Libera espressione

Quando ho aperto questo blog, quasi tre anni fa, sapevo vagamente a cosa andavo incontro, ma giunti a quanto punto sento il bisogno di mettere in chiaro alcune cose.

Chi si sofferma a leggerlo è il benvenuto e può trovare che quello che scrivo sia condivisibile o opinabile  e infatti ci sono le caselle dei commenti proprio per permettere di opinare. E’ liberissimo di leggere, criticare, giudicare e poi andarsene senza fornire alcuna spiegazione. Chiedo solo che le critiche siano formulate educatamente e che non ci siano offese né dirette a me né ad altre persone. Questo l’ho già scritto ma credo giovi ripeterlo.

Le discussioni possono anche essere accese ma non andare oltre questi limiti.

E’ successo anche di recente che abbia dovuto leggere critiche nei riguardi miei e del blog che ho trovato volgari e senza fondamento e non faccio mai mistero di come la penso in merito a certe affermazioni. Chi mi legge lo sa.

E chi non si adegua ma vorrebbe poter scrivere  senza venire contraddetto, tutto quanto gli aggrada, dopo un po’ sparisce. Ma questo lo ritengo normale.

Da qualche tempo però, ho la sensazione, parlo con cognizione di causa,  che ci sia chi diffonde tra i commentatori  “giudizi malevoli” con l’intenzione di spargere zizzania e di fare pettegolezzi. Ed è più che un’impressione.

E’ una pratica molto diffusa. Non la scopro certo io.

Ed ho molte ragioni di credere che non sia un sospetto infondato, anzi. Dopotutto il pettegolezzo è un’arma molto usata da chi non ne possiede altre ma vorrebbe lo stesso colpire le vittime  delle proprie ossessioni.

Vorrei citare, solo come esempio più recente, gli ultimi commenti di Romolo il quale scrive su questo blog da un po’ e mai aveva espresso critiche poste in quel modo. Francamente ho avuto subito l’impressione che qualcosa non tornasse. Romolo si è sempre comportato in modo oltremodo corretto, oltre che spesso in sintonia con le mie opinioni e viceversa. Come mai solo adesso scopre la “muraglia”?

Mi sono decisa a rendere pubblico quello che io non considero solo un vago sospetto perché, francamente mi sono stancata di certe critiche del tipo che qui ci sarebbero dei “muri”, a me sembra proprio il contrario e cancello solo quel poco o pochissimo che a mio giudizio non merita di essere pubblicato e che offenderebbe prima di tutto il suo autore e argomento diffusamente su tutto il resto e non credo affatto che ci siano muraglie ma la possibilità per tutti, entro certi limiti, di esprimersi sugli argomenti proposti. E Romolo non può certo dire che gli sia stato negato lo spazio per farlo.

Di solito chi è oggetto di pettegolezzi ne è inconsapevole ed ha pochi mezzi per smascherare i pettegoli, io ho questo e se mi sono decisa a denunciarlo ho le mie buone ragioni.

Con questo non spero di ottenere nulla, il pettegolo di solito è un povero megalomane che pensa di svolgere una “funzione sociale” e non mi aspetto certo che chi viene contattato da lui me lo venga a riferire. Niente di tutto questo, ma era una cosa che volevo far conoscere a chi mi legge e non è certo rivolta  alle persone per bene che scrivono qui abitualmente e che ringrazio, ma a chi leggerà e si riconoscerà voglio dire che trovo questo “sistema” subdolo, puerile e meschino.

Se Romolo è in buona fede, come io voglio sperare, lo invito a dirmi, ma sinceramente, se sono in errore. Sono pronta a ricredermi (almeno per quanto riguarda lui). Anche se questo non significherebbe che i pettegolezzi sono frutto della mia fantasia, ma solo che a lui non sono arrivati. Anche se, francamente, farei comunque fatica a capire questo cambio repentino di atteggiamento nei miei riguardi.

A questo punto devo dire che ho l’intenzione di continuare ad esporre francamente le mie opinioni su tutto quanto penso ne valga la pena e continuerò a farlo fintanto che lo riterrò opportuno e nella forma che riterrò più congegnale e non mi lascio certo intimorire né influenzare da giudizi che hanno tutta l’aria di essere solo un pretesto per svilire le mie idee e argomentazioni e farmi passare la voglia di pubblicarle.

Anzi, se c’è qualcuno che ci spera è in errore, farò proprio il contrario!

Questo è quanto, ognuno ne tragga le proprie conclusioni. Grazie per l’attenzione.

 

 

Cassoni

Soddisfatto nel vedere i cassoni arrugginiti emergere dalle acque come per miracolo, a Venezia, durante le prove tecniche di inefficienza del sistema di dighe mobili denominato sontuosamente Mose, costato una montagna di soldi, corruzione e che per ora non è ancora servito a niente se non a far fare passerelle ai vari politici…Conte, ha detto, en passant, che prorogherà l’emergenza Covid fino a fine anno senza passare dal Parlamento e senza consultare il comitato di esperti.

Ormai si è fatto le ossa. E’ lui il sommo Esperto di tutto e anche di più. Si aggira per il mondo come lo scettico blu lanciando occhiatine di malcelata soddisfazione per la meraviglia che la sua persona suscita nei passanti e soprattutto nelle passanti.

E’ elegante e convincente, gli manca solo una gardenia all’occhiello è poi sarebbe il perfetto seduttore…dell’umanità intera.

Ha deciso, lui (forse si è consultato col povero, umile, tremebondo ministro dell’Epidemia e col tracotante consigliere dell’Arroganza Grillina: Rocco Casaligno). E ormai è andata! Informata la stampa…cosa fatta capo ha! Il potere sa che cosa è e come si usa…il professore.

E lui ormai è capo a tutti gli effetti e che effetto che fa sentirlo parlare con quell’eloquio forbito e elegante mai sopra le righe ma neppure troppo sotto, sempre in equilibrio “sopra la follia”.

Vuole altro strapotere in caso dovesse comprare mascherine senza passare per le gare d’appalto, se servissero e non ci fosse tempo per indirle. Saggio o furbo? E chi lo sa?  Ha il consenso di cotanto popolo, che ci occorre di più?

Dunque che cosa ci nascondono? Siamo in pericolo? Siamo già morti e non ce ne siamo accorti? Emergenza a vita?

Dice…ci sono troppi focolai e con questo caldo e quello che farà non ce lo possiamo permettere.

Prima aprono, poi chiudono in tutta fretta e in tutta furia e però, si tengono i pieni poteri. Non si sa mai.

Non siamo più alle prove tecniche, siamo alla Contentatura democratica. Si è informato è giurista. ha giurato, si comporterà con dignità e onore, lasciatelo fare, l’emergenza infinita è quello che ci serve per restare in attesa di ordini. Dentro, fuori, a comprare o a spararsi?

Deciderà Conte, che tutto vede, tutto sa e tutto può.

Napoleone Bonaparte al suo confronto era un cassone arrugginito.

 

Punti di vista

Ci sono voluti anni e anni per far entrare nel cervello degli italiani che il Grillismo era l’unica strada per la salvezza ed ora dopo due anni che i grillini stanno comodamente seduti al governo hanno confermato che la rivoluzione si può fare anche vestiti bene, con un bel conto in banca e l’auto blu, ma a tempo debito. Tanto gli italiani al debito hanno fatto il callo, che sarà mai?

Subito la volevate? Allora siete degli ingenui che credono alle favole, ed ecco perché i grillini hanno dovuto usare le maniere forti e rompere la scatoletta di tonno coi denti, proprio perché gli italiani sono di facile imbarbogimento e si lasciano fregare dal primo che gli racconta che lo salverà dalle crisi.

Loro no. Loro sono incoerenti con se stessi e perciò fanno tutto quello che avevano promesso, ma al contrario.

Sarebbe stato troppo facile mettersi a combattere contro i mulini al vento da governanti, eh si, bravi fessi, cosi eravamo buoni tutti. Mentre andare al governo starci per due anni con Tizio e con Sempronio e se non basta anche con Caio , con alla guida un Conte di quella fatta che va in giro mostrando la bella faccia e la simpatica zeppola multilingue…è la perfetta rivoluzione statica che i grillini avevano già in mente e che da rivoluzionari seduti gli è venuta benissimo.

Volevano sconfiggere e la povertà ed è più viva che mai, ma era previsto. Volevano tutti redditati e felici, occupatissimi a cercare lavori inesistenti guidati dai navigators e invece i navigators chiedono i sussidi statali  e non guidano neppure il monopattino. Ma era previsto.

Volevano sconfiggere tutte le criminalità organizzate o disorganizzate, la corruzione e la malavita per rendere il paese più libero e più bello? Ebbene ci sono i criminali in giro, più o meno evasi di giorno, ma anche questo era previsto. Tutto calcolato, tutto scientifico. E la colpa è del Covid, prendetevela col Covid, che c’entrano loro?

I criminali si eliminano meglio se si elimina la lotta alla criminalità. Si può sempre dire che era un problema di percezione.

Ora, poi, non veniteci a raccontare che siete delusi perché la gestione del nuovo Ponte di Genova è stata affidata ancora  ai Benetton. Ma era ovvio che doveva finire cosi. Ma scusate, le strade di accesso e di uscita per e dal ponte sono ancora gestite da loro, come si faceva a dare la concessione a Pinco?

Ma non scherziamo dai, i grillini non hanno tempo da perdere con queste bazzecole, la rivoluzione richiede tempo è vero ma mica ere geologiche, prima o poi le somme bisogna farle e le intese salvarle, quindi non cincischiamo con questioni di secondaria importanza. Avevano parlato di revoca della concessione? Ebbene si. Ma è proprio questo il punto, bisogna mettere le dita nelle piaghe e loro ce le mettono, ma poi  vorreste che fossero loro anche a sanarle?

E poi poteva cadere il governo sul Ponte. Poteva o ponteva? Sul ponte o dal ponte e allora, salvo intese errori ed omissioni e decisioni rimandate, dilazionate  dell’ultima ora, per ora, si fa cosi. Cioè esattamente il contrario di quello che predicano da due anni. Perfetto direi.

Loro, i grillini, sono molli e puri, non chiedetegli mai perché fanno sempre , immancabilmente il contrario di quello che dicono, sareste noiosi, scontati e finti indignati.

La risposta che vi possono dare, l’unica plausibile è: perché si! O meglio, perché no?

In fondo è solo una questione di punti…di vista.

 

Salvo varie ed eventuali

Anche Conte chiama il suo dl Semplificazioni: “la madre di tutte le battaglie”. Se non ricordo male l’aveva usata Renzi per il suo Referendum ma la madre lo ha preso a ceffoni.

La notte passata sulle sudate carte ha dato l’esito di 100 pagine e 50 articoli che dovrebbero rilanciare l’Italia in orbita.

Però…c’è un però, c’è sempre un però…tutto questo lavoro indefesso sulle nuove procedure riviste e corrette per dare impulso alla crescita, sono…”salvo intese”.E allora? Di che parlano? Se non sono d’accordo, che ci raccontano?

Lo faranno il condono edilizio? Modificheranno o introdurranno ex novo, il codice degli appalti, la legge sull’abuso d’ufficio, la digitalizzazione, lo smart working, la green economy? Ma certo, è tutto scritto nero su bianco ma…salvo intese.

Cioè, liberi di cambiare idea all’ultimo momento.

Ho immaginato, per esempio, un contratto qualsiasi con questa formula, ad esempio un matrimonio.

Gli sposi mettono la firma sul registro, emozionati e felici e non vedono l’ora di trovarsi da soli e manco se ne accorgono che li sotto, in fondo a sinistra ci sono queste due paroline…salvo intese.

Eh no! Come sarebbe a dire? O siamo d’accordo o non lo siamo, o ci amiamo o ci odiamo, o ci rispettiamo o ci prendiamo in giro.

Badate le parole possono fare molta differenza. Io non mi sentirei tanto tranquilla. Alla prima lite seria, l’amato coniuge potrebbe dire all’amata coniuge: – ma chi ti conosce? – Ma come? Ma se abbiamo firmato davanti…

-Si…ma…salvo intese.

-E siccome di intese qui non ce ne sono perché sei una prepotente, indisponente che vuole sempre avere ragione e non intendi mai quello che io intendo, sai che c’è?

Bene, lascio immaginare il seguito.

Ecco, ho come l’impressione che ci prendano un poco in giro. Poco, appena, appena. Può essere una mia impressione sbagliata e che siano nel giusto lorsignori quando si lasciano aperta una possibilità di ritoccare, rimaneggiare, accapigliarsi o accordarsi…nello spirito del buon governo che decide si ma…salvo intese da definirsi in altre sedi.

Varie ed eventuali.

Potere senza controllo

“””Per democrazia non intendo affatto qualcosa di vago come ‘il governo del popolo’ o ‘il governo della maggioranza’, ma un insieme di istituzioni (e fra esse specialmente le elezioni generali, cioè il diritto del popolo di licenziare il governo) che permettano il controllopubblico dei governanti e il loro licenziamento da parte dei governati e che consentano ai governati di ottenere riforme senza ricorrere alla violenza e anche contro la volontà dei governanti.”
Karl Popper
“La democrazia consiste nel mettere sotto controllo il poterepolitico.”
Karl Popper

come si può, meglio che con pubbliche elezioni mettere “sotto controllo il potere politico”?
Il governo attuale, come il precedente, è nato da un compromesso tra partiti che si detestavano e si facevano la guerra tutti i minuti.
Entrambi i governi a “guida” Conte sono stati un “tradimento” della volontà del popolo.
Attualmente la maggioranza in Parlamento non è più rappresentativa del paese, le ultime regionali ne hanno dato una prova inequivocabile: il M5S che detiene ancora il maggior numero di parlamentari, in quella tornata elettorale (ma anche prima) ha perso quasi metà dei voti che aveva ottenuto alle elezioni nazionali.
Il compito dell’opposizione è certamente quello di pungolare il governo perché attui le riforme che servono ad un paese ma deve anche essere messa in condizioni di farlo, altrimenti si tratta solo di ipocrisia e di enunciazioni fatte al solo scopo di dimostrare aperture che di fatto non esistono.
Il fatto che le destre abbiano rinunciato a partecipare agli stati generali (una burla e uno spreco di soldi del contribuente) non è stata “un’occasione persa” ma un’occasione per dimostrare dissenso verso una inutile passerella alla quale non si sono prestati.
Attualmente  (ma ormai da mesi) i sondaggi (per quello che valgono), danno una netta prevalenza di consensi verso la parte destroide del paese. Francamente, non credo che a tutte queste persone  si possa semplicemente rispondere: “tu non sei in grado di esprimere un parere perché non sai quello che dici”, come fanno in molti con partigianeria che non ha niente di democratico.
Ovviamente, non so dire se il governo che il popolo potrebbe eleggere, se si andasse subito a nuove elezioni, sarebbe migliore dell’attuale (per quanto…) ma questo non significa affatto che dobbiamo tenere ibernato un governo solo perché chi lo sostiene teme che un altro governo farebbe disastri. Questo suona tanto di scusa per tenersi “il posto” al caldo.
Questo non è affatto Democrazia, a mio parere ma solo timore di vedere andare al governo chi non ci piace, chi non ci rappresenta, chi potrebbe anche avere idee all’opposto delle nostre. Parlo ovviamente di chi sostiene con i denti l’attuale governo  e anche di chi come me non lo sostiene, ma non è certo di destra. Vorrei concludere con questa famosa citazione: “E’ la democrazia, bellezza”.
Tenere sotto scacco un intero paese con un governo che non sa decidere a causa dei troppi enormi  dissidi interni alla stessa maggioranza, solo per la paura di quello che il popolo (sovrano) stesso potrebbe decidere, equivale a sospendere la democrazia.
E questo secondo me non corrisponde affatto agli ideali di democrazia e libertà fondamenta della nostra Costituzione.

Libertà… soprattutto

Quante volte al giorno sentiamo pronunciare la parola libertà?
La sospensione della libertà, in politica, corrisponde alla dittatura, cioè alla supremazia di una oligarchia sul popolo. La dittatura è un tempo sospeso durante il quale vengono violati i diritti fondamentali senza i quali l’umanità cessa di essere tale per trasformarsi in bestialità: la libertà d’azione e di pensiero.
L’assenza di libertà rende l’uomo più simile alle bestie. Impedendogli di praticare il libero arbitrio, viene meno la capacità di scelta e prevale l’istintività.

Esiste nell’Italia democratica la libertà d’opinione? Quella sancita dall’articolo 21 della Costituzione?
Esiste solo in parte. Credo che sia condizionata da una enorme mole di fattori. Alcuni legati a qualità intrinseche delle persone, altri determinati da situazioni ambientali.
Quando esprimiamo un’opinione siamo certi di farlo in piena libertà? Non siamo forse condizionati dall’ambiente in cui siamo vissuti o dall’educazione che abbiamo ricevuto? E una volta espressa, ci sentiamo liberi di divulgarla come veramente “nostra” o non siamo forse condizionati dai mezzi di diffusione delle idee altrimenti chiamati mezzi di comunicazione di massa?
Possiamo permetterci sempre di essere sinceri fino in fondo quando esprimiamo la nostra opinione oppure siamo frenati dalla paura di scontentare qualcuno o addirittura, in casi estremi, di essere censurati?

Quante volte, da bambini, i nostri genitori ci hanno detto: “ questo non si dice, non sta bene, devi stare attento a come ti esprimi”.
L’opinione è l’espressione del nostro io profondo o è una idea mediata dalle infrastrutture mentali, da stimoli esterni, dalle convenienze o dalle opportunità?
Nella sospensione della libertà, cioè nella dittatura, ognuno deve esprimersi in modo da non dispiacere all’oligarchia al potere. Deve pensare ed agire secondo regole predeterminate che prescindono dalla piena espressione individuale e che, al contrario, ne limitano le facoltà. Ma siamo proprio sicuri che in Democrazia ciò non avvenga in maniera più subdola?

Non è libertà quella che qualcuno si arroga quando sputa sentenze senza limiti ma non è libertà neppure quando un’opinione espressa con civiltà viene censurata perché non gradita a qualcuno.
In particolare quando quel qualcuno corrisponde ad un’espressione di potere. Sotto qualsiasi aspetto la si guardi la libertà di espressione è sempre condizionata da qualcosa o da qualcuno. Potrei citare l’esempio di chi, nascondendosi dietro un computer, o anche a viso aperto, lancia invettive, ingiurie, minacce a chi, invece, esprime la propria opinione con rispetto e civiltà.

L’Italia è un Paese Democratico e la libertà d’espressione è sacra.
La libera circolazione delle idee e il dibattito sereno tra le persone che pur non condividendo le stesse opinioni, le rispettano reciprocamente, sono sempre da incentivare se vogliamo che la democrazia non diventi un involucro vuoto. Un contenitore che raccoglie solo astio e rabbia diffusa e diventi veicolo di teorizzazione di finte libertà.
Credo sia dovere di tutti i cittadini di questo Paese, difendere la libertà d’opinione e la Democrazia con tutti i mezzi leciti, primo fra tutti la libera circolazione delle idee anche quando contrastino con qualche forma di potere.

Anzi, direi. soprattutto.

 

Tiritera della domenica

Che dare retta a chicchessia

sia la più grande corbelleria

che impelagarsi in discussioni

con chi non sente mai ragioni

e che sproloquia diffusamente

su tutto ciò che gli salta in mente

e per il quale non c’è mai caso

dove non voglia ficcare il naso

e trova tutti gli espedienti

per dirla tutta fuori dai denti

su tutto quello che gli aggrada

e tutto il resto comunque vada

impertinente ed arrogante

meschinamente affabulante

che trova sempre la maniera

per dispiegar la sua tiritera

su quanto il mondo sia cattivo

mentre lui ostenta il distintivo

di uomo probo e piucheperfetto

mai un errore, questo va detto.

Se poi di donna deve trattarsi

allora parte con il vantarsi

che mai una volta nella sua vita

che le tagliassero pur le dita

ha mai parlato mal di qualcuno

che possa essere giudicata

come una donna poco educata

se mai una volta neppur per caso

in fatti altrui mai ha messo il naso.

Ora chi legge può domandare

Ma questa dove vuole arrivare?

Ma la risposta a questa domanda

ognun da solo se la può dare.

Potrebbe essere null’altro

che tiritera domenicale.

 

Ps: l’avevo scritta due anni fa e pubblicata qui, ma ora che l’ho ritrovata per caso mi pare che si possa dire ancora attuale. A me pare, naturalmente.

Ma non è ispirata da nessuno in particolare, solo una considerazione del tutto generale.

Lo stregone

L’ambito Premio Strega, è stato vinto da Sandro Veronesi con “Il colibrì”, aveva già vinto nel 2006 con “Caos calmo”.

Non ho letto nessuno dei due e non credo li leggerò. Magari sono bellissimi, non ne dubito, ma è mai possibile che in Italia non ci siamo scrittrici? Che a vincere sempre siano uomini?

Il premio Strega è stato fondato nel 1947 e da allora sono solo 11 le donne che lo hanno vinto.

Neppure quest’anno le donne sono riuscite a rompere il famoso soffitto di cristallo. Quello che frena tutte le carriere delle donne da sempre. Ci cozzano contro ma quanto è duro!

Sarà un pregiudizio il mio, di sicuro, sarà che gli uomini sono molto più bravi di noi, sarà…ma non mi riesce, francamente di capire, come mai anche in questo campo, le donne debbano essere in minoranza.

Minoranza si fa per dire, in questo caso il loro numero è risibile confrontato a quello dei loro colleghi maschi.

Capisco benissimo che sotto ci siano interessi vari ed eventuali. E’ sempre cosi in Italia e non cambierà forse mai.

Conta chi conta, gli altri non contano. E soprattutto se sei donna, se non conti, non conti nulla.

Puoi anche essere la migliore in qualsiasi disciplina, non conti nulla. Se non ha maniglie alle quali afferrarti, sei fuori, out. Eccezioni? Mah, forse cosi poche da essere invisibili.

Meritocrazia? Utopia. Chi scriverà il prossimo romanzo vincitore del prossimo Strega? ma… uno “stregone”, quasi per certo!

Una vecchia questione di attualità

Potrà sembrare un tema trito. Le donne che in questo periodo soffrono di più a causa della pandemia, del prima, durante e dopo virus.

Le donne si prendono sulle spalle la famiglia, la casa, i genitori, se serve, i figli, il lavoro se ce l’hanno e quando ce l’hanno o è precario o sottopagato e molto meno gratificante di quello di un uomo.
Le donne si occupano delle cure familiari circa 4 ore e passa al giorno, mentre l’uomo 1 ora e passa, secondo una recente statistica.
Ma lo sapevamo e mi meraviglia anche quell’ora, forse più uomini si rendono conto di quanto siano stressanti  i compiti giornalieri di una donna.
Ripetitivi, incombenti, sempre col fiato sul collo. Tanto, a volte, da farle ammalare di stress. Ma poi, chi se ne importa? Nessuno, perchè tanto la casa deve andare avanti, il lavoro se c’è pure, i figli se ci sono idem, i genitori se malati meglio ancora …
E la vita per le donne si è complicata al cubo in questo periodo: loro vengono licenziate di più perché sono loro in genere le bariste, le lavapiatti, le commesse e tutti questi lavori ora sono in crisi profonda e lo saranno, pare, ancora di più in futuro.
Quindi le donne pagano sempre due volte le crisi, sempre, di qualsiasi natura siano.
E se ne devono anche stare zitte perché altrimenti se parlano perdono tempo e risultano delle ingrate.
I maltrattamenti sono aumentati e le donne manco denunciano più, il lavoro a casa costringe ad una convivenza sempre più difficile, quando non assistiamo a casi limite( ma non troppo) del padre che per vendicarsi della moglie che vuole lasciarlo, ammazza i figli, le manda un messaggio dove le annuncia la loro morte e poi si suicida. La tecnologia al servizio dell’orrore.
Uomini “normali” sempre tutti “normali” uccidono i figli o le mogli o le compagne, a seconda di come gli gira ma uccidono.
Ma se tu, donna, osi anche solo far notare che siamo alla notte della civiltà anche qui, nella civilissima Italia, apriti cielo. Si scatena l’inferno.
Tutti pronti a dirti che sono casi, rari, casi, di qualche malato di mente ma certo gli uomini non sono cosi, sei tu, maligna.
Certo, ci mancherebbe che fossero cosi, gli uomini, non lo sono di certo “cosi”.
Però, intanto le donne pagano, pagano sempre, pagano tutto con gli interessi.
E poi, dopo che hanno pagato devono rimettere insieme i cocci e gli va ancora bene.
Perciò chiedere la parità, l’eguaglianza dei salari, i “diritti” delle donne di non essere discriminate o maltrattate o sottopagate o sfruttate in tutti i modi…è utopia. Sembra, almeno “utopia”.Il maschilismo  è una cosa che gli uomini non vogliono più neppur sentir nominare, acqua passata, tanto a loro che gli importa? Mica sanno cosa significa perché il femminismo non è altro che un movimento (superato) che chiedeva solo quello che alle donne spetta di diritto. Una difesa dalla sopraffazione mentre il maschilismo, sotto tutte le sue molteplici maschere è sopraffazione. Ora  se osi alzare la testa, dire la tua, argomentare…pretendere di essere trattata con rispetto… sei vetero femminista, buona solo a perdere il tuo tempo in ciarle e gli uomini, tanti uomini, troppi ancora, uomini, si tengono per manina come all’asilo tra loro e se possono si uniscono  per “dargli una bella lezione”,  per “fargli passare la voglia di protestare” e anche, volendo di pretendere di stare alla “pari” del maschio. Strano, non sembra ma è ancora cosi, anzi più che mai cosi.
Farsi “furbe”. Ecco cosa bisogna fare, farsi “furbe”. Facciamoci furbe, la furbizia paga, meno che agli uomini ma paga. Ecco la soluzione. Ma perché non ci avevamo pensato prima?
Ammicchiamo, salutiamo cortesemente, diciamo sempre di si, abbozziamo, fingiamo di non capire, facciamo l’occhio languido…insomma torniamo all’800 e forse riusciremo a salvare se non l’onore almeno la pelle.
Naturalmente scherzo, anche se, da quello che noto in giro, molte donne lo fanno di già senza nemmeno rendersene pienamente conto.

Le borse

Questa riabilitazione di Berlusconi mi puzza. Le parole che avrebbe detto il giudice Franco, che ora non può più né confermare né smentire mi puzzano una cifra ingente.
Ora Forza Italia invoca la revisione del processo Mediaset, quello dove Silvio è stato condannato per frode fiscale e che gli è costato il posto da senatore e il prestigio, si insomma, si fa per dire, visto quello che combinava nelle segrete stanze delle sue ville e di cui ci sono ancora strascichi giudiziari.
Quelli per intenderci delle cene eleganti.
Di cui a me interessa meno di nulla, intendiamoci se non fosse che quel signore ha occupato la scena politica per un ventennio, fatto tendenza e combinato guai notevoli.
Mi puzza proprio tanto. Non starà maneggiando per tornare al governo?
magari assieme al suo pupillo leghista, magari come suo badante?
Quando c’è lui di mezzo bisogna aspettarsi qualsiasi cosa.
Ha due borse sotto gli occhi che potrebbero contenere arnesi da scasso, attenzione signori perché il lupo perde il vizio ma non il pelo. E Berlusconi di pelo, magari raccogliticcio, né ha ancora in abbondanza.