maschilista” che mi da da pensare e riflettere.
Le chiederei, ma quali altri partiti, secondo te, sono meno maschilisti? IL PD che non ha nessuna donna ministro al governo? Il Pd che ha scelto in extremis per rimediare, sottosegretarie? IL PD che non muove un ciglio davanti ai continui femminicidi se non a parole ormai stantie?
Chi non è partito maschilista? Il Movimento Cinquestelle forse? Non sono tutti maschi i capi e capetti lisi e e ormai tinti e ritinti? Quante donne vede ai vertici? A parte la bella Taverna e la furba Lombardi? E la ancora più furba Raggi che ormai non sanno come togliersi dai piedi. Per non parlare dell’altra sindaca, Appendino appesa a quella condanna e autosospesa dal Movimento che fa quadrato ma solo in apparenza. Anche lei “competente ” come lo sono in generale tutti i grillini che si scagliano solo contro i difetti degli altri ma dei propri si fanno collane d’alloro.
E che dire della Lega?
Non maschilisti i leghisti? Certo loro almeno candidano le donne, incompetenti quanto si vuole (come quasi tutti gli ultimi ministri della povera Repubblica Italiana) , ma donne, ogni tanto però e il più delle volte le denigrano come non ho mai sentito fare dal partito maschilista di Giorgia Meloni.
Cose che ha detto Salvini contro le donne mai le ho sentite dire da esponenti di FdI. E non sono qui per difenderli ma solo per far rispettare, se possibile, un’idea di giustizia, anche vaga.
Dunque?
Cara Michela, i partiti sono tutti maschilisti, quello di Giorgia non fa eccezione ma non è un unicum. Ma ha una differenza rispetto agli altri che si nota come un pugno in un occhio: la loro leader è una donna.

Quanti altri partiti italiani, maschilisti o meno, ne hanno una che li guida?

What else?

Conte il cicatrizzatore.  Cos’è diventato, una pomata? Il balsamo Conte, provate gente, rinfresca, igienizza e cura. L’ho sentita al tg de La7, la parola ( non la pomata).

Mi ha colpito. Poi l’ho visto, bello e possibile mentre parlava in un aula dell’Università di Firenze, della sua esperienza da bi-premier e di come l’ha portata avanti salvando il paese. E di come l’avrebbe conclusa se non fosse che il destino è intervenuto per investirlo di ben altre eccelse missioni.

Uno modesto, Conte. Un figurino elegantissimo che ha fatto un figurone ma ora deve far fruttare il tesoro.

Contadino non lo vedo, perciò non gli rimane, se vuole rimanere in vista (gli piace la vista) che rimanere in politica.

La politica è il suo mestiere. Ormai lo ha capito anche lui e i Cinquestelle lo hanno rapito.

Figlio anche lui delle stelle, non può che rimanere li. Non più nel mezzo ma un po’ di lato, sempre primo ma non più capo di governo ma capo politico.

E lui ce l’ha il capo. Bisogna vedere se ha anche la coda. Nel caso, però, conoscendolo se la farà crescere.

Sarebbe la panacea per i grillini in fuga. In fondo (già lo scrissi ma giova ripetere) un Conte è per sempre.

Saranno felici i suoi ammiratori ora già persi d’amore per il suo successore.

Però, come sono “solubili” gli italiani, lo sappiamo già, non è una novità.  NessConte, what else?

Mister Mandarino

This is Italy: inefficienza, boria e presunzione.

Conte fa le lezioni magistrali sui Dpcm all’Università, mentre qui si richiudono le scuole: arriva la terza ondata. E poi? Avremo anche la quarta e quinta? Siamo esauriti, non ne possiamo più. Io ve lo dico.

Ma a lui, l’ex premier, ora forse capo politico dei Cinquestelle (una sciagura nazionale), non importa, ora c’è Draghi, la colpa è di Draghi, che c’entra Conte? “Pigliatela con lui”.

Anche dello “stiamo a vedere come lavora, prima di giudicare” mi sarei abbondantemente stancata: siamo stati a vedere sempre e che cosa abbiamo visto? Che andiamo sempre peggio.

Ora starò a vedere anche questo, ma da questo a quell’altro, anche dal “buongiorno” non passa nessuna differenza. Ah, si l’unica differenza è che la pandemia peggiora: arriva di nuovo il temporale, ma tanto ci pensa Draghi…stiamo a vedere.

Stiamo a vedere la bella faccia di Speranza che ci dice di essere prudenti ma poi? Tutti sono cosi prudenti da fare quel broccolo che gli pare, tranne pochi che seguono pedissequamente le regole, il resto è uno sballo totale.

Ma noi aspettiamo e vediamo.

Intanto Draghi ha parlato chiaro : vaccini presto e bene per tutti e subito!

Già, come se le case farmaceutiche fossero enti assistenziali e non fossero tra le più inquinanti al mondo.

Batte i pugni sul tavolo in Europa, ma qui?

Si circonda di uomini e donne di partito, per la maggior parte e il resto? zitti e mosca.

E lui tace! Tace e acconsente, sembra Mister Mandarino, fa l’inchino anche al portinaio di Chigi.

Ma intanto tace e noi stiamo a vedere…andrei a vivere su Marte ma non ha ancora l’abitabilità.

 

Il cigno

 

No. La differenza col governo precedente ancora non si vede: anche prima non c’era opposizione ( ora c’è solo Fratelli d’Italia e non basta). E non c’era neppure parlamento e  questo andazzo continua.
Non andava bene prima e non va bene adesso.
E non serve fare sarcasmo come sento fare dai nostalgici di Conte che non hanno ancora elaborato il lutto perché se questo andazzo continua nessuno è contento (a parte gli avvoltoi speculatori che ci sono sempre), tenere li Speranza è stata una mossa sbagliata. Dettata dalla paura.
Quindi per ora Draghi non ha dimostrato cuor di leone ma continua nella falsariga di prima che era falsa come quella di oggi.
Per questo la politica non va lasciata solo ai politici ma sono gli italiani che si devono mettere in testa di responsabilizzarsi. Se continuano i contagi è perché non hanno capito che devono stare attenti e seguire le regole: in abbondanza se ne fregano. Pensano che bastino le regole per fermarli: se non si seguono non servono a nulla. E allora se non lo capiscono e fanno quello che gli pare (li ho visto ammassati ovunque, Jesolo sabato era piena come a ferragosto) è inutile fare sarcasmo sulle regole, meglio farlo su quei cretini che credono che basti mettersi la mascherina sotto il mento e poi parlare a un metro in piazza oppure andare alla partita e ammassarsi fuori dallo stadio senza mascherina. E cosi daremo ancora alibi a tutti i governi per tenerci come polli da allevamento. No, Draghi ha già sbagliato a lasciare tutto in mano ancora a Speranza. Quasi 100 mila morti non sono un buon risultato, sono una catastrofe. E la catastrofe continua!

 

 

Il professor Garattini a Coffee Breack qualche minuto fa: ha detto che la responsabilità di questa situazione è del governo che non ha fatto quello che doveva fare, testuale.

E ha anche detto,  che ancora troppa gente se ne infischia delle regole e che se non si fanno i controlli continuerà cosi o peggio. La penso esattamente cosi e l’articolo avevo iniziato a scriverlo prima di sentirlo parlare. Quindi ne ho avuto la conferma da parte di qualcuno che non si può dire non abbia voce in capitolo.

 

Meglio il lockdownd duro che questo pastrocchio dei colori delle regioni che non fanno che fare confusione e cosi la gente pensa di poter fare come se niente fosse.
Il lockdown duro se serve si fa. Ma non può durare in eterno e neppure però può durare in eterno questo vai e vieni di spostamenti continui di date sempre più in là: o si agisce con fermezza oppure si continua all’infinito. Il governo precedente ha sbagliato molte cose quello attuale, per ora, va nella stessa direzione.
Io sono in lockdown duro da marzo dell’anno scorso, quanti italiani invece, se ne sono fregati delle regole? E quanti controlli omessi invece che essere effettuati rigidamente? E perché?

Quando Garattini parla di “governo” ovviamente si riferisce a Conte. Questo è appena partito. Ovvio.
Il fatto che il ministero della Salute lavori in team coi comitati scientifici non giustifica le responsabilità della politica che deve fare le cose con una visione d’insieme e con lo sguardo lungo: Speranza e Conte, hanno dimostrato scarsissima lungimiranza e fiato corto.

E tempo di cambiare davvero. Serve coraggio, anche un lockdown duro è preferibile a questa agonia. E i balletti dei politici siamo stufi di vederli. Siamo alla morte del cigno.
Speranza ha la responsabilità dell’apparato che coordina se non è in grado di attuare misure serie di contenimento né di farle rispettare, il “cigno”, cioè il paese, non può continuare ancora questa agonia.

Bisogna intervenire subito e con coraggio. Draghi avrà tutta la competenza del mondo in economia ma sta già dimostrando di non averla in politica e la politica è una visione globale delle cose.

Nonsolosoldi.

 

Chi tocca Rocco

Avete notato quanta gente si sbrodola, si fa i complimenti da sé, si auto esalta della propria intelligenza, acume, perspicacia, saggezza?

Capita di leggere un giornale, anche on line e di trovare il giornalista che scrive “ma io lo avevo detto”! Ma io lo avevo previsto”.

Oppure nei talk show…”Mi ricordo di essere stato qui tempo fa e di averlo affermato”…e via cosi.

Insomma tutti sanno tutto in anticipo e poi si auto elogiamo per il proprio acume. Come sono bravi!

Per non parlare di quelli che vanno a tutte le trasmissioni col loro libretto sottobraccio , pronti a cullarlo come un bebè ed a mostrarlo al conduttore con orgoglio: “guarda, ti piace? Mi è venuto bene, non credi?

Da qualche giorno gira un inquietante Rocco Casalino, l’ex portavoce di Conte, Cinquestella dichiarata e di sicuro illuminata.

Insomma, non fa che girare per le varie Tv, si mostra mentre piange e si asciuga le lacrime parla della grande immane fatica (molto ben retribuita però) di “portare la voce ” di Conte…una dura vita quella dell’uomo dietro le quinte, ma neppure poi tanto, gli suggeriva persino quando era arrivato il momento di soffiarsi il naso.

Ora ha anche lui il suo libro, una fatica immane riversata in un’opera che passerà alla storia, ce l’aveva pronta, la scriveva in tempo reale e se cadeva il Conte, la teneva al caldo, tra le coperte per darla subito in pasto ad avidi lettori che non aspettavano altro che leggere le memorie di Rocco dietro le quinte del governo più pazzo del mondo.

Perché sarà sicuramente un best seller, un capolavoro, un’opera da premio Pulitzer, ne sono sicura.

E Rocco aveva previsto molte cose e lo va dicendo dappertutto. Uno modestino Rocco, uno che di sicuro ora non starà mani in mano ma si attiverà per cercarsi qualche altro impiego ben remunerato. Con l’esperienza che ha fatto non farà fatica a trovarlo.

Potrebbe fare lui il candidato premier dei Cinquestelle alle prossime elezioni, tanto Rocco tutto sa e tutto vede. Potremmo anche noi essere baciati dalla stessa fortuna che sembra baciare di continuo lui, dove passa cresce l’erba anche sull’asfalto, un prato all’inglese proprio.

Ma…non so di quale dei due Movimenti potrebbe essere il candidato premier, gli originali o quelli di Dibba? Quelli che l’alternativa c’è?

Cioè i T.A.T.A (there are thousands of alternatives). O meglio i Cetra? Beh decideranno loro, anche se dubito che Rocco possa aspirare al premierato con i numeri che fanno ormai i grillini. Se li possono solo giocare al lotto e sperare nella Fortuna di Rocco. Qualcosa, se si tocca Rocco, si porta sempre a casa.

Abbiamo bisogno di cuore

In politica come in tanti altri campi, secondo me, ci vuole cuore, anzi molto cuore. E soprattutto in questo triste periodo nel quale un maledetto virus ha messo a dura prova la nostra resistenza fisica e mentale ed ha sconvolto la società e stravolto tutte le regole, messo in ginocchio l’economia e soprattutto infuso in tutti noi una grande sensazione di impotenza e di tristezza, avremmo più che mai bisogno di cuore.

“Tutte le critiche mosse al cuore, che risalgono alle origini stesse della filosofia lo hanno sempre incolpato di opinioni superficiali, di soggettivismo. autoinganno, adesione al mondo inaffidabile dei sensi. Si e allora? La facoltà immaginativa inizia in un cuore consapevole che esistono immagini veritiere ed immagini false e che esse non sono in contraddizione semmai sono in correlazione addirittura contigue, non si può avere il vero senza il falso. Riconosciamo che stiamo immaginando secondo verità grazie a una sottile sensibilità per le illusioni, per cui avvertiamo quando partiamo per la direzione sbagliata”.
Tratto da ” L’anima del mondo e il pensiero del cuore”. Di James Hillman.

Sulla politica ci facciamo spesso troppe illusioni e forse mettiamo a tacere il cuore che ci dice che non dovremmo fidarci troppo.
Se non esiste felicità senza dolore, non esiste politica senza disillusione.
Quello che secondo me dobbiamo chiedere ai politici non è di fare i miracoli ma di osservare la realtà e comportarsi secondo coscienza. Di adempiere ai loro doveri senza però ingannarci con promesse irrealizzabili ma avere consapevolezza dei tanti problemi e attivarsi nel modo migliore per risolverli.
Draghi avrà un cuore da leone? Forse e ce lo aspettiamo tutti. Ma non credo possa fare miracoli. E infatti non me li aspetto, ma vorrei provare ad essere ottimista. Intanto parte male: la chiusura ulteriore delle regioni a che serve?
Non è ancora un altro modo per fare iniezioni di sfiducia?
Abbiamo bisogno di terapie contro il virus ma anche di iniezioni di fiducia perché dalle crisi si esce anche credendo di poterne uscire. E per farlo abbiamo bisogno di tutte le nostre migliori facoltà che non possono essere avvilite ogni giorno dalle narrazioni pessimiste che inoculano altro pessimismo.
Mi auguro davvero che questo governo abbia visioni “del cuore”, coraggio e sensibilità, ce ne vuole davvero tanto ma senza coraggio, senza cuore, non si vince nessuna battaglia.